Università Agraria di Castel Madama

Università Agraria di Castel Madama L'Università Agraria di Castel Madama amministra ed organizza l'uso delle terre demaniali ricadenti nell'ambito del territorio comunale.

Il termine Università deriva dal latino universitas, ovvero collettività. L' Università Agraria di Castel Madama amministra ed organizza l'uso delle terre destinate ad uso civico che ricadono nell'ambito del territorio comunale. Queste erano un tempo, nei luoghi baronali dello Stato Pontificio, le terre concesse all'intera collettività per godere liberamente dei diritti di pascolo e di far legn

a. Di queste terre, quelle non liberate, nel corso del XIX secolo, dagli usi civici a fronte del pagamento di un canone, ma cedute al Comune sono passate, nel 1908, al neonato ente dell'Università Agraria. L'Università Agraria ha il compito di tutelare e migliorare il bene collettivo costituito dai terreni boschivi, dai terreni destinati a pascolo e dai terreni destinati a miglior coltura. Tale ruolo è svolto su mandato degli utenti che sono tutti i residenti maggiorenni di Castel Madama senza distinzione di sesso o altro. L'attività dell'Università Agraria, in quanto Ente pubblico autonomo, è regolata da uno Statuto in base al quale viene stabilito un Regolamento d'uso. Organi elettivi ne sono il Presidente ed il consiglio di Amministrazione formato da 5 consiglieri di maggioranza e da 3 di minoranza. E' lo stesso presidente a nominare i membri della Giunta Esecutiva, composta dal presidente stesso e da 2 assessori. La normale durata della legislatura è di cinque anni e gli stessi cittadini formano l'Assemblea Generale degli Utenti.

14/06/2026

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Api, vespe e calabroni — riconosci prima di spruzzare.Sei insetti che temiamo. Riconoscili. Prima di agire.Di tutto ques...
10/06/2026

Api, vespe e calabroni — riconosci prima di spruzzare.
Sei insetti che temiamo. Riconoscili. Prima di agire.
Di tutto questo ronzio, quasi tutto lavora a tuo favore. Uno solo è un problema, e non si risolve con la bomboletta.
TIENILI — utili, lasciali stare:
Ape (Apis mellifera) — pelosa, tozza, instancabile sui fiori. È tra i principali impollinatori: da lei dipendono orti, frutteti e biodiversità. Docile, punge solo per difendersi e poi muore.
Bombo (Bombus) — grande, peloso, dal volo rumoroso. Impollina anche quando fa freddo e c'è poca luce, dove l'ape non arriva. Pacifico: punge solo se schiacciato.
Calabrone europeo (Vespa crabro) — grosso, addome giallo a strisce nere, zampe marroni. È nativo e utile, caccia altri insetti e non è aggressivo lontano dal nido. Spesso viene ucciso per errore, scambiato per il calabrone asiatico.
Sirfide o mosca-vespa (Syrphidae) — sembra una vespa, ma non ha pungiglione e non può pungere. Impollina i fiori e le sue larve divorano gli afidi: un alleato dell'orto travestito.
ATTENZIONE — punge, oppure va segnalata:
Vespa comune (Vespula, Polistes) — più snella del calabrone, gira intorno a cibo e bibite a fine estata. Può pungere più volte. Tieni la calma, non agitarti, non schiacciarla e stai lontano dai nidi.
Calabrone asiatico (Vespa velutina) — corpo scuro quasi nero, una larga fascia giallo-arancio in fondo all'addome, zampe con la punta gialla. È una specie invasiva e divora le api davanti agli alveari. Per le persone non è più pericoloso degli altri calabroni: il vero bersaglio sono le api. Se trovi un nido, non avvicinarti e non spruzzarlo: segnalalo.
Se vieni punto: se è un'ape, togli subito il pungiglione raschiandolo via; lava e applica freddo. Se sai di essere allergico, o se compaiono gonfiore al viso, difficoltà a respirare o malessere diffuso, chiama subito il 118. Per un nido di calabrone asiatico, segnala su vespavelutina.eu o alle autorità locali.
Quasi tutti questi insetti impollinano o cacciano parassiti. Solo uno va segnalato — non spruzzato.

