Istituto Papirologico Girolamo Vitelli

Istituto Papirologico Girolamo Vitelli Istituto per la ricerca, conservazione, restauro e studio di papiri e di altri reperti

È aperto il bando per la partecipazione al XXIII Seminario Papirologico Fiorentino, che si terrà dal 7 al 15 settembre p...
25/05/2026

È aperto il bando per la partecipazione al XXIII Seminario Papirologico Fiorentino, che si terrà dal 7 al 15 settembre presso il nostro Istituto. Il Seminario è rivolto prioritariamente agli studenti in possesso del titolo di Laurea magistrale (LM-15) e prevede lezioni frontali, lavoro diretto sui papiri documentari inediti della nostra collezione e alcune sessioni di restauro. Sarà possibile presentare domanda fino al 15 giugno. Il bando completo è disponibile al link:https://www.istitutopapirologico.unifi.it/upload/sub/bando_XXIII_seminario_Istituto_Papirologico_2026_fto_signed_PROT.pdf

In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi ...
20/05/2026

In occasione della giornata mondiale delle api, istituita per promuovere la tutela degli insetti impollinatori, custodi della biodiversità, vi presentiamo un esempio di difficoltà che gli apicoltori erano costretti ad affrontare nella vita quotidiana dell’Egitto romano.
Si tratta di una disputa tra apicoltori (melissourgoi) e pastori (poimenes), menzionata in una petizione: P.Dubl. 11 (Pap Gr 110a-c; ©️ Board of Trinity College).
Dal fr. 1 sembra si possa ricostruire, seppur con cautela a causa delle lacune, che alcune pecore erano state portate a pascolare in un terreno che, invece, era stato riservato alle api (dietro pagamento di concessione o di affitto), perché la varietà di fiori che vi cresceva era ottima per la produzione di miele. Gli apicoltori si erano, così, rivolti allo stratego dell’Ossirinchite, Atenodoro, affinché intervenisse contro i pastori, forse con riferimento alla normativa esistente, di cui siamo, però, solo in minima parte a conoscenza. Tali situazioni dovevano essere frequenti e una generale preoccupazione per i danni che le greggi potevano causare ai fiori e dunque alle api traspare anche dalle parole di Aristotele, che le definisce nemiche delle api (HA 627b4). Nelle Georgiche di Virgilio (IV, 11-36) viene descritto, invece, il luogo perfetto per la produzione di miele, dono divino: un luogo in cui non batta il vento, in cui pecore e capretti non calpestino i fiori né le giovenche schiaccino l’erba appena nata; dove lucertole e uccelli non possano arrivare, ma ci siano sorgenti limpide e alberi frondosi in cui le api possano ripararsi.
Anche se le minacce per l’ecosistema delle api e degli insetti impollinatori sono in parte cambiate nel corso dei secoli, gli antichi erano consapevoli dell’importanza economica del miele, utilizzato nei più vari ambiti (alimentare, medico, religioso). Questo aspetto doveva essere probabilmente sufficiente per l’adozione di misure di tutela, ma soprattutto per l’esercizio di un controllo diretto sulla produzione e sulla vendita del prodotto. Prova ne sono, ad esempio, l’imposizione di una tassa sul miele e sulla cera e la distinzione tra apicoltori ‘pubblici’ e privati.

Martedì 19 maggio, alle ore 15, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello) si terrà il secondo appuntamento nell’ambito de...
14/05/2026

Martedì 19 maggio, alle ore 15, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello) si terrà il secondo appuntamento nell’ambito dei nostri Incontri Papirologici 2026. Interverrà Andrea Jördens (Universität Heidelberg), con una lezione dal titolo: “Vite e vicende di Giudei nell’Egitto ellenistico e romano”. Sarà possibile seguire anche da remoto al link: https://meet.google.com/bht-immk-quu. Non mancate!

Martedì 5 maggio, alle ore 15.00, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello), si terrà il primo dei nostri Incontri Papiro...
30/04/2026

Martedì 5 maggio, alle ore 15.00, in Via della Pergola 60 (sala Orbatello), si terrà il primo dei nostri Incontri Papirologici del 2026. Interverrà Amin Benaissa (University of Oxford) con una lezione dal titolo: “An Anomaly No More: Dionysius Periegetes in the Papyri”. Sarà possibile seguire anche online al link https://meet.google.com/mbs-vgeb-jou. Non mancate!

Due appuntamenti da non perdere nell’ambito degli Incontri Papirologici del 2026: interverranno Amin Benaissa (Christ Ch...
27/04/2026

Due appuntamenti da non perdere nell’ambito degli Incontri Papirologici del 2026: interverranno Amin Benaissa (Christ Church, University of Oxford) e Andrea Jördens (Universität Heidelberg). Vi aspettiamo martedì 5 e martedì 19 maggio in Via della Pergola 60, Sala Orbatello, alle ore 15.00. Sarà possibile seguire anche online. Non mancate!

