31/10/2024
Carissimi,
oggi 31 ottobre 2024 termina la mia attività in qualità di professore, ma sarebbe meglio dire insegnante e docente, presso la Facoltà di Architettura (oggi Dipartimento Architettura e Design) dell'Università degli Studi di Genova, e domani 1° novembre sarò in quiescenza, o come si dice "in pensione".
Sono trascorsi più di cinquant'anni da quando nel novembre 1973 ho varcato la soglia della Facoltà di Architettura di Genova nel quartiere di Albaro e dove ho trascorso cinque anni meravigliosi, fino alla laurea conseguita nell'ottobre 1978. Cinque anni di studio, fatica, impegno, ma anche di nuove conoscenze, amicizie, compagni di studio (Marco Brossico, Ariela Goggi, Marina Marsich, Donatella Meucci, Giorgio Odello, Enrico Viberti, Gianna Zano) alcuni dei quali sono rimasti anche negli anni successivi e con alcuni di essi, fra tutti Giorgio Pigafetta, un amico, un fratello, ho condiviso gioie e malumori.
Ho avuto Maestri indimenticabili : Edoardo Benvenuto in primis, il quale mi ha introdotto al mondo della ricerca scientifica e con il quale ho lavorato assieme fino a quando quella terribile malattia che non lascia scampo, lo ha portato via, lasciandomi solo, un piccolo pesce in un oceano sconfinato dove nuotavano pesci grossi e famelici. Questo non gliel'ho mai perdonato, se mi permettete questa mia affettuosa rimostranza, ma quando ci rincontreremo lo ringrazierò di persona per quanto mi ha dato e insegnato, perché mi ha fatto crescere giorno per giorno umanamente e scientificamente. E poi ho avuto tanti Maestri che cito a memoria, anche se la memoria ogni tanto qualche colpo lo perde sempre di più : Riccardo Baldacci, Nino Carboneri, Gianfranco Conti, Alfredo Corsanego, Gaspare De Fiore, Giovanni Francia, Paolo Maretto, Robaldo Morozzo della Rocca, Giuseppe Rizzitelli, Aldo Rollero, Giuseppe Zander e tanti altri che più non ricordo, ma che sicuramente sono rimasti conservati nei cassetti della mia memoria.
Un pensiero particolare lo dedico a quella meravigliosa persona che è stata per me Orietta Pedemonte che mi ha accompagnato per mano in questi 46 anni di attività universitaria, dispensandomi consigli e suggerimenti, ma soprattutto aiutandomi nei momenti di sconforto e di malessere. Una grande donna per un piccolo uomo, come dico io.
E poi quello che io considero il Rettore per eccellenza, Carmine Alfredo Romanzi, con il quale ho collaborato e diviso tanti momenti lavorativi, assieme a Giorgio Pigafetta, importanti per la mia crescita professionale. Nei nostri incontri e nei nostri convivi era solito dire ai suoi collaboratori «questi due architetti, rivolgendosi a me e Giorgio, sono due bravi guaglioni, sempre pronti ad aiutarci e a risolvere piccoli e grandi problemi della nostra Università.»
Grazie a Edoardo Benvenuto, mio relatore di tesi di laurea, poi mio mentore, ho conosciuto con lui il mondo dell'Università e intrapreso questo cammino che dopo 46 anni di vita universitaria mi ha portato a scrivere questa breve nota di commiato.
Edoardo è stato per me più di un insegnante, un Maestro, ma soprattutto un amico e un fratello, e con lui ho diviso vent'anni della mia vita. Ho conosciuto la sua famiglia, la sua indimenticabile mamma, e suo fratello Giovanni Benvenuto e sua nipote Danila Aita della quale sono stato anche co-relatore della tesi di laurea e con i quali abbiamo fondato l'Associazione Edoardo Benvenuto.
