28/10/2025
Oggi, su Il Mattino, è comparsa una mia intervista a cura di Francesco Mannoni. Uso il verbo nel significato letterale, nel senso che si è trattato di un evento bizzarro e inatteso, perché il giornalista mi aveva contattato alcuni giorni fa presentandosi a nome di un altro giornale, di Parma; poi, stamattina, ho ricevuto un suo messaggio in cui mi si avvisavache sarebbe uscito sul Mattino (immagino siano testate appartenenti allo stesso gruppo editoriale). La cosa probabilmente non fa notizia in sè per i più, ma per me pubblicare su questo quotidiano è un traguardo importantissimo, e mi ha emozionato molto: il Mattino era il giornale che mio padre leggeva ogni giorno, con un'assiduità e una fedeltà oggi inconcepibili. Se cerco un'immagine di lui nella memoria, la prima che mi viene in mente lo vede seduto in poltrona, al ritorno da scuola, intento a leggere ogni minuscolo trafiletto del giornale, dalla prima all'ultima pagina, abbandonandolo solo dopo averlo esaurito tutto. L'acquisto del Mattino era il rito che apriva le sue giornate - ogni volta che eravamo in giro con lui, per esempio la domenica, la prima tappa era sempre l'edicola - e l'ultimo era quello di deporne la copia in cima a un pila a fianco al camino, che diventava sempre più alta approssimandosi l'inverno, pronta ad alimentare il riscaldamento della nostra casa all'arrivo del freddo, partencipando ad un'economia del riciclo che ci rendeva ecologisti inconsapevoli con largo anticipo rispetto alla diffusione degli allarmismi sul riscaldamento globale. Purtroppo, i limiti del multiculturalismo triestino comportano che sia piuttosto facile recuperare l'edizione cartacea del giorno del New York Times, di Der Spiegel, di El Pais o di qualsiasi notiziario sloveno, ma non del Mattino, e quindi ho potuto vedere la pagina del giornale con sopra il mio nome solo attraverso le fotografie che mi hanno spedito alcuni preziosissimi amici in loco che sono corsi a cercarne una copia (grazie infinite, Lucio Carbonelli, che ha anche collaborato in qualità di traduttore a VIM, e Castaldo ❤), senza poterne sfogliarne le pagine fruscianti come avrebbe fatto mio padre. Me lo sono immaginato comunque seduto con la faccia dietro al giornale, mentre arrivava alla pagina culturale e dopo uno sguardo attento, al termine della lettura, avrebbe abbassato le pagine per dire: "Francè, sei sul Mattino!". Se a qualcuno è venuta curiosità, l'intervista è possibile reperirla digitalmente qui sotto. Se poi volete recuperare anche il trafiletto di Ida Bozzi su Lettura del Corriere della Sera, uscito domenica, potete trovarlo su Pressreader.com. Per il libro, invece, è necessaria ancora qualche settimana di pazienza, di cui vi ringrazio.
Today, an interview with me by Francesco Mannoni has appeared on newspaper Il Mattino. I mean, it has apperaed, meaning the use of the verb in its literal sense: it was a bizarre and unexpected event, as the journalist contacted me a few days ago, introducing himself as representing another newspaper from Parma. Then, this morning, I received a message from him informing me that the interview would be published in Il Mattino (I imagine the two newspapers belong to the same publishing group). This probably isn't newsworthy for most people, but being published in this newspaper is a significant achievement for me. I was very excited: Il Mattino was the newspaper my father used to read every day with a regularity and loyalty inconceivable today. When I try to picture him, the first image that comes to mind is of him sitting in his armchair after I came home from school. He would read every article in the newspaper from the first page to the last and only put it down when he had finished it. Buying Il Mattino was the ritual that started his day. Whenever we were out with him—for example, on Sundays—the first stop was always the newsstand. The last thing he did, he placed the copy on top of a pile next to the fireplace. This pile grew higher and higher as winter approached. It was ready to fuel the heating of our home when the cold weather arrived. We participated in a recycling economy, making us unwitting environmentalists long before the dissemination of alarmism about global warming. Unfortunately, Trieste's multiculturalism has its limitations: it's easy to find the print editions of the New York Times, Der Spiegel, El País, and Slovenian newspapers, but not of Il Mattino. I only saw the page with my name on it in photographs sent by dear friends who rushed out to find a copy (thank you, Lucio Carbonelli, who also worked as a translator at VIM, and Simona Castaldo
A cinquant’anni dal suo barbaro assassinio, Pier Paolo Pasolini (Bologna 05/03/1922–Ostia 02/11/1975) resta divisivo come lo fu in vita. Se da un lato c’è chi continua a...