Oggi si celebra la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Tali aspetti avevano nel mondo antico caratterist...
23/04/2026

Oggi si celebra la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Tali aspetti avevano nel mondo antico caratteristiche molto diverse da quelle attuali: la forma standard del libro fu, almeno fino al II sec. d.C., quella del rotolo di papiro; d’altra parte, il concetto di autorialità era assai meno rigido di come lo intendiamo oggi. Basti pensare che la pubblicazione dei testi teatrali finiva per coincidere con la prima messa in scena.
Nei rotoli di papiro, il nome dell’autore era registrato insieme al titolo dell’opera e trovava posto all’inizio, alla fine e/o sull’esterno del rotolo. In alcuni casi, scoperte papirologiche in più fasi hanno consentito di recuperare larghe porzioni di un’opera prima perduta e, infine, il nome del suo autore.
Questo è il caso del papiro della Sorbona che vi presentiamo oggi (Inv.Sorb. 72 + 2272 + 2273). Nel 1901, in un cimitero nei pressi del villaggio di Médinet-Ghôran, nell’Arsinoite, Pierre Jouguet rinvenne centinaia di mummie ancora coperte di cartonnages (una sorta di cartapesta, ottenuta da strati di papiro riciclato e lino, usata per realizzare sarcofagi e maschere funerarie). Dallo smontaggio di tali cartonnages emersero numerosi testimoni letterari, tra i quali sette frammenti di una commedia della quale, tuttavia, autore e titolo rimanevano ignoti. Per oltre cinquant’anni il contenuto di tali frammenti fu oggetto delle più diverse ipotesi, fino a quando, nel 1962, da uno dei cartonnages provenienti dal medesimo scavo, emersero altri frammenti dello stesso rotolo, uno dei quali contenente titolo e nome dell’autore: Μενάνδρου Ϲικυώνιοι, i Sicioni di Menandro. Segue l’indicazione del numero dei versi copiati: 1000 e più (le cifre di centinaia, decine e unità sono perdute in lacuna) e una sottoscrizione, elemento rarissimo in età di rotolo. In essa lo scriba invita i lettori a non ridere della sua scrittura.

Nella prima immagine Inv.Sorb. 2272b, frammento di pettorale; nella seconda, Inv.Sorb. 2272e, con i versi finali della commedia e il colofone ©️ Sorbonne Université – Institut de papyrologie.
La trascrizione è riprodotta da R. Kassel, S. Schröder, PCG VI.1, Menander, Berlin-Boston 2022.

Si parlerà anche di Arsinoe, e del nostro progetto "Arsinoe3D", venerdì 17 aprile 2026, presso l’Accademia d’Egitto di R...
15/04/2026

Si parlerà anche di Arsinoe, e del nostro progetto "Arsinoe3D", venerdì 17 aprile 2026, presso l’Accademia d’Egitto di Roma (), alla serata celebrativa in occasione dei 40 anni dalla fondazione dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia, introdotta da una presentazione delle attività e della storia dell'IICE a cura della Presidente Gloria Rosati (), a cui seguiranno le conferenze:

Ilaria Cariddi (, ): Arsinoe ritrovata: dall’archivio all’esplorazione 3D di una città dell’Egitto greco-romano.

Francesca Iannarilli (): Dai due Nili al Mediterraneo: percorsi di archeologia e fumetto.

Seguirà un documentario sul Grand Egyptian Museum, commentato dal Vicepresidente IICE Emanuele M. Ciampini (), e sarà inaugurata la mostra d'arte "Companionship" di .rabe342. L'ingresso è libero (fino a esaurimento posti.

Oggi è il giorno in cui la liturgia cristiana ricorda la passione e la morte di Gesù, un tema che è stato ampiamente aff...
03/04/2026

