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La Clinica Feltre è un Centro Odontoiatrico che si avvale di uno Staff di medici e odontoiatri, nonché di altro personale sanitario altamente qualificato e all’avanguardia, in costante aggiornamento professionale.

09/10/2026

Bentornato Axel!!
Dopo un periodo trascorso all'estero, il nostro dottor Axel Andersson è rientrato in Italia: sentite cosa dice della sua esperienza durata quasi un anno...

Curare le gengive per proteggere anche il cuoreÉ questo, in sintesi, il messaggio che giunge da un recente studio condot...
29/09/2026

Curare le gengive per proteggere anche il cuore

É questo, in sintesi, il messaggio che giunge da un recente studio condotto presso l’University College London, pubblicato sull’European Heart Journal, e che oggi, Giornata Mondiale del Cuore, ha un senso tutto particolare.
I ricercatori hanno dimostrato, con dati alla mano, che prendersi cura delle gengive può contribuire a ridurre il rischio di infarto e di altre patologie correlate.

Il legame con l’arteriosclerosi

In sintesi, la ricerca ha evidenziato che curare le gengive in modo intensivo non serve soltanto a preservare i denti, ma può rallentare lo sviluppo dell’arteriosclerosi, una condizione in cui le pareti delle arterie si ispessiscono e perdono elasticità. L’arteriosclerosi è una delle principali cause di infarto e ictus.
Nel corso della ricerca, i pazienti sottoposti a un trattamento parodontale profondo - con rimozione della placca e del tartaro anche al di sotto del margine gengivale - hanno mostrato arterie più sane rispetto a chi riceve soltanto una pulizia superficiale.
Benefici oltre le gengive

Oltre a ridurre l’ispessimento delle arterie, il trattamento intensivo delle gengive migliora: la funzionalità vascolare, cioè la capacità delle arterie di dilatarsi correttamente; i livelli di marcatori infiammatori nel sangue, indicatori dello stato di salute generale; lo stress ossidativo, che gioca un ruolo chiave nei processi di invecchiamento e malattia.

In altre parole, prendersi cura della bocca aiuta a mantenere in equilibrio l’intero organismo.

Una strategia preventiva in più

Naturalmente, curare le gengive non sostituisce altri interventi fondamentali come controllare il colesterolo, smettere di fumare o seguire una dieta equilibrata. Tuttavia, la salute orale rappresenta un tassello importante della prevenzione cardiovascolare.
Per i pazienti questo significa che recarsi dal dentista non è solo una scelta per avere un bel sorriso, ma anche un modo per proteggere il cuore e ridurre il rischio di malattie gravi.

Un'attenzione che va oltre il sorriso

La parola chiave è prevenzione: mantenere gengive sane, con controlli regolari e trattamenti mirati, può contribuire a salvaguardare la salute dell’intero organismo. Prendersi cura del proprio sorriso è quindi un gesto che va ben oltre l’estetica: è un investimento per la salute e il benessere generale.
Per questo, se è ormai da un po' che non vai dal tuo dentista di fiducia, prenota una visita di controllo: è un piccolo gesto per mantenere sani denti e gengive, ma un grande passo per la salute, anche del tuo cuore!!

Se vuoi saperne di più sulla salute della tua bocca, visita il nostro sito web: https://www.clinicafeltre.com/

17/09/2026

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Clinica Feltre, centro odontoiatrico con sede a Feltre (BL), è alla ricerca di un/a addetto/a alla segreteria da inserire nel proprio team con contratto part-time.

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Bruxismo, quando il dolore coinvolge testa e colloIl bruxismo non riguarda soltanto i denti. Serrare o digrignare può in...
14/09/2026

Bruxismo, quando il dolore coinvolge testa e collo

Il bruxismo non riguarda soltanto i denti. Serrare o digrignare può infatti associarsi a tensione muscolare e dolore che, in alcune persone, interessano anche la testa e il collo. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è uno studio condotto presso la Necmettin Erbakan University di Konya, in Turchia, e pubblicato sulla rivista scientifica BMC Oral Health.
I ricercatori hanno analizzato 200 persone con probabile bruxismo, utilizzando particolari mappe sulle quali i partecipanti potevano indicare direttamente le zone del corpo in cui avvertivano dolore.

