Loggia Melchisedek - Cagliari

Loggia Melchisedek - Cagliari Pagina della R.’. L.’. Melchisedek Valle del Mannu allo Zenith di di Cagliari.

25/08/2026

Oggi per il Rito di Memphis e Misraim è il terzo giorno Epagomeno, dedicato alla nascita di Seth

Vale anche e soprattutto nelle Vie Iniziatiche
25/08/2026

Vale anche e soprattutto nelle Vie Iniziatiche

24/08/2026

Cominciano oggi i 5 giorni Epagomeni che preludono al Primo Giorno dell’anno del Rito di Memphis e Misraim

Il Rosarium Philosophorum rappresenta uno dei fari più luminosi e suggestivi della sapienza ermetica occidentale, un tra...
22/08/2026

Il Rosarium Philosophorum rappresenta uno dei fari più luminosi e suggestivi della sapienza ermetica occidentale, un trattato anonimo sorto nel quattordicesimo secolo e tradizionalmente accostato alla sapienza medica di Arnaldo da Villanova, la cui eco risuona con vigore fin dalla sua storica stampa a Francoforte nel millecinquecentoquinquanta. Quest'opera non si limita a tramandare sterili ricette di laboratorio, ma svela la complessa trama della Grande Opera attraverso un apparato di venti xilografie che ritraggono il viaggio psicofisico e spirituale dell'iniziato. Al centro di questo cammino si pone il mistero della Coniunctio Oppositorum, l'unione sacra degli opposti che dissolve ogni dualità profana. Il dramma cosmico si compie attraverso l'interazione della coppia regale formata da Sol, il Re che incarna lo Zolfo e il principio solare maschile, e Luna, la Regina che custodisce il Mercurio e il principio umido femminile. Il loro percorso si apre presso la Fontana Mercuriale, dove tre beccucci riversano i fluidi primordiali per ricordare all'operatore l'unità fondamentale della materia originaria. Da questa comprensione scaturisce il Matrimonio Alchemico, in cui i due sovrani si spogliano di ogni sovrastruttura per immergersi nudi nelle acque della conoscenza, celebrando la fusione tra lo spirito e la materia, tra la coscienza vigile e l'abisso dell'inconscio. Questa unione si manifesta in tutta la sua profondità nel concetto gnostico e psicologico della Syzygia, la coppia divina originaria che riflette l'abbraccio indissolubile tra l'Anima e l'Animus, dove le polarità archetipiche dell'essere si riconoscono e si compenetrano. Nella dimensione speculare del Tempio interiore e della relazione trasmutativa, questa dinamica assume le sembianze di un matrimonio psicologico momentaneo, un legame profondo in cui le menti comunicano a livello sotterraneo e i nodi irrisolti vengono proiettati sull'altro, scatenando le tensioni del controtransfert. Tuttavia, l'unione genera immediatamente la crisi necessaria della Nigredo, la fase di morte e putrefazione in cui i due corpi si fondono nell'Ermafrodito esanime all'interno della tomba, sigillando la formula del Solve indispensabile a distruggere le scorie dell'ego viziato. Nella discesa agli inferi della coscienza, questo passaggio drammatico si traduce nell'esperienza della depressione iniziatica e nel crollo totale delle illusioni profane, un momento in cui le vecchie abitudini mentali si dissolvono, l'ego si arrende e la sofferenza emerge con forza, poiché senza questa fase di oscurità assoluta nessuna vera guarigione o rigenerazione è possibile. Solo attraverso questa dissoluzione profonda può intervenire l'Albedo, il momento della purificazione in cui si eleva al cielo per poi ridiscendere sotto forma di pioggia celeste, lavando e rigenerando il corpo decomposto. È il preludio alla nascita del Rebis alato nell'infuocata fase di Rubedo, dove l'essere risorge incoronato e androgino, avendo definitivamente sconfitto la dualità per stringere a sé i rami dell'Albero del Sole e dell'Albero della Luna. In questo traguardo finale, il legame speculare si scioglie e le proiezioni vengono finalmente ritirate, svelando all'iniziato che la forza terapeutica e curativa non risiedeva all'esterno, ma era da sempre custodita nel nucleo più intimo del proprio essere. Il risveglio dell'Androgino consacra così il raggiungimento della piena autonomia spirituale, integrando in modo perfetto il conscio e l'inconscio in una nuova personalità matura, indivisibile e sovrana. In questa risurrezione si compie il mistero della Pietra Filosofale, la stessa reintegrazione universale che l'iniziato persegue nel silenzio del Tempio e che nel Rito di Memphis-Misraïm suggella il ritorno all'Unità primordiale del Pleroma.

