25/05/2026
Il prossimo 13 giugno, l’estrema destra di CasaPound e delle varie sigle della galassia nera ha chiamato a raccolta i propri militanti a Roma. Dietro la scusa della chiusura di una campagna di firme per una proposta di legge disumana, vogliono mettere in scena una vera e propria esibizione di forza: un grande corteo che, nei modi e nei toni, evoca dichiaratamente i fantasmi di una nuova marcia su Roma.
La proposta di legge che si pretende di presentare costituisce un attacco diretto ai diritti dell’intera classe lavoratrice, poggiando su logiche di privilegio etnico e di violenza istituzionale. Questo impianto si articola innanzitutto attraverso un piano di deportazioni di massa e di discriminazione etnica che punta a distruggere le nostre comunità, espellendo chi ha ormai costruito qui la propria vita. Parallelamente, l’attuazione del blocco navale e la criminalizzazione delle ONG mirano a trasformare il Mediterraneo in un cimitero privo di testimoni, arrivando persino a cancellare i canali regolari d’ingresso. A questa strategia si affianca un modello di welfare escludente che, dietro lo slogan “prima gli italiani” applicato all’accesso alle case popolari e agli asili nido, persegue l’unico vero obiettivo di dividere chi subisce gli effetti della crisi, occultando così il fatto che i tagli alle risorse colpiscono tutti indistintamente, a prescindere dalla nazionalità. Il tutto è ,come al solito, guidato da un nazionalismo patriarcale che promuove un’idea di natalità selettiva e un focus nostalgico sugli italo-discendenti.
Il 13 giugno blocchiamo il ritorno del fascismo nelle nostre strade: ci opporremo radicalmente a tutto questo e costruiremo una barriera democratica, antifascista e di massa. È il momento di tracciare una linea invalicabile: da una parte chi nostalgicamente invoca il passato più buio della nostra storia, dall’altra chi difende la libertà, l’uguaglianza e la dignità umana.
Nessuno spazio a CasaPound, nessuna legittimità al razzismo. Il 13 giugno respingiamo l’infamia neofascista e riprendiamoci il futuro. La resistenza continua!