27/09/2026
Ierdunque, sabato 26 settembre 2026, abbiamo fatto “Patrimonio o Matrimonio” a Casso, è la prima d’una cinquina perlomeno di talk che ci vede muovere, muoverci nello spazio, muovere lo spazio, da qui al 25 ottobre prossimo e avanti, DC va in tournée: ci veste Anna Poletti [In sintesi: Il 2 ottobre saremo in Valle Soana nel Festival MontagnaOltre di Sassifraga al Gran Paradiso; il 3 a Le Tholonet, in Provenza, dove Caterina Erica Shanta e Lorenzo Barbasetti di Prun sono artisti ospiti nella Residenza di Paysage endormi al Domaine Saint-Joseph, siamo partner; il 4 scaliamo Mont Saint-Victoire, la montagna di Cézanne; il 5 ancora in Piemonte, andiamo a Frinco a vedere la mostra brulicante del Mostro Fantelli; l’11 a Forni di Sopra per Pineland Play; il 25 al Landre Scur di Claut per La Grotta del Bosco; poi si torna, rilanciamo Nuova di Zecca la Rivista La Testata (Cattivissima), cominciamo i viaggi d’autunno in giro per il mondo...]
Al mattino del sabo, ed eccoci, abbiamo accolto i primi ospiti e visitatori e abbiamo raccontato XILOMONSTERS.
A pranzo siamo andati dalla Teresa e Ugo, birre e selfie a coppie, abbiamo sempre disprezzato le micidiali cornici con cui il fototurista capta malevolmente sprazzi banali di paesaggio, ridendo a casso, Happy Birthday a chi se lo merita, nessuno qua compiva gli anni ieri, quindi c’era un Senso, panini buoni, Panino Porcellino, forzacorona questominuscolo.
Al pomeriggio il sole spaccava le crode, e dunque ci siamo insolati (Simone, Roberta, Valentina e Nanni in particolare boccheggiavano sulla soglia, mentre Carmine si mimetizzava, elegante camaleonte in grigio demodè, col muro dello Spazio, dispervendo), presentando i progetti e i libri all’aperto, davanti al Toc, una bella rosolata culturale, sfrigolii, sudorazioni, attenzioni.
Con Francesco Dainese, Servizio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo introdotto gli interventi, e spiegato ancora cos’è Diffuso Connesso, il programma di amplificazione della nostra (nostra vuol dire di DC nel/con il territorio) azione. Il Sindaco, Fernando, non è potuto ve**re, ieri, ma è venuto oggi, ad ha ritirato la sua t-shirt ENISEX, gentilmente prodotta per l’occasione dal Reverendissimo Andrea Renzaz Renzini, che ringraziamo di Quore, avanti Verso il Ministero.
Abbiamo chiarito il senso di “Patrimonio o Matrimonio?” Puoi leggerne il testo qui: www.dolomiticontemporanee.net/sabato-26-settembre-patrimonio-o-matrimonio-talk-a-casso.
In sostanza, Sposatevi solo se vi Amate Davvero, sposare è condividere istanze sentimentali o culturali (e quindi allinearsi ad un livello congruo), e non commerciate squallidamente le risorse, reputandole vostre che non lo sono (Prospettiva Celeste, fa la Terra Generosa, mona), cercate di vendere meno cose possibile, che spesso così facendo le destituite, e producete, invece di gruzzoli unti, Valore su Valore, per alimentare le Crescite e non i mercati. E’ pieno il mondo di volgari faccendieri opportunisti che trafficano Patrimoni, così sgualdrinandoli, per motivi personali, ancorchè leciti; la pochezza della liceità di chi testa poca ha, ma si frega le mani, frenesia del coupier, è sempre un lacchè. Tutto ciò che vale davvero è Puro Valore e non un costo. Il Valore, inestimabile, è estinguibile, se lavori male, le cose alla lunga vengon fuori.
Viviana Carlet ci ha raccontato il Lago Film Festival, una meraviglia di progetto, vent’anni di fatiche felici, il territorio piccolo che si coltiva, cresce, ramifica, torna e rimane (a) sé stesso, mentre al contempo se n’esce ed espande, senza disperdersi ma aggregando Qualità.
Ci scusiamo qui, perché d’ogni presente bravissimo e amato di ieri diciamo qui poche solo parole, troppo poche: ma andate a vedere i progetti e i libri, non è roba da bignami questa, non siate pigri.
Primi libri presentati: Scardi, Riccardo Vicentini, ha illustrato Le Favole Rosa, illustrate (disegni splendidi) da Giulia Maria Belli. Loro due con DC han fatto, qualche anno fa da Corte, Storie Pallide, c’era anche quello. Le Favole Rosa, han diverse copertine coi colori fintingenui fluo, curatissime, dentro una raccolta 21 racconti spettacolari, intimi, grotteschi, intelligenti, mordaci, curiosi, sbarrati (sempre gli occhi dei curiosi facitori), tutti d’amore, mostruosità erotica nella poesia del coglier sottile, l’ironia che spiega la mania, e dunque la cronaca e le perdizioni quotidiane, una bibliografia rigorosa ed anticapziosa, non le metafore ma la stupefacenza della corrispondenza, e la verità che giace nuda in superficie se sei un ebete epidermico, altrimenti devi scavare le carni per trovare l’Anatomia del Cuore e i suoi soprusi (d’altro canto anche Renzo Chinol, che è un brav’uomo pur Xilovenuto in pace e interessato, baciava un sordo – il nostro amico Sergio – mentre oltraggiava inconsapevolmente donne ed uomini, Dieci Carezze per un Figlio, il commento sul Bacio Malato, poreto, sino al centro dell’Esserci non è arrivato). Scardi ha portato anche le pere e altra frutta, un bel disseto.
