Ferpi - Delegazione Piemonte e Valle d'Aosta

Ferpi - Delegazione Piemonte e Valle d'Aosta Delegazione regionale Ferpi che riunisce i professionisti delle Relazioni Pubbliche di Piemonte e Valle d'Aosta

FERPI nasce nel 1970 dalla fusione di due associazioni professionali: la Fierp (Federazione Italiana Esperti Relazioni Pubbliche) e la Firp (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche). Da allora rappresenta i professionisti che operano nelle Relazioni Pubbliche, la cui attività è definita dalla finalità di creare, sviluppare e gestire sistemi di relazione con i pubblici influenti sul raggiungimento

degli obiettivi perseguiti da singoli, da imprese, da enti, da associazioni, da amministrazioni pubbliche e da altre organizzazioni.

Le parole non sono strumenti neutri.Costruiscono significati, orientano scelte, generano impatto.Il 22 aprile, a Torino,...
13/04/2026

Le parole non sono strumenti neutri.
Costruiscono significati, orientano scelte, generano impatto.

Il 22 aprile, a Torino, abbiamo una straordinaria occasione di confrontarci su questo tema con Paolo Iabichino, in occasione del suo libro “Parole che servono”. (https://lnkd.in/dC9dQTJh)

Non è una semplice presentazione.
È un momento di riflessione necessario per chi lavora nella comunicazione, nelle relazioni pubbliche, nel marketing.

Come FERPI | Delegazione Piemonte e Valle d'Aosta Piemonte e Valle d’Aosta, invito personalmente professionisti, colleghi, studenti e tutti coloro che sentono il peso e il valore di questo mestiere a esserci.

Perché oggi non basta comunicare bene. Serve comunicare con senso, responsabilità e consapevolezza.

Io ci sarò.
E vi invito a esserci.

Ezio Bertino
Delegato Ferpi per il Piemonte e la Valle d'Aosta

Scuola Holden – General Store
22 aprile
18:00 – 20:00

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Iscrivetevi subito:
https://lnkd.in/dddeq4Kt
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naturalmente estendo con entusiasmo l'invito a :

FERPI
- Aziende della Comunicazione Unite

Industriali Torino
degli Studi di Torino
- School of Management, Università di Torino
- Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo
di Torino
Associazione Stampa Subalpina
- Club Dirigenti Vendite & Marketing
Nazionale Dei Giornalisti

Il 22 aprile, presso il General Store della Scuola Holden, discuteremo del nuovo libro di Paolo Iabichino “Parole che servono. Lezioni di pubblicità per un mondo nuovo”.

Iabichino, scrittore pubblicitario e fondatore dell’Osservatorio Civic Brands, propone una visione della comunicazione che va oltre la tecnica. Le parole non sono solo per catturare l’attenzione, ma per orientare, significare e essere utili.

Se lavori in comunicazione, marketing o contenuti, questo incontro è per te. Parleremo di come i linguaggi e le responsabilità della pubblicità stanno cambiando.

Introducono il dialogo Serena Fasano , Ezio Bertino e Riccardo Fava
Moderano Christian Zegna e Matteo Lusiani .lusiani .

🗓️ 22 aprile
🕑 18:00 – 20:00
📍 General Store, Scuola Holden, Piazza Borgo Dora 49, Torino

Prenota il tuo posto al link in bio!

04/04/2026
27/03/2026

Social, non è dipendenza. È ingegneria cognitiva.
Il socio Daniele Chieffi parte dal verdetto di Los Angeles contro Meta e Google per porre una domanda che il mondo della comunicazione non può più eludere.

Se i social non producono semplicemente dipendenza, ma sono progettati per modulare attenzione, emozioni e comportamento, allora non siamo davanti a un problema individuale, ma a una questione di governance, responsabilità e cultura della comunicazione.

Il nodo vero è globale: l’infosfera non ha confini, le narrazioni si formano su scala transnazionale e chi continua a presidiare solo il ciclo di notizia nazionale rischia di arrivare tardi, o di non vedere affatto il campo in cui si gioca la partita.

