La determinazione a diventare un "chitarrista alpha" anche. La fatica, l'impegno, la costanza.
È roba tua, nessuno può metterli al tuo posto. Però possono essere accolti, nutriti, e "pompati". Guitar PRAXIS in fondo è qui per questo. Per metterci il METODO, i MATERIALI, l'AMBIENTE, e l'OCCASIONE per sfruttare ogni singolo istante del tuo tempo. Il METODO
Puoi imparare come si è sempre fatto, come
ha imparato chi ha insegnato a te, e come aveva imparato chi a sua volta gli aveva insegnato, e così via, nella monotona grigia litania del "si è sempre fatto così", che è poi quello che ti propinano tutti, maestri, scuole, libri, tutorial... un metodo "made-in-1800", anche quando impari sweep e tapping. Come andare dal dentista e farsi fare la "anestesia" coi chiodi di garofano... Non lo faresti, vero? Eppure per quello che riguarda l'apprendimento fai esattamente quello. Certo, nel frattempo ci sono stati avanzamenti pazzeschi in discipline che in certi casi nemmeno esistevano, ci sono stati studi di anatomia, scoperte delle neuroscienze, metriche della psicologia cognitiva. Ma vuoi mettere con la pigra consuetudine dei "buoni vecchi metodi di una volta"? Ecco. Se quello che vuoi è restare imprigionato nelle ragnatele del tempo-che-fu, perfetto, smetti pure di leggere, vai a solfeggiare e a ripetere ostinatamente infiniti rosari di scale su scale come se fossi una proscimmia nel laboratorio di un ricercatore senza cuore. Se invece sei un terrestre del 2016, quasi 2017, usi lo smartphone, non ti fai aprire la pancia senza anestesia, guardi le serie in streaming, beh, allora forse vuoi portare in questo millennio anche la tua pratica sulla chitarra. Guitar PRAXIS è qui per questo. Chiedilo a chi sta frequentando un PRAXIS corso: è tutto diverso. Tutto. Impari in una maniera completamente nuova. In una frazione del tempo. E ti resta per sempre. Certo, se vuoi una "ricetta magica", qualcosa che ti eviti di farti il mazzo sulla chitarra ogni maledetto giorno, sei fuori pista. Il mazzo te lo devi fare. Eccome. Dovevi stare sveglio e vigile e concentrato guidando un calesse e devi stare sveglio e vigile e concentrato anche pilotando una fuoriserie in autostrada. Questo non significa che i due viaggi siano la stessa cosa, sei d'accordo? L'impegno è obbligatorio, la concentrazione pure, il focus idem. Ma dove col calesse ci arrivavi in una settimana, adesso ci arrivi in una manciata di ore. Oppure, in quella settimana, puoi arrivare ovunque tu voglia. L'unico limite è la tua ambizione. I MATERIALI
Quante volte ti sei messo lì con le migliori intenzioni, con la determinazione di studiare davvero, ti sei ritagliato con le unghie il tempo che volevi rubandolo a lavoro amici partner famiglia, e alla fine... non hai combinato niente? Ti è successo, vero? Lo so, perché è successo a tutti. Non so se noi come chitarristi siamo più "cazzeggioni" degli altri, ma di sicuro questo ci è capitato. Un mucchio di volte. Il risultato è che quello che esce dall'ampli quando suoni non è mai, mai, mai all'altezza dell'impegno che hai versato sulla chitarra. Mai. Meriteresti molto di più, con tutte le ore, le giornate che hai passato su tasti e corde, plettri e dita. In parte è la mancanza di FOCUS. Inizi con le migliori intenzioni, poi non sai esattamente su che cosa lavorare, vaghi un po', certo, hai delle indicazioni magari dal tuo maestro, hai degli esercizi da portare avanti, quelle pagine di un libro, sicuro, ma alla fine è tutto confuso, non sai ESATTAMENTE cosa fare, quando, per quanto tempo. E ti ritrovi che il tempo è passato e ok, sì, hai suonato, hai fatto pratica. Ma di sicuro non ti ha reso in proporzione all'energia che ci hai messo, all'impegno che ci hai dedicato. Come se un "dissennatore" di Harry Potter ti avesse succhiato via tutta la linfa vitale. E nel tempo, anche l'entusiasmo di metterti lì e fare pratica diventa sempre meno, sempre più flebile. Era un incendio che divampava, è ridotto a una fiammella che stenti a vedere nel buio. Qui, in Guitar PRAXIS, i MATERIALI sono una parte essenziale proprio per questo. Ogni singolo incontro è corredato da un fascicolo con dentro TUTTI gli argomenti trattati. In un formato agile, veloce, immediato. PRAXIS style. È una sorta di mini "manuale operativo" per la tua pratica della settimana, organizzato per materie: spiegazioni, esercizi, tempi, check-list. Tutto quello che ti serve per sederti e iniziare a praticare SUBITO. Senza distrazioni, senza tentennamenti, senza confusioni. Ti siedi, prendi la chitarra, apri il fascicolo, e sai cosa fare, come farlo, per quanto tempo. È tutto lì, non devi fare altro che mettere le mani sulla chitarra e lavorare (sodo) per migliorare. ADESSO. Materiali esclusivi, con un livello di dettaglio e di chiarezza che nemmeno puoi immaginare. Studiati e realizzati per portare la tua conoscenza e la tua tecnica al livello successivo istante per istante, pagina per pagina. E poi file multimediali, basi, gpx. Altro che "fai questi esercizi". Un altro mondo proprio. Un altro cosmo. L'AMBIENTE
