21/06/2026
ORDO AB CHAO
SOVRANO ORDINE TRADIZIONALE E SIMBOLICO DEL LEVANTE
Allocuzione Solstiziale del Sovrano Maestro
Roma 21 giugno 2026
Alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo
Carissimi Fratelli e Sorelle che adornate le Colonne della nostra Obbedienza,
Oggi, nel momento esatto del Solstizio d’Estate, ci arrestiamo nel nostro cammino per contemplare il Grande Architetto dell'Universo che si manifesta nel massimo fulgore del Suo disegno cosmico.
Guardiamo la Natura che ci circonda: i campi sono densi di spighe di grano, baciate dal Fuoco solare e pronte per la mietitura. Esse sono il simbolo vivente del nostro lavoro muratorio; ogni chicco rappresenta l'Iniziato che, dopo aver assimilato i nutrienti della terra e la luce del cielo, è pronto a farsi pane, a farsi nutrimento spirituale e dono per l'Umanità intera.
Ma la Sapienza del Rito ci impone di guardare oltre la superficie delle cose. Sappiamo che una parte di quei chicchi di grano sarà destinata a essere seminata nuovamente nella terra. Per generare nuova vita, il chicco deve accettare il proprio sacrificio: deve passare attraverso la morte e la putrefazione dell'Opera al Nero nell'oscurità del grembo terrestre, per poi prepararsi alla rinascita profonda che celebreremo al Solstizio d'Inverno.
Questo ciclo naturale e perenne è magistralmente rappresentato nella Tradizione anche dall'Arcano della Ruota, che ci ricorda l'incessante mutamento delle cose umane e cosmiche: ciò che è in alto scende, e ciò che è in basso è destinato a risalire.
In questo preciso istante astronomico, il Sole raggiunge lo Zenit. È il momento del miracolo geometrico e spirituale: alla verticale perfetta, la Luce assoluta annulla ogni proiezione e non proietta le ombre. È lo stato della Verità Suprema, in cui la dualità si dissolve e il Profano, spogliato delle proprie illusioni e dei propri infingimenti personali, si ritrova n**o di fronte all'Essere.
Eppure, proprio in questo apice di massimo splendore, il pensiero esoterico ci svela il suo più grande paradosso. Nel momento in cui la Luce trionfa indomita, da ora inizierà la silenziosa e inesorabile riduzione delle giornate. Il ciclo cosmico ci insegna che il culmine racchiude già in sé il germe del suo opposto. Questa polarità ci impone di non cedere all'ebbrezza dell'orgoglio o della vanità profana.
Questo declino imminente non deve spaventarci, ma ricondurci alle nostre origini. Per noi Fratelli e Sorelle, questo è il continuo cammino che ci impone di discendere per poi risalire perfezionati. È l'eterno dovere dell'continuo apprendimento verso la Luce, che ci impone di scendere nel buio della terra, proprio come facemmo nei primi passi del nostro viaggio, quando fummo rinchiusi nell'oscurità profonda e feconda della Camera di Riflessione.
È lì, nel silenzio della terra interiore, che risuona per noi il severo ammonimento alchemico: V.I.T.R.I.O.L. – Visita Interiora Terrae Rectificando Inveniens Occultum Lapidem. Visita l'interno della terra e, rettificando, troverai la pietra nascosta. Solo purificandoci nel crogiolo dell'interiorità, morendo come il chicco di grano e affrontando la nostra ombra, potremo risalire la Ruota, raccogliere l'oro filosofale e la vera Luce che il Solstizio ci ha oggi mostrato.
Che le spighe di grano maturino nei vostri cuori, che la luce senza ombre illumini le vostre menti e che il rigore del V.I.T.R.I.O.L. guidi la vostra costante rettifica.
Stringendovi in magica catena, giunga a tutti voi, il mio triplice e fraterno abbraccio.
Il S.G.M.
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