Didattica della Shoah - Università degli Studi di Firenze

Didattica della Shoah - Università degli Studi di Firenze Pagina del Corso di perfezionamento in Didattica della Shoah, Università di Firenze

È stato un incontro intenso e profondamente significativo, capace di lasciare un segno autentico in tutti noi. La testim...
19/04/2026

È stato un incontro intenso e profondamente significativo, capace di lasciare un segno autentico in tutti noi. La testimonianza di Nando Tagliacozzo, così delicata e insieme potente, ci ha condotti dentro la storia dolorosa della sua famiglia, mantenendo sempre un dialogo vivo con chi ascolta e legge. Un racconto che non è solo memoria, ma responsabilità condivisa.

Questo momento ha rappresentato anche un riconoscimento importante per il valore della didattica della Shoah, soprattutto nella formazione degli studenti e delle studentesse che si preparano a diventare insegnanti. Riflettere insieme su questi temi significa contribuire alla costruzione di una coscienza civile fondata sui principi di democrazia, libertà, rispetto, uguaglianza e reciprocità, che sono il cuore delle nostre istituzioni.

Per me è stato un vero onore poter intrecciare questi valori con il lavoro di Nando, in un dialogo che ha unito memoria, educazione e impegno.

Desidero esprimere una sincera gratitudine al Prof. Luca Tedesco per l’invito, a Nando Tagliacozzo per la sua testimonianza preziosa, ai colleghi e alle colleghe che hanno condiviso questo momento e, soprattutto, agli studenti e alle studentesse del corso di Scienze della Formazione Primaria dell’Università Roma Tre, la cui partecipazione attenta e coinvolta ha reso l’incontro ancora più significativo.

Esperienze come questa ricordano che il percorso di apprendimento è continuo e condiviso.

19/01/2026
Un argomento importante per il dialogo.... e ne abbiamo sempre molto bisogno!Non mancate!
18/01/2026

Un argomento importante per il dialogo.... e ne abbiamo sempre molto bisogno!
Non mancate!

Continuano a distorcere la Storia e ciò che è accaduto per interminabili anni nella nostra Europa, ma leggere storie com...
05/01/2026

Continuano a distorcere la Storia e ciò che è accaduto per interminabili anni nella nostra Europa, ma leggere storie come queste ci aiutano a portare luce sugli esseri umani che credono nell’amore e nella misericordia.

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Non possiamo continuare a sentire fake news o inesistenti tentativi di comparazioni.

Ogni dolore è unico e non può essere paragonato a niente.

Se vi iscrivete al Corso di didattica della Shoah dell’Università di Firenze ne possiamo parlare e discutere, come abbiamo fatto in tutti questi anni.

Le iscrizioni scadono l’8 gennaio.
Contatto [email protected]
333 734 3047

Il 7 ottobre 1943, tra il filo spinato elettrificato, il fumo acre dei forni e il silenzio assordante delle urla mai udite, ad Auschwitz accadde qualcosa che ancora oggi trema nel cuore di chi ascolta.

In un luogo costruito per spegnere ogni traccia di dignità, Ottla Kafka — sorella minore di Franz Kafka — compì un gesto che lacerò il buio per un solo, eterno istante. Un gesto tanto semplice quanto immenso: scegliere l’amore, proprio lì, nel ventre del male.

Ottla non era destinata a morire quel giorno. Era stata selezionata nel campo di Terezín per un altro trasferimento. Non era il suo turno. Non ancora. Ma il destino prese una piega che solo i cuori liberi possono seguire. Camminando lungo il perimetro del campo, Ottla vide un gruppo di bambini. Piccoli, smarriti, scalzi. Stringevano le mani di nessuno, abbracciavano solo la paura. E negli occhi avevano lo stesso terrore che lei conosceva bene.

In quel momento, Ottla non fuggì, non distolse lo sguardo, non cercò una via di scampo. Si avvicinò. E con la calma incrollabile che solo l’amore sa portare nel caos, chiese di essere aggiunta al trasporto. Nessuno la obbligava. Nessuno le puntava contro un’arma. Ma lei scelse.

Scelse di non lasciarli soli. Scelse di esserci. Sapendo — come tutti sapevano — che quel treno non portava al lavoro, ma alla fine. Scelse di salire con loro. Di tener loro la mano. Di accompagnarli, forse solo con lo sguardo, fino all’ultimo respiro.

Forse sperava di rassicurarli. Forse desiderava che, almeno per qualche ora, quei bambini non sentissero solo terrore, ma anche una carezza. Forse voleva che non morissero dimenticati. E così lo fece. Con passo deciso, entrò in quel vagone. Non come prigioniera. Come madre. Come umana. Come presenza.

Quando il treno si fermò, non ci fu salvezza. Nessuna spiegazione. Nessuna parola. Solo comandi secchi, solo la solita, spietata sequenza. Ottla e quei bambini furono portati direttamente alle camere a gas. Nessuna speranza. Solo una porta che si chiudeva. Per sempre.

Ma la sua scelta resta. Resta e brucia. In mezzo a un ingranaggio creato per annientare, lei decise di essere luce. Non un gesto eroico da prima pagina. Non una ribellione clamorosa. Ma un atto di puro amore. Assoluto. Silenzioso. Potente.

Il suo corpo è scomparso. Ma il suo gesto è rimasto. È rimasto nei libri, nelle voci, nei cuori. Non salvò quelle vite. Ma salvò un’idea: che anche nel cuore della disumanità, si può essere umani. Che anche nel buio più fitto, una sola presenza può cambiare il senso di tutto.

Ottla Kafka non è nei monumenti. Non è nelle piazze. Ma è nella memoria di chi non dimentica. È in ogni sussurro che si oppone al grido dell’odio. È nella dignità di chi sceglie l’altro, anche quando tutto dice di scappare.

In un mondo che aveva dimenticato la pietà, lei ne fu incarnazione silenziosa. Fino all’ultimo passo.

https://youtu.be/2EhJua2G64U?si=Z9OTgqgnTMXthKtDRicordare e conoscere laStoria… ecco il nostro compito da insegnanti! La...
02/01/2026

https://youtu.be/2EhJua2G64U?si=Z9OTgqgnTMXthKtD

Ricordare e conoscere la
Storia…

ecco il nostro compito da insegnanti!

La Shoah non finisce il 27 gennaio del 1945.
Andiamo anche oltre al Giorno della Memoria per capire quanto l’antisemitismo abbia continuato a essere presente ovunque con la sua forza distruttiva e le sue fake news.

Le iscrizioni al corso di perfezionamento in didattica per la conoscenza della Shoah dell’università di Firenze sono aperte fino all’8 gennaio.

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