Da qui una conseguenza netta per i professionisti della comunicazione strategica: non basta più gestire media relations e reputazione in chiave locale. Servono nuove competenze, capacità di leggere i flussi internazionali, comprendere gli algoritmi come attori strategici, presidiare le community digitali e aggiornare anche il perimetro etico della professione.

La riflessione completa:
🖇️ https://www.ferpi.it/news/social-non-e-dipendenza-%C3%88-ingegneria-cognitiva

24/03/2026

La FERPI che abbiamo voluto:
dalla ricostruzione alla responsabilità verso un futuro che ci siamo presi.

Un triennio per rigenerare una comunità professionale, ricostruire relazioni strategiche e costruire una rete capace di guidare il cambiamento.

Questi tre anni non sono stati una parentesi. Sono stati un passaggio. Un attraversamento vero, personale e collettivo, dentro una trasformazione che non abbiamo scelto, ma che abbiamo deciso di non subire.

Quando ho assunto il ruolo di Delegato per Piemonte e Valle d’Aosta, eravamo in un punto fragile. Non solo per gli effetti del COVID, ma per qualcosa di più profondo: una comunità professionale che rischiava di perdere coesione, riconoscibilità, capacità di incidere.

Nel frattempo, tutto attorno a noi cambiava. Tecnologie, linguaggi, aspettative, equilibri tra informazione e comunicazione. La comunicazione stessa usciva definitivamente dalla dimensione accessoria per diventare infrastruttura critica delle organizzazioni e della società
A quel punto, la scelta era una sola: non ripartire. Rifondare.

Con la nuova governance abbiamo aperto un cantiere. Senza scorciatoie. Senza retorica. Con un approccio molto concreto: rimettere in moto le relazioni e restituire senso alla rappresentanza.

Il primo lavoro è stato fuori: tornare ad essere interlocutori credibili. Non dichiarati. Riconosciuti.

Abbiamo ricostruito, pezzo per pezzo, un sistema di relazioni articolato e vivo: con la Regione Piemonte e il Comune di Torino, con il mondo universitario – statale, privato e il Politecnico – con il sistema industriale e associativo, da Confindustria all’Unione Industriali, con il terzo settore, con il mondo delle fondazioni e della ricerca
Abbiamo riattivato connessioni con le professioni: giornalisti, avvocati, commercialisti, comunicatori della funzione pubblica, pubblicitari, esperti di marketing.
Abbiamo dialogato con le istituzioni nei loro livelli più sensibili: Prefettura, Questura, Forze Armate, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Enti Ecclesiastici e Religiosi, Enti missionari, Movimenti e organizzazioni religiosi e filosofici. Non per presidiare, ma per costruire fiducia e confronto di crescita.

Abbiamo lavorato con le associazioni impegnate sui temi della parità di genere, con il mondo della sostenibilità ambientale, con chi si occupa di ESG e di certificazioni professionali e industriali, contribuendo a portare la comunicazione dentro i luoghi in cui si definiscono responsabilità, impatti e futuro.

Non è stato un networking occasionale. È stato un lavoro sistemico. Di presenza, di ascolto, di credibilità.

Accanto a questo, abbiamo costruito contenuti: eventi, incontri, momenti di confronto che non fossero vetrine, ma spazi di elaborazione. Abbiamo portato dentro FERPI temi complessi e necessari: l’intelligenza artificiale, la responsabilità nella comunicazione, il rapporto tra tecnologia e società, la sostenibilità come asse strategico e non come etichetta.

Abbiamo cercato di tenere insieme mondi che spesso non dialogano: istituzioni, imprese, accademia, professioni. E ogni volta che questo accade, la comunicazione smette di essere funzione e diventa infrastruttura.

Il secondo lavoro è stato dentro. Ricostruire comunità.
Un’associazione come la nostra vive solo se i soci la sentono necessaria. Se trovano valore, confronto, crescita. In questi anni ho visto riattivarsi energie che sembravano sopite. Ho visto disponibilità autentiche, spirito di servizio, voglia di contribuire. Questo è il segnale più forte che abbiamo ricevuto.