Una storia durata una vita che mi ha permesso di studiare, conoscere e farmi conoscere, girare il mondo e diventare amico di Maestri, Maestri che, tutti, hanno lasciato anche solo una piccola traccia positiva nel mio cuore e nel mio essere docente universitario: Alessandro Baratta, Umberto Bottazzini, Salvatore D'Agostino, Salvatore Di Pasquale, Mario Como, Jean Dhombres, Paolo Freguglia, Antonino Giuffrè, Ivor Grattan-Guinness, Jacques Heyman, Carlo Maccagni, Annalisa Maniglio Calcagno, Tiziano Mannoni, Sergio Marsich che mi invitò a collaborare con lui al Cetena S.p.A. (Centro Studi di Tecnica Navale), Roberto Masiero, Joël Sakarovitch, David Speiser, Paolo Torsello, Clifford Ambrose Truesdell, Piero Villaggio, e l'aggiungo per ultima, last but not least, Patricia Radelet-de Grave, e quella splendida persona, un vero gentilhomme, che è suo marito Alain Radelet.
Patricia, unica, irripetibile, dotata di una cultura enciclopedica ma anche e soprattutto di una umanità meravigliosa, è stata la persona che mi ha condotto per mano nel mondo - come ha fatto Orietta nella mia Università e nel mondo universitario genovese e non solo -, facendomi vedere il buono e il cattivo, e discernere tra i Maestri e i professori.
I suoi insegnamenti mi hanno accompagnato in questi anni come una luce nella notte.
E poi ci sono gli amici che dopo la dipartita di Edoardo, che non gli ho mai "perdonato", mi hanno dato ulteriori stimoli a continuare il mio percorso universitario : Enrique Rabasa Diaz, Santiago Huerta, Karl-Eugen Kurrer, John Ochsendorf, Roberto Goycoolea Prado, Paz Nunez Marti e i miei più giovani compagni di avventure Antonio Becchi e Federico Foce, e di amicizia Luca Lo Basso e Davide Arecco.
Nel 2003, assiema un gruppo di studenti innamorati del sapere, abbiamo fondato il Lab.MAC (Laboratorio di Meccanica Applicata alle costruzioni), fucina di idee, progettualità, intraprendenza e follie, tante follie. In poco più di vent'anni abbiamo svolto oltre 40 workshop didattici nella nostra sede e in giro per la Liguria e non solo, abbiamo costruito centinaia di modelli, prototipi, abbiamo sperimentato le nostre idee progettuali e il nostro modo di intendere l'Architettura povera, fatta di materiali naturali quali la terra, il bamboo, il legno, le paglia, le fibre naturali; abbiamo lavorato in Africa lavorando per la gente, tra la gente e con la gente. Ricordare le centinaia, forse qualche migliaio, di studenti che hanno vissuto con me nel Laboratorio tutte quelle fantastiche esperienze o che hanno partecipato ai workshop sarebbe impossibile, ma alcuni voglio ricordarli per il loro contributo non solo lavorativo ma soprattutto umano e affettivo : Vincenzo Aiello, Emiliano Benedetti, Sara Capurro, Giulia Cerrato, Sara Eriche, Daniel Fida, Luca Filattiera, Lorenzo Fontana, Francesco Frassinelli, Andrea Jentile, Marco Mariotti, Federica Manfredi, Antonio Mazza, Joshua Pagano, Davide Pedemonte, Gabriele Perrando, Luca Pozzati, Stefano Maria (Stippy), Silvano Stresino non uno studente ma un amico, Mirko Vagge e tanti tanti altri, ai quali aggiungo Martina Balbi, Giacomo Zanghi e Milvio Medicina, e tutti gli amici della Guardia Antincendi di Sant'Olcese che hanno reso possibili tanti workshop in quel luogo ameno, un paradiso, che è il Rifugio Ciaé a Sant'Olcese.