Il bruxismo non riguarda soltanto i denti

Il bruxismo è un’attività dei muscoli della masticazione che può verificarsi durante il sonno oppure quando si è svegli. Può manifestarsi serrando o digrignando i denti, ma presenta caratteristiche diverse da persona a persona.
Per questo motivo, la sua valutazione non dovrebbe limitarsi alla ricerca di denti consumati. Anche tensione e affaticamento dei muscoli della mandibola, fastidi nella zona delle tempie e dolore possono rappresentare elementi importanti da considerare.
Lo studio in questione ha mostrato infatti che, nei partecipanti, il dolore era localizzato soprattutto nella regione della testa e del collo. L’interno della bocca, al contrario, risultava tra le aree meno frequentemente indicate.
Questo non significa che mal di testa o dolore cervicale siano necessariamente provocati dal bruxismo. Sono disturbi che possono avere numerose cause e che devono quindi essere valutati nel loro insieme.

Anche il sonno può avere un ruolo

Un altro dato interessante riguarda il riposo notturno. Le persone che riferivano abitudini di sonno irregolari presentavano mediamente un dolore più intenso rispetto a chi dichiarava un ritmo del sonno regolare.
La ricerca evidenzia un’associazione, ma non permette di stabilire un rapporto di causa ed effetto. Non si può quindi affermare che dormire in modo irregolare provochi direttamente un aumento del dolore legato al bruxismo.
Nel gruppo studiato, inoltre, le donne hanno riferito un’intensità del dolore mediamente superiore rispetto agli uomini.

Quando è bene parlarne con il dentista

Svegliarsi spesso con la mandibola affaticata, avvertire tensione ai muscoli del viso, accorgersi di serrare frequentemente i denti o notare segni di usura dentale sono tutti elementi che meritano attenzione.
Una visita odontoiatrica permette di esaminare non soltanto i denti, ma anche i muscoli masticatori e le articolazioni temporo-mandibolari, valutando se i disturbi possano essere compatibili con il bruxismo o richiedano ulteriori approfondimenti.

Se sospetti di essere affetto da bruxismo, che non è una malattia ma un comportamento disfunzionale alla salute della bocca e non solo, rivolgiti subito al tuo dentista di fiducia che saprà darti i giusti consigli su come affrontare e risolvere il problema.

Per altri approfondimenti, visita la nostra pagina Facebook e il nostro sito web dove puoi trovare il nostro "Magazine" dedicato alla salute orale: https://www.clinicafeltre.com/

Lavarsi i denti: cambiare abitudini richiede tempoLavarsi i denti è uno di quei gesti che compiamo quasi senza pensarci....
07/09/2026

Lavarsi i denti: cambiare abitudini richiede tempo

Lavarsi i denti è uno di quei gesti che compiamo quasi senza pensarci. Prendiamo lo spazzolino, iniziamo da una determinata zona della bocca, seguiamo un certo percorso e terminiamo più o meno sempre nello stesso modo. Proprio per questo, quando l’igienista dentale ci suggerisce di modificare la tecnica di spazzolamento, mettere in pratica le sue indicazioni può essere meno semplice di quanto immaginiamo.
Non significa che non siamo stati attenti o che le spiegazioni ricevute non siano state abbastanza chiare. Il problema potrebbe essere un altro: con gli anni abbiamo trasformato lo spazzolamento in un automatismo e cambiare un gesto così consolidato richiede tempo.
A suggerirlo è l'esperienza personale di molti, ma anche uno studio condotto in Germania dalle Università di Marburg e Giessen. I ricercatori hanno osservato che il modo di utilizzare lo spazzolino presenta caratteristiche molto personali e tende a rimanere sorprendentemente stabile nel tempo.

