17/05/2024
ASSEMBLEA NEGATA in Università!
DI cosa non vuole che si parli il nostro Ateneo?
Con una mail di 2 righe, UniTS nega l'autorizzazione per tenere oggi un'assemblea pubblica in Università, nella quale avremmo discusso delle lotte studentesche a sostegno della Palestina che si stanno sviluppando in tutto il mondo.
Riteniamo inaccettabile la scelta dell'Ateneo, censoria e antidemocratica, che colpisce selettivamente chi esprime solidarietà alla Palestina e si organizza contro il genocidio in corso a Gaza anche criticando le scelte dell'Università stessa.
Perchè UniTS censura le iniziative pro-Palestina?
Perchè l'amministrazione non si prende la responsabilità POLITICA di motivare questa scelta?
Perchè il nostro ateneo continua a tacere sul genocidio in corso, mantenendo attive collaborazioni con realtà accademiche e industriali coinvolte nel genocidio in corso?
Perchè sul sito della nostra Università, non figurano le collaborazioni internazionali con le università israeliane (vedi immagine)?
Alleghiamo il testo della mail con cui abbiamo risposto all'Università di Trieste in merito alla mancata autorizzazione.
Nel frattempo, continueremo la nostra battaglia in Università a sostegno della Palestina, contro il sionismo e la complicità internazionale che permette ad Israele di massacrare indisturbato un popolo intero.
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Buongiorno
Apprendiamo con molta amarezza e rabbia la decisione di non autorizzare la nostra assemblea pubblica di domani. Abbiamo pazientemente aspettato più di una settimana una risposta da parte dell’Ateneo in merito ad una richiesta regolarmente presentata secondo le modalità e i diritti di cui godiamo in quanto associazione studentesca riconosciuta dall’Università di Trieste.
La modalità con cui la Direzione Generale ha scelto di rispondere alla nostra richiesta, liquidata con poche righe e attraverso il Servizio Prenotazioni Aule, è francamente inaccettabile.
Ma ancora più grave è la sostanza politica del diniego che riceviamo, non a caso, su un’iniziativa di discussione sul massacro in corso in Palestina, sul quale pensiamo gli studenti e le studentesse abbiano il diritto di informarsi, discutere e anche dissentire rispetto alle linee di condotta sul tema tenute dal nostro Ateneo.
La formula "attività non coerente con la mission dell'amministrazione" con cui viene motivata la mancata autorizzazione è quindi insufficiente dal punto di vista tanto formale quanto sostanziale, perché immotivatamente lesiva di un diritto democratico basilare come quello di riunione, il quale viene arbitrariamente sospeso nei confronti della nostra associazione senza una minima spiegazione.
Chiediamo pertanto
-che la Direzione Generale dell’ateneo si prenda la responsabilità diretta di spiegare e motivare in forma scritta quella che è a tutti gli effetti una scelta politica dal sapore censorio e antidemocratico.
- che ci venga spiegato il criterio sulla cui base vengono autorizzate iniziative di altre realtà associative universitarie sul tema della Palestina ma non la nostra.
- che l’Ateneo dimostri la propria legittimità morale a dispensare lezioni di democrazia e pace ai propri studenti rescindendo gli accordi di collaborazione con realtà accademiche e industriali coinvolte in qualsiasi forma con l’attuale conflitto a Gaza e il genocidio del popolo palestinese.
Contro il genocidio del popolo palestinese
Associazione studentesca Rosa Luxemburg