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Ierdunque, sabato 26 settembre 2026, abbiamo fatto “Patrimonio o Matrimonio” a Casso, è la prima d’una cinquina perlomen...
27/09/2026

Ierdunque, sabato 26 settembre 2026, abbiamo fatto “Patrimonio o Matrimonio” a Casso, è la prima d’una cinquina perlomeno di talk che ci vede muovere, muoverci nello spazio, muovere lo spazio, da qui al 25 ottobre prossimo e avanti, DC va in tournée: ci veste Anna Poletti [In sintesi: Il 2 ottobre saremo in Valle Soana nel Festival MontagnaOltre di Sassifraga al Gran Paradiso; il 3 a Le Tholonet, in Provenza, dove Caterina Erica Shanta e Lorenzo Barbasetti di Prun sono artisti ospiti nella Residenza di Paysage endormi al Domaine Saint-Joseph, siamo partner; il 4 scaliamo Mont Saint-Victoire, la montagna di Cézanne; il 5 ancora in Piemonte, andiamo a Frinco a vedere la mostra brulicante del Mostro Fantelli; l’11 a Forni di Sopra per Pineland Play; il 25 al Landre Scur di Claut per La Grotta del Bosco; poi si torna, rilanciamo Nuova di Zecca la Rivista La Testata (Cattivissima), cominciamo i viaggi d’autunno in giro per il mondo...]

Al mattino del sabo, ed eccoci, abbiamo accolto i primi ospiti e visitatori e abbiamo raccontato XILOMONSTERS.

A pranzo siamo andati dalla Teresa e Ugo, birre e selfie a coppie, abbiamo sempre disprezzato le micidiali cornici con cui il fototurista capta malevolmente sprazzi banali di paesaggio, ridendo a casso, Happy Birthday a chi se lo merita, nessuno qua compiva gli anni ieri, quindi c’era un Senso, panini buoni, Panino Porcellino, forzacorona questominuscolo.

Al pomeriggio il sole spaccava le crode, e dunque ci siamo insolati (Simone, Roberta, Valentina e Nanni in particolare boccheggiavano sulla soglia, mentre Carmine si mimetizzava, elegante camaleonte in grigio demodè, col muro dello Spazio, dispervendo), presentando i progetti e i libri all’aperto, davanti al Toc, una bella rosolata culturale, sfrigolii, sudorazioni, attenzioni.

Con Francesco Dainese, Servizio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo introdotto gli interventi, e spiegato ancora cos’è Diffuso Connesso, il programma di amplificazione della nostra (nostra vuol dire di DC nel/con il territorio) azione. Il Sindaco, Fernando, non è potuto ve**re, ieri, ma è venuto oggi, ad ha ritirato la sua t-shirt ENISEX, gentilmente prodotta per l’occasione dal Reverendissimo Andrea Renzaz Renzini, che ringraziamo di Quore, avanti Verso il Ministero.

Abbiamo chiarito il senso di “Patrimonio o Matrimonio?” Puoi leggerne il testo qui: www.dolomiticontemporanee.net/sabato-26-settembre-patrimonio-o-matrimonio-talk-a-casso.

In sostanza, Sposatevi solo se vi Amate Davvero, sposare è condividere istanze sentimentali o culturali (e quindi allinearsi ad un livello congruo), e non commerciate squallidamente le risorse, reputandole vostre che non lo sono (Prospettiva Celeste, fa la Terra Generosa, mona), cercate di vendere meno cose possibile, che spesso così facendo le destituite, e producete, invece di gruzzoli unti, Valore su Valore, per alimentare le Crescite e non i mercati. E’ pieno il mondo di volgari faccendieri opportunisti che trafficano Patrimoni, così sgualdrinandoli, per motivi personali, ancorchè leciti; la pochezza della liceità di chi testa poca ha, ma si frega le mani, frenesia del coupier, è sempre un lacchè. Tutto ciò che vale davvero è Puro Valore e non un costo. Il Valore, inestimabile, è estinguibile, se lavori male, le cose alla lunga vengon fuori.

Viviana Carlet ci ha raccontato il Lago Film Festival, una meraviglia di progetto, vent’anni di fatiche felici, il territorio piccolo che si coltiva, cresce, ramifica, torna e rimane (a) sé stesso, mentre al contempo se n’esce ed espande, senza disperdersi ma aggregando Qualità.
Ci scusiamo qui, perché d’ogni presente bravissimo e amato di ieri diciamo qui poche solo parole, troppo poche: ma andate a vedere i progetti e i libri, non è roba da bignami questa, non siate pigri.

