Unisud - Università Aperta del Mezzogiorno

Unisud - Università Aperta del Mezzogiorno L’Unisud svolge la propria attività nell’ambito dell’Educazione degli adulti attraverso l’i Come?

L’ UNISUD – Università Aperta del Mezzogiorno – è stata costituita, senza finalità speculative, per la necessità che abbiamo di relazionarci con l’ambiente in cui viviamo e in cui operiamo, mettendo a frutto le peculiarità che ognuno di noi possiede. Mediante la promozione sociale fine cui tendono tutte le Università Popolari, conseguita in incontri, approfondimenti, specializzazioni. L’Unisud in

tende svolgere la propria attività nell’ambito dell’Educazione continua degli adulti attraverso l’informazione, il confronto interculturale e la formazione, offrendo costantemente un ampio panorama di proposte culturali relative a varie discipline, visite a musei, partecipazioni a spettacoli teatrali, attività nel sociale e nello sport, a beneficio di coloro che vogliono investire sulla cultura, mantenendo vive le curiosità, i progetti, le relazioni sociali. Un’educazione permanente in grado di avviare e perfezionare le relazioni interpersonali con quanti ne sono interessati. L’Università Aperta per il Mezzogiorno, pur essendo un’associazione culturale, sociale e di volontariato, no profit per statuto, si pone come centro per l’apprendimento informale, poiché per essa è centrale l’attività didattica con l’organizzazione di corsi, workshops, seminari, masters in diversi ambiti e discipline. E’ aperta a tutti, a tutte le fasce sociali, senza barriere di alcune tipo: culturale, politico, etnico, religioso. L’obiettivo principale che si pone è l’apprendimento permanente, nella convinzione che l’educazione formale che si riceve nelle scuole pubbliche e nelle università non riesce, da sola, a soddisfare l’esigenza di saperi e competenze, che sono in continuo sviluppo. A questo, si aggiunga la necessità di istruire chi non ha mai frequentato scuole o ha abbandonato anticipatamente il percorso formativo, e chi vuole apprendere o approfondire competenze per se stesso, senza finalizzare gli studi a titoli universitari o a carriere lavorative.

28/09/2021
Partecipazione di Unisud all'incontro "IL CORTILE DEI GENTILI" con il vescovo di Cassano allo Ionio Don Ciccio Savino. H...
07/07/2016

Partecipazione di Unisud all'incontro "IL CORTILE DEI GENTILI" con il vescovo di Cassano allo Ionio Don Ciccio Savino. Ha introdotto i lavori al Cortile il Card. Gianfranco Ravasi - Presidente Pontificio Consiglio per la cultura.

13/04/2016

da “Il sole 24 ore del 13 aprile 2016”

REFERENDUM TRIVELLE in conclusione
• Che effetto avrebbe una vittoria del «sì» e quale una vittoria del «no» o dell’astensione dal voto?
Se vincesse il «sì» le concessioni esistenti entro le 12 miglia non potrebbero essere prorogate al termine di scadenza. Dal 2016 al 2034 cesserebbero progressivamente l’attività, fermando l’estrazione di metano e petrolio, il gettito fiscale e di royalty per Stato e Regioni. Vi sarebbero alcune migliaia di licenziamenti. Si perderebbero alcuni miliardi di euro in mancati investimenti. Aumenterebbero le importazioni di petrolio via nave. Se vincessero il «no» o l’astensione, le concessioni potrebbero durare fino alla vita utile dei giacimenti.

