Associazione Nazionale Difesa del Suolo

Associazione Nazionale Difesa del Suolo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Associazione Nazionale Difesa del Suolo, L'Aquila.

Intervento.
11/01/2021

Intervento.

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Verso il VentennaleISCRIZIONE GRATUITAAL BIENNIO 2021-2022L’Associazione Nazionale Difesa del Suolo (A.Di.S.) annovera d...
09/11/2020

Verso il Ventennale
ISCRIZIONE GRATUITA
AL BIENNIO 2021-2022

L’Associazione Nazionale Difesa del Suolo (A.Di.S.) annovera docenti, professionisti, specialisti, aziende ed imprese, tutti qualificati nell’ambito della difesa del suolo, della messa in sicurezza del territorio, della programmazione, prevenzione, progettazione ed interventi qualificati.
Sin dalla fondazione nel 2002 l’A.Di.S. svolge attività di aggiornamento promozione e professionale, in sinergia con università, ordini professionali, associazioni di categoria, istituti di ricerca ed aziende, per favorire la crescita sul territorio di tecnici “qualificati” e imprese “esperte”, nella progettazione di interventi di qualità e nell’applicazione di nuove tecnologie, insieme ad una cultura del monitoraggio, della prevenzione e della previsione dei danni da fenomeni naturali.
Siamo sempre pronti a formulare valutazioni e proposte ogni qualvolta diminuisce l’attenzione o si sottovalutano le problematiche ambientali ed a segnalare abusi ed inadempienze.

Iniziamo a preparare iniziative per celebrare il VENTENNALE di FONDAZIONE.
Per questo si è deciso di confermare tutti gli iscritti e offrire l’
ISCRIZIONE GRATUITA A.Di.S.
per il biennio 2021-2022
a rappresentanti di aziende, imprese, studi e professionisti privati,
tecnici pubblici, consulenti ed esperti del settore.

Invia la richiesta a : [email protected]

Per “ripartire” con maggior forza nell’attività l’Associazione ha rinnovato il Direttivo Nazionale per il prossimo quadriennio coinvolgendo:

- Presidente Nazionale:
Frutti Carlo, Consulente Geotecnico aziendale - con delega ai settori istituzioni, consulenti, aziende, eventi;
- Vice Presidente vicario :
Masciarelli Giovanni, Regione Abruzzo - Genio Civile (Presidente Comitato Abruzzo)
- con delega ai settore pubblica amministrazione ed ordini professionali ;

- Vice Presidenti :
Ponte Maurizio, Docente Università Calabria - (Presidente Comitato Calabria)
- con delega ai settori convegni, formazione e ricerca;
Sciarra Nicola, Docente Università D’Annunzio CH - (Presidente Comitato Marche)
- con delega ai settori università ed associazioni scientifiche;

- Consiglieri Nazionali :
De Vincenzi Maurizio, Libero Professionista - (Presidente Comitato Molise)
- con delega al settore ingegneria geotecnica;
Garzarella Giampiero, Libero Professionista - con delega ai settori architettura, territorio ed ambiente;
Massa Francesco, Libero Professionista – con delega al settore leggi, decreti e normative territoriali;
- Segretario
Aureli Michele, Libero Professionista e Imprenditore - con delega al settore geologi ed imprese.

10/08/2020

Il Direttivo Nazionale per il prossimo quadriennio.

- Presidente Nazionale:
Frutti Carlo, Consulente Geotecnico aziendale - con delega ai settori istituzioni, consulenti, aziende, eventi;

- Vice Presidente vicario :
Masciarelli Giovanni, Regione Abruzzo - Genio Civile (Presidente Comitato Abruzzo)
- con delega ai settore pubblica amministrazione ed ordini professionali ;

- Vice Presidenti :
Ponte Maurizio, Docente Università Calabria - (Presidente Comitato Calabria)
- con delega ai settori convegni, formazione e ricerca;
Sciarra Nicola, Docente Università D’Annunzio CH - (Presidente Comitato Marche)
- con delega ai settori università ed associazioni scientifiche;

- Consiglieri Nazionali :
De Vincenzi Maurizio, Libero Professionista - (Presidente Comitato Molise)
- con delega al settore ingegneria geotecnica;
Garzarella Giampiero, Libero Professionista - con delega ai settori architettura, territorio ed ambiente;
Massa Francesco, Libero Professionista – con delega al settore leggi, decreti e normative territoriali;

- Segretario
Aureli Michele, Libero Professionista e Imprenditore - con delega al settore geologi ed imprese.

