Amministrazioni Immobili Meneghini Raniero

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Un chiarimento su come si ripartiscono le spese con i lastrico solari
10/05/2019

Un chiarimento su come si ripartiscono le spese con i lastrico solari

Le regole di ripartizione delle spese del lastrico solare in condominio. I casi tipici e il caso in cui il lastrico sia in uso esclusivo di un'unità

01/02/2018

BONUS CALDAIA 2018
Detrazione caldaia 2018: le spese sostituzione caldaia sono detraibili al 50 o al 65% dalla dichiarazione dei redditi 2018 tramite modello 730 o Unico?

Fino al 31 dicembre 2017, come da risposta chiarificativa arrivata direttamente dall’Agenzia del entrate con la pubblicazione della circolare 3/E del 2 marzo scorso, le spese per la sostituzione caldaia, possono fruire di una detrazione pari al 50% o al 65% a seconda dell'intervento effettuato sull'mmobile.

Dal 1° gennaio 2018, invece, per effetto della legge di Bilancio 2018, la detrazione caldaia 2018 è al 50% sia che rientri nel bonus mobili che nell'Ecobonus 2018, dal prossimo anno, infatti, la detrazione caldaia a condensazione e quella per le finestre, scende dal 65 al 50%.

Ultimo aggiornamento: in base alle ultime modifiche apportate dalla Camera alla Legge di Bilancio 2018, il bonus caldaie 2018 cambia ancora una volta con l'approvazione di un emendamento che prevede una maggiore razionalizzazione degli incentivi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale delle abitazioni.

La novità approvata prevede in pratica che la detrazione Ecobonus caldaie 2018, sia:

detrazione 65%: se si installa una caldaia a condensazione di classe A e con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
detrazione 50% se si istalla una caldaia a condensazione di classe A;
detrazione 0%: se si istalla una caldaia di classe B.

Vediamo quindi cos'è e come funziona la detrazione spese caldaia, chi e come è possibile fruire dell'agevolazione, il tetto di spesa massima, i documenti che servono ad attestare l'acquisto e il diritto alla detrazione, quanto spetta e come va suddiviso nel 730 e Unico, l'importo in quote annuali.


Detrazione caldaia 2018: cos'è?

Che cos'è la detrazione caldaia 2018? La detrazione caldaia, è la detrazione fiscale riconosciuta ai contribuenti che nel corso dell'anno precedente alla dicharazione dei redditi, sostengono spese per la sostituzione della caldaia.

La detrazione caldaia, infatti, è fruibile solo se si presenta la dichiarazione dei redditi con il modello 730 o Unico, e ciò è stato confermato dall’Agenzia delle entrate con la circolare 3/E del 2 marzo 2016. Tale spesa, infatti, rientra tra le spese detraibili dalle tasse con il cd. bonus mobili ed elettrodomestici che beneficiano della detrazione IREPF pari al 50% fino ad un importo massimo di 10.000 euro che nell'Ecobonus al 65%, ma solo se il miglioramento energetico, sia certificato da un tecnico ENEA autorizzato.

Chi intende, quindi, sostituire la vecchia caldaia con una nuova può ottenere le agevolazioni fiscali previste dalla legge, in quanto tale spesa è riconducibile tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che costituiscono presupposto per l’accesso al cd. bonus mobili 2018 in caso di ristrutturazioni edili qualora si configurino come interventi di manutenzione straordinaria eseguiti presso un’unità immobiliare abitativa che Ecobonus 2018, per una spesa massima di 30.000 euro.

La sostituzione della caldaia, essendo quindi un intervento diretto a sostituire un apparecchio essenziale al riscaldamento, e come tale identificabile come “manutenzione straordinaria”, rientra tra le spese per cui spetta il bonus mobili ma anche nell'Ecobonus.

Per cui, le spese caldaia sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi tramite 730 e Unico 2018, poiché trattasi di un intervento per migliorare il risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.

Dal prossimo anno, il bonus caldaia 2018, cambia per effetto di un emendamento approvato alla Camera con la Legge di Bilancio 2018. Ecco la novità 2018:

detrazione 65%: per chi installa una caldaia a condensazione di classe A e con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
detrazione 50% per chi istalla una caldaia a condensazione di classe A;
detrazione 0%: per chi decide di istallare una caldaia di classe B.


