16/10/2026
A che serve parlare genovese nel 2026?
È la domanda da cui siamo partiti mercoledì 14 ottobre nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa con «Il genovese: lingua di cultura» seminario organizzato da Consorzio IANUA, Scuola Superiore IANUA, dall’ Università di Genova e ISA IANUA, l’associazione di allievi e alumni.
L’obiettivo era superare i luoghi comuni che hanno ridotto il genovese a semplice dialetto e mostrarlo per quello che è, una lingua che si usa in molti ambiti dell’attività umana. Il seminario era aperto a tutti e si è svolto in italiano, perché per parlare di genovese non serve saperlo parlare.
Il pomeriggio si è aperto con i saluti della presidente del Consorzio IANUA Eva Riccomagno e di Felice Negri, vicepresidente della Camera di Commercio di Genova. Hanno portato il loro saluto anche Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e il consigliere comunale Mario Caraffini, a nome della sindaca di Genova Silvia Salis.
Ha moderato Martino Rocca, professore di discipline letterarie e latino al Liceo L. da Vinci di Genova.
Stefano Lusito, ricercatore, traduttore e lessicografo, ha aperto i lavori con una riflessione in diacronia sullo status sociolinguistico del genovese in Liguria, tra lingua e dialetto. Lorenzo Filipponio, professore ordinario di linguistica all’Università di Genova, ha parlato della caratterizzazione grafica del genovese. Fabio Canessa, giornalista di Genova 24, ha raccontato cosa significa fare giornalismo in genovese.
Jean Maillard, ricercatore sull’IA applicata alla linguistica del Conseggio pe-o patrimònio linguistico ligure, ha parlato di tecnologie linguistiche per il genovese.
Enzo Marciante, fumettista, animatore e illustratore, ha portato in sala le vicende dei palazzi dei Rolli raccontate a fumetti.
Ha chiuso Paolo Besagno, compositore, con la storia e le caratteristiche del trallalero, la muxica zeneize, insieme alla squadra dei Canterini di Sant’Olcese che si è esibita dal vivo.
Grazie ai relatori, al moderatore e a tutte le persone che hanno partecipato. Il seminario si è svolto con il patrocinio della Camera di Commercio di Genova e il supporto del Conseggio pe-o patrimònio linguistico ligure. L’aperitivo finale è stato offerto da Pesto per Amore.
Il genovese ha ancora molto da dire. E da dare.