In settembre si terrà un incontro programmatico per l’attività del quadriennio.

10/08/2020

Ripartiamo dal Centro-Sud per “unire” l’Italia nel segno della prevenzione dei dissesti idrogeologici.
L’Associazione ha rinnovato il Direttivo Nazionale per il prossimo quadriennio.
Carlo Frutti confermato Presidente Nazionale.

L’Associazione Nazionale Difesa del Suolo (A.Di.S.) annovera docenti, professionisti, specialisti, aziende ed imprese, tutti qualificati nell’ambito della difesa del suolo, della messa in sicurezza del territorio, della programmazione, prevenzione, progettazione ed interventi qualificati.
Sin dalla fondazione nel 2002 l’A.Di.S. svolge attività di aggiornamento promozione e professionale, in sinergia con università, ordini professionali, associazioni di categoria, istituti di ricerca ed aziende, per favorire la crescita sul territorio di tecnici “qualificati” e imprese “esperte”, nella progettazione di interventi di qualità e nell’applicazione di nuove tecnologie, insieme ad una cultura della prevenzione e della previsione dei danni da fenomeni naturali.
Siamo sempre pronti a formulare valutazioni e proposte ogni qualvolta diminuisce l’attenzione o si sottovalutano le problematiche ambientali.
La Natura non è “pericolosa”, siamo noi incapaci di studiare e prevedere i fenomeni naturali ed i conseguenti dissesti e danni a cose e persone per una selvaggia gestione del territorio.
L’A.Di.S. ritiene impensabile una crescita economica del Paese, dall’insediamento urbano, alla costruzione di infrastrutture di comunicazione e di servizio, senza una attenta valutazione dell’impatto sull’ambiente, senza prevenire i possibili dissesti determinati dalle modificazioni imposte al territorio e quelle conseguenti alle mutate condizioni climatiche locali e mondiali.
Proponiamo alle Istituzioni un Piano pluriennale di messa in sicurezza del territorio attraverso qualificate, corrette e rapide programmazione e progettazione, unite al completo e intelligente utilizzo dei cospicui fondi europei e nazionali, e con l’intervento di investimenti privati, anche rivedendo le procedure per la progettazione, esecuzione e soprattutto il controllo e la manutenzione delle opere.
La sicurezza è sinonimo di sviluppo: un territorio sicuro garantisce investimenti e crea occupazione.

Per “ripartire” con maggior forza nell’attività l’Associazione ha rinnovato il Direttivo Nazionale per il prossimo quadriennio coinvolgendo:

- Presidente Nazionale:
Frutti Carlo, Consulente Geotecnico aziendale - con delega ai settori istituzioni, consulenti, aziende, eventi;

- Vice Presidente vicario :
Masciarelli Giovanni, Regione Abruzzo - Genio Civile (Presidente Comitato Abruzzo)
- con delega ai settore pubblica amministrazione ed ordini professionali ;

- Vice Presidenti :
Ponte Maurizio, Docente Università Calabria - (Presidente Comitato Calabria)
- con delega ai settori convegni, formazione e ricerca;
Sciarra Nicola, Docente Università D’Annunzio CH - (Presidente Comitato Marche)
- con delega ai settori università ed associazioni scientifiche;

- Consiglieri Nazionali :
De Vincenzi Maurizio, Libero Professionista - (Presidente Comitato Molise)
- con delega al settore ingegneria geotecnica;
Garzarella Giampiero, Libero Professionista - con delega ai settori architettura, territorio ed ambiente;
Massa Francesco, Libero Professionista – con delega al settore leggi, decreti e normative territoriali;

- Segretario
Aureli Michele, Libero Professionista e Imprenditore - con delega al settore geologi ed imprese.

In settembre si terrà un incontro programmatico per l’attività del quadriennio.

Incendi e dissesti.
05/08/2020

Incendi e dissesti.