Detrazione spese di sostituzione caldaia: come fare?

Il contribuente, per fruire della detrazione spese caldaia 2018 deve effettuare obbligatoriamente i pagamenti mediante bonifici bancari o postali o con carte di credito o di debito mentre non è possibile utilizzare assegni, contanti o altri mezzi di pagamento diversi da quelli elencati.

Causale bonifici: nei bonifici bancari o postali, effettuati dal contribuente per pagare la sostituzione della caldaia vanno indicati i seguenti dati:

1) Causale del versamento attualmente utilizzata da banche e Posta per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;

2) Codice fiscale del beneficiario della detrazione;

3) Numero di partita Iva o il codice fiscale del negozio o rivenditore;

Come pagare la nuova caldaia? Con bonifico, oppure, con carte di credito o carta di debito. In questo caso, la data di pagamento è quella in cui viene effettuata la transazione. Non è ammesso, invece, il pagamento mediante assegno, contanti o altri mezzi di pagamento.

Documenti da conservare: il contribuente per vedersi riconosciuta la detrazione spese caldaia deve essere in possesso della seguente documentazione fiscale: ricevuta di pagamento (ricevuta bonifici, transazione o di addebito sul conto) o fatture di acquisto della caldaia, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.


Bonus caldaia 2018 a chi spetta e quant'è la detrazione 65% o 50%?

A chi spetta la detrazione spese caldaia 2018?

La detrazione sulle spese per la sostituzione della caldaia 2018 spetta ai contribuenti che, a seguito di lavori di recupero del patrimonio edilizio, accedono al bonus ristrutturazione o che effettuano interventi volti all'efficentamento energetico con l'Ecobonus.

Requisito fondamentale per accedere al bonus e di conseguenza al cd. bonus mobili e elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ e A per i forni, è quindi aver eseguito lavori di ristrutturazione.

Per i contribuenti cui spetta la detrazione spese caldaia con l'Ecobonus, è quello di aver effettuato la sostituzione all'interno degli interventi di riqualificazione energetica.

Bonus caldaia 2018: quanto spetta di detrazione? I contribuenti che sostengono spese per la sostituzione caldaia con il bonus mobili 2018 o con l'Econbonus 2018, spetta una detrazione IRPEF pari al :

65%: per chi installa una caldaia a condensazione di classe A e con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti.
50% per chi istalla una caldaia a condensazione di classe A;
0%: per chi decide di istallare una caldaia di classe B.

Si ricorda infine che a prescindere dalla percentuale di detrazione, l'importo speso per sostituire la caldaia, va ripartito sempre in 10 quote annuali di pari importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi successiva all’anno in cui è stata effettuata la spesa.

Ad esempio se la caldaia è stata sostituita nel corso del 2017, la prima quota detraibile va indicata nella dichiarazione dei redditi 2018 con modello 730 o Unico, se invece la spesa è effettuata nel 2018, la prima quota va dichiarata nel 2019.

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17/10/2017

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03/05/2017

Cancelli automatici: le responsabilità dell’Amministratore di Condominio
Fre Impianti Srl: cancello automatico
Quali sono le norme che regolano l’installazione e la manutenzione dei cancelli automatici? Qual è il ruolo dell’Amministratore di Condominio? Chi risponde di eventuali danni provocati da un malfunzionamento dei cancelli automatici?

La normativa sull’automazione cancelli è stata modificata dalla Comunità Europea con la “Direttiva 98/37/CE”: la quale stabilisce che i cancelli automatici debbono essere considerati delle vere e proprie macchine, e che in quanto tali debbono rispettare ben precisi standard di sicurezza. Questo vale sia per gli impianti di nuova installazione sia per quelli già presenti, che devono essere adeguati se necessario.

Tra i “cancelli o portoni motorizzati” rientrano varie tipologie di automazione, quali:

cancelli scorrevoli
cancelli ad ante apribili
portoni basculanti
portoni sezionali
portoni avvolgibili
porte automatiche.

