Dalla Ridda

Dalla Ridda Dalla Ridda: Percorsi in superficie
Gruppo di ricerca attivo prevalentemente a Bologna

Manifesto: h

21/11/2024
Da domani sarà disponibile il libreria questo volumetto curato da Dalla Ridda (che poi saremmo noi) all'interno del qual...
19/09/2024

Da domani sarà disponibile il libreria questo volumetto curato da Dalla Ridda (che poi saremmo noi) all'interno del quale vorrete leggere - ammettiamolo - molto più il corposo testo del Laboratorio Smaschieramenti sulle dinamiche di cancellazione negli ambienti q***r italiani che il libro, pur molto prezioso, di adrienne maree brown sulla gestione trasformativa dei conflitti.

Vicinanza dichiarata, seppur critica un po' di tuttu, coi lavori importantissimi e molto attuali di Daniele Giglioli, Giusi Palomba, Tamar Pitch e Sarah Schulman.

Fateci sapere la vostra, fosse anche con animosità, tanto di sicuro non vi cancelliamo.

💗

“Quando le uniche risposte agli errori, ai fallimenti e ai fraintendimenti sono punizioni emotive, psicologiche, economiche e fisiche, stiamo alimentando la cultura della paura e dell'isolamento.
Quindi mi chiedo: come possiamo dirigerci verso una messa in pratica della giustizia trasformativa? Come portiamo la rabbia individuale, interpersonale e dei movimenti verso un cambiamento sistemico generativo e sostenibile?”

La cancel culture e la pratica del call out sono argomenti all’ordine del giorno. Nate come strumenti al servizio di soggettività marginalizzate per rispondere al danno e alla violenza subiti in situazioni caratterizzate da un forte squilibrio di potere, sono oggi nel mirino degli avversari dei movimenti sociali radicali, rientrando tra i punti più problematici della cultura politica odierna. L’intervento critico di adrienne maree brown si inserisce nella tradizione del femminismo nero, q***r e anticarcerario, mostrando un’alternativa praticabile alla denuncia degli eccessi del politicamente corretto. Un’alternativa che non guarda nostalgicamente a un passato immaginato come più spontaneo, ma a un futuro compiutamente abolizionista e politicamente desiderabile. . .
adrienne maree brown
Per una giustizia trasformativa. Una critica alla cancel culture
a cura di Collettivo Dalla Ridda
con uno scritto del Laboratorio Smaschieramenti
Postfazione di Malkia Devich Cyril
(Meltemi)

Dalla Ridda arriva per la prima volta in libreria e porta la spada (Mt 10, 34). «Per una giustizia trasformativa» è l'ed...
02/09/2024

Dalla Ridda arriva per la prima volta in libreria e porta la spada (Mt 10, 34). «Per una giustizia trasformativa» è l'edizione italiana dell'ormai classico «We Will Not Cancel Us» di adrienne maree brown. Ma ciò che c'è di più importante è il saggio del Laboratorio Smaschieramenti che l'accompagna, «Ci siamo cancellate? Note su giustizia trasformativa e soggettivazione vittimaria nel contesto italiano», frutto di un'esperienza più che quindicinale nell'ambito della politica transfemminista, di scolorine e bianchetti, posta qui in dialogo critico con Daniele Giglioli, Giusi Palomba e Sarah Schulman.

Dalla quarta di copertina:
La cancel culture e la pratica del call out sono argomenti all’ordine del giorno. Nate come strumenti al servizio di soggettività marginalizzate per rispondere al danno e alla violenza subiti in situazioni caratterizzate da un forte squilibrio di potere, sono oggi nel mirino degli avversari dei movimenti sociali radicali, rientrando tra i punti più problematici della cultura politica odierna. L’intervento critico di adrienne maree brown si inserisce nella tradizione del femminismo nero, q***r e anticarcerario, mostrando un’alternativa praticabile alla denuncia degli eccessi del politicamente corretto. Un’alternativa che non guarda nostalgicamente a un passato immaginato come più spontaneo, ma a un futuro compiutamente abolizionista e politicamente desiderabile.
L’edizione italiana è accompagnata da uno scritto del collettivo transfemminista q***r Laboratorio Smaschieramenti, che sviluppa una riflessione materialista e ancorata al nostro contesto nazionale sulla violenza nelle relazioni interpersonali.

Dal 20 Settembre in libreria!
adrienne maree brown
Per una giustizia trasformativa
traduzione e cura di Dalla Ridda
con uno scritto del Laboratorio Smaschieramenti
Meltemi Editore nella collana Culture Radicali curata dal gruppo

La cancel culture e la pratica del call out sono argomenti all’ordine del giorno. Nate come strumenti al servizio di soggettività marginalizzate per rispondere al danno e alla violenza subiti in situazioni caratterizzate da un forte squilibrio di potere, sono oggi nel mirino degli avversari dei movimenti sociali radicali, rientrando tra i punti più problematici della cultura politica odierna.
L’intervento critico di adrienne maree brown si inserisce nella tradizione del femminismo nero, q***r e anticarcerario, mostrando un’alternativa praticabile alla denuncia degli eccessi del politicamente corretto. Un’alternativa che non guarda nostalgicamente a un passato immaginato come più spontaneo, ma a un futuro compiutamente abolizionista e politicamente desiderabile.