Ognuno si lava i denti a modo suo

Lo studio ha coinvolto 65 giovani adulti sani, con un’età media di circa 25 anni. I partecipanti sono stati videoregistrati in due diverse sessioni mentre utilizzavano normalmente uno spazzolino manuale.
I ricercatori non si sono limitati a misurare quanto durasse lo spazzolamento. Hanno osservato anche il tempo dedicato alle diverse superfici dentali, il percorso compiuto dallo spazzolino all’interno della bocca, gli spostamenti tra una zona e l’altra e il ritmo dei movimenti.
Sono così emersi tre principali modelli di comportamento. Alcune persone seguivano un percorso più sistematico e rimanevano relativamente a lungo nelle diverse aree. Altre spostavano frequentemente lo spazzolino tra zone vicine, mentre un terzo gruppo effettuava passaggi più ampi tra aree anche distanti della bocca.
Ma il risultato probabilmente più interessante non riguarda le differenze tra le persone. Riguarda ciò che accade nella stessa persona nel tempo.

Lo spazzolamento diventa un automatismo

Quando i ricercatori hanno confrontato le diverse registrazioni, hanno scoperto che ciascun partecipante tendeva a ripetere il proprio schema. Le sequenze di spazzolamento della stessa persona erano molto più simili tra loro rispetto a quelle di persone differenti.
Anche modificando ciò che avveniva immediatamente prima – facendo masticare una gomma ai partecipanti oppure mostrando loro immagini di paesaggi – le caratteristiche principali dello spazzolamento rimanevano sostanzialmente stabili.
In altre parole, ognuno sembra sviluppare nel tempo una sorta di personale “firma” dello spazzolamento.
Questo aiuta a comprendere perché talvolta non sia sufficiente sapere quale sia il modo corretto di lavarsi i denti. Possiamo aver capito perfettamente le indicazioni dell’igienista dentale e ritrovarci, dopo qualche giorno, a compiere nuovamente i movimenti di sempre.

Se fai fatica a cambiare, non scoraggiarti

È proprio questo il messaggio più utile che possiamo ricavare dalla ricerca. Quando l’igienista dentale ci mostra come migliorare lo spazzolamento, non dobbiamo necessariamente aspettarci di riuscire a modificare da un giorno all’altro gesti ripetuti migliaia di volte nel corso degli anni.
Una vecchia abitudine può riaffiorare senza che ce ne accorgiamo. Possiamo tornare a iniziare sempre dallo stesso punto, dedicare troppo tempo ad alcune superfici e troppo poco ad altre oppure continuare a eseguire movimenti che pensavamo di avere corretto.
Non bisogna scoraggiarsi. La difficoltà nel modificare queste abitudini può diventare, al contrario, un motivo in più per considerare l’igiene orale come un percorso e non come una semplice serie di istruzioni da imparare una volta per tutte.

Il valore dell’igienista dentale di fiducia

È qui che assume particolare importanza costruire nel tempo un rapporto stabile con il proprio igienista dentale.
Durante gli incontri periodici, il professionista può verificare i risultati ottenuti, capire quali indicazioni sono state assimilate e individuare quelle vecchie abitudini che tendono a ripresentarsi. Può inoltre osservare quali zone della bocca vengono pulite meno efficacemente e suggerire correzioni mirate.
Non tutti, infatti, hanno bisogno degli stessi consigli. Se lo spazzolamento possiede davvero caratteristiche così individuali, anche il percorso per migliorarlo dovrebbe tenere conto delle caratteristiche della singola persona.
L’obiettivo non è necessariamente imparare una tecnica perfetta in una sola seduta, ma arrivare progressivamente a sostituire alcuni automatismi poco efficaci con gesti migliori e altrettanto naturali.

Migliorare insieme, un controllo dopo l’altro

La ricerca, pubblicata su Clinical Oral Investigations, suggerisce dunque qualcosa di molto concreto: le nostre abitudini di spazzolamento possono essere più radicate di quanto pensiamo.
Per questo il confronto con l’igienista dentale non dovrebbe concludersi con un semplice “ecco come devi lavarti i denti”. Le indicazioni ricevute possono essere messe alla prova nella quotidianità, verificate nel tempo e, quando necessario, corrette e personalizzate.
Se al controllo successivo scopriamo di essere tornati a qualche vecchia abitudine, non significa che il percorso sia fallito. Significa semplicemente che stiamo cercando di modificare un gesto fortemente automatizzato.
Ed è anche per questo che avere un igienista dentale di fiducia, capace di seguirci nel tempo e di conoscere progressivamente le nostre abitudini, può fare la differenza. Perché prendersi cura della propria bocca non significa soltanto sapere cosa fare: significa riuscire, poco alla volta, a trasformarlo in una nuova buona abitudine.

