22/09/2026
[12/06, 08:01] Maria Grazia Evangelista: [11/06, 20:35] Maria Grazia Evangelista: Queste note ti possono servire. Se fai caso gli studi di Faggin sono di anni successivi alle pubblicazioni di Luciano che, come ti dicevo, aveva conosciuto personalmente a Padova.
[11/06, 20:35] Maria Grazia Evangelista: "Differenza fra l'ing.luciano Pederzoli e il dottor Federico Faggin riguardo all'analisi della coscienza.
Ecco un confronto sintetico e chiaro tra le posizioni di Luciano Pederzoli (ingegnere, ricercatore dell’EvanLab) e Federico Faggin (fisico, inventore del microprocessore, autore di libri sulla coscienza) riguardo alla natura della coscienza. Entrambi rifiutano il materialismo riduzionista, ma le loro teorie sono diverse tra loro.Aspetto
Luciano Pederzoli (EvanLab)
Federico Faggin
Natura fondamentale della coscienza
La coscienza è un campo non-locale di natura quantistica (simile al campo quantistico), preesistente alla materia e capace di interagire con il cervello tramite meccanismi quantistici (collasso della funzione d’onda, effetti di coerenza in microtubuli, ecc.).
La coscienza è l’esperienza irriducibile del “sapere” (knowing), una proprietà ontologica primaria dei “Quantum Information Units” (unità quantistiche di consapevolezza, chiamate “Unità C” o “Classons”). La materia classica emerge dal comportamento collettivo di queste unità coscienti.
Ruolo del cervello
Il cervello è un interfaccia/trasduttore tra il campo di coscienza non locale e il corpo fisico. Può “sintonizzarsi” su diverse porzioni di questo campo (esperienze extracorporee, medianità, NDE).
Il cervello è un computer quantistico classico che elabora simboli (bit classici). La coscienza libera (free will) opera a livello quantistico puro e non è riducibile all’elaborazione cerebrale. Il cervello traduce l’esperienza cosciente in rappresentazioni simboliche.
Libero arbitrio
Esiste, ma è condizionato dal campo di coscienza e dalle informazioni non locali a cui il soggetto accede...