Sor.'. Lea Zmitr

Il Rosarium Philosophorum rappresenta uno dei fari più luminosi e suggestivi della sapienza ermetica occidentale, un trattato anonimo sorto nel quattordicesimo secolo e tradizionalmente accostato alla sapienza medica di Arnaldo da Villanova, la cui eco risuona con vigore fin dalla sua storica stampa a Francoforte nel millecinquecentoquinquanta. Quest'opera non si limita a tramandare sterili ricette di laboratorio, ma svela la complessa trama della Grande Opera attraverso un apparato di venti xilografie che ritraggono il viaggio psicofisico e spirituale dell'iniziato. Al centro di questo cammino si pone il mistero della Coniunctio Oppositorum, l'unione sacra degli opposti che dissolve ogni dualità profana. Il dramma cosmico si compie attraverso l'interazione della coppia regale formata da Sol, il Re che incarna lo Zolfo e il principio solare maschile, e Luna, la Regina che custodisce il Mercurio e il principio umido femminile. Il loro percorso si apre presso la Fontana Mercuriale, dove tre beccucci riversano i fluidi primordiali per ricordare all'operatore l'unità fondamentale della materia originaria. Da questa comprensione scaturisce il Matrimonio Alchemico, in cui i due sovrani si spogliano di ogni sovrastruttura per immergersi nudi nelle acque della conoscenza, celebrando la fusione tra lo spirito e la materia, tra la coscienza vigile e l'abisso dell'inconscio. Questa unione si manifesta in tutta la sua profondità nel concetto gnostico e psicologico della Syzygia, la coppia divina originaria che riflette l'abbraccio indissolubile tra l'Anima e l'Animus, dove le polarità archetipiche dell'essere si riconoscono e si compenetrano. Nella dimensione speculare del Tempio interiore e della relazione trasmutativa, questa dinamica assume le sembianze di un matrimonio psicologico momentaneo, un legame profondo in cui le menti comunicano a livello sotterraneo e i nodi irrisolti vengono proiettati sull'altro, scatenando le tensioni del controtransfert. Tuttavia, l'unione genera immediatamente la crisi necessaria della Nigredo, la fase di morte e putrefazione in cui i due corpi si fondono nell'Ermafrodito esanime all'interno della tomba, sigillando la formula del Solve indispensabile a distruggere le scorie dell'ego viziato. Nella discesa agli inferi della coscienza, questo passaggio drammatico si traduce nell'esperienza della depressione iniziatica e nel crollo totale delle illusioni profane, un momento in cui le vecchie abitudini mentali si dissolvono, l'ego si arrende e la sofferenza emerge con forza, poiché senza questa fase di oscurità assoluta nessuna vera guarigione o rigenerazione è possibile. Solo attraverso questa dissoluzione profonda può intervenire l'Albedo, il momento della purificazione in cui si eleva al cielo per poi ridiscendere sotto forma di pioggia celeste, lavando e rigenerando il corpo decomposto. È il preludio alla nascita del Rebis alato nell'infuocata fase di Rubedo, dove l'essere risorge incoronato e androgino, avendo definitivamente sconfitto la dualità per stringere a sé i rami dell'Albero del Sole e dell'Albero della Luna. In questo traguardo finale, il legame speculare si scioglie e le proiezioni vengono finalmente ritirate, svelando all'iniziato che la forza terapeutica e curativa non risiedeva all'esterno, ma era da sempre custodita nel nucleo più intimo del proprio essere. Il risveglio dell'Androgino consacra così il raggiungimento della piena autonomia spirituale, integrando in modo perfetto il conscio e l'inconscio in una nuova personalità matura, indivisibile e sovrana. In questa risurrezione si compie il mistero della Pietra Filosofale, la stessa reintegrazione universale che l'iniziato persegue nel silenzio del Tempio e che nel Rito di Memphis-Misraïm suggella il ritorno all'Unità primordiale del Pleroma.

