Cattedra di Archeologia Subacquea - Dipartimento di Beni Culturali - Università del Salento
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Via Dalmazio Birago 64
Lecce
73100
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Archeologia dei paesaggi d’acqua
L’insegnamento di Archeologia Subacquea è stato istituito presso la Facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento fin dall’a.a. 1998-99, nell’ambito dell’Unità Operativa 2 del Progetto Strategico CNR MISM – Università di Lecce 251100 “Metodologie di Catalogazione dei Beni Culturali” guidata dal prof. Cosimo Pagliara e sin d’allora affidato a Rita Auriemma in relazione con il tema di ricerca “Porti e approdi antichi nell’Adriatico merdionale”.
Oltre all’attività didattica, svolta nell’ambito del corso di laurea magistrale in Archeologia, l’insegnamento persegue da anni alcune specifiche linee di ricerca. La principale è dedicata all’archeologia dei paesaggi d’acqua, costieri e subacquei, attraverso la riflessione sulle problematiche di carattere geomorfologico e paleoclimatico, la ricostruzione del paesaggio costiero antico, delle forme e dei modi del popolamento nell’antichità, le dinamiche di interazione tra uomo e ambiente.
Particolarmente proficue sono anche le linee di ricerca dedicate a rotte e trasporti marittimi, merci e mercati,attraverso lo studio di relitti, carichi e ceramiche, e all’aspetto dell’archeologia pubblica, quale strumento di sviluppo sostenibile dei territori. Sono stati condotti vari interventi di archeologia preventiva e valutazione del rischio archeologico (per esempio nel porto di Brindisi) di concerto con la Soprintendenza, che hanno coinvolto anche gli studenti.
Scenario privilegiato delle ricerche e della riflessione metodologica a esse relativa è in particolare l’area adriatico-ionica, con progetti specifici inerenti vari tratti e siti costieri, in collaborazione con partners nazionali e internazionali, enti pubblici e privati. Le numerose attività condotte in Puglia hanno prodotto il SIT della Carta Archeologica Subacquea della Puglia meridionale (con circa 650 evidenze archeologiche subacquee catalogate secondo gli standards dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) e l’estensione della Forma Maris a tutta la Regione con integrazione nel Sistema della Carta dei Beni Culturali della Puglia(www.cartapulia.it). Tra gli interventi più significativi vanno sicuramente annoverati quelli condotti nelle aree marine protette di Torre Guaceto (Br) e Porto Cesareo (Le), nell’insenatura di Torre S. Sabina (Br), nel Parco Regionale Naturale di Porto Selvaggio-Palude del Capitano (Nardò, Le), nell’area marina del Comune di Ugento, nel sito pluristratificato di Rocavecchia (Le), Frascone (Nardò, Le), etc., oltre che la curatela di numerose mostre e allestimenti museali dedicati all’archeologia subacquea del Salento (Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta il Salento - Aeroporto di Brindisi; Museo Castromediano - Lecce; Museo Archeologico Ribezzo - Brindisi; Museo del mare antico - Nardò; etc.).