Dentro questo percorso, UniFerpi è stata una priorità strategica. Non un progetto collaterale, ma un nodo centrale.
Abbiamo lavorato per farla rinascere non come semplice aggregazione di studenti, ma come primo tratto di un percorso professionale. Il punto vero è costruire continuità tra università e lavoro. Dare forma a un passaggio che oggi è troppo spesso lasciato al caso.
Per questo abbiamo iniziato a immaginare un ponte strutturato verso i professionisti junior. Una zona di transizione che accompagni, riconosca, valorizzi. Perché se non costruiamo questo passaggio, perdiamo futuro e senso.

C’è poi un tema che considero altrettanto strategico, e che va affrontato con onestà: la Valle d’Aosta.
In questo triennio è rimasta più indietro. Non per disattenzione, ma per necessità. Abbiamo dovuto partire dal Piemonte, creare massa critica, costruire una base solida.
Ora però non ci sono più alibi. La Valle d’Aosta è la prossima sfida. E deve crescere non in modo isolato, ma in sinergia vitale con il Piemonte e con tutte le altre delegazioni.

Perché un altro risultato importante di questi anni è la crescita di una vera rete tra delegati regionali. Una rete fatta di competenze, di disponibilità, di senso di responsabilità. Sempre più orientata a un progetto comune di rilancio.
Questo è un capitale che non possiamo disperdere.

Quello che abbiamo fatto, in sintesi, è stato ricostruire le condizioni per essere rilevanti. Non per noi stessi, ma per il sistema in cui operiamo.

La comunicazione oggi è responsabilità. È capacità di generare fiducia, di tenere insieme complessità, di accompagnare cambiamenti profondi – ambientali, sociali, tecnologici, economici.
Questo ci chiede di essere all’altezza
Abbiamo iniziato un percorso. Non lo abbiamo concluso.

Adesso viene la parte più difficile: consolidare, dare continuità, rendere strutturale ciò che abbiamo avviato. Rafforzare il posizionamento istituzionale. Portare a sistema il lavoro su sostenibilità ed ESG. Dare gambe lunghe alla formazione e alle certificazioni professionali. Costruire davvero il ponte dei giovani. Aprire con decisione il cantiere Valle d’Aosta.
E continuare a costruire alleanze: vere, operative, generative. Senza accontentarci.
Perché il rischio, quando le cose iniziano a funzionare, è fermarsi. Noi non possiamo permettercelo.

Proprio per questo, sento il bisogno – prima ancora che il dovere – di dire grazie
a tutte le colleghe e a tutti i colleghi che hanno partecipato a questa rinascita. A chi ha creduto quando era più difficile. A chi ha lavorato senza chiedere nulla in cambio, mettendo a disposizione tempo, competenze, relazioni.
A chi ha sostenuto, spesso in silenzio, uno sforzo volontario che in molti momenti è stato davvero impegnativo, a tratti sfiancante.
Se oggi possiamo parlare di ricostruzione, è solo per questo lavoro collettivo. Serio, generoso, responsabile.

È da qui che ripartiamo.

Con più consapevolezza
E con ancora più responsabilità.

Ezio Bertino
Delegato FERPI Piemonte e Valle d'Aosta



Chiedo ai tanti preziosi compagni di viaggio di commentare con un piccolo pensiero questa mia riflessione.

Chiedo a tutti gli altri di supportarci e di seguirci in questo splendido viaggio professionale e amicale.

Ferpi - Delegazione Piemonte e Valle d'Aosta

12/03/2026

Le Delegazioni territoriali sono il cuore vivo di FERPI. È nei territori che nascono incontri, progetti formativi, momenti di confronto e relazioni che danno sostanza alla nostra comunità professionale.

