Relazioni Internazionali e Politica Globale - Unipg

Relazioni Internazionali e Politica Globale - Unipg Conoscere e capire il mondo. Dotarsi degli stumenti giusti per muoversi in un contesto sempre più g

È successo. Per il mio volume sulla morte di Gentile - 'Una esecuzione memorabile. Giovanni Gentile, i fascismo e la mem...
01/12/2025

È successo. Per il mio volume sulla morte di Gentile - 'Una esecuzione memorabile. Giovanni Gentile, i fascismo e la memoria della guerra civile' - mi è stato assegnato il Premio FiuggiStoria 2025 per la saggistica. Mercoledì la premiazione alla Camera dei Deputati. Inutile nasconderlo: fa immensamente piacere.

Prossima tappa, Napoli. Venerdì 10 tootbre. Vi aspetto.
03/10/2025

Prossima tappa, Napoli. Venerdì 10 tootbre. Vi aspetto.

Cari amici e amiche, vi aspetto a Brescia il prossimo lunedì 29 settembre: prima tappa di un breve tour di presentazioni...
17/09/2025

Cari amici e amiche, vi aspetto a Brescia il prossimo lunedì 29 settembre: prima tappa di un breve tour di presentazioni del mio libro sulla morte di Giovanni Gentile. Prossimi appuntamenti: Napoli (10 ottobre), Benevento (20 ottobre), Perugia (24 ottobre), Bari (30 ottobre), Lecce (31 ottobre), Catanzaro (13 novembre), Torino (15 novembre), Civitanova Marche (21 novembre) ecc. Spero d'incontrarvi numerosi.

Da domani (lunedì 4 agosto) e per tutta la settimana sarò alla conduzione di "Prima Pagina" su Radio 3 - Rai, dalle 7.15...
03/08/2025

Da domani (lunedì 4 agosto) e per tutta la settimana sarò alla conduzione di "Prima Pagina" su Radio 3 - Rai, dalle 7.15 alle 8.40, per la rassegna stampa e per commentare i fatti del giorno.
Misurarsi con l'attualità, ma senza limitarsi alla cronaca, è un esercizio utile necessario per cercare di comprendere al meglio il mondo intorno a noi. "Professore e giornalista" si definiva Raymond Aron: due prospettive d'analisi, due modi di leggere la realtà (a partire da quella politica) diversi ma convergenti. A questa formula, a questo doppio registro professionale e intellettuale, cerco di attenermi a mia volta. Spero di avervi tra i radioascoltatori. Buona domenica.

Oggi, sul 'Giornale', la bella recensione di Claudio siniscalchi al mio volume 'Una esecuzione memorabile. Giovanni Gent...
20/05/2025

Oggi, sul 'Giornale', la bella recensione di Claudio siniscalchi al mio volume 'Una esecuzione memorabile. Giovanni Gentile, il fascismo e la memoria della guerra civile"

Fu un atto di guerra, che spazzò via ogni alternativa fra estremisti di Salò e partigiani

Già disponibile su AMAZONAlessandro Campi, "Una esecuzione memorabile. Gentile, il fascismo e la memoria della guerra ci...
17/04/2025

Già disponibile su AMAZON
Alessandro Campi, "Una esecuzione memorabile. Gentile, il fascismo e la memoria della guerra civile" (Le Lettere, Firenze, 2025, pp. 242, Euro 129).

Il dibattito politico-storiografico sull’uccisione di Giovanni Gentile – avvenuta il 15 aprile 1944 – si è incentrato in prevalenza sul tema degli esecutori e dei mandanti. Chi faceva parte del commando che ha assassinato il filosofo? Chi sono stati i mandanti e gli ispiratori dell’attentat...

03/05/2024

Oggi mi sono dedicato a rispondere alle domande dei nostri studenti.
Qualche domanda preparata e tanta curiosità spontanea: ho avuto modo di raccontare un po’ di me, della mia vita e della mia professione.
È stato veramente divertente!

