02/06/2026
Il Fratello Copritore ed il Sigillo di Salomone
Quando osserviamo una Loggia riunita nei suoi lavori rituali, siamo naturalmente portati a rivolgere lo sguardo verso l'Oriente, verso il luogo da cui promana la Luce e dove siede il Maestro Venerabile.
È un movimento spontaneo.
Ma ogni ricerca iniziatica ci insegna che la verità non si trova soltanto nel punto verso cui guardiamo. Essa si manifesta anche in ciò che apparentemente rimane in secondo piano.
Tra le figure più discrete e, allo stesso tempo, più profonde della nostra architettura rituale vi è il Copritore.
Chi osservasse superficialmente una Tornata potrebbe credere che il suo compito consista semplicemente nel vigilare sull'accesso al Tempio. Eppure ogni autentica Tradizione iniziatica insegna che nessuna porta è mai soltanto una porta.
Ogni soglia separa due stati dell'essere.
Ogni passaggio distingue un prima e un dopo.
Ogni ingresso custodisce una trasformazione possibile.
Nelle antiche tradizioni misteriche dell'Egitto, della Grecia e dell'Oriente, il candidato all'iniziazione doveva attraversare porte simboliche che rappresentavano il passaggio dall'ignoranza alla conoscenza, dalla dispersione all'unità, dalla molteplicità all'essenza.
La soglia era considerata un luogo sacro.
Non apparteneva né all'esterno né all'interno.
Era il punto d'incontro tra due mondi.
Il Copritore rappresenta esattamente questa funzione.
Egli non custodisce semplicemente uno spazio fisico.
Custodisce un confine invisibile.
Protegge il silenzio necessario affinché il lavoro iniziatico possa compiersi.
Difende la qualità spirituale del Tempio.
Veglia affinché il mondo profano non penetri nel Santuario e affinché il Santuario non venga ridotto alle logiche del mondo profano.
Per questa ragione la Tradizione ha sempre richiesto che il Copritore fosse un Maestro esperto, profondamente consapevole della natura del lavoro massonico.
Non si affida una soglia a chi non ne comprende il significato.
Non si affida una porta a chi non conosce il valore di ciò che essa protegge.
Ma vi è un ulteriore insegnamento che la nostra Tradizione conserva e che merita di essere meditato.
La posizione occupata dal Copritore nel Tempio non è casuale.
Egli siede di fronte al Maestro Venerabile, tra le Colonne, costituendo il vertice di una struttura simbolica che si manifesta nell'intera configurazione della Loggia.
Il Maestro Venerabile e i due Sorveglianti formano un triangolo rivolto verso l'alto.
Il Copritore, l'Oratore e il Segretario formano un triangolo rivolto verso il basso.
L'unione di queste due figure genera il Sigillo di Salomone.
Da secoli questo simbolo rappresenta l'unione degli opposti.
Il triangolo ascendente richiama l'aspirazione dell'essere umano verso il Principio.
Il triangolo discendente rappresenta la discesa della Sapienza, della Grazia e dell'Influenza spirituale verso il mondo manifestato.
Nessuno dei due può esistere senza l'altro.
L'uomo cerca il Cielo.
Ma il Cielo deve anche rispondere alla ricerca dell'uomo.
La vera Iniziazione nasce dall'incontro di questi due movimenti.
Per questo motivo il Copritore assume una funzione tanto importante.
Egli è il vertice inferiore del Sigillo.
È il punto attraverso il quale l'energia spirituale si ancora nella realtà concreta.
È il custode dell'equilibrio tra il visibile e l'invisibile.
Anche alcuni momenti rituali rendono operante questa geometria sacra.
Quando il Tronco della Vedova percorre la Loggia, il suo movimento segue il tracciato del Sigillo di Salomone.
Dal Maestro Venerabile ai due Sorveglianti viene percorso il triangolo ascendente.
Dal Copritore all'Oratore e al Segretario viene percorso il triangolo discendente.
La figura simbolica non rimane dunque una semplice costruzione teorica.
Essa prende vita.
Si anima attraverso il movimento.
Diventa un atto rituale.
Diventa una realtà operante.
È una lezione preziosa.
La Tradizione non insegna soltanto attraverso le parole.
Essa insegna attraverso lo spazio, i gesti, i movimenti e i silenzi.
Tutto nel Tempio possiede un significato.
Tutto parla a chi sa osservare.
Da questa prospettiva possiamo comprendere che il Copritore rappresenta molto più di una funzione rituale.
Egli richiama una presenza che ciascuno di noi dovrebbe risvegliare dentro di sé.
Ognuno possiede infatti una soglia interiore.
Ognuno custodisce una porta tra la parte più esteriore della propria esistenza e il proprio centro più profondo.
Se tale porta rimane aperta a ogni distrazione, a ogni agitazione e a ogni influenza esterna, il lavoro interiore diviene impossibile.
È necessario che in ciascuno di noi esista un Copritore vigile.
Un guardiano capace di discernere.
Un custode capace di proteggere il silenzio.
Un Maestro interiore capace di riconoscere ciò che deve entrare e ciò che deve rimanere fuori.
Forse è proprio questo il più alto insegnamento che questa figura ci trasmette.
Il Tempio che siamo chiamati a custodire non è soltanto quello costruito dagli uomini.
È soprattutto quello edificato nel segreto del cuore.
E il Copritore, seduto alla Porta di Occidente, ci ricorda ad ogni Tornata che nessuna vera Luce può essere conservata senza una soglia vigilata, e che nessuna autentica Iniziazione può compiersi senza un fedele custode del Mistero.
(Tau Mitzrael)