Primi libri presentati: Scardi, Riccardo Vicentini, ha illustrato Le Favole Rosa, illustrate (disegni splendidi) da Giulia Maria Belli. Loro due con DC han fatto, qualche anno fa da Corte, Storie Pallide, c’era anche quello. Le Favole Rosa, han diverse copertine coi colori fintingenui fluo, curatissime, dentro una raccolta 21 racconti spettacolari, intimi, grotteschi, intelligenti, mordaci, curiosi, sbarrati (sempre gli occhi dei curiosi facitori), tutti d’amore, mostruosità erotica nella poesia del coglier sottile, l’ironia che spiega la mania, e dunque la cronaca e le perdizioni quotidiane, una bibliografia rigorosa ed anticapziosa, non le metafore ma la stupefacenza della corrispondenza, e la verità che giace nuda in superficie se sei un ebete epidermico, altrimenti devi scavare le carni per trovare l’Anatomia del Cuore e i suoi soprusi (d’altro canto anche Renzo Chinol, che è un brav’uomo pur Xilovenuto in pace e interessato, baciava un sordo – il nostro amico Sergio – mentre oltraggiava inconsapevolmente donne ed uomini, Dieci Carezze per un Figlio, il commento sul Bacio Malato, poreto, sino al centro dell’Esserci non è arrivato). Scardi ha portato anche le pere e altra frutta, un bel disseto.

Poi è venuto un dialogo, tra Virginia Sommadossi, che ha raccontato Centrale Fies ed alcuni dei suoi progetti di connessione territoriale (Trentino Brand News, The Sparkle Return), parlando insieme a Pierangelo Giacomuzzi (Tree Fi***ng) e Gianluca D’Incà Levis.

Che chiacchiere belle e strutturanti: Fies fa cose maravigliose ed inconsulte a Dro, da appena 25 anni e ce ne son stati altri 25 prima, anche lì come a Revine vien gente dal resto del globo e da altri pianeti: vi si produce, invece di vendere, anche loro non son piazzisti o portieri d’albergo, guardaunpò.
Pierangelo ne fa di tutti i colori dalle bande sue a Fiemme, gentile scuote le fondamenta degli Istituti atrofici e lo fa a fin di bene, qualbene? Il Bene pubblico per l’appunto, trovare i limiti di decenza e convivenza nell’uso degli spazi della montagna, se non vuoi destituirli, travestendoli e vendendoli, che quassù il Carnevale è quotidiano oramai, travestitismo turistico, mica un’antica tradizione ma una giornaliera squallida indigestione, cosicchè i simboli della cultura identitaria si fan gagliardetti e strenne, spudorati passanti distratti e paganti (troppo poco: e comunque pagare non ti abilita a divorare, sciagurato, cannibale, trascurato, gnenteamato), questo ragazzo ragiona assai bene, è coraggioso e costruttivo, così via.

