Biodiverso

Biodiverso Biodiversità delle specie orticole della Puglia (BiodiverSO) Il progetto e questa pagina sono stati coordinati dal prof.

In questa pagina presentiamo dal 2013 alcune pillole di agrobiodiversitå e i risultati di più semplice divulgazione del progetto integrato "Biodiversità delle specie orticole della Puglia" finanziato dall'Unione Europea ai sensi della Misura 10.2.1 PSR Puglia 2014-2020, “Progetti per la conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche in agricoltura”. Pietro Santamaria del Dipartimento di Sc

ienze Agro-Ambientali e Territoriali dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Nel 2022 la Regione Puglia, con lo stesso PSR, ci ha finanziato altri due progetti: "Biodiversità delle Specie Orticole da frutto pugliesi" (BiodiverSO Karpos) e "Biodiversità delle Specie Orticole non da frutto pugliesi" (BiodiverSO Veg).

Semi e viviparia: di solito fuori, a volte dentro!Capita anche a voi di trovare semi germogliati in alcuni frutti? Quest...
04/09/2026

Semi e viviparia: di solito fuori, a volte dentro!

Capita anche a voi di trovare semi germogliati in alcuni frutti?
Questo fenomeno è noto e frequente in alcuni agrumi, ma anche in ortaggi come peperone, pomodoro, zucca, fragola e... melone! Viene definito viviparia, ovvero la germinazione precoce dei semi all'interno del frutto ancora attaccato alla pianta. Il meccanismo fisiologico centrale, comune a tutte le specie in cui il fenomeno è stato studiato, è lo squilibrio nel rapporto tra due ormoni vegetali nei tessuti in cui il seme è immerso: l'acido abscissico, responsabile della dormienza del seme e dunque della sua germinazione, e gibberelline, promotrici della ripresa nella crescita dei tessuti dell'embrione contenuto nel seme. Quando I livelli di acido abscissico calano prematuramente o restano insufficienti, il seme germina ancora nel frutto, nutrito dai liquidi e dal tessuto placentare. Tra I diversi fattori, determinanti o influenti su questo squilibro ormonale, si possono citare squilibri nutrizionali della pianta e condizioni climatiche durante la maturazione. Per specie della stessa famiglia del melone, è stato anche segnalato un effetto positivo della sovramaturazione o del lungo stoccaggio post-raccolta, oltre ad essere segnalata una componente genetica nella tendenza alla viviparia.
Ecco alcune foto di viviparia in Barattiere!

Rognoso verde scuro, Brindisino grosso o barlettano, Fedde fedde, Rognoso bianco, Morettino, Morettino a fasce o costolu...
03/09/2026

Rognoso verde scuro, Brindisino grosso o barlettano, Fedde fedde, Rognoso bianco, Morettino, Morettino a fasce o costoluto, Brindisino allungato o spagnolo, Brindisino a fasce o costoluto, Rognoso bianco grosso, Sementina pregiata, Brindisino sub-sferico, Rognoso verde scuro grosso, Rognoso bianco piccolo, Brindisino di Castellaneta, Locale di Laterza, Macchiettato, Melone di Gallipoli, Invernale di Morciano di Leuca, Rognoso giallo, Puppeti, Locale di Castellaneta, Melone Gicondi, Gelato d’inverno, Melone tondo, Locale di Carovigno, Fior di fava. Questi sono le varietà locali di melone coltivate in passato in Puglia e studiate dal prof. Vito Vincenzo Bianco (La coltura del melone nell’Italia meridionale. Atti Convegno “La coltura del melone in Italia” 1979 Verona, 73-80).
Per riuscire a conservare il melone a lungo, fino all’inverno, occorre utilizzare la varietà Cucumis melo L. var. inodorus Naud e raccogliere i peponidi prima della maturazione completa (10-20 giorni prima).

Se siete al mare, guardatevi intorno. Il suo nome scientifico è Crithmum maritimum L., ma numerosi appellativi vengono c...
02/09/2026

