Aspetti Giuridici, Storici ed Economici” del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria ha come obiettivo principale la diffusione e la conoscenza del patrimonio ebraico nelle sue molteplici declinazioni. All’interno di questo panorama, il Centro ha deciso di promuovere, per il prossimo triennio, il progetto “Zakhor - Il ricordo attraverso le carte d’archivio”. I
ntroduzione
Zakhor in ebraico significa ricordo e tale termine è stato scelto perché l’etimologia della parola ricordo ci sembra molto profonda: ri-cordo, infatti, deriva dalla radice cor, cordis -cuore- e indica il ri-portare e far ri-vivere qualcosa o qualcuno attraverso i sentimenti. Questo è, dunque, l’obiettivo del progetto: ricordare e far ricordare quei nomi, quelle persone, quindi, quelle vite di ebrei che hanno subito l’internamento in Italia durante la Seconda guerra mondiale. Il campo di Ferramonti di Tarsia (Cosenza)
Le analisi documentarie che il Centro sta portando avanti focalizzano l’attenzione soprattutto sul campo di concentramento di Ferramonti, il più grande campo per ebrei stranieri, aperto il 25 giugno del 1940, all’indomani dell’entrata in guerra del Regno d’Italia. Fino al settembre del 1943, quando fu liberato dagli Alleati, il campo di Ferramonti ospitò quasi quattromila ebrei stranieri. La storia del Campo rappresenta una vicenda del tutto eccezionale: sebbene fosse un campo di prigionia, a Ferramonti si potevano professare diverse religioni; vi erano concerti musicali, attività ludiche; partite di calcio e pallavolo; tornei di scacchi. Questa realtà, così particolare, fu resa tale soprattutto dai Direttori che si alternarono nella guida del Campo e che non poche volte permisero anche ai cittadini della vicina Tarsia di interagire con gli internati. Attraverso le testimonianze orali e le carte d’archivio, il Centro sta cercando di ricostruire la storia di Ferramonti e di far rivivere le vicende di quanti passarono da lì. Si tratta di ebrei stranieri provenienti principalmente da Germania, Austria, Slovacchia, Cechia, Ucraina, Polonia, Russia, Ungheria, che erano già residenti in Italia o che vi erano giunti per scappare alle persecuzioni naziste nei loro Paesi.