Nella regione Lazio i nidi di api NON possono essere sterminati, neppure se si trovano nei pressi delle private abitazio...
10/06/2026

Nella regione Lazio i nidi di api NON possono essere sterminati, neppure se si trovano nei pressi delle private abitazioni, poiché sono protetti dalla legge e fondamentali per l'ecosistema. Nel Lazio, la procedura corretta consiste nel contattare un apicoltore professionista o esperti nella rimozione incruenta che provvederanno a spostare l'intero alveare in un luogo sicuro.La rimozione di un alveare nel Lazio deve seguire regole precise ed inoltre vige il divieto di disinfestazione poiché È ILLEGALE UCCIDERE LE API. La violazione delle normative sulla tutela della specie può comportare sanzioni pecuniarie elevate.
Contattare un Apicoltore: Rivolgersi ad apicoltori specializzati è la soluzione ideale. Molti professionisti recuperano lo sciame gratuitamente o a basso costo, poiché le api rappresentano una risorsa.In alternativa chiamare il numero di emergenza: È possibile contattare i Vigili del Fuoco (numero 115) per situazioni di grave e immediato pericolo, i quali dispongono spesso di elenchi di apicoltori di zona. A differenza, se si tratta di un nido di vespe o calabroni, la loro pericolosità consente la disinfestazione tramite ditte specializzate.

09/06/2026

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Hai trovato una zecca sulla gamba. Prima di rimuoverla — guardala dieci secondi. La specie ti dice cosa tenere d'occhio....
09/06/2026

Hai trovato una zecca sulla gamba. Prima di rimuoverla — guardala dieci secondi. La specie ti dice cosa tenere d'occhio.

La zecca dei boschi (Ixodes ricinus) è la più comune in Italia e la più pericolosa da sottovalutare. La ninfa è grande come un seme di papavero — quasi invisibile sulla pelle. È la principale responsabile della malattia di Lyme e dell'encefalite da zecche (TBE). È anche il vettore europeo della sindrome alfa-gal: una puntura può sensibilizzare il sistema immunitario all'alfa-gal presente nella carne rossa, con reazioni allergiche ritardate di 3–8 ore dopo il pasto. I casi italiani sono documentati.

La zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus) è marrone con uno scudo chiaro dietro la testa. Vive preferibilmente sugli animali domestici ma morde anche l'uomo. Vettore principale della febbre bottonosa del Mediterraneo — rash caratteristico e febbre entro 2 settimane dal morso.

La zecca del genere Hyalomma (Hyalomma marginatum) è grande, con zampe a bande chiare e scure ben visibili. A differenza delle altre zecche italiane non aspetta passivamente sulla vegetazione: insegue attivamente l'ospite per diversi metri. In espansione in Italia per il clima. Vettore associato alla febbre emorragica Crimea-Congo (rara in Italia, ma presente nei casi umani documentati).

La zecca del piccione (Argas reflexus) è molle, senza scudo, grigio-brunastra. Non vive all'aperto — si trova negli edifici dove nidificano i piccioni. Morde di notte. Non trasmette Lyme ma può causare reazioni allergiche intense.

Rimozione — falla bene:
Pinzette a punta fine, presa più vicina possibile alla pelle.
Trazione lenta e verticale verso l'alto. Senza torcere. Senza schiacciare il corpo.
Metti la zecca in un sacchetto chiuso con un pezzo di carta umida. Scrivi la data e la zona del corpo.
Se nei 30 giorni successivi compaiono febbre, rash, dolori articolari o un alone intorno al morso — porta il sacchetto dal medico.

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Domenica 17 maggio tutti in cammino sulle nostre terre
09/05/2026

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Domenica 26 aprile ore 8.30 partenza da piazza Dante Comune Castel Madama. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ⤵️ Cammino della Li...
15/04/2026

Domenica 26 aprile ore 8.30 partenza da piazza Dante Comune Castel Madama. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ⤵️ Cammino della Liberazione della Valle dell'Aniene Circolaperto Castel Madama Federazione FederTrek

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07/04/2026

DOMENICA 12 APRILE ORE 8.30 PIAZZA DANTE CASTEL MADAMA Circolaperto Castel Madama Cammino della Liberazione della Valle dell'Aniene Federazione FederTrek

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02/04/2026

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02/04/2026

Passeggiate sulle nostre terre:
Domenica 12 aprile
Domenica 26 aprile
Domenica 17 maggio

Indirizzo

Corso Cavour 32
Castel Madama
00024

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