12/11/2023
--Riportiamo il messaggio di saluto del Presidente uscente Emiliano Ricciardi
Care socie, amiche e colleghe,
cari soci, amici e colleghi,
condivido con voi questo mio ultimo messaggio in qualità di Presidente, giunto ormai alla fine del mio mandato biennale. Avremo modo di vederci a Siena, ma gradivo anticiparvi qualche riflessione, non una lista dei risultati ottenuti.
È stato un grandissimo onore e piacere aver raccolto l’eredità scientifica e organizzativa di tanti maestri e, col supporto costante del Consiglio Direttivo e del Comitato Scientifico, contribuito alla conduzione di questa prestigiosa associazione scientifica per un breve, ma importante, periodo della sua crescita. Questi due anni sono infatti passati incredibilmente veloci, proprio per il significativo impegno che abbiamo tutti profuso nella ripartenza dopo il periodo pandemico.
Voglio riassumere questo mandato con quattro parole chiave.
Reputazione. La Società gode di ottima salute e, dopo la revisione statutaria, organizzativa e tematica di qualche anno fa, ha rapidamente beneficiato di una crescita positiva: i nostri affiliati stanno aumentando, i nostri consessi mostrano numeri ogni anno più alti su tutte le voci, il nostro equilibrio finanziario è rassicurante. Questa solidità reputazionale, non scontata per una società scientifica ‘non clinica’, è stabilmente riconosciuta a livello nazionale e spinge sempre più ricercatori e società scientifiche affini a guardare verso noi e aprire dialoghi: volti nuovi e ‘storici’ ormai partecipano alla definizione e allo svolgimento dei lavori scientifici, il mondo istituzionale guarda alla SIPF come modello di formazione scientifica (quanto importante è stato il riconoscimento ministeriale), diversi sono stati i dialoghi aperti con altre società per creare momenti comuni di scambio di conoscenze.
Equilibrio. La nostra SIPF mostra adesso un equilibrio nelle sue anime, un proficuo dialogo tra ‘generazioni’ di ricercatori. Se da un lato, come dicevamo, i nostri soci mostrano un’età media sempre più bassa e il nostro congresso annuale viene percepito come un momento di verifica della propria crescita scientifica, dall’altro, siamo riusciti a recuperare una presenza costante delle nostre figure più rappresentative che, negli anni, avevamo un po’ smarrito. Se questa ‘guida saggia’ rimane e rimarrà sempre fondamentale, voglio però fare un encomio verso quella squadra di ricercatori giovani e affermati, che hanno individuato nella nostra Società lo spazio appropriato e il piacere per condividere idee e risorse. Per molti anni, rappresenteranno una componente importante della Società.
Prontezza. Uno dei nostri ‘segreti ben noti’ è saper essere sempre aggiornati, a livello metodologico e a livello tematico, favorendo sempre più un dialogo traslazionale e multidisciplinare, che ha storicamente ‘fertilizzato’ i nostri lavori congressuali, e promuovendo comportamenti edificanti, come la spinta che abbiamo dato all’open science attraverso l’azione con l’ITRN.
Novità. Non abbiamo mai avuto timore di cambiare e adattarci, di sperimentare modifiche e verificarne l’utilità. Anche in questo caso, caratteristica non comune alle società scientifiche. Come già detto, lo abbiamo fatto qualche anno fa, con le novità statutarie. Lo abbiamo promosso anche introducendo iniziative, come gli Snack SIPF, o cambiando l’organizzazione dei nostri eventi annuali. Ne sono un esempio le sessioni parallele, che negli ultimi due appuntamenti, hanno interessato praticamente tutto il programma scientifico, e le sessioni poster, che quest’anno sono state addirittura raddoppiate, come momento fondamentale di scambio di conoscenza.
Come possiamo quindi crescere ancora? Dove possiamo migliorare? La crescita finora è stata attenta e, in un certo senso, ‘fisiologica’. Adesso dobbiamo cercare (e forse osare con) qualcosa di diverso.
Negli anni abbiamo dialogato, anche con qualche difficoltà, con altre società e gruppi scientifici, ma senza mai riuscire a fare davvero passi avanti comuni: ci siamo comunque vicini ed è giusto continuare nel tentativo.
Abbiamo provato a coinvolgere nuovi laboratori e ricercatori: non tutti sono rimasti, ma qualcuno è tornato dopo anni.
Abbiamo tentato di convincere sull’utilità dell’affiliazione alla nostra società, ma ancora i benefici dell’iscrizione non sono percepiti.
Abbiamo valutato se inserire la Società come partner di alcuni progetti di ricerca, ma ancora non sono state individuate le modalità migliori.
Abbiamo cercato maggiore visibilità, anche sui social media, ma ancora non siamo in grado di mantenere una costanza d’azione.
Se ho raccolto da Massimiliano una società resiliente ma appena uscita dalla pandemia, lascio a Nadia una Società che ritengo ‘pronta al decollo’ e che è pronta ad affrontare la sua prossima agenda.
Se un riconoscimento dei successi SIPF va a tutti voi, il mio ringraziamento più sentito si rivolge adesso a Sara, Cosimo, Maria Concetta, Marta, Claudio, Luigi, Mirta, Ferdinando e, ovviamente, Massimiliano e Nadia: tutto quello che abbiamo promosso e ottenuto in questi due anni, è perché in loro ho ritrovato il mio stesso entusiasmo e impegno.
Ci vediamo tra qualche giorno a Siena,
Emiliano