Se siete al mare, guardatevi intorno. Il suo nome scientifico è Crithmum maritimum L., ma numerosi appellativi vengono comunemente utilizzati per indicare questa pianta spontanea tipica dei litorali: erba di San Pietro, fi*****io marino, critmo, frangisassi, erba di mare, ecc. I vari nomi derivano dal suo habitat costiero, strettamente legato alla vita dei pescatori e, quindi, anche al loro Santo protettore.
Si raccoglie da primavera fino all’autunno; ai fini alimentari si utilizzano foglie, piccioli e giovani germogli. Presenta un buon contenuto di minerali (in particolare calcio), antiossidanti, acidi grassi essenziali e vitamina C. Soprattutto per quest’ultima prerogativa, il fi*****io marino era molto apprezzato dai marinai, poiché consentiva loro di prevenire lo scorbuto durante le lunghe traversate che non permettevano il consumo di ortaggi e frutta fresca.
Le foglie fresche di fi*****io marino hanno un gusto sapido, per l’elevata presenza di sodio, ed un aroma misto tra fi*****io, sedano e scorza di agrumi verdi, con un leggerissimo retrogusto piccante. Si tratta di un ortaggio utilizzabile sia crudo, per arricchire insalate o per aromatizzare salse, piatti a base di carne, pesce e uova, sia cotto, per preparare conserve sott’olio o sott’aceto, minestre e contorni o per farcire panini.
In Puglia il fi*****io marino viene utilizzato nella cucina tradizionale per preparare “critmi e menta”. La ricetta prevede di lessare il fi*****io marino in acqua e, dopo averlo scolato, di sistemarlo a strati in una pirofila, intercalandolo con una spruzzata di aceto, pangrattato, olio e menta; prima di servirlo si lascia riposare qualche minuto.

Autoproduzione del seme di barattiere, caroselli, meloncelleIl seme di barattieri, caroselli, meloncelle e altri meloni ...
01/09/2026

Autoproduzione del seme di barattiere, caroselli, meloncelle

Il seme di barattieri, caroselli, meloncelle e altri meloni immaturi locali viene comunemente autoprodotto, sia per produzioni commerciali locali sia per l'orto familiare.
Il processo è semplice: una volta individuati i frutti da portare a seme secondo il proprio interesse, l'agricoltore attende che il frutto raggiunga la piena maturazione fisiologica (colore della buccia tendente al giallino o giallo intenso), o meglio la sovramaturazione, e procede a raccoglierlo ed estrarne il seme. Seguono le fasi di pulizia, lavaggio, asciugatura e conservazione. Più in dettaglio, si possono adottare alcune accortezze per ottimizzare il risultato.
Per il comune melone consumato a maturità, il frutto da seme viene raccolto a sovramaturazione, oppure a piena maturazione ma con estrazione del seme rimandata dopo un periodo di riposo di qualche giorno, utile a completarne la maturazione.
Per i meloni immaturi pugliesi, il frutto viene invece raccolto direttamente a sovramaturazione. All'estrazione del seme dalla placenta sarà inevitabile prelevare anche residui di polpa, soprattutto nelle varietà in cui la placenta diventa molto spugnosa, o in frutti a sovramaturazione avanzata. In aggiunta alla pulizia grossolana a mano e sotto acqua corrente, alcuni consigliano di conservare i semi insieme a succo e residui di polpa per circa 24-48 ore, eventualmente diluendo il tutto in un po' d'acqua e agitando occasionalmente. Questo passaggio avvia la fermentazione ad opera di batteri e lieviti, necessaria in altre specie di cucurbitacee più ricche di tessuti gelatinosi e mucillagini, per favorire il distacco dei semi dai residui e potenzialmente ridurre la carica di patogeni trasmissibili per seme.
Nel caso dei meloni immaturi si può invece procedere direttamente al lavaggio, sotto abbondante acqua corrente e pulita, disponendo i semi in un colino o in uno scolapasta. In assenza di un lavaggio adeguato, i residui zuccherini diventano nutrimento per le muffe durante l'asciugatura, oltre a ostacolare il distacco dei semi tra loro.
Dopo aver scolato l'acqua di lavaggio in eccesso, i semi possono essere disposti in uno strato sottile per favorire l'asciugatura e rimescolati a più riprese per renderla omogenea. È preferibile che questa fase avvenga in un luogo fresco e asciutto, non in pieno sole, per evitare che il calore danneggi l'embrione.
Una volta ben asciutti, si possono eliminare i semi immaturi (piccoli) o vuoti. I semi pieni potranno essere conservati in un luogo fresco e asciutto, o in frigorifero, fino alla semina successiva.

Video per la meloncella: https://www.facebook.com/watch/?v=1225327456180596

Meloni immaturi: Quali piante sono le "migliori" per l'autoproduzione del seme?Barattiere, caroselli, meloncelle e altri...
31/08/2026

Meloni immaturi: Quali piante sono le "migliori" per l'autoproduzione del seme?