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Salute orale sul web: attenzione alle fake newsCercare su Internet informazioni su denti, gengive e trattamenti odontoia...
25/08/2026

Salute orale sul web: attenzione alle fake news

Cercare su Internet informazioni su denti, gengive e trattamenti odontoiatrici è ormai un'abitudine molto diffusa. Basta digitare poche parole su Google oppure aprire YouTube, Instagram o TikTok per trovare video, consigli e testimonianze praticamente su qualsiasi problema.

Il rischio è che, insieme alle informazioni corrette, circolino contenuti poco affidabili, incompleti o addirittura falsi. E quando si parla di salute orale, seguire il consiglio sbagliato può portare a sottovalutare un problema, rimandare una visita dal dentista o ricorrere a rimedi fai-da-te potenzialmente dannosi.

Cosa dice la ricerca

A richiamare l'attenzione sul problema è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori australiani della University of Sydney e del Sydney Dental Hospital e pubblicata nel luglio 2026 sulla rivista scientifica BDJ Open.
Gli studiosi hanno esaminato 61 ricerche dedicate alla qualità e all'affidabilità delle informazioni odontoiatriche diffuse attraverso Internet e i social media. Un dato interessante riguarda proprio la crescita dell'attenzione verso il fenomeno: 45 dei 61 studi analizzati sono stati pubblicati tra il 2022 e il 2025.
Tra le piattaforme maggiormente studiate compare YouTube, seguita da Instagram, Facebook e dai siti web. Più recentemente l'attenzione si è estesa anche a TikTok e ad altre piattaforme basate sui video brevi.

Fluoro, cure canalari e sbiancamento: i temi più discussi

Le informazioni poco affidabili possono riguardare praticamente ogni settore dell'odontoiatria.
Uno degli argomenti più studiati è il fluoro. Online circolano infatti messaggi che gli attribuiscono effetti negativi sulla salute, spesso senza adeguate prove scientifiche o inseriti all'interno di narrazioni che privilegiano presunti rimedi "naturali".
Anche le cure canalari sono frequentemente oggetto di video e post nei quali rischi, benefici e possibili complicanze possono essere presentati in maniera parziale o non corretta.
Un altro terreno particolarmente delicato è quello dell'estetica dentale. Foto del "prima e dopo", video spettacolari e promesse di risultati molto rapidi possono rendere attraenti trattamenti e rimedi che non sempre sono accompagnati da informazioni sufficienti.

Attenzione ai rimedi fai-da-te

Particolare prudenza meritano i consigli per modificare autonomamente l'aspetto dei denti. Sui social si possono trovare, per esempio, metodi casalinghi per sbiancare i denti oppure sistemi improvvisati per intervenire sull'allineamento dentale.
Il fatto che un video abbia migliaia o milioni di visualizzazioni non garantisce che ciò che mostra sia sicuro o scientificamente corretto.

Lo studio pubblicato su BDJ Open evidenzia infatti un aspetto significativo: i contenuti provenienti da fonti professionali o istituzionali tendono generalmente a ottenere valutazioni migliori in termini di qualità, ma non necessariamente raccolgono più visualizzazioni, commenti o condivisioni.
In altre parole, popolarità e affidabilità non sono la stessa cosa.

Non tutte le informazioni incomplete sono però fake news

È importante anche fare una distinzione. Non tutto ciò che troviamo online e che presenta una qualità insufficiente può essere definito una "fake news".
Un contenuto può riportare informazioni vere ma incomplete. Può trascurare possibili rischi, non indicare le fonti oppure presentare soltanto i vantaggi di un trattamento. In altri casi può avere soprattutto una finalità commerciale.
Per chi legge, tuttavia, distinguere queste situazioni non è sempre facile. Soprattutto quando un argomento complesso viene presentato attraverso un video di pochi secondi o attraverso la testimonianza personale di qualcuno che non possiede competenze sanitarie.