Un dialogo tra Massimiliano Panarari e Alessandro Campi su Machiavelli: dall'iconografia del Fiorentino alle sue rifless...
23/03/2024

Un dialogo tra Massimiliano Panarari e Alessandro Campi su Machiavelli: dall'iconografia del Fiorentino alle sue riflessioni sulle congiure e sulla guerra.

Novità e scoperte intorno a un gigante italiano del pensiero politicoTUTTO MACHIAVELLIMassimiliano Panarari ne discute con Alessandro Campi, Professore di St...

Giovedì 7 dicembre 2023 (ore 11.30), a Roma, al Ministero della Cultura (Sala Spadolini - Via del Collegio Romano, 27), ...
02/12/2023

Giovedì 7 dicembre 2023 (ore 11.30), a Roma, al Ministero della Cultura (Sala Spadolini - Via del Collegio Romano, 27), in occasione dell’uscita di “C’era una volta Cavour” (Il Mulino, Bologna, 2023), ultimo volume di Giuliano Amato, Presidente emerito della Corte Costituzionale, si svolgerà il convegno su “Cavour: la potenza della grande politica”.

Con l’autore, interverranno: Alessandro Campi, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano; Andrea Ciampani, Università LUMSA di Roma; Ester De Fort, Università di Torino.

Concluderà il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Diretta sul canale YouTube del MiC al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=YSekg83IFMk

Modalità di accredito

Giornalisti e fotocineoperatori interessati possono inviare, entro e non oltre le ore 20 di mercoledì 6 dicembre, una mail con richiesta di accredito all’indirizzo [email protected] indicando nome, cognome, luogo e data di nascita, testata, numero documento e numero tessera (nell’oggetto: Cavour).

Giovedì 7 dicembre 2023 (ore 11.30), a Roma, al Ministero della Cultura (Sala Spadolini - Via del Collegio Romano, 27), in occasione dell’uscita di “C’era un...

Cari amici, cari amiche,è da oggi on line il nuovo sito-portale dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, c...
16/06/2023

Cari amici, cari amiche,
è da oggi on line il nuovo sito-portale dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, che da qualche mese ho l'onore di guidare. È stato un lavoro impegnativo ma credo ne sia valsa la pena. Vi invito a visitarlo (e naturalmente a farmi avere le vostre impressioni). Abbiamo caricato una quantità enorme di materiali (soprattutto fotografici), che documentano la storia italiana dalla fine del Settecento alla Prima guerra mondiale. Ma nel sito troverete anche pubblicazioni, ricerche, banche dati, archivi digitali ecc. Buona navigazione.

L’Istituto, si occupa della promozione degli studi sul Risorgimento dall’età delle rivoluzioni alla Prima guerra mondiale.

QUATTRO IPOTESI SUL FUTURO DI FORZA ITALIADopo la scomparsa del suo fondatore e padre-padrone Forza Italia sembra avere ...
14/06/2023

QUATTRO IPOTESI SUL FUTURO DI FORZA ITALIA

Dopo la scomparsa del suo fondatore e padre-padrone Forza Italia sembra avere dinnanzi a sé quattro strade.

La prima è la fuga in massa del suo gruppo dirigente in cerca di nuovi approdi e di una salvezza politica soltanto personale. È un rischio reale ed è quello che molti pronosticano in queste ore, immaginando che il berlusconismo per definizione non possa sopravvivere a Berlusconi.

Scomparso lui, liberi tutti. Ma sarebbe, a conti fatti, una corsa disordinata verso il precipizio. Senza contare che quelli che nel partito hanno ragionato in questi termini, pensando solo al loro futuro, già da un pezzo si sono accasati altrove.

La seconda è il ricompattamento del partito, mettendo in conto le inevitabili lotte politiche interne connesse ad ogni successione traumatica, intorno al nucleo ideologico forte del berlusconismo: liberalismo popolare ed euro-atlantismo. In questa prospettiva Forza Italia, provando a diventare un partito per così dire normale, resterebbe la gamba centrista del centrodestra. Una forza piccola ma in questo momento irrinunciabile soprattutto per Giorgia Meloni nella prospettiva di una crescente collaborazione in Europa tra i conservatori da lei presieduti e la famiglia cristiano-popolare.