06/05/2024
«Diventa subito evidente che non è possibile cambiare le regole del gioco soltanto all’interno delle relazioni amorose. ...
18/03/2024

«Diventa subito evidente che non è possibile cambiare le regole del gioco soltanto all’interno delle relazioni amorose. Bisognerà piuttosto contrastare i processi che dettano legge su ciò che, ad esempio, si può e si deve fare all’interno della coppia eterosessuale e su ciò che non si può e non si deve fare (o non si deve fare troppo o sul serio) al suo esterno; ci si rivolgerà verso lotte volte a ottenere ciò che ci serve per poter vivere le relazioni come vogliamo: il tempo e lo spazio (quindi una casa) per prenderci cura di noi stesse e dei nostri cari, il reddito per farlo, condizioni di lavoro decenti, una cultura che ammetta, sostenga e permetta di elaborare questi rapporti al di fuori delle cornici normative per cui non costituiscono che trasgressioni, fallimenti, soluzioni temporanee, compromessi, contentini…(è in questa direzione che va il lavoro attuale del Tavolo dei Legami Q***r di Stati Genderali). Ad esempio, se per mantenere il mio lavoro e campare devo mettere a valore ogni singolo istante della mia vita, anche al di fuori delle dieci ore quotidiane che impegno tra lavoro e spostamenti, sarà un po’ difficile trovare il tempo, le energie e le risorse per gestire una vita relazionale non monogama… Se decido di non fare affidamento esclusivamente sul mio partner, dovrà pur esserci qualcunə su cui io possa contare o con cui io possa trascorrere il mio tempo, ma se tuttə intorno a me sono rinchiusə nelle loro coppiette…»

https://effimera.org/affettivita-monogamia-politica-la-necessita-di-uno-sguardo-genealogico-parte-i-intervista-di-marco-reggio-a-lorenzo-petrachi/?fbclid=IwAR1euMh8-0AVQ9T8KtiUWm3BJLlOfe4vQlkuS-ZxhkX_OMa19YhVtXuJQwE

A partire dal libro di Lorenzo Petrachi Rovine dell’amicizia. Il progetto incompiuto di Michel Foucault pubblicato per Orthotes (2022, pp. 332), Marco Reggio intervista l'autore sulle configurazioni in continua trasformazione di affettività e relazioni amorose, sempre legandole al loro senso poli...

A cose fatte, possiamo finalmente parlarne.Quest'anno abbiamo provato a fare, ancora una volta, qualcosa di completament...
16/03/2024

A cose fatte, possiamo finalmente parlarne.

Quest'anno abbiamo provato a fare, ancora una volta, qualcosa di completamente diverso, scommettendo sulle risorse affettive e relazionali della città, disertando i circuiti consolidati dei social media, dell'accademia, persino dell'attivismo. Un'«esperimento sociale»? Decisamente no. Un'esperienza di straniamento e di pensiero – o forse un evento in cui la coincidenza tra straniamento e pensiero si realizza e si mostra in un'esperienza.

Parliamo del seminario di quest'anno, dedicato all'ETEROTOPIA MATERIALISTA, conclusosi il 12 marzo 2024.

L'idea è nata due anni fa, in coda al seminario LATENZE: SEMINARIO SUI MODI DI NASCONDERSI, per il quale avevamo sognato un ultimo incontro "nascosto" e "latente", con coordinate temporali e spaziali segrete e improbabili, da trasmettere esclusivamente per passaparola e tra semisconosciute. In quel momento, tuttavia, si sarebbe trattato di poco più che di un vezzo legato al gusto dell'originale e dell'inaudito: la nostra riflessione sul tema si fermava lì, alla semplice sovrapposizione tra il titolo del ciclo di seminari e le sue modalità di organizzazione.

L'idea però non è stata accantonata e ha continuato a macerare, riemergendo come una soluzione, forse l'unica, alla domanda: come consentire incontri imprevedibili e realmente collaborativi, come permettere a relatorə e partecipantə di rompere con le loro abitudini, di uscirne realmente trasformatə? In altre parole: come costruire un'eterotopia materialista?

Ci siamo allora imposte delle regole ferree: non parlarne con nessuna, neanche con le nostre amiche più vicine; parlarne solo ed esclusivamente con persone che vedevamo per la prima volta e che sapevamo che non avremmo più rivisto. Così abbiamo costruito un seminario segreto in 4 incontri. Dal momento che alcune di noi hanno iniziato a percepire uno stipendio, abbiamo deciso di agevolare gli ospitə che avrebbero accettato di partecipare ad un seminario di questo tipo, parlando a briglia sciolta di argomenti lontani dai loro oggetti di studio, nell'assenza totale di promozione e con il rischio concreto di trovarci senza alcun pubblico. La risposta positiva ed entusiasta completamente inattesa da parte di personaggi estremamente visibili – e che forse, come unə di loro ci ha confessato, hanno accettato proprio per sfuggire a questa visibilità – ci ha portate ad organizzare ben due viaggi intercontinentali. Cogliamo l'occasione dunque per ringraziare ancora J.B., E.D., P.B.P., D.A. e S.A., tra le tante che hanno reso quest'esperienza possibile. Grazie anche alla nostra Eleo Stacchiotti che ha garantito la traduzione simultanea dal francese e dall'inglese. Grazie, soprattutto, alle numerose sconosciute che sono riuscite, fortunatamente, a raggiungerci.

A partire da questo momento, senza poter rivelare le identità delle nostre ospiti (alcune tra le quali al momento già particolarmente esposti per il loro sostegno alla causa palestinese), siamo disponibili a raccontarvi di quest'esperienza. Ci sentiamo in radio.

Foto di Diletta Caimmi.

Indirizzo

Bologna
40126

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