18/11/2024
Storie di successo
Sono molti anni che lavoro con l’ipnosi e l’ipnocoaching e sono tante le storie di successo che potrei raccontare. Molte persone sono restie a parlare di sé e a raccontare i propri problemi e come li hanno affrontati e risolti.
Perciò, vorrei condividere in questa rubrica casi reali di persone che si sono rivolte a me per determinate problematiche, raccontando quanto rapido sia stato il raggiungimento del loro obiettivo.
Ovviamente i nomi e i dettagli personali sono alterati per motivi di privacy così come i luoghi (visto che io, negli anni ho operato in molte città e diverse zone d’Italia).
Tuttavia, queste storie possono essere d’aiuto a chi è in difficoltà e può riconoscersi in questo o quel caso venendo a cercare una soluzione.
Alcuni di questi casi sono stati trattati in presenza (in uno studio privato), altri a distanza con sedute on line (ovviamente non tutto può essere trattato on line).
In questo post racconterò in modo più generale di persone che hanno affrontato e risolto il problema del fumo e della sua dipendenza con l’ipnosi. Infatti, sono molte le persone che vivono male a causa di tale dipendenza che nuoce alla salute, a volta rovina anche rapporti umani e costa molto anche termini finanziari.
Negli anni ho trattato veramente tante persone afflitte da tale dipendenza con una percentuale di successo di circa il novanta per cento dei casi. Vi sono molti metodi per trattare la dipendenza dal fumo con l’ipnosi, alcuni “classici” ericksoniani (ad esempio quello che viene spesso presentato da James Coyle nei suoi testi), quello del famoso ipnotista Erminio Di Pisa, oppure quello ultra rapido dell’Avvocato Campanelli, solo per citare i più noti. Vi sono anche metodi derivati da tecniche di PNL. Non vi è un metodo più efficace di un altro o migliore, ciascuno si adatta magari meglio ad una persona e un altro ad un’altra, oppure, come, spesso faccio, si possono usare parti di ognuno per ottenere un effetto più potente e duraturo. Le sedute che svolgo per risolvere la dipendenza dal fumo durano un’ora. Nella maggior parte dei casi una seduta è sufficiente, purché poi, il cliente segua scrupolosamente, nei giorni successivi le mie indicazioni e si tenga in contatto con me secondo quanto prescrivo.
L’effetto collaterale della seduta può un benessere generale e diffuso e una crescente calma. A seconda dei casi (e per questo tengo a seguire ogni persona nei giorni successivi) faccio utilizzare delle specifiche audioguide (ideate e create da me) per rafforzare e mantenere gli effetti, specialmente nei primi giorni. Uso tali strumenti solo nei casi che li necessitano. La cosa importante per me è che ogni persona, una volta uscita dallo studio, o, una volta conclusa la chiamata (nel caso della seduta on line), non si senta abbandonata a se stessa. Io resto disponibile e per almeno una settimana ci sentiamo una volta al giorno.
Si crea così un legame energetico fra me e il cliente che va al di là del trattamento e che può essere definito con la parola “cura” nel senso etimologico della parola. Infatti, dal punto di vista etimologico, cura deriva dall’omonimo latino che, a sua volta, ha nella sua radice l’antico “coera” e “coira” che gli antichi etimologisti hanno collegato alla radice “cor”, cuore, da cusa (anticamente a volte veniva cambiata la s in r fra due vocali della lingua latina) dalla radice KU che significa ba***re, martellare (il battito del cuore), ma anche accudire. Vi è anche chi sostiene che la radice sia invece KU – KAU – KAV, che sta per osservare, guardare che si può connettere con il sanscrito Kavi, assennato, saggio, l’analogo sloveno “cuv-ati-se”, il russo “cu-jati”, ascoltare), il tedesco scaw – ò, “osservare” (simile all’italiano “cauto”).
Aver cura pone l’accento sulla connessione con il cuore, cioè con lo stare a cuore, con l’avere attenzione e sollecitudine verso l’altro. Secondo il filosofo Martin Heidegger Aver Cura’ (Für-sorge) diviene il modo d’essere dell’Esserci da cui parte la ‘comunicazione’ con l’altro.
Molte persone ricorrono a me per risolvere tale problematica, ciascuno ha la propria modalità di risposta, ciascuno ha i propri tempi, ognuno è un mondo a sé. Non vi devono essere aspettative, ma solo il gusto della “scoperta”, della ricerca. Non sono io che intervengo per eliminare la dipendenza, il mio compito è quello di accompagnarli all’interno di sé dove stanno le proprie infinite risorse. Li accompagno in uno stato, quello della trance ipnotica, in cui diventano recettivi alle suggestioni che abbiamo precedentemente concordato insieme, in cui scoprono la forza di volontà e le risorse di cui hanno bisogno per liberarsi da ciò che li lega, come il vizio del fumo.
Ovviamente, non vi è nulla di miracoloso, non vi è nulla che posso fare contro la volontà della persona, però, quel che faccio è guidare, con il consenso e la volontà della persona, alla scoperta della propria forza, potenziandola per liberarsi dal vizio.
Chi non vuole veramente farlo è meglio che non lo faccia, non vi è ipnosi che possa agire contro la volontà di una persona. Ricordo una signora che, dopo aver concluso la seduta di ipnosi con me, appena uscita, per sfregio si accese una sigaretta e, pur sentendola cattiva, volle fumarla per vedere cosa sarebbe successo. Non successe nulla, tranne che non riuscì a smettere di fumare. Ma chi lo desidera e vorrebbe la forza per farlo trova nell’ipnosi una risorsa eccezionale.
Ricevo a Fano, a Senigallia, a Perugia e on line.