22/01/2020
+++UN SISTEMA CHE NON FUNZIONA+++
Firenze - 21 gennaio 2020
Durante l’inaugurazione dell’Anno Accademico le rappresentanze studentesche hanno deciso di abbandonare il Salone dei Cinquecento durante il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in segno di protesta contro il sotto-finanziamento dell’Istruzione e della Ricerca.
Emerge chiaramente nell’ultima Legge di Bilancio che il Governo non ha ritenuto opportuno neanche un rifinanziamento minimo del settore. I dati OCSE sulla percentuale dei laureati tra i 25 e i 34 anni, evidenziano come, con il 27% di laureati contro una media del 44%, il nostro paese sia tra i fanalini di coda in Europa. Veniamo da dieci anni di tagli al settore, che hanno portato a una riduzione del personale docente e amministrativo, alla compressione dei servizi e a una minore accessibilità al diritto allo studio.
Filippo Ungar, rappresentante in Senato Accademico per Lista Aperta Firenze, afferma: «Quello di oggi è un gesto di rottura, un tentativo per smuovere le acque. Veniamo da dieci anni di tagli al settore, che hanno portato a una riduzione del personale docente e amministrativo, alla compressione dei servizi e ad una minore accessibilità al diritto allo studio.» A questo si aggiunge un aumento significativo dei costi che tutti gli atenei dovranno sostenere in futuro e che costringerà l’Università di Firenze a depauperare il proprio patrimonio netto nell’arco dei prossimi tre anni. «Senza una revisione dei meccanismi di assegnazione del FFO e del Fabbisogno Finanziario, unito ad un sostanziale aumento dei fondi destinati all’Università, il sistema non può reggere.»
Guglielmo Mina, presidente del CLDS - Obiettivo Studenti, così continua: «Un’Università libera, accessibile, di qualità è uno degli strumenti che garantiscono l’effettiva partecipazione democratica nel nostro Paese, fanalino di coda d’Europa in termini di giovani laureati. Senza un’inversione di tendenza che renda nuovamente il nostro sistema accademico il cuore pulsante del futuro dell’Italia, che gli restituisca il ruolo propulsivo in cui e da cui si realizza la dinamica della conoscenza, tutto il castello crollerà. Un insufficiente finanziamento al sistema universitario mette a repentaglio il futuro stesso del Paese.»