Rete Stabilizzandi INAF

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Rete Stabilizzandi INAF Rete dei dell'istituto nazionale di INAF stabilizzabili secondo la legge 75/2017 a firma Marianna Madia

05/10/2026

Il precariato della ricerca pubblica italiana non può aspettare.

Subito la proroga della Legge Madia e le risorse per le stabilizzazioni (comma 1 e comma 2, art. 20, dlgs 75/2017)
I Precari e le Precarie di CNR, INAF, INFN, INGV, CREA, ISPRA, Stazione Zoologica Anton Dohrn e OGS, riuniti in un fronte comune, denunciano con forza l'inerzia del Governo di fronte alla scadenza ormai imminente del 31 dicembre 2026, termine ultimo fissato per l'applicazione delle procedure di stabilizzazione previste dall'articolo 20, commi 1 e 2, del D.Lgs. 75/2017 (Legge Madia) per gli Enti Pubblici di Ricerca. A pochi mesi da questa scadenza, migliaia di lavoratrici e lavoratori precari, molti dei quali impegnati da anni, in attività di ricerca fondamentali per il Paese, restano senza certezze sul proprio futuro professionale.
Il rischio concreto è che una parte consistente del personale precario, pur in possesso dei requisiti, venga escluso da qualunque percorso di stabilizzazione per la sola assenza di un intervento normativo e di adeguate risorse economiche.
Non possiamo accettare che professionalità costruite negli anni all'interno degli Enti Pubblici di Ricerca vengano disperse proprio mentre il sistema della ricerca italiana ha bisogno di continuità, competenze e programmazione.
Di fronte a questa situazione, chiediamo con urgenza al Governo:
1. La proroga della Legge Madia (D.Lgs. 75/2017, art. 20, commi 1 e 2), attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026, estendendo sia il termine per la maturazione dei requisiti sia quello per l’espletamento delle procedure concorsuali, per consentire a tutti gli Enti Pubblici di Ricerca di completare i percorsi di superamento del precariato già avviati e di avviarne di nuovi.
2. Le risorse economiche necessarie per l'applicazione piena del comma 1 in tutti gli Enti Pubblici di Ricerca, affinché la stabilizzazione diretta del personale in possesso dei requisiti trovi concreta e integrale attuazione. Tali risorse sono indispensabili affinché il personale idoneo ma non ancora stabilizzato non venga lasciato fuori a causa di stanziamenti insufficienti, disperdendo professionalità già selezionate e formate all'interno degli Enti stessi, sulle quali il Paese ha già investito milioni di euro.
3. Risorse per l'immediata pubblicazione dei bandi per le procedure concorsuali riservate previste dal comma 2, ad oggi bloccati o rallentati in diversi Enti, con conseguente e ingiustificabile allungamento dei tempi di attesa per lavoratrici e lavoratori che hanno già maturato o stanno per maturare i requisiti di anzianità richiesti dalla norma. Il precariato negli Enti Pubblici di Ricerca non è un'anomalia contingente, ma il risultato di anni di sotto-finanziamento cronico del sistema della ricerca italiana.
Un sistema che scarica sulle spalle di ricercatrici, ricercatori, tecnologhe, tecnologi, personale tecnico e amministrativo l'incertezza che dovrebbe invece essere assorbita da una programmazione seria e da investimenti pubblici adeguati. Non è più tollerabile che il destino professionale di migliaia di persone, e con esso la tenuta stessa del sistema della ricerca pubblica italiana, dipenda da proroghe concesse all'ultimo momento, da risorse stanziate col contagocce o da bandi rinviati sine die.
Se il Governo non darà seguito a queste richieste in tempi rapidi, i precari e le precarie di CNR, INAF, INFN, INGV, CREA, ISPRA, Stazione Zoologica Anton Dohrn e OGS intendono portare avanti una mobilitazione unitaria con iniziative pubbliche, presidi e ogni altra azione necessaria a far valere il diritto di migliaia di lavoratrici e lavoratori a un futuro stabile.
Auspichiamo, inoltre, che attorno a queste richieste si costruisca una piena unità sindacale, condizione importante per dare forza alla vertenza e ottenere risposte concrete. La ricerca pubblica va finanziata perché il Paese cresca e si rafforzi. E la ricerca si fa con le persone: le stesse che oggi, unite, chiedono al Governo una scelta chiara e un sostegno reale e concreto all'intero comparto.I Precari e le precarie di CNR, INAF, INFN, INGV, CREA, ISPRA, Stazione Zoologica Anton Dohrn, OGS
Precari Uniti CNR 2.0 Precari In Campo Precari Uniti INFN INAF Ministero dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini

05/10/2026

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29/09/2026

IL NERVOSISMO DEI VERTICI INAF: SCATTA LA CENSURA SUI DIRITTI! 🚨
Durante la Notte dei Ricercatori, l'INAF ha rimosso dai propri canali ufficiali un post che denunciava il dramma di 719 precari a rischio licenziamento. La scusa? "Ammessi solo contenuti scientifici". La realtà? Imbavagliare chi la ricerca la porta avanti ogni giorno per nascondere il profondo disagio occupazionale. 🤐
L'INAF ama celebrare i propri successi e il proprio prestigio, ma nasconde la polvere sotto il tappeto. Le conseguenze di questa gestione stanno uccidendo l'Ente:
Stipendi da fame: tra i più bassi dell'intero settore ricerca.
Blocco delle assunzioni: zero attrattiva per le nuove generazioni.
Sfruttamento sistematico: contratti atipici usati per mascherare vero e proprio lavoro subordinato.
Cosa pretendiamo? Che la dirigenza faccia il suo mestiere: andare a "ba***re cassa" al Governo per ottenere fondi, stabilizzazioni e progressioni di carriera. Se non sono in grado, vadano a casa! Non servono solo passerelle per esibire eccellenza scientifica eludendo i problemi di chi ci lavora.
Non ci resta che un’arma: organizzarci. Personale e dirigenza non sono amici, ma controparti. Solo la solida piattaforma sindacale di USB può farti da scudo contro censure, ritorsioni o procedimenti disciplinari.
Rompiamo il muro del silenzio!


Leggi il comunicato https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/il-nervosismo-dei-vertici-inaf-post-censurati-e-caccia-alle-alleanze-per-negare-i-diritti-15010-1.html

Ieri sera abbiamo ricondiviso un post di INAF Osservatorio Astronomico di Trieste in cui ringraziavamo di cuore i colleg...
27/09/2026

Ieri sera abbiamo ricondiviso un post di INAF Osservatorio Astronomico di Trieste in cui ringraziavamo di cuore i colleghi triestini. Abbiamo saputo che il post è stato fatto rimuovere perchè violava una policy di INAF. Riproponiamo qui le parole dei colleghi. "Oggi a Trieste Next il nostro stand è rimasto chiuso. Non è stato un disservizio, ma una protesta. Il personale precario dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste ed alcuni colleghi si è mobilitato per denunciare una crisi che coinvolge 719 lavoratrici e lavoratori dell' INAF in tutta Italia. Con l'avvicinarsi della scadenza della Legge Madia (31 dicembre 2026), un'intera generazione di astrofisici, tecnologi e tecnici - con un'età media di 40 anni e un decennio di esperienza- rischia il licenziamento definitivo. Un' esperienza a termine è utile per la mobilità dei giovani ricercatori, ma l'uso strutturale del precariato per far funzionare progetti e infrastrutture internazionali è inaccettabile. Chiudere lo stand oggi è servito a mostrare la realtà: senza di noi la ricerca si ferma. Chiediamo una proroga, fondi dedicati e un serio piano di assunzioni subito! "

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, la comunità scientifica del CNR, insieme anche agli altri Enti di Rice...
26/09/2026

In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, la comunità scientifica del CNR, insieme anche agli altri Enti di Ricerca , sceglie di rompere il silenzio. Precari In Campo Precari Uniti CNR 2.0

Denuncia dei lavoratori dell’Ente: "Fondi insufficienti e applicazione parziale della Legge Madia. Il Governo finanzi subito le stabilizzazioni per fermare l'agonia della scienza italiana"

26/09/2026

La notte di venerdì 25 settembre, in diverse città italiane ed europee, si svolgerà la notte dei ricercatori e delle ricercatrici. Passeggiando per le vie delle città, troverete vari stand in cui ricercatori e ricercatrici vi spiegheranno i loro progetti di ricerca, a volte anche attraverso attività ricreative che faranno felici soprattutto i più piccoli, con il sorriso stampato in faccia e infinita passione.