Mentre tutti sti paesaggi d’intreccio fiorivano, un tal Daniele, migrante climatico ci ha detto qualcuno stamattina (A Casso c’è chi vive sempre, anche d’inverno, chi invce va a cuccia quando raffresca), facendo finta di dialogare anche lui, erigeva muri e negava la reciprocità del rispetto. Ognuno ha diritto alle proprie idee, certo. Si ha perfino diritto a non averne nessuna, d’idea, naturalmente. Basterebbe non travestire le strozzature da opinioni, ma come dirsi aria mai? Codesto infaticabile digitatore di tastiera (ah, questi giovani cittadini, sempre con gli smarphone e le altre diavoleria tecnologiche in mano), è pieno di astio e ne tracima. Le scuole dovevano diventare la finestra pleonastica, vista tragedia naturalmente. DC occupa lo Spazio per chiuderlo a tutti. Il Sindaco ce lo affida attraverso procedure illegali. Lui faceva le mostre ben prima di noi, nelle stalle, ed eran molto più belle. In questa nostra XILOMONSTRA, ad esempio, non gli piace nulla di nulla. Quanta infertilità dunque: ma dove? Non nella mostra. Gli chiedo: ma l’hai vista la mostra? Risponde: sì. Mica dice il vero. L’ho osservato all’Opening, guarda come cadono i pomi dal pelo. E’ stato dentro un quarto d’ora, voleva le persone, eran parecchie, chissà che dispiacere. Non la preso il foglio mostra, non ha letto nulla, quindi non ha capito nulla. Un giro a vuoto. Inutili semivolte rigide in paresi preventiva. Non bisogna andar d’accordo con chiunque, mai. Ma, per polemizzare, bisogna saper pensare e parlare. Amen, via dal poco che non è finita, al tribunale degli antinoiosi, Due Lamiere.
Nel frattempo Marta Allegri aveva riempito i tavoli delle copie di Testa Piedi, il libro coprodotto da DC che racconta una piccola parte del suo poderoso pruriennale lavoro alle religiose, dell’ex Villaggio Eni di Corte, che finalmente abbiamo lasciato. Testa Piedi l’ha fatto con Elisa Cocchi. Marta era qui con l’editore del volumetto prezioso, Emilio Antoniol di Anteferma. Cosa volete che vi diciamo, anche qui c’è troppa qualità concentrata e distillazione culturale e produzione e reti, è impossibile raccontarvi tutto, venite a vederlo o ad acquistarlo, al Nuovo Spazio di Casso oppure nel website dell’Editore.
Marta ha portato le giuggiole.
Simone Cametti ha presentato Casa Cametti, il primo volume, ed ora sta lavorando al secondo, di una seria di 38. Altra epopea di Borca, quando iniziò a vivere in Colonia, oltre dici anni fa, c’era nulla, sporcizia e disordine. Niente luce, né acqua. Poi pian piano venne tutto, e lui infrastrutturò la Casa, nella quale sono accadute, anche lì, cose sorprendenti, fino a quando ciò è stato possibile (e mai oltre; e mai oltre). Ora ne fa un’altra, di casa, ma nessuno dimentica quella, largo, o stretto, ai saprofiti dei Saprofiti.
Valentina Cima ha portato l’edizione di AVANTI, e quella sua transumanza non fu una messinscena, abbiamo ripercorso anche quella ricerca, assennata, libera, ben vissuta e ben fatta, benedetto Unterberger. Valentina è stringata, concisa, sintetica: ma non afona.
Teresa De Toni ha parlato dei libri di Xilogenesi e Cristopher: anche Teresa fa per 4, 8, 16, e lo fa bene, e DC avanza, tu dove vai? Sue anch le foto di Patrimonio o Matrimonio? Tramonto in Passerella con vin rosso di Biasiotto, ultima luce sul Col N**o, la Luna del Raccolto al Cornetto. Poi continuiamo a scrivere...

Oggi a CassoDalle 11.00E poi dalle 14.00Programma: www.dolomiticontemporanee.net/sabato-26-settembre-patrimonio-o-matrim...
26/09/2026

Oggi a Casso
Dalle 11.00
E poi dalle 14.00

Programma: www.dolomiticontemporanee.net/sabato-26-settembre-patrimonio-o-matrimonio-talk-a-casso

Patrimonio o Matrimonio? Rigenerazione e degenerazione dei potenziali sopiti - Libri fioriti, altri proibiti
TALK

Sabato 26 settembre 2026
Nuovo Spazio di Casso al Vajont
ore 11:00-17:00

Programma:
- 11.00 Visita guidata alla mostra XILOMONSTERS
- 12.30 Pranzo libero a Casso (K2, Il Mercatino da Teresa e Ugo, Barlume)
- 14.00/17.00 TALK:
Rigenerazione e Contemporaneo:
Dolomiti Contemporanee (Gianluca D’Incà Levis e Teresa De Toni) - Lago Film Fest (Viviana Carlet) - Centrale Fies (Virginia Sommadossi) - Tree Fi***ng (Pierangelo Giacomuzzi)

Alcuni libri fioriti:
Amori Animali e Amori Umani (Riccardo Giacomini e Giulia Maria Belli) - Testa e Piedi (Marta Allegri ed Elisa Cocchi: al talk Allegri con Emilio Antoniol) - Casa Cametti (Simone Cametti) - Cristopher e Xilogenesi (Teresa De Toni)

Concetto e info qui: www.dolomiticontemporanee.net/sabato-26-settembre-patrimonio-o-matrimonio-talk-a-casso

MoP? fa parte d’una triade di talk DC friulani legati al programma Diffuso Connesso. L’11 ottobre sarà la volta di “Pineland Play” a Forni di Sopra, incentrato su architettura, aziende, legno (con Fantoni, Legnolandia, Mattia Marzaro, Michele Bazzana). A fine ottobre invece parleremo al Landre Scur, che è la Grotta nel Bosco di Claut.
Prima di sta triade, il 2 ottobre saremo in Val Soana, nel Festival MontagnaOltre di Sassifraga, mentre il 3 ottobre parleremo al Domaine Saint-Joseph, a Le Tholonet, ospiti dei nostri partner di Paysage endormi, insieme agli artisti DC lì in Residenza.