13/04/2016

Il sole 24 ore del 13 aprile 2016
DOMANDE E RISPOSTE SUL REFERENDUM
1) Che cosa ci chiede, in pratica, il quesito del referendum del 17 aprile?
Verrà chiesto: volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i 44 giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se sotto c’è ancora gas o petrolio? Il quesito riguarda solamente la durata delle piattaforme già attive a 12 miglia dalla costa.
2) Che cosa non ci chiede, invece, il referendum? Non riguarda
i giacimenti a terra o in alto mare?
Il quesito non riguarda in alcun modo le attività petrolifere in terraferma né le 25 concessioni in mare a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri), cioè in acque internazionali.
3) Il referendum riguarda le fonti rinnovabili d’energia,
le alternative al petrolio e al gas?
Il referendum non ha alcun effetto sul settore delle fonti rinnovabili d’energia (solare, eolico, idroelettrico). Se scenderà l’estrazione di metano e petrolio dai giacimenti nazionali semplicemente cresceranno di pari misura le importazioni via nave (petrolio o gas liquefatto) o via condotta (metano), senza produrre alcun alcun effetto positivo alle fonti alternative.
4) Se dovessero vincere i «sì», saranno bloccate nuove perforazioni nei nostri mari?
Nel mare entro le 12 miglia dalla costa le nuove perforazioni sono già vietate.
5) Quante sono le piattaforme italiane, e quante sono interessate dal quesito del referendum?
Nei mari italiani ci sono circa 110 piattaforme distribuite fra 69 concessioni . Delle 69 concessioni, 44 con 90 piattaforme si trovano entro 12 miglia dalla costa e sono sottoposte al quesito.
6) Che cosa contengono i giacimenti interessati dal referendum? Petrolio o metano?
Delle 44 concessioni, 25 estraggono metano, una estrae petrolio, 4 estraggono petrolio e gas insieme e 14 sono non più produttive.
7) Che effetto avrebbe una vittoria del «sì» e quale una vittoria del «no» o dell’astensione dal voto?
Se vincesse il «sì» le concessioni esistenti entro le 12 miglia non potrebbero essere prorogate al termine di scadenza. Dal 2016 al 2034 cesserebbero progressivamente l’attività, fermando l’estrazione di metano e petrolio, il gettito fiscale e di royalty per Stato e Regioni. Vi sarebbero alcune migliaia di licenziamenti. Si perderebbero alcuni miliardi di euro in mancati investimenti. Aumenterebbero le importazioni di petrolio via nave. Se vincessero il «no» o l’astensione, le concessioni potrebbero durare fino alla vita utile dei giacimenti.
8) Che effetto avrebbe una vittoria del «sì» sulla disponibilità di metano e di petrolio?
Nel 2015 le 44 concessioni entro le 12 miglia dalla costa hanno estratto 1,93 miliardi di metri cubi di gas (il 42,8% della produzione metano in mare e il 28,1 % della produzione nazionale di gas) e 0,54 milioni di tonnellate di greggio (il 72,3% della produzione in mare e il 10% produzione nazionale di greggio).
9) Quante piattaforme dovrebbero essere chiuse nel caso di vittoria del «sì»?
Con la cessazione delle 44 concessioni interessate, sarebbe necessario chiudere 90 piattaforme e 484 pozzi .
10) Quali rischi comporta la presenza delle 90 piattaforme sottoposte a referendum?
Le 90 piattaforme hanno un impatto ambientale modesto, tuttavia le 5 concessioni che estraggono petrolio (le altre solo gas) possono produrre incidenti con effetti gravi. La sospensione della loro attività aumenterebbe il numero di petroliere in viaggio nei mari e le loro emissioni in atmosfera per importare da lontano il petrolio che mancherebbe.

24/03/2016

Sabato 16 gennaio (a partire dalle 10 nella sala consiliare del Comune) e domenica 17 gennaio (dalle 18 alle 20 nella sede del Circolo Unione) Bari ospita la "Festa del dialetto barese", due giorni di reading e interventi in vernacolo locale di alcuni noti artisti come Davide Ceddìa, Anton

24/03/2016

1990 - Una donna a guardia di casa

24/03/2016
16/11/2015
13/10/2015

Indirizzo

C. So Alcide De Gasperi, 320
Bari
70125

Telefono

3351426882

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Unisud - Università Aperta del Mezzogiorno pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi