31/08/2026
Nel primo post di questa rubrica dedicata a salute mentale e università abbiamo parlato di procrastinazione e di quanto sia facile interpretare un momento di difficoltà come una mancanza di volontà.
Ma quando ci sentiamo fermi succede spesso anche un'altra cosa: iniziamo a guardarci intorno.
C'è chi ha già finito gli esami, chi ha già le idee chiare sulla tesi, chi si è laureato con il massimo dei voti. E più guardiamo gli altri andare avanti, più rischiamo di trasformare il confronto in un giudizio su noi stessi:
“Sono indietro.”
Il confronto sociale, in realtà, è un meccanismo del tutto normale: ci aiuta a capire dove siamo e può persino darci nuovi punti di riferimento.
Il problema nasce quando “l'altro è più avanti” diventa “io valgo meno”.
Anche perché raramente il confronto è davvero equo: degli altri vediamo i risultati, i traguardi, quello che scelgono di mostrarci. Di noi, invece, conosciamo anche i dubbi, le difficoltà, le battute d'arresto e tutto quello che ancora non abbiamo raggiunto.
Forse, allora, la domanda che possiamo farci non è “Perché gli altri sono più avanti di me?”, ma:
“Rispetto a qualche mese fa, dove sono arrivato? E dove voglio andare?”
Perché non devi recuperare il percorso di qualcun altro. Devi capire quale può essere il tuo prossimo passo.
💬 E tu, in quale momento dell'università senti di più il confronto con gli altri?
👋 Sono Simona Salerno, psicologa e arteterapeuta. Collaboro con Sottotesi come divulgatrice e consulente per aiutare gli studenti ad affrontare il percorso universitario con più consapevolezza e serenità.
Se vuoi conoscermi meglio e approfondire il mio approccio, mi trovi su 🌿