Come riconoscere un'informazione affidabile

Quando cerchiamo informazioni sulla salute orale online è utile porsi alcune semplici domande. Chi ha pubblicato il contenuto? Si tratta di un professionista sanitario, di un'università, di una società scientifica o di un'istituzione riconoscibile? Vengono indicate fonti scientifiche? Il contenuto promette risultati eccezionali o immediati? Cerca di vendere un prodotto presentandolo come soluzione universale?
Occorre diffidare soprattutto dei messaggi che propongono cure valide per tutti. In odontoiatria, infatti, uno stesso sintomo può avere cause differenti e ciò che è indicato per una persona può non esserlo per un'altra.

Internet informa, il dentista fa diagnosi

Internet può essere uno strumento molto utile per conoscere meglio la salute della bocca e comprendere alcuni trattamenti. Non può però sostituire una visita odontoiatrica.
Lo studio australiano sottolinea inoltre che la ricerca non ha ancora chiarito completamente quanto le informazioni scorrette presenti online influenzino concretamente le decisioni terapeutiche dei pazienti. Alcuni studi hanno però segnalato possibili ritardi nelle cure, comportamenti di evitamento o una minore fiducia in determinate misure preventive, ma le prove disponibili sono ancora limitate.

Il consiglio più semplice resta quindi quello di utilizzare il web come punto di partenza, non come strumento per formulare autonomamente una diagnosi o scegliere una terapia.
In caso di dubbi su un'informazione trovata online, parlarne con il proprio dentista permette di verificarne l'attendibilità e, soprattutto, di capire se quel consiglio può essere applicato alla propria situazione.

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Masticare bene fa lavorare anche il cervelloLa masticazione non serve soltanto a sminuzzare il cibo e a prepararlo alla ...
21/08/2026

Masticare bene fa lavorare anche il cervello

La masticazione non serve soltanto a sminuzzare il cibo e a prepararlo alla digestione. Ogni volta che mastichiamo, denti, muscoli e articolazioni producono stimoli che raggiungono anche il cervello. Una ricerca giapponese ha scoperto che modificare le proprie abitudini a tavola, aumentando consapevolmente il numero degli atti masticatori, può influenzare l'attività di alcune aree cerebrali.
Masticare è un'attività più complessa di quanto possa sembrare. A confermarlo è uno studio condotto da ricercatori della Meiji University di Kawasaki e della Niigata University, in Giappone, insieme ad altri centri universitari.
Gli studiosi hanno coinvolto 41 giovani adulti tra 21 e 31 anni per capire che cosa accade nel cervello quando si modifica per un certo periodo il proprio modo di masticare.

Imparare a masticare di più

Per un mese, una parte dei partecipanti ha utilizzato un dispositivo indossabile che li aiutava ad aumentare consapevolmente il numero degli atti masticatori durante i pasti. Gli altri hanno invece mantenuto le proprie abitudini.
Alla fine dell'esperimento, chi aveva seguito il programma masticava un maggior numero di volte per consumare una stessa quantità di cibo. Il cambiamento era ancora presente tre mesi dopo, suggerendo che prestare attenzione alla masticazione può contribuire a modificare un'abitudine nel tempo.

Che cosa succede nel cervello

I ricercatori hanno misurato anche l'attività cerebrale mentre i partecipanti masticavano un chewing gum. Dopo un mese, nelle persone che avevano aumentato gli atti masticatori è stata rilevata una maggiore attività in alcune zone della corteccia cerebrale.
In particolare, le differenze riguardavano la corteccia prefrontale dorsolaterale, coinvolta in funzioni come attenzione e memoria di lavoro, e la corteccia premotoria, importante nella preparazione e nel controllo dei movimenti.
Questo risultato non significa, però, che masticare di più migliori la memoria o renda più intelligenti. Lo studio ha dimostrato una variazione dell'attività cerebrale durante la masticazione, non un miglioramento delle capacità cognitive.

Una bocca efficiente è importante a ogni età

Lo studio, pubblicato sul Journal of Prosthodontic Research, aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza dei rapporti tra bocca e cervello. Saranno necessarie altre ricerche, soprattutto sulle persone anziane, per capire se questi cambiamenti possano tradursi in reali benefici cognitivi.
Una cosa, però, è già chiara: mantenere una buona capacità masticatoria è importante. Conservare denti e gengive in salute, sostituire eventuali denti mancanti e sottoporsi a controlli periodici dal dentista permette di preservare nel tempo una funzione fondamentale, non soltanto per mangiare bene, ma per il benessere generale dell'organismo.

