Labsav - Laboratorio di Storytelling Audiovisivo - UNISA

Labsav - Laboratorio di Storytelling Audiovisivo - UNISA Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Labsav - Laboratorio di Storytelling Audiovisivo - UNISA, College e università, Università degli Studi di Salerno, Fisciano.

Il Laboratorio di Storytelling AudioVisivo-LABSAV è un luogo di ricerca, formazione e applicazione di metodologie interdisciplinari, competenze tecniche e creative capaci di produrre narrazioni mediali adeguate alla società e alla cultura contemporanee

🎬 UNIFEST 2026 —  /REPLAYÈ aperta la sesta edizione di UNIFEST, il contest video universitario promosso da LABSAV in col...
22/07/2026

🎬 UNIFEST 2026 — /REPLAY

È aperta la sesta edizione di UNIFEST, il contest video universitario promosso da LABSAV in collaborazione con Linea d'Ombra Festival.

Hai un'idea, uno smartphone e qualcosa da raccontare? È il momento di metterli insieme.

Il tema di quest'anno è /REPLAY: un invito a raccontare, attraverso gli strumenti dell'audiovisivo contemporaneo, il modo in cui riguardiamo, rifacciamo e reinterpretiamo ciò che ci circonda.

Due sezioni tra cui scegliere:
- STILE LIBERO: fiction, documentario, video-saggio, videoclip, spot, found footage, cortometraggi di animazione
- ITALIAN JOB: opere realizzate nell'ambito di corsi, laboratori o workshop universitari su cinema, audiovisivi, arti performative e cultura visuale

Informazioni utili:
⏱️ Durata massima: 8 minuti
🎓 Aperto a studentə e dottorandə di qualsiasi Università, italiana o straniera
🆓 Iscrizione gratuita
🏆 250€ per il vincitore di ciascuna sezione, oltre a eventuali menzioni speciali
📅 Iscrizioni entro il 4 settembre 2026, ore 23:59
🎥 Le opere selezionate saranno proiettate durante il Linea d'Ombra Festival (9-14 novembre 2026, Salerno)

Che tu abbia già un progetto in mente o solo la voglia di iniziare, questa è la tua occasione per farti vedere.

👉 Iscrizioni su Filmfreeway:
filmfreeway.com/lineadombra-unifest-contest

Con l’Università Magna Graecia si conclude il racconto delle unità di ricerca coinvolte nel progetto Aesthetics and Ther...
12/06/2026

Con l’Università Magna Graecia si conclude il racconto delle unità di ricerca coinvolte nel progetto Aesthetics and Therapeia. Nei prossimi post continueremo ad approfondire strumenti, pratiche e sviluppi del lavoro condiviso... !

Il contributo dell’unità si è concentrato sulla dimensione clinica e psicologica dello studio Videopharmakon, attraverso la valutazione e il monitoraggio dei partecipanti.
A partire dal protocollo iniziale, il lavoro è stato ampliato dal setting in coppia a contesti di gruppo, coinvolgendo piccoli nuclei di persone con diagnosi condivise. In questa cornice, il gruppo è diventato uno spazio terapeutico attivo: un luogo di confronto, apprendimento e supporto reciproco, in cui lavorare sul rafforzamento dell’identità, dell’autonomia e del senso di sé. 👥👥

Gli interventi psicoterapeutici, basati sull’approccio ST, hanno integrato gli strumenti audiovisivi nel setting terapeutico, adattandoli alle esigenze, alle risorse e alle potenzialità dei partecipanti.
Il lavoro dell’unità ha così contribuito a mettere a fuoco il ruolo delle pratiche audiovisive nei percorsi terapeutici legati alla salute mentale e al neuro-sviluppo 🧠

L’unità coinvolge Valeria Verrastro e Valeria Saladino.

👥 Continuiamo a raccontare le unità di ricerca del progetto PRIN Aesthetic and Therapeia.Questa volta il focus è sull’un...
05/06/2026

👥 Continuiamo a raccontare le unità di ricerca del progetto PRIN Aesthetic and Therapeia.
Questa volta il focus è sull’unità di ricerca di eCampus University, che ha lavorato sul rapporto tra immagini, memoria autobiografica e costruzione dell’identità nei contesti di cura.