Incendi a L'Aquila: una volta estinti, resterà, con la scia di distruzione di flora e fauna, un incalcolabile danno ambientale e paesaggistico. Oltre a un sensibile aumento del rischio idrogeologico

Incendi a L’Aquila. Subito interventi per scongiurare il rischio idrogeologico.Gli incendi che stanno distruggendo i bos...
04/08/2020

Incendi a L’Aquila.
Subito interventi per scongiurare il rischio idrogeologico.

Gli incendi che stanno distruggendo i boschi aquilani, una volta estinti, lasceranno, con la scia di distruzione di flora e fauna, con l’incalcolabile danno ambientale e paesaggistico, anche un sensibile aumento del rischio idrogeologico.

Gli incendi boschivi su ripidi pendii possono provocare già nell’immediato cadute di massi. Il fuoco brucia lo strato della lettiera e in parte anche lo strato di humus. In questo modo le pietre che affiorano alla superficie vengono destabilizzate.
Effetti ancora più gravi si manifestano dopo l’incendio.
L'impermeabilità del terreno dipende dalla temperatura raggiunta dalle fiamme (temperature più elevate causano disturbi più importanti della struttura del suolo) e dalla produzione di ceneri ( elevati quantitativi di materiale vegetale combustibile e intensità del fuoco aumentano la produzione di cenere che tende a sigillare i pori presenti nel terreno). Lo strato impermeabile, e la mancanza di copertura della vegetazione al suolo e di quella assicurata dalle chiome degli alberi, fanno si che le gocce di pioggia possano impattare direttamente sul terreno n**o. Per cui nei primi 1–2 anni dopo l’incendio l’acqua piovana stenta a penetrare nel suolo, defluendo al contrario in superficie. In questo modo, in particolare in caso di forti piogge, si verificano importanti fenomeni erosivi con alta probabilità di colate superficiali di fango e detritiche (debris flow) e frane superficiali (supeficial landslides) di piccole e grandi dimensioni..
Questi effetti negativi si verificano soprattutto nei primi mesi dopo l'incendio.

Come è possibile diminuire il rischio idrogeologico anche ai fini di una rapida rinaturazione ?

Non è facile identificare una misura o tecnica selvicolturale che sia in grado, con investimenti e sforzi ragionevoli ed in tempi utili, proteggere dall’erosione un'area boschiva percorsa da un incendio.
Ciononostante è possibile calcolare l'intensità delle precipitazioni che potrebbero condurre a un evento dannoso all’interno di una determinata area percorsa da un incendio boschivo; pertanto, in caso di previsioni del tempo che prevedono forti precipitazioni, è possibile lanciare un allarme e prendere le precauzioni necessarie (ad esempio allertando i residenti nelle abitazioni a rischio e sbarrando il traffico lungo i percorsi stradali minacciati).
Il pericolo comincia appena spento l’incendio.
Occorrono, quindi, urgenti interventi strutturali che contribuiscano a contrastare cadute di massi , colate e frane sulle superfici fortemente bruciate. Diventano fondamentali la prevenzione, la mitigazione ed il monitoraggio post incendio di tutte le aree colpite per una corretta pianificazione ed interventi finalizzati alla salvaguardia del territorio e all’incolumità delle persone, limitando gli effetti di piogge e nevicate sulle aree percorse dal fuoco.

Si parte da un accurato studio geomorfologico sui suoli colpiti dagli incendi per verificarne lo “stato di salute” identificando le zone critiche e gli impluvi più significativi per determinare le aree “pericolose” ed il “rischio” idrogeologico potenziale a danno di strutture, infrastrutture e persone.

Contemporaneamente va prevista l’installazione nelle aree interessate dall’incendio di un sistema elettronico automatico di monitoraggio ed allarme da remoto che preveda:
a) stazioni meteo automatizzate per rilevare di continuo i dati di precipitazioni, temperatura e vento;
b) sensori accelerometrici ed inclinometrici sui versanti a rischio;
c) sistema di georadar e/o satellitare per il controllo dell’area;
d) we**am e sonar per controllare deflussi di detriti ed acqua negli impluvi/canali
e) sistemi attuatori per l’allarme alla popolazione (semafori, sirene, pannelli luminosi informativi)

Come opera primaria, di messa in sicurezza, realizzabile in tempi brevi, va progettato ed installato un sistema integrato di barriere in acciaio per colate detritiche (debris flow) e barriere in acciaio frane superficiali (supeficial landslides) abbinato alla protezione antierosiva e diffusa dei versanti con reti abbinate a geostuoie e biostuoie, ed integrato da opere di ingegneria naturalistica.
Va quindi accuratamente studiata e predisposta la fase di progettazione degli interventi di sistemazione idraulico-forestale definitiva e di recupero ambientale, di rimboschimento e di opere di prevenzione ed emergenza (strade tagliafuoco, idranti, …) da affidare a professionalità con competenze multidisciplinari.

