03/09/2018
SCHEDA TECNICA
Fendendo le stelle. Il pianeta majakovskij
1. Tipologia Lo spettacolo è in forma di lettura scenica (o mise en éspace), nel senso che il copione non viene mandato a memoria, ma viene letto. Non è però uno spettacolo “mancato”, è volutamente differente da una messa in scena tradizionale. Detto ciò, ovviamente c’è modo e modo di “leggere” ed interpretare un copione. Intanto, non facciamo uso di leggii, l’oggetto copione è stato personalizzato e caratterizzato in forma di diario. Quindi, anche dal punto di vista dell’immagine offerta al pubblico, siamo lontani anni luce dal senso di neutralità, staticità e freddezza che può derivare da una lettura svolta al leggio. (Al tempo stesso, anche uno spettacolo tradizionale può essere mortalmente soporifero ecc…) Questa scelta ci permette di creare azioni, gesti e movimenti che vanno a sostenere la drammaturgia, il testo recitato. Lo spettacolo presenta inoltre, nostra cifra artistica oramai consolidata negli anni, musiche di scena e un considerevole apporto di video originali, appositamente creati per l’occasione. A tutto questo aggiungiamo il lavoro svolto sulla rappresentazione ed interpretazione di Majakovskij, che non è mai contemporanea alla narrazione di Lili Brik e che risulta sempre “deformata” o da giochi di ombre o dalla proiezione dei suddetti video, proprio per sottolinearne la distanza nello spazio e nel tempo.
2. Scheda tecnica Lo spettacolo non presenta particolari difficoltà di allestimento. Utilizziamo:
un (1) proiettore;
due (2) computer;
due (2) fondali/quinte bianche per proiezione ed ombre;
impianto fonico;
impianto luci (la quantità dei fari dipende dallo spazio in cui ci muoviamo, ovviamente).
La scenografia è caratterizzata da pochi oggetti (sedie, libreria, tavolini, abat jour…) atti a richiamare alla mente alcuni luoghi e spazi quotidiani, tutti “interni”, comunque.
3. Anniversario Rivoluzione d’Ottobre Il nostro non è uno spettacolo sulla rivoluzione russa e non utilizziamo Majakovskij per parlarne. Certo, il poeta ne parla, ne scrive, ci si dedica, ne è convinto propagandista (per poi essere comunque messo in disparte dai burocrati). Noi ne parliamo perché la rivoluzione (non solo quella politica, bolscevica, ma e soprattutto, quella dello spirito e della cultura) fa parte del bagaglio umano ed artistico di Majakovskij, così come parliamo di arte, amore, futurismo. Ovviamente, non sottovalutiamo il ruolo che il Centenario avrebbe potuto avere per veicolare lo spettacolo e per attirare, forse, qualche risorsa in più. Siamo convinti, comunque, che per raccontare artisti dello spessore culturale del poeta russo non occorra necessariamente un anniversario, anche perché, tra le questioni che pone Majakovskij, ce n’è una assolutamente attuale ed è quella relativa al ruolo dell’Arte (e del poeta-scrittore, nel suo caso) nella società, il suo sviluppo.