ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari

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ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari L'ASSP è un progetto promosso dal Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani.

🇮🇹 𝟐 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟔: 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚! 🇮🇹Con il referendum del 2 giugno 1946, gli italiani decretar...
02/06/2025

🇮🇹 𝟐 𝐆𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟔: 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚! 🇮🇹

Con il referendum del 2 giugno 1946, gli italiani decretarono il passaggio dalla monarchia alla Repubblica e contestualmente elessero l’Assemblea Costituente, sancendo una tappa fondamentale del percorso di conquista della democrazia iniziato con la lotta di liberazione dal nazi-fascismo.
Oggi non celebriamo soltanto un evento storico, ma rinnoviamo l’impegno quotidiano per il bene comune, ricordando l’uguaglianza, la solidarietà e la partecipazione attiva come i pilastri dell’Italia democratica.

💚🤍❤️ Viva la Repubblica!




31 marzo 1899 - 31 marzo 2025Ricordiamo la nascita di Vincenzo Rabito, autore semianalfabeta di Chiaramonte Gulfi, che h...
01/04/2025

31 marzo 1899 - 31 marzo 2025

Ricordiamo la nascita di Vincenzo Rabito, autore semianalfabeta di Chiaramonte Gulfi, che ha saputo scrivere pagine memorabili nelle quali le sue vicende personali si intrecciano con la storia non solo siciliana, ma italiana ed europea del Novecento. La sua scrittura, carica di emozioni e storie di vita, rappresenta un patrimonio linguistico unico per la nostra comunità e, soprattutto, per quella della scritture popolari.
Le sue memorie, in parte pubblicate da Einaudi, rappresentano un ponte tra il passato e il presente, un modo per dare voce a esperienze e sentimenti che risuonano ancora oggi. La sua penna (anzi la sua macchina da scrivere) ha catturato le sfide e le gioie della vita quotidiana, in una lingua a cui davvero l'etichetta di "italiano popolare" non rende giustizia.
Buon compleanno Vincenzo!🥳

📸Alcuni scatti della giornata di oggi!Giovanni Ruffino (Presidente del Centro di studi filologici e linguistici sicilian...
19/02/2025

📸Alcuni scatti della giornata di oggi!

Giovanni Ruffino (Presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani) e Giuseppe Paternostro(Direttore dell’ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari) hanno presentato il progetto dell’ Archivio Siciliano di Scritture Popolari agli studenti e ai docenti del Liceo Felicia e Peppino Impastato di Partinico.
Nell’occasione è stato illustrato il "Quaderno del canta storia" di Vincenzo Rabito, un inedito donato all’Archivio dai figli di Vincenzo.
Gli studenti, nell'ambito del progetto d’Istituto “Lingue, culture, identità in Sicilia” L.R N.9/2011, hanno raccolto cartoline e lettere di famiglia che verranno donati al nostro archivio.

Cari amici, mercoledì 19 febbraio, presso l’Auditorium del Liceo Felicia e Peppino Impastato di Partinico, verrà present...
17/02/2025

Cari amici, mercoledì 19 febbraio, presso l’Auditorium del Liceo Felicia e Peppino Impastato di Partinico, verrà presentato il progetto dell'Archivio Siciliano di Scritture Popolari.
Gli studenti e gli insegnanti del liceo incontreranno Giovanni Ruffino, presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani e Giuseppe Paternostro, direttore dell'ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari

📌Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza   contro le donneOggi, 25 novembre, ricordiamo tutte quelle d...
25/11/2024

📌Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Oggi, 25 novembre, ricordiamo tutte quelle donne vittime di abusi, quelle che hanno avuto il coraggio di denunciare e quelle che, purtroppo, non hanno avuto questa possibilità.
Condividiamo la storia di Maddalena M., tratta dall’Archivio di Pieve. Dopo anni trascorsi nella paura e nel silenzio, Maddalena trova il coraggio di ripercorrere un passato doloroso, segnato da abusi e da violenze, servendosi della scrittura come strumento di autocoscienza.

La storia di Maddalena M.ha vinto il Premio di Pieve nel 1999.





Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Dalle storie dell’Archivio, quella di Maddalena M.: Imparare paura

❝Il fuoco nel camineto era spento, non riuscivo ad avicinare i pezzi di legno che erano rimasti, le mie mani tremavano non solo per il freddo, ma per le grida che si sentivano a casa, non si cappiva se erano grida di dolore o se erano dei lamenti che a me mi terrorizzavano❞

Con questa immagine di muto terrore Maddalena M., oggi casalinga, inizia la sua memoria, caratterizzata da un incalzante crescendo di inusitata violenza. Siamo ai primi anni Sessanta, ma gli effetti del boom economico nel paese dell'entroterra sardo in cui l'autrice vive sono ancora lontani: a cinque anni dorme sopra “un sacco rienpito di lana” coperta da “un vecchio capoto militare”. La situazione famigliare è disastrosa: la madre, priva di autocontrollo, è alcolizzata, il padre, emigrante, sa far valere la propria autorità soltanto attraverso le botte. Solo la nonna, anziana e remissiva, è capace di darle amore. Maddalena impara, per paura, a soffrire in silenzio: così, ancora bambina, subisce gli abusi sessuali di un compaesano prima, del padre poi, senza confidarsi con nessuno. L'emigrazione in Germania rappresenta per la sua famiglia la possibilità di affrancarsi dalla miseria e per Maddalena la speranza di lasciarsi un passato da incubo alle spalle: è là, a Wuppertal – un paese tedesco popolato da soli italiani – che vive la parvenza di una vita normale: le prime uscite, il primo amore.