Quando vai da un maestro privato spesso sei in casa sua, letteralmente. Magari si è ricavato una stanza dedicata, ma il contesto è quello. Entri in casa sua, sei suo “ospite” per un’ora. Il bello è che hai accesso al suo mondo, alla sua intimità creativa, puoi vedere l’ambiente, le attrezzature, il contesto reale nel quale lui lavora e crea. Il brutto è che… sei a casa sua! Per quanto sia “amicone”, resti sempre un suo “cliente” che sosta un’ora in casa sua. E anche nel caso in cui abbiate instaurato un rapporto di amicizia vera, la tua permanenza in quell’ambiente è per forza di cose limitata alla vostra ora di lezione settimanale… mica puoi imbucarti a casa sua quando ti va!! Se invece che a casa ti riceve in uno studio, non cambia granché: magari è meglio dal punto di vista degli equipaggiamenti, e puoi persino cimentarti con un po’ di “giocattoli” professionali (speriamo…) con cui iniziare a farti le ossa per quello che riguarda il lavoro in sala di incisione… Certo, se è uno studio sarà organizzato per ricevere altri clienti, musicisti, allievi… non è che puoi goderti questo spazio come e quando vuoi tu! Nel caso di una scuola di musica potenzialmente è persino peggio. A parte grandissime strutture dotate di enormi capitali alle spalle (due o tre in Italia), che peraltro finiscono per trattarti come il cliente di un supermercato, quello che succede è che ti ritrovi a entrare nella sede della scuola, fai due parole con la segretaria, saluti quelli che incontri nel cambio ora, poi fai la tua lezione e te ne torni a casa. Certo, magari qui hai dei momenti di incontro con altri musicisti come te, ma si limitano alla dannata “musica d’insieme” (la cosa potenzialmente più importante di tutte, eppure la più inutile, nel 99,8% dei casi; e nello 0,2% in cui funziona è casuale, il risultato accidentale di un istante fortunato), o alla vera maledizione delle scuole di musica, lo stramaledetto “saggio di fine anno” (un giorno ne parliamo di nuovo, ma che sia una tortura che ruba tempo all’apprendimento vero è qualcosa su cui è difficile non essere d’accordo, su). �Quindi, nei fatti, hai tutti gli svantaggi dell’insegnamento privato e in più sei un anonimo numero nel conto dei bilanci della scuola. L’unico valore potenziale, quello di fare da interfaccia tra allievi e mondo dello spettacolo per permetterti di accedere a opportunità reali di carriera, è realisticamente diluito nella bolgia dei grandi numeri, che non permettono una selezione di vero merito, mai. È più una “pesca a strascico”, perdi un pesce e non ti importa, tanto la pesca grossa la fai comunque e per te un pesce vale l’altro. Ecco, nella parte del pesce ci sei tu. E non è bello, no. Non tocca a me dire che Guitar PRAXIS sia “migliore”. Sicuramente è diverso. Molto, molto diverso. Onestamente credo sia l’unico posto dove un chitarrista, volendo, può venire e starci tutto il giorno, tutti i giorni. Sul serio. Puoi fare pratica nelle postazioni in cuffia (PRAXIS Daily Practice), puoi approfondire gli argomenti che ti interessano spulciando le centinaia di migliaia di pagine della PRAXIS Library, puoi passare una serata alla settimana con un PRAXIS tutor per il PRAXIS Open Coaching (due ore, gratis, oltre alle tue normali lezioni!!), puoi imparare e approfondire nuovi ascolti sotto la guida di esperti del PRAXIS Listening Club, puoi imparare a smanettare tra saldatore e brugole nel PRAXIS Lab, puoi approfondire temi specialistici nei sabati pomeriggi dei PRAXIS Workshop…
E poi le Jam, le esperienze in studio di registrazione, i seminari collaterali di ospiti esterni, le convenzioni con liutai, tecnici ampli e effetti, studi di registrazione, negozi… Non ha nemmeno senso stare qui a dirti tutto. Però una cosa è chiara:
Guitar PRAXIS NON è una “scuola di musica”.
È un Centro di Formazione Pratica per Chitarristi, un posto dove imparare a suonare, certo, e farlo ai massimi livelli di Perfezionamento e Aggiornamento. Ma anche (soprattutto) un posto dove trasformare le informazioni in pratica quotidiana, farle diventare -finalmente!- la musica che vuoi sentire, sotto le due dita, fuori dal tuo ampli. Meno “formule”, e più suoni. Meno “ginnastica”, e più musica. Perché il virtuosismo (tecnico e teorico), quello che per gli altri è il punto di arrivo, qui è il… punto di partenza: è quando lo hai consolidato che inizia la sfida vera, quella di usarlo per tirare fuori quanto di più speciale hai dentro. La TUA musica. La TUA “voce” sulla chitarra. Unica, irripetibile, inimitabile. Perché, banalmente, nessun altro è te. Per cominciare, vai nel PRAXIS Gruppo (https://www.facebook.com/groups/GuitarPRAXIS/) e inizia a confrontarti con chi questo percorso lo sta sperimentando. E iscriviti alla PRAXIS Newsletter (http://eepurl.com/GTZv5) dove verrai letteralmente travolto da una valanga di informazioni, materiali inediti, spunti di studio