12/05/2026
"Garlasco: perché la famiglia Poggi rifiuta l’idea che possa essere stato Sempio?"
Nelle aule di tribunale accade spesso un fenomeno che sfida la logica, ma che affonda le radici nei meandri più profondi della mente umana.
Immaginate una famiglia che ha lottato per anni per ottenere una condanna. Quando nuove prove o nuove indagini indicano un sospettato diverso, ci si aspetterebbe sollievo. Invece, assistiamo frequentemente a una resistenza feroce. I familiari della vittima si trasformano nei più accaniti difensori della vecchia sentenza, anche di fronte all'evidenza che potrebbe essere sbagliata.
Perché accade?
Non è cattiveria, né mancanza di voglia di giustizia. È un meccanismo di difesa estremo per evitare il collasso psichico.
In questo articolo si esplorano i pilastri di questa "prigione della convinzione".
Clicca sull'immagine per leggere l'articolo.
Rivista di criminologia, criminalistica, investigazione, sicurezza e intelligence