L’interesse per il sito archeologico di Montecorvino, centro medievale fondato nell’XI sec. e abbandonato nel corso dell’età moderna, si è sviluppato all’interno di un progetto di ricerca archeologica dedicato al Subappennino Daunio, ovvero la fascia d’altura pugliese ai confini con Campania e Molise, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia. Il progetto studia i car
atteri e le trasformazioni del territorio, del paesaggio e dell’ambiente con particolare riguardo al Medioevo dei Monti Dauni Settentrionali, di cui vengono analizzate le dinamiche insediative e di popolamento. Il piano d’intervento ha previsto nel corso degli anni analisi ambientali, paleobotaniche, geologiche, ricognizioni territoriali, nonché lo studio archeologico e dell’edilizia storica dei centri urbani. All’interno di questo comprensorio l’insediamento abbandonato di Montecorvino è stato prescelto per avviare uno scavo archeologico per il suo potenziale di informazione archeologica, per il suo contesto paesaggistico e ambientale, per la memoria viva che mantiene nel territorio. Gli imponenti resti della torre, che svetta sulla piana circostante, e della cattedrale, ancora testimone del culto di S. Alberto, vescovo della città nel Medioevo (è la meta conclusiva della processione che parte dai paesi vicini in occasione della festività del santo) segnano tuttora il paesaggio; le analisi condotte sul sito (ricognizioni sul campo, fotografie aree, prospezioni geofisiche) hanno evidenziato la ricchezza informativa del deposito archeologico sepolto. La combinazione di questi elementi, inoltre, permette di progettare in prospettiva programmi di tutela, valorizzazione e fruizione pubblica del sito archeologico. Nel 2006 e 2007 due campagne di ricognizione e diagnostica hanno dato l’avvio alle indagini su Montecorvino, con studi di archeologia del paesaggio (ricognizione dell’area che costituiva il centro urbano e del territorio circostante con raccolta dei materiali di superficie, prospezioni magnetiche nelle aree dell’antico abitato) e di archeologia dell’architettura (studio e rilievo delle architetture della torre e della cattedrale, analisi delle malte). Dal 2008 sono stati avviati gli scavi archeologici, che proseguono ogni anno nei mesi di giugno e luglio grazie ai contributi dei Comuni di Pietramontecorvino, Motta Montecorvino e Volturino. Gli scavi, a cui hanno partecipato decine di studenti provenienti da diverse università italiane, hanno interessato in particolare il nucleo della cattedrale e dell’episcopio, l’area fortificata intorno alla torre, una porzione dell’abitato che gravitava sul principale asse stradale dell’insediamento. Il lavoro di ricerca su Montecorvino comprende, oltre allo scavo e allo studio dei reperti rinvenuti, altri campi di indagine: archeologia dell’architettura, bioarcheologia (ricerche paleoambientali e paleobotaniche, dendrocronologia, studi antropologici, studi archeozoologici), studio del paesaggio (Progetto Ager Lucerinus), analisi spaziali e rilievo GIS, indagini geomineralogiche, ricostruzioni tridimensionali del sito.