08/06/2026
🌊 Tre giorni per esplorare, conoscere e imparare a proteggere il cuore blu del nostro Pianeta.
In occasione della , Piazza De Ferrari e Largo Pertini a Genova si sono trasformati in uno spazio di scoperta e divulgazione, tra viaggi virtuali sui fondali del Mediterraneo, incontri con scienziati ed esperti, installazioni artistiche, reinterpretazioni musicali dei segnali del mare, laboratori e attività dedicate ai più piccoli.
🌊 Tra gli appuntamenti in programma, all'Auditorium Montale è andato in scena un dialogo brillante, ironico e coinvolgente tra due generazioni di geologhe marine, Laura Crispini e Carlotta Ferrando.
Due percorsi diversi, due epoche diverse, ma la stessa passione per l'esplorazione del pianeta sommerso.
🗺 Da una parte la ricerca fatta di carte, schizzi, appunti, osservazione e tempi lunghi.
💻 Dall'altra tecnologie sempre più sofisticate, computer, acquisizione immediata di dati e analisi in tempo reale. Strumenti diversi, ma un obiettivo comune! capire cosa si nasconde sotto la superficie del mare.
🔍Perché il lavoro del geologo marino assomiglia molto a quello di un investigatore. I fondali vengono scandagliati con tecnologie avanzate, ma poi inizia la ricerca degli indizi, la ricostruzione di un puzzle complesso che racconta la storia della Terra.
E il momento più atteso arriva a bordo della nave da ricerca.
📢 "Carote sul ponte!"
È l'annuncio che tutti aspettano. Dal fondale emerge una carota di sedimento, un cilindro di pochi centimetri che custodisce informazioni preziosissime. In quei campioni si leggono cambiamenti climatici, trasformazioni degli oceani, tracce di organismi viventi e processi geologici avvenuti nel corso di migliaia di anni.
Ogni spedizione è un'avventura scientifica e umana. Si vive per settimane, a volte per mesi, senza vedere terra. La maggior parte della nave è occupata dalla strumentazione, il lavoro non si ferma mai e ogni dato raccolto può rivelare qualcosa di nuovo. C'è concentrazione, esperienza, collaborazione tra discipline diverse, ma anche entusiasmo, amicizia e quel senso di comunità che nasce quando si condividono scoperta e ricerca.
Perché la scienza è fatta di strumenti e competenze, ma anche di curiosità, emozioni e persone.
🌊 E forse è proprio questo il fascino dell'esplorazione degli abissi.
Non sapere cosa si troverà nella prossima "carota" e scoprire che in pochi millimetri di sedimento può essere custodita una storia lunga mille anni.
Università di Genova