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Fare attività fisica fa bene anche al sorrisoSappiamo che muoversi regolarmente fa bene al cuore, aiuta a controllare il...
11/08/2026

Fare attività fisica fa bene anche al sorriso

Sappiamo che muoversi regolarmente fa bene al cuore, aiuta a controllare il peso, migliora il metabolismo e contribuisce al benessere generale. Ma c’è un altro possibile beneficio, meno conosciuto: l’attività fisica potrebbe aiutare anche a mantenere in salute le gengive.
A suggerirlo sono diverse ricerche che negli ultimi anni hanno studiato il rapporto tra esercizio fisico e parodontite, una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti che sostengono i denti.

Parodontite e infiammazione

La parodontite nasce dall'interazione tra alcuni batteri presenti nel cavo orale e la risposta dell'organismo. Se non viene adeguatamente controllata, può determinare la progressiva distruzione dei tessuti che sostengono i denti e, nei casi più avanzati, portare alla loro perdita.
Alla base della malattia esiste quindi una forte componente infiammatoria. Ed è proprio su questo aspetto che l’attività fisica potrebbe avere un ruolo interessante.
L’esercizio regolare, infatti, contribuisce a modulare l’infiammazione generale dell’organismo. Al contrario, uno stile di vita sedentario può favorire quella condizione definita “infiammazione cronica di basso grado”, associata a numerose malattie.

Più movimento, gengive più sane?

Una recente revisione scientifica, pubblicata sulla rivista Frontiers in Oral Health, ha analizzato gli studi disponibili sul rapporto tra esercizio fisico e salute parodontale. I risultati non permettono ancora di affermare che fare sport prevenga direttamente la parodontite, ma mostrano alcuni segnali interessanti.
Diverse ricerche condotte sull’uomo hanno riscontrato condizioni parodontali migliori nelle persone fisicamente attive. In uno degli studi analizzati, per esempio, la parodontite era presente nel 20% delle persone inattive e nel 13% di quelle che praticavano attività fisica.
Un programma di esercizio aerobico di 12 settimane è stato inoltre associato, in persone con parodontite, al miglioramento di alcuni parametri utilizzati dal dentista per valutare la salute dei tessuti che sostengono i denti.
Anche gli studi sperimentali hanno osservato una possibile riduzione dell’infiammazione e della perdita di osso alveolare associata all’attività fisica.

La salute della bocca dipende anche dallo stile di vita

Questi risultati ci ricordano un concetto importante: la bocca non è separata dal resto dell'organismo. Alimentazione, fumo, peso corporeo, attività fisica e condizioni generali di salute possono influenzare anche denti e gengive.
Prendersi cura della salute orale significa quindi adottare uno stile di vita complessivamente sano. Fare movimento con regolarità può rappresentare un tassello di questa strategia, insieme a una dieta equilibrata e all’eliminazione del fumo.
Naturalmente, andare in palestra, correre o camminare ogni giorno non può sostituire una corretta igiene orale che non va mai trascurata.

Prevenzione e controlli restano fondamentali

Per prevenire la parodontite è indispensabile rimuovere quotidianamente la placca attraverso un'accurata igiene orale e sottoporsi con regolarità ai controlli dal dentista e alle sedute di igiene professionale, secondo le indicazioni ricevute.
Particolare attenzione va prestata ad alcuni segnali. Gengive che sanguinano, arrossamento, gonfiore, alito cattivo persistente o mobilità dei denti non dovrebbero essere ignorati. Una diagnosi precoce permette infatti di intervenire prima che la malattia produca danni più importanti.
La ricerca dovrà chiarire meglio quanto e in che modo l’attività fisica possa contribuire alla prevenzione della parodontite. Nel frattempo, però, meglio abbandonare la sedentarietà, perché muoversi fa bene a tutto l’organismo e, probabilmente, anche al nostro sorriso.