Oggi è il giorno in cui la liturgia cristiana ricorda la passione e la morte di Gesù, un tema che è stato ampiamente affrontato negli scritti dei primi Padri della Chiesa.
PSI inv. 535, un frammento di papiro della collezione fiorentina scritto nella seconda metà del V secolo d.C., riporta un passo, lacunoso, di un autore sconosciuto proprio su questo tema. Non è possibile seguire il filo del discorso, ma nella prima parte il soggetto sono probabilmente i Giudei: è scritto «sono ora diventati assassini … gridando contro il Salvatore: “Toglilo di mezzo, toglilo di mezzo, crocifiggilo…”». Poco dopo si accenna a “scettri della regalità” e il soggetto è un “re sofferente”. L’antitesi fra l’umiliazione dei persecutori e la regalità di Gesù, racchiusa anche nella frase “essendo condotto alla croce è stato glorificato (?)”, è evidenziata nel commento del primo editore, Mario Naldini, in Aegyptus 38 (1958), pp. 144-146.
Il passo non risulta essere noto da altre fonti e non è possibile proporre per esso un’attribuzione precisa a causa dell’esiguità del testo superstite e dell’amplissima diffusione di commenti sulla passione. In generale, lo stile sembra prediligere contrapposizioni elaborate e frasi brevi, come si riscontra già in uno dei testi più antichi composti per la celebrazione della Pasqua, l’omelia di Melitone di Sardi (fine del II secolo d.C.), conservata anch’essa solo da testimonianze papiracee.
Per la scheda completa sul papiro: https://psi-online.it/documents/m-naldini-aegyptus-38-1958-pp-144-146

Si conclude oggi la prima missione del 2026 ad Antinoupolis. È stata una campagna impegnativa e piena di importanti avan...
31/03/2026

Si conclude oggi la prima missione del 2026 ad Antinoupolis. È stata una campagna impegnativa e piena di importanti avanzamenti, sia dal punto di vista scientifico, che progettuale. Proseguiamo con entusiasmo e dedizione il nostro lavoro nel sito, ove l’Istituto opera ormai da oltre 90 anni.
Nel post trovate anche due foto d’epoca, scattate nel 1973 ad Antinoupolis da Guido Bastianini, direttore dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli” dal 1999 al 2015.
Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sulle nostre future attività nel sito!

Dopo alcuni giorni al Cairo, si è aperta la prima missione del 2026 ad Antinoupolis, che si protrarrà fino alla fine del...
23/03/2026

Dopo alcuni giorni al Cairo, si è aperta la prima missione del 2026 ad Antinoupolis, che si protrarrà fino alla fine del mese e che ha previsto anche un sopralluogo a Luxor. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati!

In un pavimento musivo rinvenuto nel 2007 ad Antiochia di Siria, è raffigurata una scena tratta dal I atto della Perikei...
08/03/2026

In un pavimento musivo rinvenuto nel 2007 ad Antiochia di Siria, è raffigurata una scena tratta dal I atto della Perikeiromene di Menandro. A sinistra una donna – con ogni probabilità Glicera, la “fanciulla tosata” che dà il titolo alla commedia – avvolge il capo nell’himation e dà le spalle agli altri personaggi; al centro siede il soldato Polemone; a destra riconosciamo Sosia, servo del soldato, con il braccio teso e l’indice puntato in gesto d’accusa.
Questo importante ritrovamento archeologico ha consentito di chiarire diversi punti oscuri delle scene iniziali della commedia. I versi successivi ci sono trasmessi dal cosiddetto codice Cairense (inv. J.E. 43227), che conserva diverse opere di Menandro, inclusa gran parte della Perikeiromene; l’inizio della commedia è andato, tuttavia, perduto.
Questi, in breve, i fatti: appena nati, Glicera e suo fratello Moschione vengono esposti e poi separati. Cresciuta, Glicera vive con il soldato Polemone, di cui è concubina, accanto alla casa di Moschione. Ignaro del legame di parentela, il giovane si invaghisce di lei e, la sera prima dell’inizio del dramma, sorpresa la ragazza sulla soglia, le corre incontro, la abbraccia e la bacia. Alla scena assiste, non visto, Sosia. Il mattino seguente – il giorno in cui si apre la commedia – egli informa del presunto tradimento Polemone, il quale, in un impeto d’ira, taglia i capelli della ragazza.
Non sappiamo se questa aggressione avvenisse davanti agli occhi del pubblico o meno. Certo è che, poco dopo, Polemone si dispera per l’accaduto e tenta in ogni modo di riconquistare Glicera: manda Sosia avanti e indietro per sorvegliarla con ogni pretesto, compie gesti plateali, infine chiede l’intercessione del vicino Pateco. Ma Glicera rifiuta.
E lo fa con parole che risuonano con forza ancora oggi: ἐγὦιδα τἄμ’ ἄριϲθ’, “So io ciò che è bene per me” (v. 326).

Il mosaico è riprodotto su gentile concessione di O. Çelik; l’immagine di P.Cair. J.E. inv. 43227 è tratta da L. Koenen, H. Riad, el-K. Selim, The Cairo Codex of Menander (P.Cair. J. 43227). A Photographic Edition, London 1978, tav. ###VI.

Indirizzo

Borgo Degli Albizi, 12
Florence
50122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 14:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 14:00

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