La ricerca ha messo in dialogo teoria fenomenologica dell’identità narrativa, narrative medicine e prospettive psicologiche, interrogando il modo in cui le immagini partecipano alla raccolta e all’elaborazione delle narrazioni personali.
A partire dai materiali del progetto , l’unità ha esplorato il ruolo dell’immagine come forma narrativa capace di attivare memoria, racconto e riconoscimento di sé.
In questa prospettiva, la narrative medicine emerge come pratica attenta alla dimensione vissuta dell’esperienza di malattia e alla costruzione di percorsi terapeutici più sensibili alla storia personale del paziente.
L’unità ha così contribuito a mettere a fuoco il valore delle pratiche narrative e visive nei processi di cura.

L’unità coinvolge Diego Chece, Venusia Covelli, Martino Feyles ed Eugenio Melloni.

💬 In che modo il racconto può entrare in un percorso di cura?Nel quadro del PRIN Aesthetics and Therapeia, la medicina n...
22/05/2026

💬 In che modo il racconto può entrare in un percorso di cura?

Nel quadro del PRIN Aesthetics and Therapeia, la medicina narrativa permette di interrogare il rapporto tra esperienza, ascolto e processo terapeutico. Raccogliere una storia di malattia significa considerare la cura anche come uno spazio attraversato da parole, immagini, memorie, relazioni e punti di vista differenti.
In questa prospettiva, il racconto diventa una forma di mediazione: aiuta a dare continuità a esperienze spesso frammentate, a rendere comunicabile ciò che il paziente vive, a costruire un terreno condiviso tra chi cura e chi viene curato.
Le medical narratives insistono proprio su questo passaggio: il paziente prende parte alla costruzione della propria storia, la organizza, la rielabora, la mette in forma anche attraverso linguaggi artistici e audiovisivi.
Il racconto entra così nella cura come pratica sensibile e relazionale: non aggiunge semplicemente una testimonianza al percorso terapeutico, bensì contribuisce a trasformare il modo in cui l’esperienza della malattia viene compresa, condivisa e attraversata... 🎥📝

👥 Continuiamo a raccontare le unità di ricerca del progetto Aesthetics and Therapeia.Questa volta: Sapienza Università d...
13/05/2026

👥 Continuiamo a raccontare le unità di ricerca del progetto Aesthetics and Therapeia.
Questa volta: Sapienza Università di Roma.

L’unità Sapienza ha lavorato su una questione di fondo: il rapporto tra rappresentazione e terapia, ricostruendone la genealogia.
Il punto di partenza è che questa relazione non è sempre stata separata. La loro distanza nasce da una precisa concezione storica dell’estetica. Cambiando quella prospettiva, cambia anche il modo in cui le due dimensioni possono tornare a incontrarsi.
Il lavoro dell’unità ha attraversato una lunga traiettoria storica: dalla Grecia antica al Rinascimento, passando per il cristianesimo e il Medioevo. Al centro, la relazione tra mimesis e therapeia e il modo in cui le arti hanno prodotto effetti terapeutici nel tempo.
Una parte della ricerca si è concentrata sulla crisi di questo rapporto in età moderna, mettendola in relazione con la separazione tra scienze naturali e scienze umane, e con il progressivo distacco tra arte e dimensione religiosa.
Da qui, una domanda aperta: come ripensare oggi il legame tra estetica e terapia?
Il lavoro dell’unità ha contribuito a costruire strumenti concettuali per riattivare questo rapporto, immaginando un dialogo rinnovato tra arti, medicina e tecnologie digitali.

L’unità coinvolge Daniele Guastini, Dario Cecchi, Francesco Emilio Restuccia e Marta Reichlin.

📣 Segnaliamo l’iniziativa “Noisy Systems: Aesthetics, Epistemology, and Computation”, workshop organizzato dalla Bibliot...
11/05/2026

📣 Segnaliamo l’iniziativa “Noisy Systems: Aesthetics, Epistemology, and Computation”, workshop organizzato dalla Bibliotheca Hertziana - Max Planck Institute for Art History, in programma il 4 e 5 giugno 2026 a Roma e online.