Carlo Frutti
Presidente nazionale Associazione Nazionale Difesa del Suolo

Le cadute massi, le slavine, le frane di questi giorni, e le conseguenti chiusure al traffico di importanti vie di comun...
15/02/2020

Le cadute massi, le slavine, le frane di questi giorni, e le conseguenti chiusure al traffico di importanti vie di comunicazione, fino allo sgombero degli edifici a rischio, riempiono le prime pagine dei media e riportano di forte attualità il problema del dissesto idrogeologico e con esso la carenza degli interventi.

Spesso osservando le immagini dei luoghi oggetto di dissesti si nota che esistevano opere di protezione risultate totalmente inadeguate.

Ed allora ci chiediamo: come vengono eseguiti gli interventi di messa in sicurezza ?

Nella caduta massi vanno esperite una serie di indagini e di studi preliminari del pendio a rischio prima di stabilire la tecnologia da adottare (barriere paramassi, reti, sistemi di difesa attivi e passivi, chiodature, …); in particolare riteniamo fondamentali studi di dettaglio : dal rilievo topografico, anche con l’uso di laser scanner, alla caratterizzazione fisico-meccanica delle rocce e lo stato di degrado, dallo studio dell’interazione masso-versante alla definizione delle traiettorie di caduta con conseguente stima delle energie potenziali.

Una analisi completa che serva a determinare le condizioni per ridurre al massimo il rischio (nessuno è in grado di dare garanzie assolute) a cominciare dal tipo di barriera da utilizzare, l’energia di assorbimento, l’altezza e la geometria, e soprattutto il punto di installazione affinchè l’opera di difesa (barriera) intercetti il maggior numero di massi.

E’ proprio questo l’errore che più spesso si commette: la posizione della barriera è sbagliata ed i massi “scavalcano” la protezione con rimbalzi sul pendio come spesso accade sulle nostre strade, se non addirittura è posizionata in zone dove c’è bassa probabilità che i massi cadano lasciando “indifesi” tratti di pendio a forte rischio.

E l’analisi e la previsione della traiettorie è oggi alla portata di tutti i tecnici con software avanzati a condizione, però, che vengano immessi i dati, “ input corretti”, dalla posizione alla volumetria dei massi in distacco al profilo del pendio, dalla natura del substrato, alla presenza o meno di vegetazione.

Questo avviene, in particolar modo, (ma nella caduta massi è la generalità delle volte) quando si interviene “strategicamente” con “somma urgenza” sull’onda dell’emozione di un incidente, una caduta massi, o per giustificare finanziamenti a pioggia ed affidamenti a trattativa ristretta (spesso sempre alle solite imprese "specializzate").

Mentre una giusta “campagna” di prevenzione, basata su indagini appropriate e interventi mirati, che ricordiamo costa generalmente alla collettività un decimo delle somme spese nella emergenza, potrebbe essere realizzata in tempi giusti e con procedure di gara “normali” e trasparenti!.

Troppo spesso le somme destinate allo studio geologico e geomorfologico del pendio sono insufficienti, se non addirittura inesistenti, mentre si “sperperano” somme ingenti per posizionare (spesso nel punto sbagliato) strutture di difesa (barriere e reti paramassi) senza una adeguata valutazione magari affidando l’intera gestione dell’intervento alle imprese “specializzate” (e anche sulla specializzazione si potrebbe aprire un bel capitolo!), magari quasi sempre le stesse (basterebbe una verifica sui lavori affidati!) con l’utilizzo di tecnologie e materiali di scarsa affidabilità, a volte nemmeno rispondenti a normative e certificazioni.

Da segnalare anche l’assoluta inutilità di certi interventi per aree dove il rischio è bassissimo o nullo; l’occhio “attento” percepisce anche questo, purtroppo, e si chiede il perché.