Il 2004 è stato per me il secondo annus horribilis, dopo quello della scomparsa di Edoardo Benvenuto, quando è mancato mio figlio Giacomo, e se oggi sono qui a scrivere questa nota lo devo in primis alla mia famiglia, a mia moglie Fulvia e a mio figlio Edoardo, ai miei genitori Maria e Lino che ora sono con Giacomo in qualche parte dell'universo che ci circonda, e poi ai tanti studenti che mi sono stati vicini e con i quali ho condiviso questi ultimi vent'anni. Senza di loro sarebbe stato difficile superare il baratro che aveva interrotto il mio cammino.
A questi ragazzi dico :
Grazie !
Grazie per l’interesse mostrato nelle nostre follie,
grazie per la disponibilità,
grazie per l’impegno profuso,
grazie per la loro forte volontà di riuscire,
grazie per l’amore nel lavoro,
grazie per la loro professionalità,
grazie per la simpatia, l'affetto, l’allegria e la gioia che mi avete donato.
Io gli ho solo insegnato a "sognare", perché sognare è libertà di pensiero e di azione, e perché oggi sognare è l'unica cosa che ci è rimasta libera, e come si direbbe a Genova "fìggeu è a grâti".
Per questo ringrazio i tanti ex-studenti e laureati con me, ormai affermati professionisti nel mondo del lavoro che mi hanno sempre dimostrato gentilezza, simpatia e affetto: Sahba Khalili Amiri, Alessandro Gala, Graziano Camboni, Atefeh Emami Ahari, Christian Ferrari, Valentina Filemio, Bruna Gaino, Camilla Grillone, Marco Guerrini, Linda Inga, Maurizio Larosa, Marzia Marci, Antonella Mastrorilli, Maria Mendola, Chiara Melucci, Giacomo Merelli, Emanuele Musso, Camilla Persi, Beniamino Polimeni, Michela Poletti, Davide Ramoino, Valentina Solera, Gianluca Sobrero, Riccardo Sorrentino, Carola Zerbone, e quanti ne ho tralasciati... e poi l'ultimo mio laureato Zerihun Tassano e tantissimi altri, i cui nomi sono spersi nella mia memoria, ma non voglio far mancare in questo breve elenco Bruno Cianci che presto di dottorerà con me anche se sarò già pensionato.
E di coloro che mi sono dimenticato, a loro chiedo ... scusa, ma l'età incide nella mia memoria !
Con loro ho lavorato e raggiunto risultati inaspettati e non immaginabili e per questo rivolgo un pensiero particolare ai miei più stretti amici e compagni di lavoro Stefano Bagliani e Vicente Emilio Vela Laina.
Un pensiero lo dedico anche agli amici e colleghi amministrativi (vado in ordine sparso) Augusto e Teresa Grassi, Ivaldo Castellani, Rossana Corsanego, il compianto Ettore Mastropasqua, Lea Palermo, Antonella Pantani, Patrizia Trucco, Roberto Pigafetta, Maria Angela Fantoni, Lia Candela, Sandro Macrì, Michela Mazzucchelli, Manuela Megna, Andrea Mamola, Francesco Primerano, Fulvio Capolupo, Luca Panico, Alessia Rosi, Cinzia Luciani, Anna Mori, Dino Nascetti, e a tutti quelli che mi sono dimenticato e che non posso citare, perché sarebbe un elenco lunghissimo di persone, gentili, disponibili e ricche di una grande umanità.
E poi quelli che considero amici di lunga data, ma più che amici fratelli, Orlando Bottaro, ci siamo conosciuti nel luglio 1979 mentre sul treno andavamo a Cuneo al Battaglione Addestramento Reclute della Brigata Alpina Taurinense e da allora non ci siamo più persi, Luigi Maio un amico, un fratello, una persona speciale, "un genio o un matto" come dissi quando si presentò all'esame di Scienza delle costruzioni, e ancora Kamran Afshar Naderi, il mio fratello iraniano e Anwar Chadli, il mio fratello originario del Marocco.
Un pensiero va a Giacomo Verda: ciao comandante BCS, GAM Gruppo Aosta e a tutti i miei compagni d'arme !