Priscilla Albanesi

Una spiegazione “Sygyzia”Nel pensiero gnostico (in particolare nella corrente di Valentino), la syzygia è la coppia divi...
22/08/2026

Una spiegazione “Sygyzia”

Nel pensiero gnostico (in particolare nella corrente di Valentino), la syzygia è la coppia divina primordiale composta da due metà complementari, quasi sempre identificate come una polarità maschile e una femminile.Gli Eoni e il Pleroma: Dio e l'universo spirituale supremo (Pleroma) non sono entità isolate, ma emanano attraverso coppie di forze equilibrate. Ad esempio, il Logos (la Parola/Intelletto, maschile) è intrinsecamente accoppiato a Zoe (la Vita, femminile), così come l'Anthropos (l'Umanità) si unisce alla Ecclesia (la Comunità).La Caduta e la Reintegrazione: Secondo la Gnosi, la sofferenza e la creazione del mondo materiale derivano dalla rottura di una syzygia (la caduta di Sophia, che ha voluto generare da sola, senza la sua controparte maschile). Il cammino iniziatico teurgico, cardine della Massoneria Egizia di Robert Ambelain, mira proprio a ricostituire la syzygia interiore. Attraverso l'unione rituale e spirituale delle polarità (maschile e femminile, intelletto e intuizione), l'adepto annulla la frammentazione duale del mondo profano per tornare all'UNO originario.2. In Psicologia Analitica (Carl Gustav Jung)Jung mutuò il termine dallo gnosticismo per descrivere la struttura fondamentale della psiche profonda:Rappresenta la coppia archetipica conscia-inconscia, espressa plasticamente dal binomio Animus (il maschile nell'inconscio femminile) e Anima (il femminile nell'inconscio maschile).Per Jung, la syzygia è il motore dell'individuazione: l'essere umano non può raggiungere la totalità psichica (il Sé) se non riconosce, integra e sposa interiormente la propria parte complementare sommersa.

Tau Mitzrael

Per comprendere appieno il ruolo del Maestro come asse di riferimento geometrico e spirituale, dobbiamo volgere lo sguar...
22/08/2026

Per comprendere appieno il ruolo del Maestro come asse di riferimento geometrico e spirituale, dobbiamo volgere lo sguardo all'archetipo del Gran Sacerdote, inteso non come dogmatica autorità temporale, ma come vertice e custode di una Scuola Iniziatica di livello superiore. È fondamentale precisare che, nell’orizzonte operativo del Rito di Memphis e Misraim, non stiamo parlando del Maestro Massone del Terzo Grado della Massoneria Simbolica o Azzurra. Nella massoneria ordinaria, il terzo grado rappresenta la fine del ciclo della corporazione e l'acquisizione di una maestria legata alla morale profana e alla direzione amministrativa. Nel nostro Rito Orientale, l'archetipo si radica nell'opera di Robert Ambelain, che concepiva la vera Massoneria Egizia come una via teurgica e magica. Il Gran Sacerdote non amministra una burocrazia, ma determina un effettivo campo magnetico e officia un rito di reintegrazione universale. Come canale vivente collegato alle correnti della Gnosi, egli si fa costruttore di ponti tra l'invisibile e il visibile, guidando gli adepti oltre i confini del piccolo io profano.La decodifica dei simboli tradizionali del Gran Sacerdote rivela una reale natura operativa ed emanativa, dove la Tripla Corona e la Croce a tre bracci simboleggiano il dominio gnostico sui tre mondi, ovvero il fisico, il mentale e lo spirituale. Per la nostra Scuola Iniziatica, questo triplice piano rappresenta i cerchi di manifestazione dell'anima che la guida deve saper orientare. Nel mondo fisico, egli garantisce l'ortoprassi e la corretta cristallizzazione dell'azione teurgica all'interno del Tempio. Nel mondo mentale, agisce come purificatore dell'intelletto puro, liberando la mente dalle catene del Demiurgo. Nel mondo spirituale, si fa asse verticale ed ecclesiastico per la discesa delle influenze sottili del Pleroma, la pienezza divina della Gnosi.Ai piedi del Gran Sacerdote giacciono le due Chiavi, che rappresentano il potere di sbloccare la conoscenza e i misteri dell'invisibile. Esse sono la chiave d'oro e d'argento, i due canali della manifestazione. Nelle dottrine gnostiche care ad Ambelain, l'accesso a questi misteri è interdetto a chi sperimenta la separazione. Lo sblocco avviene nell'istruzione verso i due Discepoli, ornati l'uno con rose, simboli di passione e forza vitale, e l'altro con gigli, simboli di intelletto e purezza speculativa. Essi rappresentano la trasmissione del sapere attraverso la riconciliazione delle polarità universali, evocando il mistero della Syzygia gnostica, la coppia di Eoni divini. Il Gran Sacerdote sa che l'intelletto maschile legato al Logos rimane sterile senza la spinta intuitiva e vitale della Sapienza femminile legata a Sophia. Richiamando la presenza del Femminile Sacro, la guida insegna che la vera Gnosi non è puro sforzo razionale, ma una ricezione intuitiva, un utero spirituale capace di accogliere la Luce.La postura della mano destra del Gran Sacerdote rappresenta la canalizzazione del sapere divino verso la terra, applicando l'assioma ermetico che vuole il basso specchio dell'alto. Tuttavia, nello gnosticismo di Ambelain, questo gesto assume un significato ancora più profondo, diventando l'invocazione dello Hieros Gamos, il matrimonio sacro. Le due dita tese e le due dita ripiegate indicano la legge della polarità cosmica tra maschile e femminile, attivo e ricettivo, che deve essere necessariamente integrata. La guida non parla a titolo personale, ma opera come nucleo androgino. Attraverso l'unione spirituale degli opposti generi, le tensioni della dualità profana vengono consumate nel fuoco dell'altare. Il maschile e il femminile esoterici si compenetrano e si fondono, le scorie della divisione cadono e ciò che era diviso ritorna alla sorgente, in ciò che diventa UNO, ovvero la Monade originaria e la stasi perfetta del Pleroma.Sullo sfondo del Tempio della Conoscenza si ergono le Colonne Grigie, che rappresentano la stabilità delle istituzioni e della tradizione. Mentre all'esterno il mondo profano è dilaniato dal caos e dalla frammentazione duale, la Scuola Iniziatica superiore protetta dal Rito rimane un asilo inviolato, specchio dell'immutabilità della Gnosi. Il Maestro, incarnando la stabilità di queste colonne grigie, custodisce l'Egregore della Loggia affinché lo spazio sacro non venga inquinato. Egli offre ai Fratelli e alle Sorelle un orientamento incrollabile, assicurando che la Catena d'Unione teurgica non si spezzi e continui a trasmettere l'originario Fuoco d'Egitto, conducendo l'Officina dalla molteplicità della carne all'Unità dello Spirito.
Tau Mitzrael

Sorelle e Fratelli miei carissimi, oggi riflettiamo insieme su una figura che da sempre divide, spaventa e affascina la ...
19/08/2026

Sorelle e Fratelli miei carissimi, oggi riflettiamo insieme su una figura che da sempre divide, spaventa e affascina la storia dell’uomo, Lilith. Nel nostro cammino all'interno del Rito di Memphis-Misraïm siamo abituati a scavare oltre le apparenze e a non fermarci a quello che racconta il mondo profano. In una Loggia Mista come la nostra, dove donne e uomini lavorano fianco a fianco con gli stessi diritti e doveri, parlare di Lilith significa fare un viaggio importante dentro noi stessi, cercando di capire cosa si nasconde davvero dietro questa antica storia.Il mondo fuori da queste mura ci ha sempre descritto Lilith como una creatura orribile, un demone della notte che porta sventura, una tentatrice malvagia che distrugge le famiglie e spaventa i bambini. Ma se impariamo a guardare questa figura senza i pregiudizi della religione o della morale comune, capiamo che questa trasformazione in entità oscura è stata solo una punizione simbolica. Per secoli, le società guidate solo dagli uomini hanno avuto paura di una donna che non si piegava, che pretendeva di decidere per se stessa e che non accettava di essere sottomessa. Di fatto, dipingerla come un essere spaventoso è stato il modo più semplice per frenare tutte le altre donne, un avvertimento per dire che chi cercava l’indipendenza sarebbe finita isolata e considerata malvagia.Se leggiamo la sua storia antica con occhi liberi, scopriamo che Lilith non nasce dopo l’uomo e non viene creata da una sua parte, come succederà poi con Eva. Lei viene creata nello stesso identico momento e con la stessa terra di Adamo. Questa non è solo una coincidenza, ma significa che fin dall'inizio dei tempi l’uomo e la donna possiedono la stessa identica dignità spirituale ed esoterica. La lite che scoppia nell'Eden, secondo il mito, nasce proprio a letto, quando Lilith si rifiuta di stare sdraiata sotto Adamo. Questo gesto non è un capriccio, ma la richiesta di un rapporto alla pari. Lilith rifiuta una gerarchia artificiale e chiede di usare quella che noi muratori chiamiamo Livella, lo strumento che annulla le differenze di potere e mette tutti sullo stesso piano.Il momento in cui decide di andarsene è forse il passo più vicino al nostro percorso di ricerca. Per liberarsi dalla sottomissione, Lilith pronuncia il nome segreto di Dio. Questo ci fa capire che lei non è una creatura ignorante o mossa solo dall'istinto, ma possiede una conoscenza profonda, conosce la parola sacra che apre le porte della consapevolezza. Usando questa conoscenza, sceglie di volare via e di rifugiarsi nel deserto, preferendo la solitudine, la fatica e la condanna a una vita comoda ma da schiava in un paradiso non suo. Quel deserto, così difficile e spietato, diventa in realtà il suo spazio di libertà, il luogo dove può finalmente essere se stessa senza padroni.Nel nostro Rito Egizio, che cerca sempre l'equilibrio tra le grandi forze dell'universo, la figura di Lilith ci mostra quanto sia importante ritrovare la parte più autentica del mondo femminile. La storia ha diviso la donna in due parti incomplete, da un lato Eva, la madre obbediente ma legata al senso di colpa, e dall'altro Lilith, la ribelle indipendente ma cacciata nelle tenebre. Questa divisione ha indebolito tutti noi. Il nostro lavoro in una Loggia Mista serve proprio a riunire questi pezzi, accogliendo anche quella forza interiore, fiera e un po' selvaggia, che non chiede scusa per la propria intelligenza e che non accetta compromessi.In conclusione, sorelle e fratelli miei, Lilith non è affatto un pericolo da temere, ma un esempio di dignità e di coraggio. Ci insegna che la libertà ha un costo altissimo, fatto spesso di incomprensioni e isolamento, ma è l'unica strada per chi vuole davvero governare la propria vita. Lasciando andare le vecchie favole paurose, oggi riconosciamo in lei una compagna di viaggio che ha spezzato le catene dell'illusione per camminare a testa alta, ricordandoci che su questo pavimento non ci sono servi né padroni, ma solo persone libere che cercano insieme la verità.