L’evento propone una riflessione interdisciplinare sul concetto di noise, inteso come elemento capace di attraversare sistemi estetici, tecnici e computazionali, aprendo nuove prospettive su immagini, intelligenza artificiale, visualità e media digitali.

Il programma completo e il link per il collegamento online sono disponibili qui 👇🏻

https://www.biblhertz.it/events/45629/2631954

💬 Che cosa può fare un video dentro un percorso di cura?Nel quadro del PRIN Aesthetics and Therapeia, il videofarmaco vi...
07/05/2026

💬 Che cosa può fare un video dentro un percorso di cura?

Nel quadro del PRIN Aesthetics and Therapeia, il videofarmaco viene pensato come un intervento audiovisivo costruito a partire dalla vita del paziente e destinato alla sua visione.
È un assemblaggio di immagini, suoni, ricordi e tracce biografiche che entra nel processo terapeutico come dispositivo attivo.
Il video non si limita a documentare un vissuto: lo riorganizza, lo rende visibile, lo restituisce a chi lo attraversa.
In questo processo, il paziente assume un ruolo partecipe. Raccontando la propria esperienza, diventa medium del proprio percorso di cura.
C’è poi un passaggio decisivo: fare esperienza del racconto e, insieme, vedere di averlo fatto.
Riguardarsi, riconoscersi, tornare sulle proprie immagini.
È qui che qualcosa si attiva.
Il paziente diventa spettautore: autore e spettatore del proprio film 🎥👤

💬 Che cosa significa raccontarsi come gesto agentivo?Nel progetto Aesthetics and Therapeia, il concetto di autonarrazion...
30/04/2026

💬 Che cosa significa raccontarsi come gesto agentivo?

Nel progetto Aesthetics and Therapeia, il concetto di autonarrazione agentiva apre una riflessione sul racconto di sé come pratica situata, relazionale e trasformativa.
A partire da Gell, l’agency può essere pensata come una forza distribuita, che prende forma nei legami, nei contesti, negli oggetti e nei dispositivi che orientano l’esperienza.
Le autonarrazioni agiscono dentro queste reti: influenzano concretamente i percorsi di vita e contribuiscono a riaprire possibilità di riconoscimento, relazione e trasformazione.
Raccontarsi significa intervenire, anche, sul proprio modo di stare nel mondo.

Un progetto finisce, ma il lavoro che ha attivato continua a generare percorsi.Nelle prossime settimane inizieremo a rac...
23/04/2026

Un progetto finisce, ma il lavoro che ha attivato continua a generare percorsi.
Nelle prossime settimane inizieremo a raccontare le unità di ricerca che hanno preso parte al progetto.

📍Partiamo da Salerno.
L’unità di ricerca UNISA ha lavorato sui processi di soggettivazione attivati dall’uso di artefatti digitali, con particolare attenzione alle pratiche di auto-rappresentazione.
All’interno della cornice dell’iconic agency, ha sviluppato un percorso teorico e metodologico sul self-storytelling come dispositivo capace di attivare forme di agency, mettendo in relazione estetica, cinema e salute mentale.
Il lavoro si è concentrato sui processi di resilienza e trasformazione resi possibili da un uso auto-rappresentativo dei dispositivi audiovisivi, in particolare in contesti di vulnerabilità.
Parallelamente, l’unità ha progettato interventi audiovisivi partecipativi basati su pratiche di auto-narrazione, realizzati attraverso dispositivi accessibili.

🎥 In questo contesto si inserisce lo sviluppo dei “video-farmaci”: strumenti pensati per agire sulla rielaborazione delle disfunzionalità e sulla riconfigurazione delle fragilità estetiche, secondo un approccio art-based e person-centered.

👥 L’unità UNISA è stata coordinata da Filippo Fimiani e ha coinvolto Anna Chiara Sabatino, Paola Lamberti e Roberto Pisapia.

Università degli Studi di Salerno
Scienze Comunicazione Unisa

23/04/2026

Indirizzo

Università Degli Studi Di Salerno
Fisciano
84084

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