Ivana Sfredda, “Untitled 11” e “Untitled 16”, dalla serie “Soak Up”, entrambi stampa Inkjet su carta Hahnemühle Fine Art...
25/09/2026

Ivana Sfredda, “Untitled 11” e “Untitled 16”, dalla serie “Soak Up”, entrambi stampa Inkjet su carta Hahnemühle Fine Art, 21x29,7 cm, 2023–ongoing.

‘“Untitled 11” e “Untitled 16”, dalla serie “Soak Up” entrano in relazione generando una forma altra, un corpo in trasformazione nato dall’incontro tra due presenze autonome. La loro prossimità produce una nuova configurazione: un’entità instabile, priva di confini definiti, che esiste nella tensione tra fusione e disgregazione.
Nella serie “Soak Up” l’immagine diventa uno spazio di mutazione in cui identità, materia e superficie si intrecciano. Ciò che appare separato rivela una continuità nascosta, dando origine a forme ibride capaci di mettere in discussione i confini tra singolare e molteplice, organico e inorganico.” I. Sfredda

L’opera è parte di “XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, Nuovo Spazio di Casso, 1 agosto/31 dicembre 2026, info concept e orari su www.dolomiticontemporanee.net

Foto: Teresa De Toni

Sabato 3 ottobre 2026 sfonderemo le Alpi 850 chilometri ad ovest di Casso, e giungeremo al Domaine Saint-Joseph, in Prov...
24/09/2026

Sabato 3 ottobre 2026 sfonderemo le Alpi 850 chilometri ad ovest di Casso, e giungeremo al Domaine Saint-Joseph, in Provenza, dove, ospiti di paysage endormi, raccontaremo (alle ore 17.00) DC nell’ex ritiro gesuita di Le Tholonet, dove c’è l’Atelier di François Aubrun, lì accanto a Mont Sainte-Victoire, la montagna di Cézanne, a poca distanza da Aix-en-Provence, et voila.

Nel frattempo, ier l’altro a sera, dopo 9 ore d’automobile, passando per Ventimiglia, Nizza, Cannes, son lì giunti Caterina Erica Shanta e Lorenzo Barbasetti di Prun (Prometheus Open Food Lab), gli artisti che DC ha selezionato qualche mese fa per la residenza 2026 a Le Tholonet, che inaugura di fatto questa nuova collaborazione internazionale.
“Luogo inaspettato, terra gialla, rossa e ocra”, disse Caterina.
“Esploreremo la regione della Provenza, i 25 ettari della tenuta, le grotte, una singola e iconica montagna, l’ingombrante eredità del suo pittore, le piante, i parassiti e gli altri esseri ingegnosi che ne modellano il paesaggio. Ed è solo il primo giorno”, così parlò Lorenzo.
Esti due cari e valorosi soggetti vivranno e lavoreranno in questo sito e paesaggio straordinari per un mese, siamo davvero felici per (con) loro, vi aggiorneremo periodicamente sull’experienza, avanti.

Immagini: Caterina e Lorenzo al primo giorno

Anna Marzuttini, “Cibarsi di foglie”, acrilico e acrilico spray su tela, 70x50 cm, 2026.“In ‘Cibarsi di foglie’ il gesto...
24/09/2026

Anna Marzuttini, “Cibarsi di foglie”, acrilico e acrilico spray su tela, 70x50 cm, 2026.

“In ‘Cibarsi di foglie’ il gesto apparentemente minimo del nutrirsi diventa mezzo con cui anche gli organismi più piccoli partecipano alla trasformazione degli ambienti in cui vivono, lasciando delle tracce del loro passaggio. L’opera riflette
sulla complessità delle relazioni ecologiche, dove ogni essere vivente, attraverso la propria esistenza e le proprie necessità, contribuisce alla continua riscrittura del paesaggio in cui vive.” A. Marzuttini

L’opera è parte di “XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, Nuovo Spazio di Casso, 1 agosto/31 dicembre 2026, info concept e orari su www.dolomiticontemporanee.net

