La proposta dell’iniziativa culturale “Filosofi in città” parte, innanzitutto, dall’idea ben precisa di ciò che debba intendersi oggi per filosofia: non una forma di sapere elitario, astrattamente contemplativo e distaccato dal mondo, ma una vera e propria pratica, anzi un vero e proprio gesto politico in grado di far presa sulla realtà. Tale cambio di passo della pratica filosofica si accompagna
, poi, ad una diversa visione della figura del filosofo. Il filosofo non è un individuo che si fa guidare dai sogni della propria ragione, restando estraneo alla realtà che lo circonda: il filosofo è, invece, quel soggetto che pazientemente si assume il compito critico – per nulla pacifico e anzi massimamente rischioso – di mettere in questione il presente, le pratiche discorsive della società, gli slogan del discorso pubblico e che cerca, quindi, di prefigurare la possibilità di poter anche cambiare il nostro stesso rapporto con gli altri, il mondo, l’esistenza.
“Filosofi in città” intende essere la realizzazione concreta di tale visione: l’intento è infatti quello di fare della filosofia una presenza viva in uno spazio pubblico, attraverso l’incontro e il confronto di voci che discutono di questioni che toccano nel profondo una comunità, una città (questioni come ad esempio: il ruolo dell’intellettuale nelle città; il rapporto della città con il potere; il ruolo dei corpi nella città contemporanea; la questione dell’inclusione dell’altro nel proprio spazio di appartenenza).