Gestione della sicurezza nel Condominio

Con la “recente” Riforma del Condominio Legge 11/12/2012 n° 220, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17/12/2012, la responsabilità della corretta installazione o dell’adeguamento dei cancelli automatici all’interno di un condominio ricade sulla figura dell’Amministratore di Condominio o, in sua assenza, sui singoli Condomini. Vediamo in che modo.
Cancelli automatici: le certificazioni obbligatorie

Quando un cancello dotato di sistema di automazione viene installato, il fornitore è obbligato per legge a rilasciare un fascicolo tecnico che ne attesti la sicurezza. Questo fascicolo si compone di una serie di documenti:

dichiarazione CE di conformità dell’impianto;
disegno e schema elettrico del cancello automatico;
Manuali tecnici di installazione e manutenzione;
Istruzioni d’uso dell’impianto;
Dichiarazioni di conformità dei singoli componenti;
Registro di manutenzione dell’impianto, contenente tutti i riferimenti degli interventi effettuati, compresa l’installazione, le manutenzioni ordinarie, quelle straordinarie e le eventuali riparazioni e/o modifiche effettuate.

Per i cancelli automatici vige inoltre l’obbligo di verifica annuale per il corretto funzionamento in conformità alla direttiva macchine del Dlgs. 2010/17.

Il fascicolo tecnico e i successivi controlli sono necessari a garantire la sicurezza dell’automazione cancelli e a tutelare chi lo utilizza in caso di incidenti dovuti a un suo malfunzionamento.

La responsabilità dell’Amministratore di Condominio

La figura dell’Amministratore di Condominio è andata evolvendosi negli ultimi anni, assumendo sempre più responsabilità e doveri. Quando riceve il mandato da parte dell’assemblea di condominio, l’amministratore viene nominato rappresentante della collettività dei condomini: la sua nomina è assimilabile a una mandato di rappresentanza volontaria, su cui si fonda la responsabilità civile dell’amministratore di condominio.

La nuova normativa in vigore per quanto riguarda la gestione dei condomini stabilisce la responsabilità dell’Amministratore per quanto riguarda tutte le attività di pertinenza del condominio. Vediamole rapidamente:

sicurezza antincendio;
sicurezza impianti e installazioni;
sicurezza del condominio come luogo di lavoro.

In queste responsabilità rientra anche quella relativa alla sicurezza dei cancelli automatici, sia per quanto riguarda l’installazione sia per quanto riguarda la manutenzione dell’impianto.
L’Amministratore di condominio ha quindi l’obbligo di:

farsi rilasciare e conservare per 10 anni la documentazione relativa ai cancelli automatici;
richiedere l’adeguamento alla nuova normativa sui cancelli automatici, laddove fosse necessario, e comunque vigilare sulla manutenzione annuale che deve essere effettuata per legge.

La responsabilità dell’Amministratore di Condominio entra in gioco quindi non soltanto per quanto riguarda l’installazione, ma anche in fase di adeguamento e manutenzione dei cancelli automatici.

02/05/2017

Ecobonus 2017: detrazione Irpef fino al 75%. Istruzioni e importi

Ecobonus 2017: ecco una guida alla detrazione confermata dalla Legge di Bilancio 2017. Istruzioni, regole e beneficiari della detrazione Irpef o Ires.

Ecobonus confermato anche per il 2017. La detrazione al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica è stata estesa per il quinquennio 2017/2021. Ma non è l’unica novità.

L’Ecobonus 2017 sale al 75% per gli interventi di risparmio energetico sui condomini. La conferma della detrazione e l’estensione dell’importo detraibile per la riqualificazione energetica dei condomini è stata inserita nella Legge di Bilancio 2017 presentata dal Governo Renzi.

Cos’è l’Ecobonus e quali sono le spese ammesse alla detrazione dal 65% al 75%?
Si tratta di un’importante agevolazione che prevede la detrazione dell’Irpef o dell’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che contribuiscono al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili.