Per valorizzare questo patrimonio, sul sito FERPI è disponibile una sezione dedicata che raccoglie in modo ordinato gli articoli pubblicati dalle 12 Delegazioni: Abruzzo e Molise, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, Puglia-Calabria-Basilicata, Sardegna, Sicilia, Toscana e Triveneto. 🖇️https://www.ferpi.it/delegazioni-territoriali

Non è solo un archivio, ma uno spazio dinamico che racconta eventi, workshop, presentazioni editoriali, progetti con università, istituzioni e imprese. Un ponte tra centro e territori che rende visibile il lavoro quotidiano dei soci e favorisce la condivisione di buone pratiche e collaborazioni.

Un modo concreto per rafforzare il senso di appartenenza alla community FERPI e restare aggiornati sulle evoluzioni della professione.

👉L'articolo completo: https://www.ferpi.it/news/le-delegazioni-territoriali-su-ferpinews

Chapeau!!!
12/03/2026

Chapeau!!!

20 mila volte… LinkedIn!
La community FERPI continua a crescere anche sul social network dedicato ai professionisti. La pagina LinkedIn della Federazione ha raggiunto i 20.000 follower: un traguardo che è prima di tutto l’occasione per dire grazie.

Grazie ai soci e ai collaboratori che ogni giorno contribuiscono con idee, contenuti e iniziative, rendendo FERPINews uno spazio vivo di confronto sui temi della comunicazione e delle relazioni pubbliche. E grazie a chi segue, commenta e condivide i contenuti della Federazione, alimentando un dialogo che cresce nel tempo.

Dietro questo numero non c’è soltanto una crescita quantitativa, ma un lavoro continuo di presidio editoriale e partecipazione. La community riunisce professionisti della comunicazione, studenti, istituzioni e organizzazioni che trovano nella pagina FERPI uno spazio di aggiornamento e confronto.

I 20.000 follower non sono un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che continuerà a crescere grazie al contributo della community.

L'articolo completo, di Angela Del Prete, è qui: 🖇️ https://www.ferpi.it/news/20-mila-volte%E2%80%A6-linkedin

26/02/2026

*Ferpi al Festival di Sanremo in diretta, una chat in movimento*

Siamo ancora nel pieno della kermesse. Le classifiche cambiano, le polemiche si accendono e si spengono, le narrazioni si stratificano sera dopo sera. E dentro questo flusso continuo, quasi in parallelo, scorre un altro racconto: quello della chat FERPI Sanremo 2026.
Centinaia, forse già migliaia di messaggi. Battute fulminanti, analisi acute, sarcasmi misurati, prese di posizione, entusiasmi, disincanti. Ma soprattutto conversazione. Una conversazione tra professionisti della comunicazione pubblica che, osservando il Festival, osservano la società e il proprio mestiere.
Non è un’iniziativa ufficiale. Non è un format strutturato. È un evento relazionale spontaneo. Ed è proprio questa spontaneità a renderlo interessante.
La chat è diventata un luogo in cui l’evento mediatico più potente del Paese viene letto in tempo reale con occhi professionali: un’esibizione apre un confronto sul linguaggio simbolico; una dichiarazione dal palco diventa materia di discussione sul confine tra libertà espressiva e responsabilità pubblica; una gestione imprevista si trasforma in un caso di studio su reputazione e crisis management.
Non c’è la rigidità del panel, né la formalità del convegno. C’è il ritmo serrato del messaggio breve, della replica immediata, dell’intuizione condivisa. E dentro questa rapidità si manifesta qualcosa di più profondo: la capacità di una comunità professionale di pensare insieme.
Il Fantasanremo è stato il detonatore ludico. Ha abbassato la soglia di ingresso, ha offerto un terreno leggero su cui incontrarsi. Ma già dopo le prime sere è apparso evidente che il centro non era la competizione per i punti. Il centro era la relazione. Il piacere di tornare ogni sera in quello spazio digitale sapendo di trovare colleghi attenti, ironici, competenti.
Colpisce la qualità del dissenso. Le differenze di vedute non generano scontro, ma approfondimento. Le sensibilità generazionali si intrecciano. I senior portano memoria e visione sistemica. I più giovani intercettano codici culturali e dinamiche social emergenti. La chat diventa così un ambiente di apprendimento orizzontale, non dichiarato ma reale.
C’è anche un elemento emotivo che non va sottovalutato. In mezzo a carichi di lavoro, scadenze, responsabilità istituzionali e aziendali, questo spazio serale rappresenta una pausa attiva. Non evasione, ma condivisione. Una forma di alleggerimento intelligente. Si ride, sì. Ma si ragiona. Si ironizza, ma si argomenta. Si celebra una performance riuscita, ma si discute anche di valori, rappresentazioni, linguaggi.
È presto per trarre conclusioni definitive. Siamo dentro il processo. Le prossime serate porteranno nuovi temi, nuove scintille, forse nuove frizioni. Ma già ora è possibile riconoscere che sta accadendo qualcosa di significativo.
Una comunità professionale si sta esercitando insieme. Sta allenando lo sguardo critico. Sta consolidando legami. Sta costruendo fiducia attraverso la conversazione quotidiana.
Non è un progetto formativo.
Non è un piano di team building.
È una chat.
Eppure, nel suo essere informale, sta dimostrando quanto la relazione sia l’infrastruttura più solida di una federazione professionale.
Questo è solo un primo sguardo. Il Festival continua. La chat cresce. La conversazione evolve.
E forse, proprio mentre la kermesse va in scena sul palco dell’Ariston, un altro spettacolo – meno visibile ma altrettanto interessante – si sta svolgendo dentro quella finestra digitale dove oltre quaranta comunicatori pubblici stanno, semplicemente, parlando tra loro.