Uno spiraglio di felicità destinato a scomparire al ritorno in Sardegna, pochi anni dopo: in seguito a una corte insistente e prepotente, quasi senza volerlo, a diciotto anni Maddalena si ritrova sposata con Vincenzo, giovane rampollo di una famiglia benestante del paese. Relegata dalla suocera al ruolo di Cenerentola, è costretta a subire senza protestare il carattere violento del marito, manifestatosi già prima del matrimonio. Persa la prima figlia pochi giorni dopo la sua nascita a causa delle percosse subite durante la gravidanza, rimasta incinta di un secondo figlio, Maddalena decide finalmente di difendersi, protestando per i maltrattamenti inflitti dal marito e per le prevaricazioni dei famigliari di lui, pronti a giustificarne il comportamento. Fatto questo primo passo verso l'emancipazione, tutto diventa più semplice: Vincenzo s'invaghisce per un po' di un'altra donna lasciando Maddalena libera di costruirsi una famiglia vera con un nuovo compagno. La morte improvvisa di Vincenzo, non ancora rassegnato a perdere la moglie, mette fine a questa dolorosa storia, che lascia però a Maddalena lo strascico dell'anoressia.

(…) Un testo forte, violento, d'impatto senza pari che viene dal cuore di una donna che vive un calvario e riesce a reagire. Per lei la scrittura è terapia, è salvezza. A qualcuno potrà ricordare, per le forme di violenza così arcaiche "Padre padrone" di Gavino Ledda.
Maddalena M. ha solo cambiato qualche nome per salvaguardare vivi e morti e tolto il suo cognome, perché la sua fosse una storia di verità, non di rivalsa.

La storia di Maddalena ha vinto il Premio Pieve nel 1999.

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Il 22 novembre 1984 è una giornata fondamentale per la conservazione della memoria storica del nostro paese: inizia l'av...
22/11/2024

Il 22 novembre 1984 è una giornata fondamentale per la conservazione della memoria storica del nostro paese: inizia l'avventura dell Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano.
Ricordiamo oggi anche la figura di Saverio Tutino. Grazie a lui oggi studiosi e semplici cittadini hanno la possibilità di accedere a straordinarie testimonianze di donne e uomini "ordinari", che raccontando la loro storia, raccontano la storia di noi tutti.

Immaginate questa scena: è il 22 novembre 1984. Fuori l'aria è fredda, ma la giornata deve cominciare. Vi preparate, uscite, vi fermate al bar di fiducia per un caffè veloce e comprate il giornale per aggiornarvi sulle ultime notizie. Tra le pagine f***e di cronaca, sport, cultura e attualità, spunta un trafiletto che recita:

❝Avete un diario nel cassetto? Non lasciate che vada in pasto ai topi del Duemila. Garantito contro usi impropri, con diritto a partecipare ogni anno a un premio di due milioni e al concorso per la pubblicazione, la memoria personale o l'epistolario familiare che sarà consegnato all'Archivio di Pieve Santo Stefano (AR) passerà alla storia. Sarà una delle mille pietre di una costruzione nuova per gli studiosi di domani: la banca dei diari. Speditelo dunque all'Archivio Diari, Biblioteca Comunale, Pieve Santo Stefano (Arezzo) 52036. Della giuria del premio fanno parte Natalia Ginzburg, Paolo Spriano, Corrado Staiano, Luigi Santucci, Vittorio Dini, Ugolino Vagnucci, Roberta Marchetti, Pasquale Festa Campanile e Saverio Tutino.❞

Un annuncio, uno fra tanti in apparenza. Eppure, quel messaggio aveva il potere di cambiare la storia di Pieve Santo Stefano e di chi vi avrebbe partecipato.
Quell’annuncio, scritto da Saverio Tutino per La Repubblica, era una chiamata alla memoria, un invito a trasformare diari, epistolari e ricordi privati in un patrimonio collettivo.

Da quel 22 novembre iniziarono ad arrivare testimonianze da tutta Italia: frammenti di vita di ogni età, sesso e condizione sociale, tutti accomunati dalla voglia di trovare una casa dove raccontarsi e dialogare con il futuro. E quella casa esiste ancora oggi. L’Archivio dei diari ospita oltre 10.000 voci, un patrimonio immenso di storie che continuano ad arricchire la nostra memoria collettiva.
Rileggiamo oggi quelle parole di Tutino con lo stesso stupore di allora, consapevoli di come un’idea possa davvero cambiare molte vite.