Barattiere, caroselli, meloncelle e altri meloni locali consumati immaturi vengono comunemente coltivati a partire da seme autoprodotto. Per ottenere seme da conservare e impiegare nel ciclo colturale successivo, gli agricoltori e gli appassionati individuano i frutti migliori delle piante migliori, li allevano fino a piena maturità fisiologica e ne estraggono il seme. Tuttavia, se a livello di pianta può essere sufficiente individuare piante sane e con buona produttività, la scelta del frutto "migliore" dipende dallo scopo della moltiplicazione. Il melone è una specie a impollinazione entomofila, prevalentemente allogama: l'impollinazione avviene infatti principalmente per mezzo di insetti pronubi, che trasportano polline (e quindi geni) di piante e popolazioni diverse, dando origine a una progenie ibrida, con caratteristiche variabili e parzialmente diverse da quelle della pianta da cui è stato selezionato il frutto da seme. Inoltre, le popolazioni locali pugliesi di melone immaturo presentano comunemente espressione sessuale andromonoica, ovvero ogni pianta reca numerosi fiori maschili e fiori ermafroditi. Questi ultimi, essendo completi di organi maschili e femminili (con stami e pistillo), sono capaci di autofecondarsi senza l'intervento di un agente impollinatore.
Di conseguenza, quando lo scopo è produrre seme per ottenere nuove piante con frutti identici a quelli del frutto da seme selezionato, sarà necessario impedire l'accesso degli impollinatori ai fiori, coprendo le piante (o parte dello stelo con fiori, o il singolo fiore ermafrodita) con reti antinsetto prima dell'apertura dei fiori ermafroditi. A seguito dell'autoimpollinazione (e della conseguente autofecondazione), sarà possibile rimuovere la rete e portare a maturazione il frutto allegato.
Al contrario, quando lo scopo è conservare o aumentare la diversità nella popolazione, sarà sufficiente individuare piante e frutti sani da raccogliere a seguito di libera impollinazione. Quest'ultima opzione è di solito preferita dagli agricoltori hobbisti, non solo per la semplicità, ma anche per le curiose sorprese che possono derivare dall'ibridazione.
In ogni caso, si prediligono i primi frutti con caratteristiche desiderate — come forma, aspetto, colore, aroma — allegati in prossimità del centro della pianta, così da consentirne la crescita in piena vigoria vegetativa e in condizioni climatiche favorevoli. I frutti allegati in fasi successive (quindi fisicamente anche su nodi più esterni) potrebbero non arrivare a piena maturità, oppure farlo in tempi troppo rapidi, a causa della progressiva senescenza e dell'indebolimento della pianta ormai a fine ciclo di vita. Nel caso di coltivazione in stagione estiva, ciò corrisponde anche a condizioni ambientali potenzialmente subottimali, perché troppo intense. Inoltre, si consiglia di alleggerire la pianta di frutti che non verranno portati a seme per agevolare la crescita dei frutti da seme, uno o due per pianta.

Come estrarre e lavorare il seme? Lo scopriremo nel prossimo post.

Avete del pane raffermo in casa? E dei pomodori rossi? Bene, preparate la panzanella. Pochi e poveri ingredienti (per 4 ...
30/08/2026

Avete del pane raffermo in casa? E dei pomodori rossi? Bene, preparate la panzanella. Pochi e poveri ingredienti (per 4 persone): 400 g di pane raffermo, 4 pomodori medi da insalata maturi, 1 cipolla rossa media, 1 cetriolo medio (in alternativa un barattiere o un carosello ^_^), basilico, olio extravergine di oliva, sale, aceto.
Il procedimento è molto semplice e vi darà soddisfazioni: ammollate il pane tagliato a fette grosse in acqua e aceto fino a quando si ammorbidisce; lavate e tagliate a dadini i pomodori; affettate finemente la cipolla (volendo potete anche sbollentarla un po’); strizzare bene il pane con le mani (come vi mostriamo), spezzettatelo e versatelo in un contenitore insieme a pomodoro e cipolla; mescolate e condite con olio, sale e basilico (volendo anche pepe). Lasciate in frigo almeno un'ora; poi tenete la panzanella per 15 minuti a temperatura ambiente e gustatela come piatto tipico della cucina contadina. Aggiungere l’aceto al momento di servire. Le varianti possono essere tante…

Sapevate che la metà dei farmaci ha un'origine naturale? E che per correggere la posizione podalica si può usare una pia...
29/08/2026

Sapevate che la metà dei farmaci ha un'origine naturale? E che per correggere la posizione podalica si può usare una pianta?
Parliamo dell’uso dell'artemisia per correggere la posizione podalica del feto tramite la moxibustione.
Come funziona la tecnica? Si usa un sigaro di artemisia essiccata e acceso. Il calore stimola un punto preciso del meridiano della vescica, chiamato BL67 o V67, situato sull'angolo esterno del mignolo del piede (per circa 15-20 minuti per piede, per un periodo di 7-10 giorni; il sigaro acceso viene tenuto a circa 2-3 centimetri dalla pelle). Il calore stimola i movimenti del bambino e aiuta il feto a capovolgersi in posizione cefalica. Si pratica solitamente tra la 32ª e la 37ª settimana di gravidanza.
È una tecnica della medicina tradizionale cinese.

