Nel 2013 Bologna è stata la prima città in Italia a realizzare, pensando all’intero territorio provinciale, il piano strategico metropolitano. Il Psm è un processo di definizione e costruzione delle linee di sviluppo del territorio, che si caratterizza per essere:
• partecipato: attiva reti di relazioni tra attori pubblici e privati, per dar vita a collaborazioni e creare un consenso allargato att
orno a obiettivi condivisi;
• di medio-lungo periodo: disegna il volto futuro di una comunità, individuando i principali obiettivi di sviluppo e i mezzi per perseguirli;
• integrato e trasversale: promuove politiche intersettoriali e l’iniziativa dei cittadini e delle imprese assieme all’impegno delle istituzioni. Dopo più di 700 incontri ed eventi pubblici a cui hanno partecipato oltre 1.000 persone, il PSM 2013 ha portato alla definizione di 67 progetti, di cui oltre il 70% è in fase di attuazione. I progetti riguardano:
• l’ambiente, tra assetti urbani e mobilità (19 progetti);
• l’innovazione e lo sviluppo (19 progetti);
• la conoscenza, l’educazione e la cultura (11 progetti);
• il benessere e la coesione sociale (18 progetti). Con la legge 56/2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, il piano strategico è diventato, da processo volontario, un atto di indirizzo obbligatorio della Città metropolitana per la propria azione e quella dei Comuni e delle Unioni di Comuni del territorio. Forte dell’eredità del Psm 2013 e in continuità con i risultati fino a oggi raggiunti, il Psm 2.0 riparte dalla partecipazione delle persone, delle istituzioni e delle realtà produttive, culturali e sociali, per definire insieme le priorità di intervento, le risorse necessarie e il metodo di attuazione per sviluppare il territorio della Città metropolitana di Bologna.