Ezio Bertino
Delegato Ferpi per il Piemonte e la Valle d'Aosta.


FERPI

IL FUTURO DELLE RELAZIONI PUBBLICHEIL FUTURO DI FERPIConvegno con la partecipazione di Filippo NANI, Presidente FERPI***...
13/02/2026

IL FUTURO DELLE RELAZIONI PUBBLICHE
IL FUTURO DI FERPI

Convegno con la partecipazione di Filippo NANI, Presidente FERPI

***Il futuro delle relazioni pubbliche passa dal confronto, dalle idee e dalla capacità di immaginare insieme i prossimi scenari della professione.***

Giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 18.00, a Torino presso l’Università IUSTO, si terrà un incontro con Filippo Nani, Presidente FERPI, dedicato a una riflessione aperta sul futuro delle relazioni pubbliche e sul percorso di crescita della nostra Federazione.

L’appuntamento nasce come momento di condivisione e ascolto, pensato per favorire il dialogo tra professionisti, esperti del settore, comunicatori, docenti e studenti interessati a comprendere meglio le evoluzioni della comunicazione contemporanea e il ruolo che una comunità professionale può svolgere in questo contesto.

Interverranno rappresentanti del mondo accademico, manager della comunicazione e giovani professionisti, in un clima di confronto costruttivo e partecipato.

Sarà un’occasione importante per ritrovarsi, scambiare punti di vista e contribuire a delineare insieme prospettive, responsabilità e opportunità per la professione nei prossimi anni.

Torino
Università IUSTO – Piazza Rebaudengo 22
Giovedì 19 febbraio 2026 – ore 18.00

Chi desidera partecipare può segnalare la propria presenza scrivendo a: [email protected]

FERPI - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana

L’articolo di Federica Zar su FERPI coglie un punto essenziale: il tema del compenso non è un dettaglio tecnico né una r...
02/02/2026

L’articolo di Federica Zar su FERPI coglie un punto essenziale: il tema del compenso non è un dettaglio tecnico né una rivendicazione corporativa, ma un indicatore concreto del valore che le istituzioni attribuiscono alla comunicazione pubblica. Chiedere competenze elevate, responsabilità continue e presidio strategico offrendo compensi simbolici significa affermare, nei fatti, che quel lavoro non è considerato centrale.
Proprio per questo il “quanto si paga” va messo sullo stesso piano della domanda più ampia che l’articolo implicitamente pone: che idea di istituzione pubblica vogliamo costruire. Il livello di riconoscimento economico dice molto della cultura organizzativa, della qualità della relazione con i cittadini e della serietà con cui si parla di trasparenza e partecipazione. Senza una comunicazione adeguatamente valorizzata, anche sul piano economico, la PA rischia di chiedere fiducia senza investire davvero negli strumenti necessari per meritarla.