Foto: Teresa De Toni

“Pineland Play”Domenica 11 ottobre 2026Talk sulla rigenerazione dell’architettura nel paesaggio, sulle aziende del legno...
23/09/2026

“Pineland Play”
Domenica 11 ottobre 2026
Talk sulla rigenerazione dell’architettura nel paesaggio, sulle aziende del legno, sulla loro interazione con il Contemporaneo e con la Formazione Forni di Sopra (UD).

www.dolomiticontemporanee.net/domenica-11-ottobre-26-pineland-play-talk-a-forni-di-sopra

Nel 2026 Dolomiti Contemporanee ha lanciato il programma Diffuso Connesso, che, specchiando l’attitudine generale del progetto-cantiere DC, apre da Casso ad altri territori e siti, integrandoli alla riflessione sui paesaggi degli uomini e sul riuso delle risorse dormienti.
Da quest'anno in particolare, lavoriamo nei Comuni di Forni di Sopra e Claut, portando alcune emergenze significative, legate al patrimonio ambientale e culturale, al centro dei nostri focus ritematizzanti.
Il fulcro principale a Forni di Sopra è per noi costituito da Pineland, e in particolare dalla dolometta di Marcello d'Olivo parzialmente realizzata nel bosco negli anno ‘50.

Su Pineland abbiamo lanciato il programma “Pineland Play”, aperto ad artisti, architetti, altri che pensano.

DC e le aziende: a cosa giochiamo dunque?
A Forni di Sopra c'è l'azienda Legnolandia, che ci piace per come pensa e agisce, che ama il suo territorio-paesaggio, che realizza giochi e strutture per parchi, perlopiù in legno. “Giocare su Pineland” equivale a riflettere su questo bene, correlarsi a Legnolandia vuol dire vedere come i paesaggi re-immaginativi e quelli economici possano senz'altro avere dei punti di contatto.
Marino De Santa, Presidente di Legnolandia, sarà con noi in uno dei talk dell’11 ottobre (ore 14.00 Piazza Centrale), in un dialogo condotto da G. D’Incà Levis, a cui partecipa anche Paolo Fantoni, Presidente di Fantoni SpA, storica azienda che realizzò gli arredi con Edoardo Gellner a Corte di Cadore.

Architettura e formazione: con noi anche Mattia Marzaro, docente di architettura all'Università degli Studi di Trieste, che quest’anno titola il Corso di Culture e pratiche dell'Interno architettonico “METAMORPHOSIS L'oggetto come luogo, Pineland e altri paesaggi.”

Artisti e Residenza a Forni: Gli artisti vengono sempre per primi, con noi aprono la via mentre imbastiamo reti e strategia. Negli scorsi mesi, i primi artisti e fotografi (fotografe: Teresa De Toni, Chiara Beretta, Carlotta Tornaghi) hanno cominciato ad usufruire della Residenza messa a disposizione dal Comune di Forni di Sopra, avviando ricerche e progetti e riflessioni su alcune delle risorse di Forni, tra cui, oltre a Pineland, il Castello di Saquidic, l’ex Colonia ODA, i rifugi in quota, Palazzo Chiap, etcetera e poi vedrai.

Michele Bazzana ha già realizzato un lavoro su Pineland (in collaborazione con Legnolandia) e uno su Saquidic: li trovi entrambi a Casso, nella mostra XILOMONSTERS (ramificazioni di rete, son come gli assoni).

Anche Bazzana sarà con noi a Forni l’11 ottobre, a raccontar la sua, insieme ad alcuni degli altri artisti già attivi: Marina Ferretti, Caterina Perego, Gabriele Bianchi, Martina Ferrari.

Oliviero Biagetti, “Beyond calling”, olio su tela, 150x120 cm, 2024.“L’acqua scorre, la schiuma si addensa, l’aria è in ...
22/09/2026

Oliviero Biagetti, “Beyond calling”, olio su tela, 150x120 cm, 2024.

“L’acqua scorre, la schiuma si addensa, l’aria è in fermento e modella le forme. La materia eccitata fluisce morbida: miliardi di microesplosioni sospese. Le mattonelle, ormai non più rigide, sembrano sciogliersi, liquefatte dalla bianca massa spettrale che trascina dolcemente ogni cosa con sé.” O. Biagetti

L’opera è parte di “XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, Nuovo Spazio di Casso, 1 agosto/31 dicembre 2026, info concept e orari su www.dolomiticontemporanee.net

Foto: Teresa De Toni

Andrea Grotto, “Soffiando vetro (chiudo gli occhi)”, 100x120 cm, acrilico e olio su tela, 2024.Nel momento sospeso tra i...
22/09/2026

Andrea Grotto, “Soffiando vetro (chiudo gli occhi)”, 100x120 cm, acrilico e olio su tela, 2024.

