05/08/2026
Il 30 luglio è stato presentato a Palazzo Chigi il Cammino di Francesco: non un nuovo cammino, ma una rete che mette a sistema quelli già esistenti, per collegare i luoghi toccati dalla predicazione di San Francesco.
Non è nato dal niente, come i funghi dopo un temporale d'agosto. È il punto d'arrivo di un processo lungo, condiviso da istituzioni, famiglie religiose e — soprattutto — dalle associazioni che in Umbria, Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna da anni tengono in piedi i sentieri a suon di volontariato, spesso senza che nessuno se ne accorga fino al giorno in cui improvvisamente interi chilometri di percorso si trovavano con la segnaletica "magicamente" rimessa a nuovo.
In questi giorni ho letto un po' di tutto, tra chi stappa lo spumante e chi storce il naso, con un gioco delle parti che rischia solo di creare divisione e malumori. Io la vedo come un passaggio storico. Lo ripeto da vent'anni come un disco rotto: un cammino non ha le gambe per crescere se i territori che attraversa non se ne fanno carico. Anche nel gruppo Cammino di Santiago... il Ritorno, che amministro da 12 anni insieme ad altri 4 volontari, la frase che apre la presentazione è "il Cammino di Santiago è patrimonio di tutti" — ed è lì che dovrebbero tendere tutti i cammini che vogliono avere un futuro, non solo una guida, delle tracce gps e la convinzione l'idea migliore.
Non c'è sostenibilità nell'individualismo. C'è solo un lento spegnersi, di pari passo con l'energia di chi ha portato avanti il progetto da solo — perché prima o poi, per fortuna o purtroppo, le energie personali finiscono.
E, per chi non lo conosce, vorrei fare un esempio che conosco bene perché mi vede coinvolta da 16 anni: Il Cammino di Santu Jacu - Santiago in Sardegna è nato dall'iniziativa di pochi ed è stato tenuto in piedi per anni praticamente sulle spalle di una persona sola, dal cuore enorme, con il sogno di farlo funzionare secondo i principi tradizionali giacobei. Da due anni, al calare delle nostre energie, è gestito da un'associazione di persone del territorio, che sta costruendo relazioni vere con le comunità locali e spendendosi per lavorare con le istituzioni. La fatica di fare rete è tanta, ma è l'unico modo perché un cammino passi da una "cosa nostra" a una "strada aperta per tutti".
Quante volte ho letto pellegrini lamentarsi dei costi dei cammini italiani rispetto a quelli spagnoli? Troppe. Quante volte ho letto qualcuno che si chiedesse perché? Pochissime. Una delle ragioni sta proprio in come il pubblico, in Spagna, ha affiancato il volontariato — permettendo di tenere aperti i cammini tutto l'anno, anche quando i flussi invernali non basterebbero a coprire le spese di ostelli privati e ospitali a donativo. Si può guardare con sospetto all'interesse pubblico in un mondo che pensavamo dovesse reggersi solo sulle gambe dei volontari. Ma si può anche ammettere che i tanti tentativi di fare rete tra le realtà italiane, negli ultimi 12 anni, sono naufragati quasi sempre per lo stesso motivo: la voglia — più o meno dichiarata — di tenersi il progetto in casa, di salvare l'orgoglio di chi l'ha inventato.
Per questo saluto con affetto il passo avanti fatto oggi dalle associazioni dei Cammini di Francesco, che hanno accettato di entrare in un processo con standard, valori e strumenti condivisi. È un salto di maturità che non riguarda solo l'organizzazione: riguarda il mettersi al servizio dei pellegrini prima che del proprio orticello. La strada verso una rete interregionale coerente e leggibile — per i pellegrini italiani e per chi arriva da fuori a scoprire paesi, chiese e monasteri — è ancora lunga. Ma vederli sorridere e abbracciarsi in un giorno così, per me, è già un buon inizio.
Quello che spero — mi ripeto, lo so — è che questo passo dei cammini francescani sia da stimolo per tutte le realtà associative che ruotano intorno al mondo dei cammini: progettare insieme, condividere obiettivi e strumenti, e iniziare a confrontarsi seriamente con chi i territori li amministra — perché sono loro ad avere interesse a far durare i cammini più a lungo dell'ego di chi li ha fondati.
Intanto, se le Vie e i Cammini di Francesco erano già fin qui un'eccellenza nel mondo dei cammini italiani, sono sicura che ora saranno in grado di crescere insieme, mettendo a frutto quanto fin qui costruito. L'importante è non perdere di vista un unico focus: offrire a chi vuole incontrare San Francesco nei luoghi in cui ha trascorso la sua vita, un'infrastruttura sicura e un'accoglienza umana e vera. Perché un Cammino non è mai "solo" una strada o "solo" un progetto: è un luogo in cui il viandante si apre all'incontro di ciò che non conosce e che lo aspetta lungo la via. Se perdiamo per strada l'accoglienza e la condivisione, tutto il resto perde di valore.
Buon Cammino, Via di Francesco, Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio, Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, I Cammini di Francesco in Casentino - Via di Francesco in Toscana... ci vediamo come sempre a marzo per una nuova tappa di cammino insieme!
Ieri, a Palazzo Chigi, è stato presentato ufficialmente 𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨: un unico grande itinerario nazionale che unisce i principali cammini francescani d'Italia, in vista dell'𝐕𝐈𝐈𝐈 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 della morte del Santo di Assisi.
Un risultato reso possibile anche grazie alla nascita dell'Associazione nazionale delle Vie e dei Cammini di Francesco, promossa dal Ministero del Turismo, dal Ministero della Cultura e dalle Regioni attraversate dal Cammino, con la presidenza del poeta Davide Rondoni.
🎙️ Durante la conferenza, Davide Rondoni ha pronunciato parole che resteranno nella memoria di tutti:
"Non si parte da zero."
Un riconoscimento pubblico al lavoro straordinario svolto, in tutti questi anni, dalle associazioni di volontariato che hanno progettato, recuperato, segnato, promosso e custodito questi percorsi, trasformandoli in una straordinaria rete di accoglienza, cultura e spiritualità.
🤝 È proprio da questo patrimonio di competenze, passione e servizio che nasce oggi un unico grande Cammino nazionale dedicato a San Francesco, capace di unire territori, comunità e pellegrini sotto un'unica identità.
🙏 Grazie a tutte le associazioni che, lontano dai riflettori, hanno creduto in questo obiettivo e lo hanno reso possibile con il loro impegno quotidiano.
✨ Da oggi il Cammino di Francesco è uno solo. Ma la sua forza nasce da chi, passo dopo passo, lo ha costruito negli anni.