L'italiano in Grecia

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Vi interessa.
22/04/2026

Vi interessa.

🗓️📣 𝗩𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹'𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟳 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲!

Non perdere questa giornata seminariale: tanti momenti di confronto e riflessione con professori ed esperti del settore! 📚

È un'opportunità per scambiare idee e arricchirsi riguardo la 𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶. 💻✨

🖥️ possibile seguire il 𝘀𝗲𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲 𝘀𝘂 𝗭𝗼𝗼𝗺: https://zoom.us/j/91552478846

➡️ 𝗦𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮: https://shorturl.at/h8LbF

Per gli interessati.
07/04/2026

Per gli interessati.

Segnaliamo il seminario gratuito online rivolto in particolare a operatori, educatori, assistenti sociali e insegnanti di italiano L2 e a tutti gli interessati, sul tema "“Da una lingua all’altra”. Risorse dal repertorio linguistico individuale nella classe di italiano L2" che si svolgerà online il 23 aprile dalle 16.30 alle 18.30.
L'iniziativa è stata promossa dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DISLL) dell'Università di Padova e organizzata da Maria Grazia Busà, Matteo Santipolo, Valeria Baruzzo e Ahmed M.A. Said nell’ambito dei Progetti del FONDO ASILO MIGRAZIONE E INTEGRAZIONE (FAMI) 2021–2027.
Registrazione tramite scansione del QR code sulla locandina oppure tramite il seguente link https://forms.gle/zd2QRQ95yHRVfnzV7
La registrazione per partecipare all’evento è aperta fino al 21.04.2026 (salvo esaurimento posti).

04/04/2026

Un grande linguista, un grande maestro.

Se vi interessa sapere come scriveva Leopardi, per esempio.
01/04/2026

Se vi interessa sapere come scriveva Leopardi, per esempio.

I pregiati autografi di Giacomo Leopardi, conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, sono momentaneamente esposti alla Villa Farnesina di Roma, in occasione della mostra
“𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗶. 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮."

Questi manoscritti rappresentano una preziosa testimonianza del patrimonio storico e culturale italiano e permettono di entrare in contatto diretto con la scrittura e il processo creativo di uno dei più grandi autori della nostra letteratura.

Se vuoi esplorarli online, gli autografi digitalizzati sono disponibili nella Biblioteca Digitale, sempre consultabili al seguente link che puoi copiare e incollare: https://dl.bnnonline.it/handle/20.500.12113/4758

Non perderti questa occasione unica per andare oltre l’idea dei capolavori come opere perfette e scoprirne la fase iniziale e provvisoria.

“𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗶. 𝗚𝗹𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮."
Dal 27 gennaio 2026 al 25 aprile 2026
Villa Farnesina, Roma

Per informazioni sulla mostra: https://www.villafarnesina.it/in-corso/come-nascono-i-classici-lincei-in-collaborazione-con-sapienza-per-gli-autografi-della-letteratura-italiana/

Da non perdere!
31/03/2026

Da non perdere!

Quando gli studenti accoltellano i professori (talvolta senza coltello)...
27/03/2026

Quando gli studenti accoltellano i professori (talvolta senza coltello)...

Una professoressa viene accoltellata a scuola da un suo studente di 13 anni. E dal letto d'ospedale, scrive una lettera in cui non c'è una sola parola di rancore. Non una.

Chiede ai suoi alunni di non avere paura. Chiede alla comunità di non lasciarsi vincere dal buio. E dice che tornerà in classe, perché insegnare è la sua vocazione.

Questa è la professoressa Chiara Mocchi, questa è la sua lettera. Leggetela:

“A tutti voi, adorati alunni, colleghi, genitori, soccorritori, personale sanitario, autorità, forze dell’ordine, familiari, giornalisti, e persone che mi avete circondato da subito di affetto e solidarietà. Sto dettando queste poche righe con la voce ancora flebile, al mio legale, ma con il cuore colmo di gratitudine.

Non avrei mai pensato che un giorno avrei dovuto raccontare un dolore così grande, né che avrei attraversato una prova così profonda. Eppure eccomi qui, ancora viva. E questo lo devo a molti di voi.