Fr.’. Tau Mitzrael

18/08/2026

Sono state rinnovate le Presidenze delle Camere Rituali del
IV - V - IX - XIII - XIV - XV
Ai Presidenti vada l’auspicio di un ottimo lavoro.

Quando il cercatore si approssima alle soglie della nostra Tradizione, attratto dalla maestosità della Via e dal profumo...
15/08/2026

Quando il cercatore si approssima alle soglie della nostra Tradizione, attratto dalla maestosità della Via e dal profumo dell'antico Ermetismo che trasuda dai nostri Rituali, spesso commette l'errore profano di confondere il testo scritto con l'opera vivente e il canovaccio rituale con la reale Teurgia. Questa illusione si fa drammatica proprio quando lo sguardo si posa sui vertici della nostra Piramide Rituale, laddove la riforma storica di Robert Ambelain evoca la dimensione più intima, densa ed ermetica della nostra via. Il Fratello che sfoglia i quaderni di queste Camere Superiori sperando di trovarvi un manuale d'uso pronto, formule preconfezionate o dettagliate istruzioni anatomico-spirituali, rimane inevitabilmente deluso perché vi trova solo silenzi, allusioni e veli. Questo silenzio del Rito non è però una mancanza o una dimenticanza burocratica, ma costituisce una vera e propria barriera protettiva dettata dalla millenaria Disciplina dell'Arcano, necessaria per proteggere l'impreparato dallo shock psicofisico e mentale che forze non compensate eserciterebbero sul suo veicolo sottile. La scrittura è per sua natura una cristallizzazione e un corpo denso, mentre l'operatività iniziatica appartiene interamente al regno della vibrazione, del Fuoco e dello Spirito, motivi per cui il rituale scritto può essere solo una mappa del viaggio, mentre la bussola e l'energia richiedono un tipo di innesco completamente diverso che si manifesta attraverso la necessità assoluta del Gran Ierofante o del Maestro Iniziatore designato. Il Maestro non agisce come un conferenziere o un mero dispensatore di dispense, bensì come l'anello cosciente di una catena magnetica ininterrotta. La reale chiave operativa, che include la modulazione della voce, la direzione esatta del soffio, la postura corporea e la corretta sintonizzazione con gli Egregori del Rito, può essere trasmessa esclusivamente da bocca a orecchio attraverso un passaggio pneumatico e un testimone di Fuoco che avviene nell'invisibile, aggirando la mente razionale per depositarsi direttamente nel cuore del neofita in modo da risvegliare la memoria dello spirito. Questo passaggio non è automatico perché il Maestro attende che si compia un esame invisibile ma severissimo basato sul binomio immutabile della stabilità psicologica e della purezza d'intento. L'operatività ermetica scuote infatti le fondamenta stesse dell'essere e se il Fratello non ha integrato la sua ombra o manifesta crepe nella sua struttura interiore, l'afflusso di correnti spirituali intense non farà che amplificare le sue inquietudini, conducendolo verso l'illusione o il crollo emotivo, mentre il Maestro ha il dovere di vedere nel discepolo una pietra perfettamente squadrata capace di reggere il peso del Tempio Spirituale. Allo stesso modo, finché permane un residuo di utilitarismo profano o di orgoglio, il canale rimane ostruito poiché queste pratiche servono unicamente per la Reintegrazione degli Esseri e per l'allineamento del microcosmo al Macrocosmo. In conclusione, il Rito di Memphis e Misraim non aspetta una riforma burocratica o il ritrovamento di qualche manoscritto perduto, ma aspetta semplicemente la maturazione dei suoi stessi operai. Se le Camere più alte sembrano prive di operatività esplicita nei testi, è perché quel vuoto rappresenta uno spazio sacro che l'Iniziato deve riempire attraverso il proprio lavoro di purificazione interiore, rendendosi così un recettore idoneo, poiché solo quando l'orecchio del discepolo è realmente pronto, la bocca del Maestro si apre per pronunciare la Parola che dà la Vita.
( Tau Mitzrael )