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Si*****te elettroniche, ecco gli effetti sulla salute oraleNegli ultimi anni le si*****te elettroniche hanno conquistato...
31/07/2026

Si*****te elettroniche, ecco gli effetti sulla salute orale

Negli ultimi anni le si*****te elettroniche hanno conquistato milioni di utilizzatori. Molte persone le considerano un'alternativa meno dannosa rispetto alle si*****te tradizionali e, in alcuni casi, uno strumento per ridurre o abbandonare il fumo. Ma quali effetti possono avere sulla salute della bocca? Le conoscenze scientifiche sono ancora in evoluzione, ma le ricerche pubblicate negli ultimi anni indicano che lo "svapo" non è privo di conseguenze per denti, gengive e mucose.

Una bocca più secca e meno protetta

Uno degli effetti più frequenti segnalati da chi utilizza la sigaretta elettronica è la sensazione di bocca secca. Questo fenomeno è legato soprattutto alla presenza del glicole propilenico, uno dei principali componenti dei liquidi utilizzati nelle e-cig.
La saliva svolge un ruolo fondamentale nel mantenere in equilibrio l'ambiente orale. Aiuta a neutralizzare gli acidi, contribuisce alla remineralizzazione dello smalto e limita la proliferazione dei batteri. Quando la produzione salivare diminuisce, aumenta il rischio di carie, alitosi, irritazioni delle mucose e maggiore sensibilità dentale.

Gengive sotto stress

Le ricerche suggeriscono che l'uso regolare delle si*****te elettroniche possa favorire uno stato di infiammazione delle gengive. Alcuni studi hanno osservato un aumento dei marcatori infiammatori e modificazioni del microbiota orale, cioè dell'insieme dei microrganismi che vivono normalmente nella bocca.
Quando questo equilibrio si altera, possono aumentare i batteri associati alle malattie parodontali. Se l'infiammazione non viene riconosciuta e trattata precocemente, nel tempo può evolvere verso forme più importanti di malattia gengivale.

Anche la guarigione può rallentare

Molti liquidi per si*****te elettroniche contengono nicotina. Questa sostanza provoca una riduzione dell'afflusso di sangue ai tessuti e può rallentare i processi di guarigione.
Per questo motivo, dopo un'estrazione dentale, un intervento chirurgico o il posizionamento di un impianto, continuare a svapare potrebbe interferire con una corretta cicatrizzazione. Anche in assenza di nicotina, inoltre, alcuni componenti e aromi presenti nei liquidi possono esercitare un'azione irritante sulle mucose orali.

Meno macchie, ma non meno attenzione

Rispetto alle si*****te tradizionali, le si*****te elettroniche tendono a provocare un minor ingiallimento dei denti perché non producono catrame dalla combustione del tabacco. Questo vantaggio, però, non deve far pensare che siano prive di effetti sulla salute orale.
L'assenza delle tipiche macchie del fumo può infatti indurre a sottovalutare i possibili danni ai tessuti gengivali e all'equilibrio del cavo orale, che spesso si sviluppano senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali.

Cosa dice la ricerca

Le principali società scientifiche concordano sul fatto che le si*****te elettroniche espongono l'organismo a un numero inferiore di sostanze tossiche rispetto al fumo tradizionale. Tuttavia, le evidenze disponibili indicano anche che non possono essere considerate innocue.
Gli studi pubblicati finora mostrano possibili effetti negativi sulla saliva, sulle cellule della mucosa orale, sul microbiota e sulla salute delle gengive. Sono però necessari ulteriori studi a lungo termine per comprendere appieno le conseguenze di un utilizzo prolungato.

La prevenzione resta la scelta migliore

Che si fumi una sigaretta tradizionale o si utilizzi una sigaretta elettronica, la salute della bocca merita attenzione. Mantenere una corretta igiene orale domiciliare, effettuare controlli periodici dal dentista e sottoporsi con regolarità alle sedute di igiene professionale permette di individuare precocemente eventuali alterazioni e intervenire prima che si trasformino in problemi più seri.
Se stai utilizzando la sigaretta elettronica come supporto per smettere di fumare, è utile parlarne anche con il tuo dentista di fiducia. Valutare insieme lo stato di salute di denti e gengive e monitorare eventuali cambiamenti rappresenta un passo importante per proteggere il sorriso nel tempo.

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