Avete notato la scatola bianca tra le tante rosse in foto? Questa è una bella storia.Il 18 maggio 1840 la Ditta Pezziol ...
28/08/2026

Avete notato la scatola bianca tra le tante rosse in foto? Questa è una bella storia.
Il 18 maggio 1840 la Ditta Pezziol Giuseppe “Drogheria, Fabbrica Liquori, Marmellate e Conserve” viene fondata a Padova. L'11 giugno 1902 i fratelli Ettore e Ferruccio inaugurano un piccolo stabilimento in area parmense, alla Crocetta di San Pancrazio. A differenza di moltissimi altri marchi, caratterizzati dai colori rosso o verde, la Pezziol adotta da subito per la propria linea di triplo concentrato di pomodoro una livrea bianca: la “Marca Bianca”, appunto. Qualche anno dopo anche la società Amilcare Davoli & Figli di Rivergaro, in provincia di Piacenza, mette in commercio col marchio “San Lorenzo” una lattina dal fondo bianco. La Pezziol non ci sta e cita il concorrente in tribunale. Il giudizio di primo grado, celebrato a Piacenza, si conclude con l’assoluzione della Ditta Davoli. Ma il giudizio di secondo grado, celebrato presso la Corte d’Appello di Bologna, riserva una sorpresa: la Pezziol, per sostenere la propria causa, acquista sul mercato oltre 100 differenti scatole di conserva e le esibisce come prova documentale della propria tesi: l’unicità del colore bianco sull’intero territorio nazionale, carattere esclusivo del proprio marchio. La Cancelleria del Tribunale si vide così recapitare 105 esemplari di latte, tutte regolarmente bollate e timbrate con la data del 1° giugno 1938. Il giudice, di fronte ad una prova così evidente, accoglie il ricorso della Pezziol che, ancora oggi, è l’unica a impiegare per la conserva lattine di colore bianco.
Tutte le suddette lattine sono esposte al Museo del Pomodoro a Collecchio (Parma).

Cosa pensate del grande consumo che si fa da qualche anno della rucola? Provate a cercare con un motore di ricerca “su l...
27/08/2026

Cosa pensate del grande consumo che si fa da qualche anno della rucola? Provate a cercare con un motore di ricerca “su letto di rucola”. Con Google vengono fuori circa 55.600 risultati. Non sarà perché gli antichi romani attribuivano alla rucola proprietà afrodisiache? Columella, scrittore latino autore di un imponente trattato di agronomia, riportò un verso esplicito su questo: “(…) perché i pigri mariti desti a Venere la rucola”; inoltre, Marziale, rivolto a Luperco, impotente senza rimedio, gli dice: “nulla ormai possono giovare rucola e santoreggia”. Per questa stessa temuta proprietà la rucola non era coltivata negli orti dei conventi… Allora, vi piace la rucola? E “su letto di rucola”?

Vi sembra un semplice ditale? No, è il tappo in materiale plastico che fu ideato per i tubetti da conserva di pomodoro.N...
26/08/2026

Vi sembra un semplice ditale?
No, è il tappo in materiale plastico che fu ideato per i tubetti da conserva di pomodoro.
Nel 1951 l’azienda parmense Mutti introdusse per prima sul mercato il concentrato in tubetto: una rivoluzione nella conservazione del prodotto e nelle abitudini in cucina.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Italia era un paese da ricostruire ed era fondamentale, prima della diffusione di massa del frigorifero, conservare a lungo le poche risorse alimentari disponibili. La conserva di pomodoro, una volta aperta la lattina, rischiava, seppur protetta da un leggero velo d’olio d’oliva, di divenire preda di muffe e batteri. Nacque così l’intuizione di utilizzare i tubetti come contenitori per la conserva. La novità dapprima stentò a decollare per la diffidenza verso un formato fino ad allora destinato solo al dentifricio. Ben presto, però, il nuovo tipo di confezione conquistò il favore dei consumatori, grazie alla praticità e facilità di conservazione rispetto alla tradizionale latta. Inoltre, l’idea di usare come tappo di chiusura del tubetto un ditale in materiale plastico, riutilizzabile dalle massaie per i lavori di cucito, contribuì a rafforzare la riconoscibilità e la diffusione del prodotto e in poco tempo il concentrato Mutti fu conosciuto come il “Tubetto dal Ditale”.

Fonte: Museo del pomodoro

Indirizzo

Via Amendola, 165/A
Bari
70126

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