La spiegazione della eclissi in chiave esoterica.( è un argomento per “pochissimi” )Oggi, dodici agosto duemilaventisei,...
12/08/2026

La spiegazione della eclissi in chiave esoterica.

( è un argomento per “pochissimi” )

Oggi, dodici agosto duemilaventisei, il Grande Architetto dell'Universo ha teso un velo di profondo e sacro silenzio sul nostro Tempio Cosmico, offrendoci un prodigio celeste che non è semplicemente un fenomeno astronomico, ma il compimento visibile della Grande Opera nel cuore stesso del macrocosmo. Il Sole, giunto al culmine della sua regale maestà nel segno del Leone, viene interamente occultato dal disco freddo e magnetico della Luna Nuova, celebrando un matrimonio occulto che scuote le fondamenta invisibili della natura e dell'essere. Per i profani questo oscuramento rappresenta solo un'ombra passeggero, un brivido momentaneo nella luce del giorno, ma per noi, iniziati custodi dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis-Misraim secondo la sapienza trasmessa dal nostro passato Gran Ierofante Robert Ambelain, questo Sole Nero è l'invito a penetrare l'arcano più profondo delle Nozze Alchemiche. In questo preciso istante, il fuoco leonino, che incarna per eccellenza lo Zolfo, l'oro interiore e la forza radiante del principio maschile di Osiride, abdica al suo trono luminoso e accetta di farsi inghiottire dall'Iside Lunare. Questa temporanea morte iniziatica della luce diurna ci costringe a invertire i flussi della nostra visione e della nostra operatività interiore, conducendoci lungo i sentieri misteriosi delle nozze vissute al contrario. Nell'oscurità totale del mezzogiorno, la Sorella iniziatrice che vibra nella frequenza del Leone non è più soltanto lo specchio ricettivo del principio maschile, ma si risveglia nella sua antica dignità teurgica incarnando Sekhmet, la Dea Leonessa dal fuoco distruttore e rigeneratore. Attraverso questa inversione polare, la polarità femminile assume lo scettro dello Zolfo attivo e la polarità maschile si fa Mercurio ricettivo, permettendo alla forza vitale dell'archetipo erotico e creatore di non disperdersi verso l'alto in una sublimazione astratta, ma di precipitare come folgore divina nei regni più densi e fertili della manifestazione interiore. Compiere le nozze al contrario sotto questo cielo di azzeramento magnetico significa praticare una trasgressione sacra in cui il desiderio puro e le correnti vitali proflabel, veri veicoli dell'oro e dell'argento dei saggi, vengono direzionati verso il basso per fecondare il caos primordiale dei nostri abissi microcosmici. È la fase della Nigredo più pura, una dissoluzione rituale in cui l'ego del Leone profano viene interamente consumato per risvegliare la forza del fuoco nella sua potenza tellurica e gnostica. Quando la Luna completerà il suo transito e il primo raggio di luce tornerà a colpire il pavimento a scacchi del nostro Tempio, noi non saremo più gli stessi, poiché avremo compreso che la vera immortalità si conquista solo osando scendere nella notte uterina dell'Iside Nera, laddove le polarità si invertono, i contrari si fondono e la Pietra Filosofale viene finalmente estratta dal fango della materia rettificata.
( Tau Mitzrael )

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Cagliari

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