19/11/2023
Affermare che la saga de "Il signore degli anelli" di John R. R. Tolkien sia un'opera letteraria politicamente ultra-conservatrice e di destra, a me sembra un'enorme stupidaggine. La saga letteraria de "Il signore degli anelli" di Tolkien, insieme a tutta la letteratura popolare della fantasia eroica, della fantascienza, dell'orrore, gotica, del mistero e dell'avventura e dell'azione a sfondo storico e contemporaneo prodotta da autori delle nazioni e dell'identità culturale e civile dell'Occidente, è imperniata sull'idealismo giuridico-psicoanalitico fondato a sua volta sulla democrazia liberale (che si sviluppa poi necessariamente nell'omnicrazia liberale egualitaria e nel socialismo liberal-omnicratico). Tale letteratura ha come tema filosofico portante quello delle nuove epiche e delle nuove mitologie intrinseche alla dimensione psicologico-spirituale conscia e subconscia dell'immaginario individuale e collettivo dei cittadini occidentali di ogni età e condizione, e che nel caso dell'idealismo giuridico liberaldemocratico sono contraddistinte dal conflitto tra le regole giuridico-legislative proprie di una vita sociale avanzata e le leggi che scaturiscono dalla volontà di potenza o di dominio sull'altro-da-sè, ossia dalle forze istintive primigenie e retrograde dell'es che irrompono nelle relazioni umane e tendono ad istituzionalizzarsi e ad annichilire la civiltà progredita simboleggiante la barriera del Super-Io. Tolkien con la saga de "Il signore degli anelli" volle dare alla Gran Bretagna una nuova mitologia e una nuova epica, che tenesse conto dello sforzo fatto dal popolo britannico nella Prima e nella Seconda guerra mondiale, allorquando dovette fronteggiare la Germania militarista ed espansionista-imperialista, prima guglielmina e poi nazista (che si trova ad est del suolo britannico, appunto ...). Inoltre, Tolkien fu, forse senza accorgersene e sul piano psicologico subconscio, un socialista pre-raffaelita e neo-romantico, come lo furono George Bernard Shaw ed Herbert George Wells, insieme a tanti altri scrittori del genere letterario fantastico e di quello avventuroso e d'azione, di lingua anglosassone. Sicuramente, il cristiano-cattolico Tolkien raccolse nella sua mente e tradusse nei suoi romanzi i pensieri che Esseri Superiori intelligenti di altri mondi, e di altri universi, gli hanno inviato telepaticamente, così come accade per tutti gli altri narratori della letteratura fantastica e di avventura. Un erede e prosecutore di Tolkien, escludendo tutti gli autori della letteratura fantastica in lingua anglosassone? E' Wilbur Smith, anch'egli nato come Tolkien in Africa meridionale, il quale ha continuato ad arricchire le nuove epiche e le nuove mitologie delle nazioni e dei popoli anglosassoni a cavallo tra il XX e il XXI secolo.
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