In un attimo, un gesto improvviso e incomprensibile ha spezzato la quotidianità della scuola, trasformando una mattina come tante in un incubo. Quelle coltellate sul mio collo e sul mio torace avrebbero potuto fermare il mio cammino per sempre. So che addirittura la scena è stata ripresa via cellulare, è stata drammatica quanto irreale. Io stessa fatico a ricordarla senza tremare.

Ma subito, attorno a me, si è mosso un mondo di coraggio e di umanità.

Ai colleghi che sono intervenuti senza alcuna esitazione, rischiando personalmente per mettermi in salvo: il vostro sangue freddo e la vostra forza hanno creato una barriera tra me e la morte.

Agli studenti che hanno gridato aiuto, che hanno pianto, che si sono spaventati e hanno visto qualcosa che nessuno dovrebbe vedere a tredici anni: sappiate che non porto rabbia né paura nel cuore, ma solo desiderio di rivedervi crescere sereni e protetti.

Al personale dell’elisoccorso, che ha bloccato un’emorragia devastante, che ha lottato contro il tempo, che mi ha restituito un battito stabile con un a lunga trasfusione, mentre la linfa della vita usciva dalle mie ferite: non dimenticherò mai le vostre mani ferme e la vostra calma.

Ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari che mi hanno accolto, curato e operato con una delicatezza che va oltre il dovere: siete stati famiglia.

Alle forze dell’ordine e alle autorità, presenti subito, attente, rispettose, che hanno messo ordine nel caos e garantito sicurezza a tutti.

A mio fratello Giampaolo, che ha tremato, pregato, vegliato accanto a me senza mai perdere la speranza.

All’avvocato Angelo Lino Murtas, che mi sta accompagnando con sensibilità e competenza in un percorso che non avrei mai immaginato di dover affrontare.

Ai genitori, che mi scrivono, che mi abbracciano anche se solo da lontano, che hanno raccontato ai propri figli il valore dell’empatia e della vita.

A chiunque mi sta mandando messaggi, preghiere, pensieri, anche senza conoscermi: li ho sentiti arrivare tutti, uno per uno, come fili che mi hanno ricucito l’anima. Oggi sono ancora debole, la voce è un soffio, il corpo ha ferite profonde ancora fresche. Ma il mio spirito è vivo. E questa vita è un dono che non sprecherò.

So che quanto accaduto ha sconvolto molti di voi. Ha generato paure, domande, forse persino scoramento. Per questo vi dico: non lasciamoci vincere dal buio. Ai miei amati alunni, non fermatevi, non arrendetevi, studiate e preparatevi per il vostro futuro senza nessuna paura, ma solo e unicamente con coraggio.

Questa ferita non deve diventare un muro, ma un ponte: verso una scuola più attenta, verso una comunità più unita, verso un modo nuovo di stare accanto ai ragazzi, soprattutto quelli che fanno più fatica, come magari quello che mi ha colpito che forse nel profondo non saprà neanche perché. Come non lo sapranno i suoi genitori.

Se il Signore vorrà concedermelo, io tornerò. Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande.

A tutti voi, dal profondo del cuore: grazie.
Grazie per avermi salvata, sorretta, pensata, custodita.

Grazie per darmi la forza di guardare avanti, non indietro, e soprattutto il sogno di potercela fare ancora.
Con commossa gratitudine.

Prof. Chiara Mocchi”.

Questa lettera non è solo un atto di coraggio personale. È l'essenza di cosa significhi essere insegnanti in questo Paese. È la dimostrazione che la scuola, anche quando viene ferita nel modo più brutale, risponde con umanità, con cura, con amore.

Grazie, professoressa Mocchi. L'Italia ha bisogno di persone come lei.

17/03/2026

La scoperta dell'acqua calda! :)

Fratelli d'Italia / l'Italia s'è desta...
17/03/2026

Fratelli d'Italia / l'Italia s'è desta...

Con una bella immagine di piazza dell’Unità d’Italia a Trieste, ricordiamo che oggi, 17 marzo, è il centosessantacinquesimo anniversario dell’Unità d’Italia.
Il 17 marzo del 1861, infatti, è proclamata presso il parlamento di Torino la nascita del Regno d’Italia in base alla legge n. 4761 proposta da Camillo Benso, conte di Cavour. Vittorio Emanuele II di Savoia assume, inoltre, così, il titolo di Re d’Italia.

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