Intorno a questa opzione, che è quella dell’istituzionalizzazione del berlusconismo, si valuteranno due cose se dovesse realizzarsi. Da un lato, le capacità politiche reali del gruppo dirigente rimasto con Berlusconi in quest’ultima stagione: yes men senza personalità o figure compresse dall’Ego enorme del Cavaliere e finalmente libere di mettersi alla prova? Dall’altro, il ruolo effettivo svolto dalla famiglia Berlusconi (o che quest’ultima intende svolgere) nella successione considerando che il marchio del partito è una proprietà privata e che i soldi per mandarlo avanti solo da lì possono ve**re (almeno nel breve periodo). Marina e gli antichi sodali del padre permetteranno che tutto vada in malora o si batteranno per stabilizzarne il lascito politico?

Una terza strada, una variante della seconda, potrebbe consistere nel tentativo di far nascere, a partire da Forza Italia, un soggetto centrista autonomo e svincolato da alleanze rigide. Fedele alla formula del centrodestra e alla democrazia dell’alternanza su base bipolare, le sue due invenzioni politiche più importanti, Berlusconi ha sembra osteggiato qualunque tentativo di creare un centro indipendente. Ora quest’ultimo potrebbe raggrumarsi mettendo insieme, idealmente nel nome del Cavaliere, in realtà tradendone la visione, i tanti spezzoni centristi che da anni vagano come anime p***e nel deserto avanzante della politica italiana.

A questo scenario, come è noto, guardano i nostalgici che ancora esistono della Dc, i delusi di un Pd a trazione sempre più radical-movimentista, le truppe renziane, i battitori liberi alla Calenda, quelli che in Forza Italia non vogliono morire né salviniani né meloniani ecc. Ma i consensi elettorali di questo centro vagamente mitologico nato da assemblaggi meccanici e calcoli a tavolino si sono sempre rivelati inversamente proporzionali alle ambizioni dei capi che aspirano a guidarlo. Più sono scarsi i primi, più risultano alte le seconde.

Infine, la quarta strada. La potremmo definire un Popolo della Libertà al contrario e, soprattutto, meglio congegnato. Quello originale nacque nel 2009 con l’idea di assorbire la destra post-missina nel perimetro di un berlusconismo allora all’apogeo. Fu un atto di forza e prepotenza che finì malissimo. Oggi si potrebbe pensare a un’ipotesi più ragionata e razionale, tenuto conto soprattutto di come sta evolvendo il quadro europeo e della necessità in cui il centrodestra si trova di darsi una nuova fisionomia ora che non c’è più chi l’ha inventato e per decenni l’ha tenuto insieme: integrare centro berlusconiano e destra conservatrice in un contenitore liberal-nazionale la cui guida, in questa fase storica, non può che competere a Giorgia Meloni.

Per il mondo di Forza Italia è una possibilità di sopravvivenza, senza per questo risolversi in un’annessione. Per Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia un’opportunità di crescita e cambiamento. Nel solco del trasformismo italico sembrerebbe più facile e conveniente, per la destra oggi al potere, avviare una tradizionale campagna acquisiti promettendo candidature e poltrone agli orfani di Berlusconi. Ma sarebbe una scelta miope, visto che singolarmente i fuoriusciti di Forza Italia hanno sempre dimostrato di avere con sé pochi consensi. E perpetuerebbe un cattivo costume.

Diverso se si dovesse invece puntare alla nascita di un nuovo soggetto politico che prefiguri già in Italia quell’alleanza organica tra popolari e conservatori che anche in Europa potrebbe farsi nei prossimi mesi sempre più stretta. Ma quest’ultima soluzione dipende paradossalmente più dalle scelte che compirà Giorgia Meloni che dalle mosse dei vertici di Forza Italia.

Quattro possibili scenari, dunque. In ogni caso, la politica italiana – dopo e senza Berlusconi – è destinata a cambiare radicalmente. La Seconda Repubblica è finita, ammesso che sia mai cominciata.



Copyright "Il Messaggero", 13 giugno 2023

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Via Gismonda 13
Perugia
06121

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