Nasce qui l’esigenza del controllo, a volte carente.

Non è certo facile per un tecnico, incaricato della direzione lavori e/o del collaudo, che non sia in grado di “arrampicarsi” su un pendio o “scalare” una parete con tecniche alpinistiche (la maggior parte dei lavori è eseguito da imprese di rocciatori), certificare con assoluta precisione la qualità di un lavoro, dalla lunghezza degli ancoraggi e delle fondazioni alla perfetta posa del manufatto, e per questo, magari, si “confida” sulla affidabilità dell’impresa e su quanto “riferito”, o su una osservazione con il “binocolo” … avviene anche questo !!!.

Siamo certi, o almeno speriamo, che queste siano eccezioni e non la generalità delle situazioni, ma il rischio di vite umane in gioco è altissimo in caso di caduta massi ed è per questo che vanno verificate tutte le fasi di un intervento e di messa in sicurezza.

Ci chiediamo, però, se gli interventi realizzati fino ad oggi, che negli ultimi dieci anni hanno visto centinaia di milioni spesi solo in Abruzzo, sono in grado di garantire la sicurezza delle strade, dei centri abitati e delle aree d’intervento.

Proponiamo che si dia corso ad un monitoraggio completo (lo prevede anche la legge) e dettagliato delle opere di messa in sicurezza, almeno di quelle realizzate negli ultimi 10 anni, dalle barriere paramassi alle reti, dai pannelli in fune alle gabbionate, verificando la rispondenza tra progetto ed esecuzione (qualità e quantità dei manufatti), la qualità dei materiali, la completezza dei progetti soprattutto per quanto attiene alle indagini, il rispetto delle alle normative vigenti, la reale efficacia anche alla luce delle nuove conoscenze e tecnologie. Credo che ne vedremmo delle belle.

La spesa non sarebbe eccessiva e i risultati servirebbero sia a “tranquillizzare” i cittadini sulla reale sicurezza del territorio che a dare utili indicazioni per i futuri interventi.

Può anche questa essere intesa come una forma di “prevenzione”.

Grave sarebbe dover registrare ancora una volta che un intervento costato magari milioni di euro è stato inadeguato e soprattutto non in grado di salvare vite umane.

Presidente Nazionale A.Di.S.

FRANA A VENTIMIGLIA . Mi sembra che nella foto dell'evento franoso si veda con chiarezza la presenza di una rete di cont...
15/01/2020

FRANA A VENTIMIGLIA . Mi sembra che nella foto dell'evento franoso si veda con chiarezza la presenza di una rete di contenimento (!) che evidentemente non è risultata idonea a proteggere il versante. Certamente il dissesto idrogeologico è una emergenza in Italia, ma troppo spesso l'emergenza sono anche i lavori mal eseguiti, con tecnologie e materiali inadeguati, e peggio ancora mal progettati senza una accurata campagna di indagini, competenza ed esperienza dei professionisti. Non parliamo della cronica assenza e delle mancanza di cultura per un monitoraggio continuo delle aree a rischio e delle opere

Non è sempre colpa della pioggia  !!!Dopo gli eventi franosi di queste ore si torna a parlare di dissesto idrogeologico ...
24/11/2019

Non è sempre colpa della pioggia !!!

Dopo gli eventi franosi di queste ore si torna a parlare di dissesto idrogeologico e la causa è attribuita alle piogge intense, al maltempo, agli assetti climatici mondiali e l’effetto serra. Purtroppo non è così.

Le cause vanno individuate in un uso del territorio dissennato e soprattutto nella sottovalutazione della stabilità dei suoli e dei versanti laddove si interviene con la realizzazione di infrastrutture che incidono profondamente sul paesaggio e sull’assetto territoriale.

Dalle prime immagini di recenti che hanno bloccato importanti arterie viarie e numerose località si è potuto notare come alcune opere di difesa sono risultate, alla luce dei fatti, assolutamente inadeguate, realizzate con tecnologie ormai superate ed a forte impatto ambientale.

I tradizionali muri di sostegno in cemento armato, le funi e le reti passive, le barriere paramassi rigide oggi possono essere sostituite, grazie all’innovazione tecnologica, con sistemi attivi e reti paramassi elastiche, debris flow (barriere per colate di detriti e fango), drenaggi profondi, microdrenaggi e la regimentazione superficiali delle acque, il tutto abbinato a tecniche di ingegneria naturalistica e con ridotto impatto ambientale.