Nel momento sospeso tra il sogno e la veglia, quando il buio della notte si fa denso e lattiginoso, mi ritrovo a vagare in un confine indefinito, popolato di pensieri come galeoni affondati, sparsi nei fondali del mio stesso essere. Vedo il Mediterraneo scuro, profondo e silenzioso, custode di storie dimenticate, e la mia mente si immerge, cercando tra i tesori dispersi. Come quei pensieri che, sfuggenti, si frantumano prima di poterli afferrare.
Mi appare la “Iulia Ferlix”, l’antico relitto romano, riscoperto nel 1986, e insieme a lei l’eco di un passato distante. Tra i suoi resti, i frammenti di vetro, sparsi come i ricordi sbiaditi del tempo, emergono e brillano per un attimo nel mio immaginario. Li vedo fluttuare come riflessi di una memoria lontana, e mi convinco che in quegli scarti abbandonati ci sia una storia ancora più antica: i vetri soffiati dai maestri palestinesi, i primi a catturare il respiro del fuoco in un materiale fragile e trasparente.
In quell’istante prima di scivolare nel sonno, la mia mente dipinge figure evanescenti, ologrammi che si dissolvono e si ricompongono, madreperla liquida che danza sulle correnti marine. Quei frammenti diventano porte verso mondi
sommersi, dove il tempo si piega su se stesso e le storie perdute aspettano di essere raccontate, ma che nessuno mai scoprirà. Forse, proprio come i segreti che custodiamo nelle pieghe più profonde del nostro animo.
È un capriccio dolce e crudele, questo viaggio nei fondali dell’immaginazione. Un tesoro irraggiungibile che si rivela
solo per svanire, lasciando dietro di sé il silenzio, l’eco di qualcosa di meraviglioso, perduto per sempre. Testo di Cristiano Focacci Menchini

L’opera è parte di “XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, Nuovo Spazio di Casso, 1 agosto/31 dicembre 2026, info concept e orari su www.dolomiticontemporanee.net

Foto: Teresa De Toni


Riccardo Giacomini, Cristiano Focacci Menchini, “Golena mutante”, penna nera su carta, 73x70 cm, 2026.“Quando tutti gli ...
21/09/2026

Riccardo Giacomini, Cristiano Focacci Menchini, “Golena mutante”, penna nera su carta, 73x70 cm, 2026.

“Quando tutti gli altri se ne furono andati, giunse la vera notte, così simile e indistinguibile dalle migliaia di notti che l’avevano preceduta. Indistinguibile per gli altri, per chi non era lui, ma per lui così carica di tremende promesse. Aveva
vissuto per innumerevoli stagioni in quel luogo, e sapeva da sempre che sarebbe avvenuto.
Ai suoi piedi un ranghinatore, inoperoso da trent’anni, divorato da erbe verdi, inesorabili e fameliche, le stesse che in un passato immemorabile aveva ribaltato, sottoforma di fieno esanime.
Un ranghinatore con le sue ruote a forma di stella sotto di lui, mentre altre stelle, forse già spente, baluginavano nel fiume il cui mormorio era inudibile sotto un rauco gracidare.
Infine, finalmente, cominciò. La sua rugosa scorza, un tempo liscia, iniziò a coprirsi dapprima di calugine, per mutarsi presto un una irsuta superficie bruna, coperta di setole dure come stecchi. Da quel groviglio inestricabile spuntavano appuntite protuberanze, corni dentati, che terminavano in tremende asperità acuminate.
Nel monotono piattume dei suoni notturni la mostruosa trasformazione si compì Al mattino, tra chi passeggiava lungo il fiume, nessuno si accorse che dove da più di cent’anni stava inamovibile un decrepito salice, svettava briosa e trionfale una prima, giovane, sanissima palma.” Riccardo Giacomini

L’opera è parte di “XILOMONSTERS - Espansione xilogenetica e mostrificazione del paesaggio”, Nuovo Spazio di Casso, 1 agosto/31 dicembre 2026, info concept e orari su www.dolomiticontemporanee.net

Foto: Teresa De Toni e R. Giacomini

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