18/06/2026
THE PAPERS OF A CORSICAN PRIVATEER (1762)
We have previously discussed the difference between a privateer and a pirate. The former operated lawfully under the authority of a privateering commission (or letter of marque) issued by the state in whose service he sailed. The latter was simply a “sea robber” — a criminal whose activities took place not on land, but at sea.
However, the privateering commission was not the only document a privateer carried when he put to sea in search of prizes. Several others accompanied him on his voyage, and in this post we would like to show you some of them.
In order:
1. The privateering commission of Francesco Antonio Gavi (known as “Cincella, son of the Salaiola”), captain of the privateering felucca "L'Intrapredente" of the Corsican Republic, signed by Pasquale Paoli, “General of the Corsican Nation”.
2. A prize commission (printed form to be completed as required), namely the document issued by the privateer captain to the officer whom he appointed to command a captured vessel (a prize), in order to conduct her safely to a friendly port.
3. The military regulations (“Maritime Laws”) that Corsican privateers were required to observe.
The opening page of the logbook of Captain Giorgio Rossi, commander of the Corsican privateering scappavia "Il Patriota", which was operating in company with Captain Gavi’s felucca.
How have these documents survived to the present day? The answer is quite interesting.
"L'Intrapredente" and "Il Patriota" were two vessels commissioned for privateering by Pasquale Paoli, General of the Corsican Nation and leader of the insurgents fighting for Corsican independence from the Republic of Genoa. During the summer of 1762, the two vessels were cruising in the waters off northern Sardinia in search of Genoese coral-fishing vessels when they were surprised and captured by six armed vessels from Bonifacio, the Corsican town that remained loyal to Genoa.
The documents found on board the two privateers are now preserved in the State Archives of Genoa (Archivio Segreto, n. 1722). Those presented here represent only a small portion of the material: the archive contains much more of considerable historical interest.
I DOCUMENTI DI UN CORSARO DELLE REPUBBLICA DI CORSICA (1762)
Abbiamo parlato in passato della differenza tra un corsaro ad un pirata. Il primo agiva legittimamente, autorizzato da una patente di corsa (o lettera di marca), rilasciata dall'autorità statale per la quale prestava servizio. Il secondo era, più semplicemente, un "ladro di mare", ossia un criminale che agiva non in terra ma in mare Ma la patente di corsa non era il solo documento che un corsaro portava con sé quando salpava in cerca di prede. Ne aveva altri: in questo post ve ne vogliamo mostrare alcuni Nell'ordine:
1. La patente di corsa di Francesco Antonio Gavi (detto "Cincella il figlio della Salaiola"), capitano del felucone corsaro "L'Intrapredente" della Repubblica di Corsica, firmato dal "Generale della Nazione" Pasquale Paoli.
2. La patente di preda (prestampata e da compilare), ossia il documento di navigazione che il capitano corsaro rilasciava all'ufficiale che egli nominava al comando di un bastimento catturato ("predato"), al fine di condurlo in un porto amico
3. Il regolamento militare ("leggi marittime") che i corsari còrsi dovevano rispettare 4. La prima pagina del Diario di bordo del capitano Giorgio Rossi, comandante dello scappavia corsaro còrso "Il Patriota", che operava di conserva col felucone del capitano Gavi Come sono arrivati fino a noi questi documenti? Ecco la spiegazione.
L'Intraprendente e Il Patriota erano due legni armati in corso dal generale della Nazione Còrsa Pasquale Paoli, leader dei ribelli che lottavano per l'indipendenza della Corsica dalla Repubblica di Genova. I due legni nell'estate del 1762 stavano incrociando nelle acque della Sardegna settentrionale, in caccia di bastimenti corallini genovesi, quando furono sorpresi e predati da sei legni armati di Bonifacio (città còrsa fedele a Genova). Nell'Archivio di Stato di Genova (fondo Archivio Segreto, filza n. 1722) sono conservati i documenti trovati a bordo dei due bastimenti corsari (che, peraltro, non sono limitati a quelli che proponiamo qui, c'è molto altro)