FERPI - Federazione Relazioni Pubbliche Italiana

Quando la comunicazione pubblica chiede tutto, ma riconosce pochissimo
Un appello alla responsabilità nei bandi per la comunicazione

Nell’articolo della Consigliera nazionale con delega alla Comunicazione, Federica Zar, emerge con chiarezza un problema strutturale: alla comunicazione viene attribuito un ruolo centrale per reputazione, trasparenza e fiducia, ma senza un reale riconoscimento economico e professionale. Competenze strategiche, responsabilità continue, presidio dei media e dei social, gestione delle criticità: tutto concentrato in una sola figura, spesso a fronte di compensi simbolici.

Il punto non è solo il budget. È la cultura che quei bandi esprimono. Considerare la comunicazione come funzione accessoria significa indebolire le istituzioni stesse e abbassare l’asticella per l’intero settore. Non è sobrietà: è svalutazione.

Una comunicazione pubblica efficace richiede investimenti coerenti, ruoli chiari e obiettivi realistici. Perché se la comunicazione è davvero un asset strategico, va dimostrato anche nei bandi.

L’articolo completo su FERPI 🔗
https://www.ferpi.it/news/quando-la-comunicazione-pubblica-chiede-tutto-ma-riconosce-pochissimo

Il documento della Delegazione FERPI Sicilia è un richiamo lucido e responsabile che sentiamo di condividere e sostenere...
28/01/2026

Il documento della Delegazione FERPI Sicilia è un richiamo lucido e responsabile che sentiamo di condividere e sostenere anche come FERPI Piemonte e Valle d’Aosta, estendendolo idealmente a tutti i territori del Paese oggi colpiti da eventi emergenziali sempre più frequenti e intensi.
Le emergenze che hanno colpito la Sicilia e altre regioni italiane non sono fatti locali né episodici. Mettono in evidenza una fragilità strutturale che riguarda territori di valore strategico per l’intero Paese e che non può essere affrontata con strumenti ordinari, tempi dilatati o risposte parziali. È una questione ambientale, ma anche economica, sociale e culturale.
Come professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche sappiamo quanto sia decisivo dare voce ai territori, alle comunità, alle imprese, ai mondi della formazione, della ricerca, della cultura e della salute quando l’emergenza rischia di trasformarsi in normalità. E sappiamo quanto sia necessario che l’attenzione mediatica e istituzionale non si esaurisca nel racconto dell’evento estremo, ma accompagni con continuità i percorsi di intervento, ricostruzione e prevenzione.
Facciamo nostro l’appello di FERPI Sicilia alla necessità di interventi tempestivi e straordinari, capaci di superare, quando serve, i limiti delle procedure ordinarie, nel superiore interesse della tutela del territorio e del suo tessuto produttivo e sociale. La salvaguardia della Sicilia, come quella di tutte le regioni colpite, riguarda tutti noi, perché riguarda l’idea stessa di coesione, solidarietà e interesse generale su cui dovrebbe reggersi il Paese.
Esprimiamo piena vicinanza alla Delegazione FERPI Sicilia e alla delegata Elisa Toscano, così come a tutte le comunità e le delegazioni FERPI impegnate sui territori, condividendo l’auspicio che l’attenzione delle istituzioni nazionali si traduca rapidamente in azioni concrete, proporzionate alla posta in gioco e all’urgenza della situazione. Come FERPI, continueremo a fare la nostra parte: dare voce, tenere alta l’attenzione, contribuire a una lettura profonda e responsabile dei fatti.

https://www.linkedin.com/posts/delegazione-ferpi-sicilia_appello-ferpi-sicilia-emergenza-sicilia-activity-7422234970112348160-TiZ9?utm_source=share&utm_medium=member_android&rcm=ACoAAACOwW0BTLKjB9G22si-qItZpqStIxj442I

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