Poi è venuto un dialogo, tra Virginia Sommadossi, che ha raccontato Centrale Fies ed alcuni dei suoi progetti di connessione territoriale (Trentino Brand News, The Sparkle Return), parlando insieme a Pierangelo Giacomuzzi (Tree Fi***ng) e Gianluca D’Incà Levis.
Che chiacchiere belle e strutturanti: Fies fa cose maravigliose ed inconsulte a Dro, da appena 25 anni e ce ne son stati altri 25 prima, anche lì come a Revine vien gente dal resto del globo e da altri pianeti: vi si produce, invece di vendere, anche loro non son piazzisti o portieri d’albergo, guardaunpò.
Pierangelo ne fa di tutti i colori dalle bande sue a Fiemme, gentile scuote le fondamenta degli Istituti atrofici e lo fa a fin di bene, qualbene? Il Bene pubblico per l’appunto, trovare i limiti di decenza e convivenza nell’uso degli spazi della montagna, se non vuoi destituirli, travestendoli e vendendoli, che quassù il Carnevale è quotidiano oramai, travestitismo turistico, mica un’antica tradizione ma una giornaliera squallida indigestione, cosicchè i simboli della cultura identitaria si fan gagliardetti e strenne, spudorati passanti distratti e paganti (troppo poco: e comunque pagare non ti abilita a divorare, sciagurato, cannibale, trascurato, gnenteamato), questo ragazzo ragiona assai bene, è coraggioso e costruttivo, così via.
Mentre tutti sti paesaggi d’intreccio fiorivano, un tal Daniele, migrante climatico ci ha detto qualcuno stamattina (A Casso c’è chi vive sempre, anche d’inverno, chi invce va a cuccia quando raffresca), facendo finta di dialogare anche lui, erigeva muri e negava la reciprocità del rispetto. Ognuno ha diritto alle proprie idee, certo. Si ha perfino diritto a non averne nessuna, d’idea, naturalmente. Basterebbe non travestire le strozzature da opinioni, ma come dirsi aria mai? Codesto infaticabile digitatore di tastiera (ah, questi giovani cittadini, sempre con gli smarphone e le altre diavoleria tecnologiche in mano), è pieno di astio e ne tracima. Le scuole dovevano diventare la finestra pleonastica, vista tragedia naturalmente. DC occupa lo Spazio per chiuderlo a tutti. Il Sindaco ce lo affida attraverso procedure illegali. Lui faceva le mostre ben prima di noi, nelle stalle, ed eran molto più belle. In questa nostra XILOMONSTRA, ad esempio, non gli piace nulla di nulla. Quanta infertilità dunque: ma dove? Non nella mostra. Gli chiedo: ma l’hai vista la mostra? Risponde: sì. Mica dice il vero. L’ho osservato all’Opening, guarda come cadono i pomi dal pelo. E’ stato dentro un quarto d’ora, voleva le persone, eran parecchie, chissà che dispiacere. Non la preso il foglio mostra, non ha letto nulla, quindi non ha capito nulla. Un giro a vuoto. Inutili semivolte rigide in paresi preventiva. Non bisogna andar d’accordo con chiunque, mai. Ma, per polemizzare, bisogna saper pensare e parlare. Amen, via dal poco che non è finita, al tribunale degli antinoiosi, Due Lamiere.
Nel frattempo Marta Allegri aveva riempito i tavoli delle copie di Testa Piedi, il libro coprodotto da DC che racconta una piccola parte del suo poderoso pruriennale lavoro alle religiose, dell’ex Villaggio Eni di Corte, che finalmente abbiamo lasciato. Testa Piedi l’ha fatto con Elisa Cocchi. Marta era qui con l’editore del volumetto prezioso, Emilio Antoniol di Anteferma. Cosa volete che vi diciamo, anche qui c’è troppa qualità concentrata e distillazione culturale e produzione e reti, è impossibile raccontarvi tutto, venite a vederlo o ad acquistarlo, al Nuovo Spazio di Casso oppure nel website dell’Editore.
Marta ha portato le giuggiole.
Simone Cametti ha presentato Casa Cametti, il primo volume, ed ora sta lavorando al secondo, di una seria di 38. Altra epopea di Borca, quando iniziò a vivere in Colonia, oltre dici anni fa, c’era nulla, sporcizia e disordine. Niente luce, né acqua. Poi pian piano venne tutto, e lui infrastrutturò la Casa, nella quale sono accadute, anche lì, cose sorprendenti, fino a quando ciò è stato possibile (e mai oltre; e mai oltre). Ora ne fa un’altra, di casa, ma nessuno dimentica quella, largo, o stretto, ai saprofiti dei Saprofiti.
Valentina Cima ha portato l’edizione di AVANTI, e quella sua transumanza non fu una messinscena, abbiamo ripercorso anche quella ricerca, assennata, libera, ben vissuta e ben fatta, benedetto Unterberger. Valentina è stringata, concisa, sintetica: ma non afona.
Teresa De Toni ha parlato dei libri di Xilogenesi e Cristopher: anche Teresa fa per 4, 8, 16, e lo fa bene, e DC avanza, tu dove vai? Sue anch le foto di Patrimonio o Matrimonio? Tramonto in Passerella con vin rosso di Biasiotto, ultima luce sul Col N**o, la Luna del Raccolto al Cornetto. Poi continuiamo a scrivere...