Associazione Italia-Israele di Brescia

Associazione Italia-Israele di Brescia L'associazione ha il compito di promuovere e diffondere informazioni sulla realtà politica, economica

Scopo principale dell'Associazione è di contribuire ad una migliore conoscenza dello Stato di Israele, sotto i diversi aspetti della sua vita culturale, politica e sociale; diffondere le informazioni ad ogni livello sulla realtà di Israele, favorendo lo sviluppo di rapporti di amicizia con l'Italia; contrastare la disinformazione e le insorgenze di antisemitismo. L'Associazione di Brescia partecip

a insieme alle altre Associazioni italiane all'organizzazione di: incontri con i protagonisti della realtà mediorientale, convegni, conferenze, dibattiti, seminari; rassegne cinematografiche, concerti, attività di formazione nelle scuole, corsi per studenti, e viaggi tematici in Israele

03/06/2026

LA SCHIENA DRITTA
Erri De Luca prima e Francesco De Gregori poi hanno sferrato un destro-sinistro al volto del conformismo degli artisti “de sinistra”, quella roba tipo “vinco il David di Donatello e lo dedico a Palestina libera” pure se nessuno ti conosce (chi t’ sap’? dicono con simpatia cinica i napoletani). De Luca si è giustamente dichiarato sionista (i cretini che si continuano a definire antisionisti stanno negando il diritto del popolo ebraico ad avere un proprio Stato), De Gregori ha fatto ancora di più spiegando alla Ricky Gervals che attori e cantanti non hanno nessun particolare diritto a dar lezioni su questioni complesse rispetto alle quali la loro bassa scolarizzazione renderebbe preferibile un rigoroso silenzio alle sguaiate prese di posizione alla Iacchetti da tifosi con sciarpetta con pretese a metà tra lo sciamanico e il profetico. Paola Cortellesi oggi, a nome di questi commedianti, ha risposto a De Gregori con tono indignato: “Voglio dire la mia”. Nessuno glielo impedisce, ma un Paese valorialmente ancora sano come l’Italia fa scattare subito i giusti anticorpi: di quello che dicono attori e cantanti ce ne frega il giusto, cioè una mazza. L’ha imparato bene il tizio delle Città di Pianura, che dimostrando ancora una volta come gli attori del David di Donatello pensino davvero di essere assurti alla dimensione di vati profetici ha sentenziato dopo le elezioni amministrative: “A Venezia vince il tumore, la metastasi della città. Vince lo spritz, le canne, la cocaina”. Tendo a pensare che il giovane cattolico Venturini neosindaco di Venezia o l’ancor più giovane Stefani neogovernatore del Veneto abbiamo frequentato canne e cocaina molto ma molto meno di tutti gli attori della Città di Pianura e di tutti i cantanti colleghi di Pierpaolo Capovilla, autore dell’invettiva contro Venturini. Aveva ragione Ricky Gervais ai Golden Globes: vincete il vostro premietto e poi andatevene a fare in c**o, non siete nella condizione di predicare proprio niente a nessuno.
(Testo di Mario Adinolfi)

https://www.shalom.it/israele/israele-beaufort-castello-simbolo-libano/
01/06/2026

https://www.shalom.it/israele/israele-beaufort-castello-simbolo-libano/

La riconquista del castello crociato La brigata Golani, reparto d’eccellenza dell’esercito israeliano, ha conquistato abbastanza facilmente nella notte tra sabato e domenica la montagna del Libano meridionale sormontata dal castello crociato di Beaufort. È un evento di notevole importanza simbo...

31/05/2026

Hezbollah ha rivelato inavvertitamente la falsità della sua stessa narrazione. Ha pubblicato un video in cui afferma che le Forze di Difesa israeliane (IDF) avevano attaccato le infrastrutture civili in Libano. Ma nelle immagini un lanciarazzi apparve per errore sullo sfondo. E una volta smascherata la bugia, i titoli sono spariti.

29/05/2026

Italian author Erri De Luca said he’s ready to lose everything for his Zionist convictions and reflects on Israel, Hebrew, and Middle East peace.

29/05/2026
29/05/2026

𝐋𝐄𝐓𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐀𝐋 𝐃𝐈𝐑𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 - 𝐒𝐄 𝐈𝐋 𝐒𝐈𝐎𝐍𝐈𝐒𝐌𝐎 𝐒𝐌𝐄𝐓𝐓𝐄 𝐒𝐈 𝐄𝐒𝐒𝐄𝐑𝐄 𝐔𝐍'𝐈𝐃𝐄𝐀 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐓𝐈𝐂𝐀 𝐄 𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐓𝐀 𝐔𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐀

𝐴𝑙 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 - 𝑇𝑟𝑎𝑛𝑞𝑢𝑖𝑙𝑙𝑖, 𝐸𝑟𝑟𝑖 𝐷𝑒 𝐿𝑢𝑐𝑎 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝑇𝑟𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝐶𝑙𝑢𝑏 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑒𝑛𝑜𝑐𝑖𝑑𝑖𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑎𝑖 𝑁𝑜 𝑇𝑎𝑣 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑇𝑜𝑟𝑖𝑛𝑜-𝐿𝑖𝑜𝑛𝑒.
𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐌𝐢𝐧𝐮𝐳

Non è un altro Erri De Luca, che è unico, ma è pur sempre un’altra testimonianza interessante, da sinistra, sui rischi dell’antisionismo. Pochi giorni fa, l’Atlantic ha ospitato un commento di Jonathan Chait, scrittore liberal americano. Secondo Chait, una parte della sinistra americana ha trasformato il conflitto israelo-palestinese in una “prova morale assoluta”, in cui il sionismo non viene più considerato un’idea politica discutibile ma legittima, bensì una forma di colpa da espellere dallo spazio pubblico. Chait osserva che dopo il 7 ottobre molti ambienti progressisti hanno mostrato “un’incapacità di riconoscere l’orrore dell’antisemitismo quando assume la forma dell’antisionismo”. E il punto centrale della sua critica è questo: una parte della sinistra ha smesso di distinguere tra governo israeliano, destra israeliana e diritto all’esistenza di Israele. Ma c’è un problema, dice Chait: trattare il sionismo come una patologia morale significa isolare milioni di ebrei progressisti che vedono nell’esistenza di Israele una garanzia storica, non un progetto suprematista. Perfetto, no?
𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐂𝐞𝐫𝐚𝐬𝐚, 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐅𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨

Testo | Il Foglio

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