03/06/2026
LA SCHIENA DRITTA
Erri De Luca prima e Francesco De Gregori poi hanno sferrato un destro-sinistro al volto del conformismo degli artisti “de sinistra”, quella roba tipo “vinco il David di Donatello e lo dedico a Palestina libera” pure se nessuno ti conosce (chi t’ sap’? dicono con simpatia cinica i napoletani). De Luca si è giustamente dichiarato sionista (i cretini che si continuano a definire antisionisti stanno negando il diritto del popolo ebraico ad avere un proprio Stato), De Gregori ha fatto ancora di più spiegando alla Ricky Gervals che attori e cantanti non hanno nessun particolare diritto a dar lezioni su questioni complesse rispetto alle quali la loro bassa scolarizzazione renderebbe preferibile un rigoroso silenzio alle sguaiate prese di posizione alla Iacchetti da tifosi con sciarpetta con pretese a metà tra lo sciamanico e il profetico. Paola Cortellesi oggi, a nome di questi commedianti, ha risposto a De Gregori con tono indignato: “Voglio dire la mia”. Nessuno glielo impedisce, ma un Paese valorialmente ancora sano come l’Italia fa scattare subito i giusti anticorpi: di quello che dicono attori e cantanti ce ne frega il giusto, cioè una mazza. L’ha imparato bene il tizio delle Città di Pianura, che dimostrando ancora una volta come gli attori del David di Donatello pensino davvero di essere assurti alla dimensione di vati profetici ha sentenziato dopo le elezioni amministrative: “A Venezia vince il tumore, la metastasi della città. Vince lo spritz, le canne, la cocaina”. Tendo a pensare che il giovane cattolico Venturini neosindaco di Venezia o l’ancor più giovane Stefani neogovernatore del Veneto abbiamo frequentato canne e cocaina molto ma molto meno di tutti gli attori della Città di Pianura e di tutti i cantanti colleghi di Pierpaolo Capovilla, autore dell’invettiva contro Venturini. Aveva ragione Ricky Gervais ai Golden Globes: vincete il vostro premietto e poi andatevene a fare in c**o, non siete nella condizione di predicare proprio niente a nessuno.
(Testo di Mario Adinolfi)