11/08/2026
🧟♀️ La vera “maledizione delle mummie” esiste davvero?
Altro che leggenda… dietro il mito della maledizione delle mummie potrebbe esserci una spiegazione molto più concreta e inquietante.
Un recente studio scientifico ha analizzato il crescente commercio online di resti umani mummificati, venduti attraverso social network, siti web, piattaforme di e-commerce e case d’asta.
Mani, piedi, crani, teste mummificate e persino le famose tsantsas vengono messi in vendita, spesso senza alcuna indicazione sui rischi legati alla loro manipolazione.
Il problema? 🦠
Anche dopo centinaia o migliaia di anni, i resti mummificati possono conservare microrganismi e spore fungine, che possono disperdersi nell’aria quando vengono spostati o disturbati. Alcune mummie, inoltre, possono contenere residui di sostanze utilizzate anticamente per la conservazione, tra cui arsenico, mercurio e piombo.
Uno dei casi più inquietanti riguarda la tomba di Casimiro IV di Polonia: dopo la sua apertura negli anni ’70, 10 dei 12 studiosi e conservatori coinvolti morirono. Tra le ipotesi fu considerata anche l’esposizione a spore di Aspergillus.
E non sono a rischio soltanto archeologi e collezionisti: quando questi reperti vengono spediti per posta, anche corrieri, magazzinieri, addetti ai centri di smistamento e funzionari doganali possono entrarvi inconsapevolmente in contatto.
Quindi, forse, la “maledizione” non è soprannaturale.
È una questione di microbiologia, tossicologia, conservazione… e anche di etica.
Perché dietro ogni reperto umano non c’è semplicemente un oggetto da collezione: c’è stata una persona. E il commercio clandestino di resti umani apre interrogativi enormi sulla provenienza dei reperti, sul saccheggio archeologico e sul rispetto della dignità dei defunti.
🏺 La storia ci affascina. Ma la storia, soprattutto quando riguarda i morti, va trattata con rispetto.
https://www.theguardian.com/science/2026/aug/11/mummified-human-remains-trade-health-warning-curse?CMP=Share_iOSApp_Other