27/11/2025
Il calo nella raccolta della torba nel Nord Europa crea sfide per la filiera dei substrati e per i florovivaisti: una riflessione sulle alternative alle torbe e come gestirle con un intervento di Andrea Minuto, responsabile del Centro di saggio e del Laboratorio Fitopatologico del Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola
https://rivistaorticoltura.edagricole.it/vivaismo/florovivaisti-preoccupati-calo-raccolta-di-torba-in-nord-europa/?fbclid=IwY2xjawOVYRJleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFXTHhQdldXbTlCUHJZaW9nc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnF5gP4tenHLjg1ENMd_bEzrKCAaHDvVbx1baOawH9UfIgzdWTwUPKD5vCy-_aem_82n9YMxWoYIdMCdIDwXPiQ
🌧️ Torba 2026: forte calo della raccolta nel Nord Europa, rischio per le filiere di substrati
Le principali aree torbiere di Baltico e Scandinavia hanno registrato un crollo nella raccolta a causa delle piogge eccezionali tra maggio e agosto. In alcuni casi i volumi sono stati solo il 20% del previsto. In Lettonia, in alcune zone, addirittura il 3% della produzione programmata.
Una situazione che mette pressione sull’intera filiera europea dei substrati.
Secondo Florovivaisti Italiani - Cia, che sta monitorando il mercato, il 2026 potrebbe essere una stagione critica non solo per il florovivaismo, ma anche per le produzioni orticole di qualità e per il verde urbano.
📉 Calo della torba in numeri
• Estonia: raccolta pari al 25% della media stagionale
• Paesi Bassi / Germania: -40–50%
• Torba bianca: solo 25–35% del previsto
• Torba canadese disponibile, ma non adatta alle colture professionali europee e con costi logistici elevati
🌍 Anche la fibra di cocco in difficoltà
L’alternativa più usata risente delle stagioni monsoniche imprevedibili: in India, nel 2025, +80% di piogge, produzione -15/20%, più problemi logistici e fitopatie.
Nel frattempo la domanda cresce, trainata dalla Cina, che ha triplicato le superfici serricole in cinque anni.
🔄 Esistono alternative? Sì, ma vanno conosciute e gestite
CREA - Ricerca e Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola evidenziano pro e contro di:
• fibre di legno e cippati
• compost verde e altri compost agroindustriali
• biochar, hydrochar, digestati
• lolla di riso, vermicompost
• torba coltivata (sphagnum)
Il limite principale: variabilità chimico-fisica, difficoltà di standardizzazione e gestione agronomica completamente diversa rispetto alla torba.
Soprattutto nelle produzioni di giovani piante, dove servono materiali stabili, sanitizzati e costanti nel tempo.
👉 L’articolo completo è nel primo commento.
Domanda ai produttori: quali alternative state testando nei vostri vivai o serre? Quali criticità state riscontrando?