18/02/2020
SCELTA DEL GRUPPO E DEL PI: QUALCHE TRUCCO
Indipendentemente dall’ambito di ricerca o dalla città in cui avete deciso di svolgere il vostro percorso di studi, ci sono altre cose da considerare nella scelta del laboratorio. Se avrete la possibilità di visitare il laboratorio per il colloquio, allora avrete modo di parlare con i membri del gruppo e rendervi conto della situazione. Tenete bene a mente che il colloquio è un processo assolutamente bilaterale. Il PI ha bisogno di capire chi siete e come potete contribuire alle sue ricerche; nello stesso modo voi avete modo di capire chi davvero avete davanti e se lavorare in quel gruppo può essere un valido contributo alla vostra carriera. In generale, fattori su cui chiarirsi le idee possono essere: quanto il PI è davvero presente in laboratorio e quanti progetti segue, chi supervisiona gli studenti ogni giorno, quanti progetti vengono portati avanti nel laboratorio e con quali risultati in termini di pubblicazione.
Verificare di quante persone è composto il gruppo e come è organizzato.
Quest’aspetto vi da un idea della grandezza del gruppo, quindi della competitività, oltre a fornire informazioni su come un PI gestisce il proprio lavoro. Nei gruppi più grandi vi potrà capitare di trovare un project administrator (PA, segretario) talvolta affiancato da un project manager (PM), postdoc (ricercatori che hanno conseguito il PhD) e studenti di PhD e di Master. Queste informazioni sono generalmente reperibili sul sito dell’università (in alcuni casi i singoli gruppi hanno un loro sito internet).
Cercate di controllare se il numero di postdoc e quello di studenti è in qualche modo “bilanciato”. Ad esempio un gruppo composto da un professore PI, senza PA o PM, con un solo postdoc affiancato da 3 Master students e 2 PhD, potrebbe essere un po’ sbilanciato e il postdoc di turno potrebbe non essere in grado di soddisfare a pieno le richieste del gruppo di ricerca in termini di supervisione degli studenti, gestione dei progetti e produzione dei dati. Questo si tradurrebbe, per voi che entrate come novelli PhD students, in qualche carenza di supervisione più esperta sul vostro progetto con conseguenti problemi di autogestione del lavoro per voi. Dall’altra parte, anche gruppi molto grandi potrebbero presentare simili problemi risultando un po’ dispersivi. Sicuramente in ambo i casi, una buona dose di indipendenza in laboratorio e autogestione sono richieste per “sopravvivere”.
Controllare numero/qualità delle pubblicazioni del PI con i membri del gruppo.
Se un PI ha 200 pubblicazioni nel 90% delle quali il suo nome compare solo con persone che hanno un’affiliazione diversa dalla sua (per esempio, lui lavora a Sidney e ha pubblicazioni con persone a Oslo, New York, Genova, Tokio), forse non pubblica molto con il suo gruppo di ricerca. Le collaborazioni esterne esistono e sono fondamentali nel campo della ricerca, tuttavia voi avete tutti gli interessi a stare in un gruppo che pubblica molto. Inoltre, un PI che pubblica molto con il proprio gruppo di ricerca dà l’idea di essere focalizzato sul proprio team e quindi potenzialmente più presente e disponibile per discussioni/supervisione/assistenza durante il vostro percorso.
Controllare i grant ricevuti negli ultimi 5 anni.
Questo può sembrare un po’ venale, ma bisogna essere sicuri che il gruppo dove trascorrerete i prossimi 3 anni della vostra carriera sia in grado di reperire fondi assicurandovi il sostegno materiale per la ricerca. Inoltre, un gruppo con un buon trascorso di grant applications, potrebbe fornirvi la potenzialità di partecipare alla stesura di un grant, esperienza che sicuramente vi servirà in futuro.