24/10/2024
Dal 16 Agosto al 24 Ottobre: la storia della mia candidatura
Ho pensato a lungo all'opportunità di scrivere questo messaggio di chiusura della mia campagna elettorale. Poi ho pensato che dovevo delle risposte e che la testimonianza potesse utile a qualcuno. Il profilo politico non è personale ma il vissuto personale definisce, forse meglio di altro, l'orizzonte politico.
Il 16 agosto ero chiuso in una stanza della nostra casa, immobilizzato dal dolore, senza forze. Piangevo. Non trovano pace. Qualche giorno prima Roberta, la mia compagna, vi aveva riportato a casa a metà vacanza. Ho attraversato momenti durissimi. Non vedevo futuro. In quella stanza con me si stavano spegnendo i miei progetti, sogni, le mie competenze, le mie relazioni. Ricordo esattamente il momento in cui ho pensato di essere arrivato al punto estremo: alla frontiera. Roberta non mi ha mai lasciato solo, mai, nemmeno un attimo, è stata con me in quella stanza: ha preso e visto tutto fino in fondo. Non dimenticherò mai quello che ha fatto per me e di come mi ha convinto, con la sua dolcezza infinita, a chiedere aiuto a un mio amico ,che oltre ad essere un grande medico, è soprattutto un grande uomo (grazie M): mi ha visitato immediatamente e uscendo dal suo studio ho trovato un piccolo primo punto di luce. Una prima fragile fioritura. Non è stato facile uscire da quella stanza. Ho creduto che quel punto di luce potesse diventare un Lampione, ho creduto fosse possibile. Mi hanno aiutato tutti i miei famigliari: mia madre, mio fratello, le mie nipoti, mia cognata. E anche mia figlia, Nina Rosa: la barca e il fiore. Non è stato facile essere padre in quei giorni. Ho lottato per uscire da quella stanza e piano piano sono tornato alla vita e a quello che io amo chiamare “il privilegio della presenza” (w.s). Sono tornato al lavoro, a correre, alla mia professione e ho vissuto tutto come il privilegio di essere fuori dalla stanza. Quel 16 agosto mi ha consegnato un periodo inaspettato di leggerezza che mi ha permesso di volare più alto di insulti, offese e altre dicerie. Poi è arrivata la proposta di candidarmi, è arrivata da persone che stimo senza ombra di dubbio. Ho preso tempo e valutato. Volevo rinunciare: temevo di non reggere. Poi ho pensato che era l’occasione per contribuire alla competizione elettorale con proposte, competenze, valori e anche l’occasione per passare del tempo con una delle persone più importanti per me: mio fratello, il mio pilastro.
Così ho accettato, e mi sono immerso in questa avventura, e ora che volge al termine sento che mi ha fatto bene.
Nel mio piccolo, e nel mio poco, ho portato un contributo.
Se il 16 agosto 2024 qualcuno mi avesse visto in quella stanza non avrebbe mai potuto immaginare che quella stessa persona il 23 Ottobre 2024 avrebbe partecipato a un dibattito sui diritti a Camogli ma questo è successo, e questo è il percorso vero e autentico dietro la mia scelta di candidarmi: tornare alla vita, alla partecipazione, all’incontro, alla realtà, alle contraddizioni, tornare da mio fratello.
Chi mi affiderà il suo voto sappia che per me il civismo deve essere inteso come il partire e il tornare alla società civile dopo un’esperienza politica, sappia che io intendo il riformismo come metodo continuo e costante finalizzato a modificare un sistema che non funziona o che determina rendite precostituite di pochi e contrarie al bene comune. Chi mi affiderà il suo voto sappia che lo affida ad uomo che è uscito da una stanza. Grazie per aver alzato con me i toni sui progetti senza mai alzare la voce. Grazie per la vostra fiducia e stima.
Antonio d’elia detto toni.