Troppo spesso, nell’emergenza come nella quotidianità, gli interventi sul suolo sono realizzati sulla base di progetti “fotocopia”, con indagini geologiche e geotecniche approssimative, da prezziari “bloccati” che non tengono conto dell’opera nel suo complesso, durabilità delle opere e della manutenzione nel tempo degli interventi, e delle più recenti innovazioni tecnologiche e di tipologie d’intervento; ed i lavori sono eseguiti, spesso per le opere di protezione e di consolidamento di versante, in sub appalto e con personale a volte non qualificato.

Si evidenzia, quindi, l’esigenza di una conoscenza accurata e diffusa del territorio, di una progettazione dettagliata e mirata degli interventi, e l’utilizzo di tecnologie innovative a basso impatto ambientale. Fondamentale, in questo senso, è il ruolo dei professionisti che sono chiamati a seguire, dallo studio alla realizzazione, al monitoraggio, alla verifica ed alla fase di esercizio, ogni aspetto delle opere.

Urgente è passare da una politica dell’emergenza ad un attento programma di prevenzione e di governo dei processi di degrado del territorio, badando alla relazione tra ambiente e presenza antropica, e potendo al tempo stesso avvalersi di tecnologie innovative ed efficaci per l’esecuzione delle opere e la manutenzione, ma capaci al contempo di mitigare l’impatto ambientale, implementando anche norme tecniche, codici per la progettazione e gli interventi, metodologie per la verifica, linee guida e tipologiche delle opere, revisione dei prezziari, formazione, percorsi progettuali ed esecutivi premianti e validati,.

Oggi che la crisi economica impone scelte ed investimenti con l’attivazione di risorse rilevanti per la realizzazione di opere pubbliche, rapidamente cantierabili, non si può disconoscere che la difesa del suolo e le azioni di previsione e prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico, sono la prima, urgente e non rinviabile opera pubblica per l’’Italia.

Ed al prossimo disastro non prendiamocela di nuovo con la pioggia !!!

Carlo Frutti
Presidente dell’Associazione Nazionale Difesa del Suolo

Le soluzioni per interventi in situazione di emergenza ci sono. www.nofloods.it    frutti.nofloodsitalia@gmail.com
17/11/2019

Le soluzioni per interventi in situazione di emergenza ci sono. www.nofloods.it [email protected]

Environment Solutions ApS sviluppa e realizza soluzioni per una protezione temporanea contro le esondazioni e per una protezione contro le esondazioni

08/10/2019

CONVEGNO A CAMPOBASSO
L'Associazione Nazionale Difesa del Suolo (A.Di.S.) ha Patrocinato il convegno :
"Sistemi per la mitigazione del dissesto idrogeologico. Progettazione di interventi in rete d’acciaio per instabilità di versante. L’utilizzo dei geosintetici nella progettazione geotecnica e delle infrastrutture."

Il convegno vuole essere un momento di studio, analisi e riflessione sullo stato dell’arte di alcuni comparti operativi che quotidianamente richiamano centinaia di professionisti a intervenire con la loro professionalità e competenza.
Le imprese che si sono associate per questo convegno sono per tradizione votate alla permanente ricerca di soluzioni innovative che differenzi la loro presenza sul mercato rispetto a quella più tradizionale dei rispettivi concorrenti.
In questo senso, gli interventi tecnici non saranno di carattere pubblicitario ma si indirizzeranno all’approfondimento tecnico e scientifico delle rispettive soluzioni d’intervento, ritenute risolutive nel caso di primari comparti economici quali i pericoli naturali (frane, valanghe, caduta massi, debris flow, eventi di pioggia estremi) e gli interventi di protezione e mitigazione del rischio ad essi associati.

Campobasso, martedì 29 Ottobre 2019
Inizio lavori ore 8,45
Presso Grand Hotel Rinascimento
Via B. Labanca, 37
86100 Campobasso

Ringrazio gli Organizzatori per l'invito ad introdurre i lavori e moderare gli interventi dei prestigiosi relatori.

Indirizzo

L'Aquila

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