Cinquant'anni ricchi non solo di studio e ricerca, ma di persone, di amici, colleghi e studenti, questi ultimi sugli scudi perché col passare degli anni ho scoperto essere la parte più bella e ricca del nostro paese, un paese che non ha alcuna attenzione e rispetto per i giovani, i nostri giovani che sono il nostro futuro e che spesso lasciamo scappare via perché siamo ciechi e insensibili alle loro istanze, alla loro voglia di sapere, conoscere, imparare, fare.
E poi aggiungo Raffaella Patrone e Gloria Pasero con le quali ho condiviso in questi anni i sogni per una architettura gioviale che stiamo realizzando in Tanzania e che mi hanno fatto conoscere una persona eccezionale, un Maestro di vita, padre Angelo Pansa, non solo un missionario saveriano ma un uomo di una enorme umanità, una ricchezza culturale e una voglia di donare al prossimo che supera l'immaginabile.
Ora siamo alla fine di questo percorso.
Oggi è il mio ultimo giorno di attività universitaria.
Ora dovrei dire la parola fine.
Fine ? ... forse.
Questa sera è la notte di Halloween e i bimbi bussano alle porte delle abitazioni dicendo «dolcetto o scherzetto?»
Faccio anche io così con voi, busso alla porta di chi avrà la compiacenza di leggere questo mio scritto, sono logorroico lo ammetto, mi piace scrivere con la matita, la stilografica con l'inchiostro color seppia, penna e calamaio con il pennino della Maestra e non solo quello, ma a quella domanda di un ingenuo "bambino di settant'anni" risponderò... «scherzetto!»
Anche perché da domani inizio una nuova vita come professore a contratto presso il Campus Universitario La Spezia grazie alla benevolenza dei miei colleghi Massimo Musio-Sale, Carola Morozzo, Giulia Zappia e Ivan Zignego.
Ma non sarò solo, perché saranno con me a condividere questa mia nuova avventura due colleghe eccezionali con le quali ho condiviso studio e ricerca : Angela Denise Peri e Claudia Tacchella, due persone che meritano molto di più di quello che hanno raccolto fino ad oggi e che spero per loro si apra un futuro roseo all'Università.
Un ultimo pensiero va all'amico Francesco Grillone che ci ha lasciato prematuramente.
Un'ultima postilla. Mio figlio Edoardo ha anche lui intrapreso questa strada, anche se si occupa di altri temi, Scienze politiche. A lui auguro il meglio perché è un bravo ragazzo, deciso, intraprendente, volitivo, ed è molto ma molto più bravo di suo padre.
La strada è lunga, il cammino in salita è faticoso, ma sono convinto che ci riuscirà. Da bambino era un matematico "geniale", così mi disse un collega di matematica, ora è uno studioso e uno scienziato nel vero senso della parola, anche se ha abbandonato la matematica per le lettere.
Che la vita gli arrida e possa raggiungere quei traguardi che si merita.
Un pensiero va però anche a Luisa Coppa, non solo insegnante ma soprattutto maestra di vita di mio figlio Edoardo.
Sono alla fine al questa melensa tiritera di nomi e di avvenimenti, e pertanto chiedo venia al lettore benevolo.
I primi cinquant'anni trascorsi all'Università di Genova sono finiti.
Ora inizia per me una nuova vita.
Ci risentiamo allora tra cinquant'anni e vi dirò, nel frattempo, cosa ho fatto e cosa è successo.
Felicità !
P.S. mi scuso per tutti quelli che non ho citato, per quelli che ho dimenticato e non ho riportato in questo commiato, ma esistono nei cassetti della mia memoria e nel mio cuore come Enrico Pocopagni, Maria Paola Cattani e suo marito Alfredo Martinelli, Mario e Giacomo Gallarati, Valia Galdi, e così via... ma la memoria perde colpi, e certi cassetti sono nel profondo del mio intimo e fatico a trovarli... ma ci sono, sempre, con me. Non ho cancellato nulla, sono meglio del cloud, ci vuole tempo per trovarli... ma ci sono.
Ad maiora ! A tutti voi.