12/06/2026
🧩 Non tutti gli autismi sono uguali. Non a caso si parla più precisamente di “disturbi dello spettro autistico”. Uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, firmato da un gruppo internazionale di ricercatori tra cui - come primo autore - Marco Pagani, del MoMiLab, il Molecular Mind Laboratory Scuola IMT, ha scoperto che ne esisterebbero almeno due sottotipi caratterizzati da attività cerebrale e meccanismi diversi. Uno caratterizzato da una comunicazione tra le diverse aree cerebrali ridotta; l’altro, al contrario, in cui tale comunicazione risulta aumentata.
🧠 Lontano dalle semplificazioni come quella del ‘cervello medio’ o del ‘cervello prototipico’, Pagani ha studiato un ampio database pubblico di scansioni cerebrali effettuate con risonanza magnetica funzionale in 40 laboratori tra Stati Uniti ed Europa, aggregato da Adriana Di Martino, ricercatrice al Child Mind Institute di New York.
〰️Abbiamo misurato come e quanto le aree cerebrali comunicano tra loro, analizzando un segnale di attività neurale che viene definito in termini scientifici connettività funzionale”, ha spiegato Pagani. I risultati hanno anche mostrato che i circuiti meno connessi sono associati a funzioni che coinvolgono le sinapsi, mentre quelli più connessi sono risultati collegati al sistema immunitario. Questa scoperta è stata possibile grazie all’analisi di banche dati genetiche e allo studio di modelli genetici resi disponibili da Alessandro Gozzi, ricercatore all’Istituto Italiano di Tecnologia.
🔍Leggi l'articolo integrale su Nature Neuroscience
👉https://www.nature.com/articles/s41593-026-02287-z
Momilab
Not all cases of autism are the same. It is no coincidence that the term “autism spectrum disorders” is now used more precisely. A study just published in the journal Nature Neuroscience, authored by an international group of researchers including—as first author—Marco Pagani of MoMiLab, the Molecular Mind Laboratory at the IMT School, has discovered that there are at least two subtypes characterized by different brain activity and mechanisms. One is characterized by reduced communication between different brain areas; the other, conversely, by increased communication.
Moving beyond simplifications such as the “average brain” or the “prototypical brain,” Pagani studied a large public database of functional magnetic resonance imaging (fMRI) brain scans conducted in 40 laboratories across the United States and Europe, compiled by Adriana Di Martino, a researcher at the Child Mind Institute in New York.
“We measured how and to what extent brain areas communicate with each other by analyzing a neural activity signal that is scientifically defined as functional connectivity,” Pagani explained. The results also showed that the less-connected circuits are associated with functions involving synapses, while the more-connected ones were found to be linked to the immune system. This discovery was made possible by analyzing genetic databases and studying genetic models made available by Alessandro Gozzi, a researcher at the Italian Institute of Technology. Read the full article at the link above.