A proposito di notte dei ricercatori e delle ricercatrici, possiamo anche parlare delle notti passate insonni, sia per via degli esperimenti, sia a causa dell’incertezza causata dall’instabilità dei contratti dovuta alla mancanza di fondi… Incertezza sul futuro e sulla vita, insomma. Il futuro appunto, guardando i dati, è di chi investe in ricerca.

L’Italia investe l’1.4% del PIL, contro una media europea del 2.2% e i paesi come USA e Germania che invece oltrepassano il 3%.

La retribuzione mediana netta mensile dei ricercatori e delle ricercatrici è pari a 1.630 euro, nonostante il 28,4% di loro dichiari di lavorare oltre 46 ore a settimana. I contratti non prevedono tutele per straordinari, malattia o disoccupazione.
Le donne vincono più assegni e borse di ricerca, ma risultano minoritarie nei contratti da ricercatore a tempo determinato rispetto agli uomini (26,3% contro 32,8%), a conferma di un divario di genere nell’accesso alle posizioni più stabili.
I dati confermano anche la scarsa mobilità geografica nella fase del post-dottorato: l’85% di chi lavora al Sud ha conseguito il titolo nel Mezzogiorno. Nei centri di ricerca nazionali, poi, solo il 7% dei ricercatori proviene da università meridionali.

I finanziamenti per queste posizioni sono instabili: il 28% dei posti è legato al PNRR, il 26% da PRIN, mentre solo il 24% è sostenuto da fondi istituzionali (FFO). La progettualità a termine è dunque predominante.
Le persone precarie della ricerca hanno superato le 35.000 unità durante l’espansione legata al PNRR. Più del 30% delle posizioni ha avuto una durata inferiore a un anno, percentuale che diventa del 43% per quelle finanziate da PRIN e PON. Sono particolarmente brevi le borse di ricerca (50,5%) e gli assegni di ricerca (42,8%). Degli assunti con il PNRR, si stima che l’86.5% sia rimasto senza lavoro al termine del finanziamento.
Il numero di ricercatori e ricercatrici precarie è attualmente il 42% in più rispetto al 2008.
Il piano di assunzione del governo non copre neanche il 10% del fabbisogno effettivo.

Il precariato universitario in Italia dura almeno 10 anni, la stabilizzazione arriva in media intorno ai 40 anni.
Il 74% degli intervistati dall’ADI (XII indagine ADI sui Post-doc, con sondaggi effettuati su 2888 ricercatori e ricercatrici tra aprile e agosto 2024) in materia si dichiara molto preoccupato per la possibilità di trovare un impiego nei prossimi due anni.

Il 10.4% delle persone che hanno conseguito un dottorato in Italia e che risultano occupate ha dovuto trovare lavoro all’estero, dove ci sono più opportunità professionali coerenti con il livello di formazione e stipendi adeguati al costo della vita e all’esperienza professionale.

Quindi, sia che andiate o non andiate alla notte dei ricercatori e delle ricercatrici, è importante che sappiate che queste persone senza futuro stanno contribuendo a crearne uno anche per voi e il paese in cui vivete. Se i ricercatori e le ricercatrici continueranno ad essere senza futuro saremo tutti senza futuro.

- Luca Volpini, Alice Cavalieri, Andrea Casaboni
Università Possibile.

https://www.meteoweb.eu/2026/09/inaf-allarme-precariato-nella-ricerca-719-lavoratori-a-rischio-la-scadenza-della-legge-m...
25/09/2026

https://www.meteoweb.eu/2026/09/inaf-allarme-precariato-nella-ricerca-719-lavoratori-a-rischio-la-scadenza-della-legge-madia-mette-in-pericolo-una-generazione-di-astrofisici/1001984708/?amp=1

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) si trova davanti a una delle più delicate crisi occupazionali della sua storia. A luglio 2026, secondo il dossier elaborato dalla Rete Stabilizzandi INAF, l’ente conta 719 lavoratrici e lavoratori non a tempo indeterminato a fronte di 1197 dipendenti s...

17/06/2026

Ringraziamo tutti i colleghi tempo indeterminato che ci stanno sostenendo attivamente con la sottoscrizione della lettera aperta al CdA e al presidente INAF affinchè si applichino le disposizioni Madia.

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Naples

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