Importante ricordare che l’Ecobonus non è cumulabile con il Bonus ristrutturazioni al 50%, confermato anch’esso per il 2017. I contribuenti dovranno decidere, nel caso l’intervento di riqualificazione dell’immobile dovesse rientrare in ambedue le possibili agevolazioni, di quale dei due benefici fiscali usufruire. In caso di ristrutturazioni importanti il contribuente potrà suddividere le spese tra i due incentivi, di modo da ottenere il massimo risparmio possibile.

Ecco una guida all’Ecobonus 2017: istruzioni, regole e beneficiari della detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli immobili.

Ecobonus: dal 2017 sale al 75%. Regole e novità condomini

La conferma dell’Ecobonus anche per i prossimi anni è arrivata con la presentazione della Legge di Bilancio 2017.
La detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica è stata estesa per ulteriori 5 anni: dal 2017 e fino al 2021.

Con l’Ecobonus 2017 è possibile usufruire di una detrazione dall’Irpef o dall’Ires per gli interventi di riqualificazione energetica delle proprie abitazioni. La detrazione dalle imposte dal 65% al 75% è prevista per tutti gli interventi su immobili già esistenti.

Con la Legge di Bilancio 2017 l’Ecobonus è stato esteso fino al 75% per quel che riguarda gli interventi sui condomini. Se gli interventi per migliorare l’efficienza energetica interesseranno l’intero involucro dell’edificio, lo sconto dell’Ecobonus potrà salire al 70%, nel caso in cui incideranno sul 25% della superficie complessiva del condominio e del 75% se invece la riqualificazione energetica sarà finalizzata al miglioramento e al risparmio sulla spesa estiva ed invernale.

Con l’emanazione dei decreti attuativi della Legge di Bilancio 2017 sarà chiarito se sarà messo a disposizione dei condomini il fondo di 5 miliardi di euro per l’anticipo delle spese. Se così fosse la misura andrebbe ancor di più a vantaggio della riqualificazione energetica condominiale. L’Ecobonus fino al 75% e la possibilità di anticipare la spesa significherebbe che gli inquilini del condominio sarebbero soggetti al pagamento del 10% della spesa di ristrutturazione.

Con i decreti attuativi verrà stabilito anche il tempo del rimborso Irpef o Ires: si parla della possibilità di ricevere l’Ecobonus in un’unica rata e non più in 10 anni.

Una precisazione importante da fare è che l’Ecobonus ovvero la detrazione fiscale al 65% può essere richiesta soltanto su immobili ed edifici già esistenti, con prova dell’esistenza dell’edificio, di qualsiasi categoria catastale. Sono quindi ammessi tutte le costruzioni residenziali, compresi i beni strumentali.

Non possono di conseguenza essere agevolabili gli interventi effettuati in corso di costruzione di un nuovo immobile.
Ecobonus 65%: ecco gli interventi ammessi alla detrazione

Gli interventi per i quali è possibile usufruire della detrazione dell’Irpef o dell’Ires dell’Ecobonus 2017 sono in generale le spese sostenute per il miglioramento dell’efficienza energetica e del riscaldamento dell’abitazione.

Nello specifico, si possono detrarre al 65% o fino al 75% le imposte per i seguenti interventi:

miglioramento termico dell’edifcio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi);
installazione di pannelli solari;
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;
interventi di domotica, cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento.

Per ogni tipo di intervento bisognerà rispettare alcune specifiche indicazioni e l’importo massimo di detrazione, se saranno confermate le direttive dello scorso Ecobonus 2016 ammonterà a:

100.000 euro per gli interventi di riqualiicazione energetica;
60.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio;
30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ovvero installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
60.000 euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

Ecobonus 65%: regole detrazione pannelli solari

Particolare attenzione bisognerà prestare nei casi di interventi di riqualificazione energetica che prevedono l’installazione di pannelli solari. Infatti, così come previsto dalle disposizioni attualmente in vigore sull’Ecobonus, l’installazione dei panneli solari deve rispettare due condizoni:

un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per i pannelli e i bollitori e in due anni per gli accessori e i componenti tecnici);
la conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera.