📚 Scoprite come inviare il vostro diario o la memoria di un vostro familiare 👉🏻 http://archiviodiari.org/index.php/come-partecipare.html

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Foto: Saverio Tutino, archivio l’Unità

Dall'archivio di Ettore Li Gotti, in corso di sistemazione da parte del Centro di studi filologici e linguistici sicilia...
10/10/2024

Dall'archivio di Ettore Li Gotti, in corso di sistemazione da parte del Centro di studi filologici e linguistici siciliani

In occasione del LVII Congresso internazionale della Società Linguistica Italiana, la dottoranda Maria Pirrone , che col...
26/09/2024

In occasione del LVII Congresso internazionale della Società Linguistica Italiana, la dottoranda Maria Pirrone , che collabora nella gestione dell’ ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari, ha presentato un progetto dal titolo: “Corpus ASSP e Corpus UniverS-Ita: una proposta di indagine”, frutto della collaborazione con la dottoranda Stefania Elisa Ghezzi dell’ Univerzita Palackého. Il lavoro ha visto una preliminare comparazione tra un piccolo corpus di scritture prototipicamente semicolte, provenienti dall’archivio ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari, e il più recente corpus UniverS-Ita (Grandi et al. 2024). Per l’estrazione dei dati linguistici è stato utilizzato uno strumento di textual analysis applicato, in via sperimentale, anche ad una varietà substandard.

Centro di studi filologici e linguistici siciliani
Univerzita Palackého

Su lasicilia.it
01/07/2024

Su lasicilia.it

✈️Il nostro archivio... vola a Genova.📌Dal 13 al 15 maggio si svolgerà a Genova il XII Congresso Internazionale della St...
06/05/2024

✈️Il nostro archivio... vola a Genova.

📌Dal 13 al 15 maggio si svolgerà a Genova il XII Congresso Internazionale della Storia della Cultura Scritta, sul tema "I «senza storia». L'uso pubblico delle scritture dei subalterni in età moderna e contemporanea", organizzato dal gruppo di ricerca LEA-SIECE dell’Universidad de Alcalá e dall’Archivio Ligure della Scrittura Popolare (ALSP) dell’Università di Genova.

🗣️Martedì 14, nella sessione dedicata agli Archivi, interverrà Claudio Staiti, membro del Consiglio Scientifico dell'ASSP - Archivio Siciliano di Scritture Popolari, che presenterà il nostro progetto, dialogando con le altre realtà simili attive nel panorama nazionale ed europeo.

🔍Dalla 'call for papers' del congresso:

Da oltre cinquant’anni gli esperti si interrogano sulle potenzialità e i limiti delle cosiddette 'scritture popolari' nella ricostruzione storica. Lo stesso aggettivo "popolare" è stato ed è ancora al centro di un dibattito acceso poiché rimanda ad una dimensione sociale sfuggente, oscillante tra il culturale, il sociologico e l'antropologico, variabile in rapporto al contesto cronologico e geografico. Neppure l’espressione maggiormente utilizzata per questo genere di studi in area anglosassone e francese (ordinary writing / écriture ordinaire) sembra poter cristallizzare compiutamente il parametro il carattere comune o la subalternità di una/o scriviente e di una scrittura. Categorie che toccano uno dei punti più delicati, ovvero la corretta definizione dei gruppi sociali in analisi, quella uncommon people capace di influenzare la storia generale partendo da una condizione asimmetrica rispetto al potere. Tali definizioni, pur gettando luci diverse sul tema, convergono nel tentativo di focalizzare una natura non professionale dei testi e la non appartenenza degli scriventi alle classi egemoniche. Le loro produzioni scritte, spesso più prossime all'oralità, denotano inesperienza nel controllo dello spazio di scrittura e difficile adeguamento rispetto delle regole grammaticali.

Grazie a questi documenti, gli studiosi hanno progressivamente demolito il mito storiografico del silenzio delle cosiddette «classi inferiori», «subalterne», degli «analfabeti» o dei «semicolti», inserendo a pieno titolo nel racconto storico uomini, donne e bambini che fino a quel momento erano stati condannati ad apparire nelle storie generali soltanto sotto il segno del «numero e dell’anonimato» e che quindi erano a tutti gli effetti dei «senza storia». Attori di una marginalità che è da intendersi sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista testuale. In determinate circostanze, tuttavia, tali scritture emarginate, normalmente destinate all’ambito privato e alla dispersione, vengono incluse nel discorso pubblico. In questo passaggio subiscono trasformazioni, strategie di adattamento, politiche di visibilità differenti. Un mare magnum che comprende la pubblicazione di diari, lettere, memorie e autobiografie, la diffusione di testi attraverso internet, performance teatrali, manifestazioni pubbliche, il loro utilizzo in contesti museali, in memoriali ufficiali o spontanei, nelle commemorazioni funebri e nei cimiteri.

Indirizzo

C/o Il Dipartimento Di Scienze Umanistiche Dell’Università Di Palermo Viale Delle Scienze, Edificio 12
Palermo
90128

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