01/06/2026
🐾 Cani da lavoro, relazione o utilizzo?
In questi giorni, nel mondo della cinofilia, si sta aprendo un confronto importante e necessario sul tema dei cosiddetti “cani da lavoro”.
Grazie al coraggioso lavoro di divulgazione di Dunia Rahwan si stanno portando alla luce anche le ombre di contesti che spesso vengono raccontati solo per i loro aspetti più luminosi.
Come Scuola PTRI sentiamo il bisogno di portare uno sguardo a partire dal nostro ambito, quello degli Interventi Assistiti con gli Animali, dove questo tema ci tocca da vicino.
Sì, anche qui esiste il rischio che l’animale venga utilizzato. Quando l’attenzione è centrata esclusivamente sul beneficio per le persone si rischia di perdere di vista una domanda fondamentale: qual è il costo per l’animale?
Perché l’animale non è uno strumento e non può diventare un mero oggetto di consumo emotivo.
Non è lì per funzionare, per rispondere a un bisogno, per adattarsi a ciò che chiediamo.
È un soggetto con un proprio sentire, dei limiti, dei bisogni e delle possibilità.
E la relazione non può essere costruita solo in nostra funzione, ma può esistere solo come un dialogo tra due soggettività.
Nel nostro lavoro, in questi anni, ci siamo interrogati a lungo su questo: su come sia possibile coinvolgere gli animali negli IAA in modo etico, rispettoso e realmente condiviso.
È possibile, ma richiede attenzione, competenza, capacità di leggere i contesti e soprattutto una disponibilità continua a mettersi in discussione.
Perché se non c’è benessere anche per l’animale, quello che chiamiamo “beneficio” rischia di essere solo apparente.
Il rischio è quello di generare un equilibrio fragile, che nel tempo può trasformarsi in qualcosa che invece di portare benessere, lo sottrae.
Forse allora la domanda da cui ripartire è questa:
che tipo di relazione stiamo costruendo?
✨ È solo quando il benessere è condiviso che la relazione può diventare davvero trasformativa.