Ecobonus 2017: soggetti beneficiari della detrazione Irpef o Ires

Anche per la prossima edizione dell’Ecobonus potranno accedere alla detrazione al 65% o al 75% tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, che risultino possessori di un immobile per il quale vengono posti in essere interventi di riqualificazione energetica.

Nel dettaglio, i contribuenti che possono richiedere la detrazione del 65% o del 75% nel caso di interventi condominiali sono:

i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
le associazioni tra professionisti;
gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
persone fisiche ovvero: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese.

Ecobonus 2017: le spese ammesse alla detrazione e modalità di rimborso

Possono usufruire della detrazione Irpef o Ires fino al 75%, come già affermato, gli interventi su unità immobiliari ed edifici residenziali esistenti. Non sono infatti agevolabili le spese effettuate in corso di costruzione di un nuovo immobile.

Come prova dell’esistenza dell’immobile per il quale si richiede l’Ecobonus 2017 bisognerà munirsi di iscrizione al catasto o di richiesta di accatastamento, oppure delle ricevute di pagamento delle imposte comunali Ici o Imu.

Tra le spese per le quali è possibile richiedere l’Ecobonus rientrano anche quelle riguardanti l’acquisto di materiale per il risparmio energetico e le prestazioni professionali per l’installazione, come nelcaso degli interventi di domotica.

Sono detraibili le imposte Irpef o Ires relative sia ai costi per lavori edili sia quelli relativi a prestazioni professionali. L’unico requisito fondamentale è che tali spese rientrino tra quelle effettuate con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

Ancora non è chiaro se cambieranno le disposizioni relative alla modalità di rimborso delle spese effettuate: di norma l’Ecobonus viene restituito in rate dalla durata di 10 anni. Prima della presentazione della Legge di Bilancio 2017 si è cominciato a parlare della possibilità che il rimborso, almeno per gli interventi condominiali, avvenga in un’unica rata.

Per ulteriori chiarezze bisognerà aspettare l’emanazione dei decreti attuativi, anche se almeno nel caso degli interventi sui singoli immobili sembrerebbe che anche l’Ecobonus 2017 sarà rimborsato in rate per 10 anni.

Importante per richiedere la detrazione in forma di credito d’imposta per l’Ecobonus 2017 conservare la documentazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate.

Ecco tutti i documenti da conservare.
Ecobonus 2017: i documenti da conservare

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che l’Ecobonus 2017 viene erogato soltanto con l’invio da parte del contribuente che ha effettuato la spesa di ristrutturazione dei seguenti documenti:

asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori;
attestazione di partecipazione ad un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari.
certificazione energetica dell’immobile fornito dalla Regione o dall’Ente locale o attestato di qualificazione energetica predisposto da un professionista abilitato.

Entro 90 giorni dal termine dei lavori di riqualificazione energetica bisognerà trasmettere all’Enea, in modalità telematica, la scheda informativa deli interventi realizzati e la copia dell’attestato di qualificazione energetica.

Se i lavori riguardano più periodi d’imposta, bisognerà comunicare le spese effettuate nei periodi precedenti all’Agenzia delle Entrate. In questo caso la presentazione dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta, o per via telematica o attraverso intermediari abilitati.
Ecobonus 2017: le indicazioni del pagamento

Sempre l’Agenzia delle Entrate ha specificato che le regole del pagamento variano:

nel caso di contribuenti non titolari di reddito d’impresa, il pagamento delle spese deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario o postale. I contribuenti nel versamento con bonifico dovranno indicare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva o il c.f. del soggetto a favore di cui si effettua il pagamento;
i contribuenti titolari di reddito d’impresa non sono soggetti all’obbligo di pagare tramite bonifico ma l’importante è conservare idonea documentazione per la prova delle spese.

Molto spesso viene fatta confusione su quali siano le competenze del locatore e quali quelle del conduttore. Vediamo di ...
02/05/2017

Molto spesso viene fatta confusione su quali siano le competenze del locatore e quali quelle del conduttore. Vediamo di fare un pò di chiarezza inserendo una tabella esemplificativa dove tutti possono trovare una risposta esaustiva. Se non trovate il Vostro caso specifico, scrivetelo e cercheremo di trovare la soluzione specifica.

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