02/10/2026
"Può una pedagogia essere mia?
Una pedagogia è un discorso scientifico e perciò non può esserci una mia pedagogia, in quanto una scienza è certamente un discorso - è cioè uno scorrere e un trascorrere, con le parole, da un tema a un altro e da un punto di vista a un altro - ma una scienza è anche sempre un discorrere, che sempre accomuna i diversi interlocutori, i quali seguono un filo (o un intreccio di fili): il filo del discorso, appunto. Per questo, una pedagogia non può essere mia ma è sicuramente un congegno intersoggettivamente costruito".
Franca Pinto Minerva, da La mia pedagogia: differenza, complessità, ibridazione, utopia.
"La complessità non è una nozione nel senso in cui lo sono tradizionalmente i concetti della fisica o della biologia. Può assumere una vasta gamma di significati. Però l’etimologia del termine è significativa. Complessità deriva dal verbo latino plectere, che vuol dire intrecciare, unito alla preposizione cum. Potremmo dunque dire che complesso è qualcosa di intrecciato più volte. Complessità evoca una pluralità di componenti, ma anche un’idea di unità: è quasi un ossimoro. Anche il contrario di complesso, cioè semplice, viene da plectere, unito però alla particella sim, e vuol dire intrecciato una volta sola. Questo ci porta all’idea che nella semplicità manchino le dimensioni temporali, storiche, evolutive, che invece sono inscindibili dalla complessità".
Mauro Ceruti, Viaggio nella complessità, dialogo con Giorgio Parisi.
"Il soggetto è nel suo sé potenzialmente altro pur essendo se stesso. È perché il soggetto porta l’alterità in se stesso che può comunicare con l’altro. […] La comprensione permette di considerare l’altro non solo come ego alter, un altro individuo soggetto, ma anche come alter ego, un altro me stesso con cui comunico, simpatizzo, sono in comunione. Il principio di comunicazione è dunque incluso nel principio d'identità e si manifesta nel principio di inclusione".
Edgar Morin, La testa ben fatta