Costantino Giuseppe studio commerciale

Costantino Giuseppe studio commerciale Contabilità fiscale IVA e generale, Contenzioso tributario, Impianto contabilità aziendali, Consulenza commerciale e societaria.

Commercialista, Revisore dei conti, Economista d'impresa.

17/02/2026

Agenzia delle Entrate, addio controlli sui conti correnti, ora serve l'autorizzazione di un giudice: nuova sentenza CEDU
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Il diritto al rispetto della vita privata e della corrispondenza comprende anche la dimensione digitale e bancaria, che non può essere trattata come una zona franca sottratta a ogni garanzia.
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha fissato un principio destinato a incidere profondamente sul sistema dei controlli fiscali italiani: l’Amministrazione finanziaria non può accedere ai conti correnti senza un controllo giudiziario preventivo.
Con la sentenza dell’8 gennaio 2026, l’Italia viene condannata per l’eccessiva invasività delle indagini bancarie svolte in assenza di adeguate tutele.
Attualmente, l’Agenzia delle Entrate può ottenere i dati finanziari dei contribuenti sulla base di una semplice autorizzazione interna rilasciata dai propri dirigenti.
Secondo i giudici di Strasburgo, questo meccanismo viola il diritto al rispetto della vita privata garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Non è più sufficiente un atto amministrativo: l’accesso a estratti conto, movimenti e transazioni richiede, ora, l’intervento di un giudice che verifichi la reale necessità dell’indagine e la sua proporzionalità.
La decisione impone allo Stato italiano di riformare il sistema, affinché la lotta all’evasione fiscale non avvenga a scapito della riservatezza dei cittadini.

- La normativa italiana -

In base alla disciplina vigente (art. 51 d.P.R. n. 633/1972 e art. 32 d.P.R. n. 600/1973), l’accesso ai dati bancari è subordinato a un’autorizzazione del direttore centrale o regionale dell’Agenzia delle Entrate.
Si tratta, però, di un atto puramente amministrativo e la Corte europea censura proprio questo aspetto: l’Ufficio che dispone il controllo è lo stesso che ne valuta la legittimità, senza alcun vaglio esterno.
La giurisprudenza della Cassazione ha, inoltre, spesso affermato che tale autorizzazione non debba nemmeno essere motivata e ciò determina, secondo Strasburgo, un potere privo di limiti effettivi. Il rischio concreto è che un contribuente subisca controlli estesi e protratti nel tempo senza che l’Amministrazione debba dimostrare a un giudice l’esistenza di indizi specifici.
Per la Corte, solo un provvedimento di natura giurisdizionale può garantire una tutela adeguata, trattandosi di informazioni che appartengono al nucleo più intimo della vita privata.
La normativa italiana attribuisce al Fisco un’ampia discrezionalità, sia nella scelta dei soggetti da controllare, sia nell’estensione delle informazioni richieste agli istituti di credito.
Questa libertà d’azione, priva di criteri rigorosi, espone i cittadini al rischio di verifiche arbitrarie e non soddisfa i requisiti di “qualità della legge” richiesti dalla Convenzione europea.

A ciò si aggiunge un ulteriore profilo critico: l’assenza di una tutela immediata laddove il contribuente non può rivolgersi a un giudice per impedire o contestare l’accesso ai propri dati bancari nel momento in cui avviene: l’unica possibilità di difesa è successiva e indiretta, attraverso l’impugnazione dell’eventuale Avviso di accertamento.
Se, però, l’indagine non sfocia in un atto impositivo, il cittadino non avrà mai la possibilità di far valere la violazione della propria privacy.
L’ingerenza, dunque, resta priva di qualsiasi controllo effettivo.

E allora cosa dovrà cambiare?
Alla luce della sentenza, l’Italia è chiamata a intervenire sul piano legislativo.
Il contrasto all’evasione fiscale rimane un obiettivo legittimo e necessario, ma deve essere bilanciato con il rispetto dei diritti fondamentali, per cui occorre introdurre meccanismi che impediscano controlli indiscriminati sui conti correnti, subordinandoli a criteri oggettivi e verificabili da un’autorità indipendente.
In particolare, la nuova disciplina dovrà prevedere:
• l’indicazione chiara delle circostanze che giustificano l’accesso ai dati bancari;
• l’obbligo di un provvedimento motivato e proporzionato;
• la possibilità per il contribuente di adire un giudice anche prima o a prescindere dall’emissione di un accertamento;
• un controllo giurisdizionale effettivo sulle modalità di svolgimento delle indagini.
In mancanza di tali riforme, l’Italia continuerà a violare gli obblighi derivanti dalla Convenzione europea.

23/01/2026

- I DANNI DEL CICLONE e ... le polizze catastrofali.
La polizza catastrofale - obbligatoria dal 1 gennaio 2026 per le imprese -, per come è stata definita, non copre le mareggiate (come i terremoti e altro ancora).
Per cui, è assurdo - e oltremodo molto scorretto - richiamare la polizza come criterio per restringere o condizionare gli aiuti a seguito dei danni provocati dal ciclone Harry alle zone costiere di Sicilia, Sardegna e Calabria.
Il paradosso evidente è che chi si è assicurato rischia di non essere rimborsato, perché l’evento non rientra nelle coperture previste - ma potrebbe, comunque, accedere ai contributi pubblici - mentre, chi non fosse ancora assicurato, rischia di restare escluso dai ristori pubblici, benché questa polizza non avrebbe comunque coperto questo danno ...

Vergognoso non porre rimedio al ridicolo paradosso.

Rottamazione quinquies al via.
21/01/2026

Rottamazione quinquies al via.

31/12/2025

- Da un lato il commercialista e dall'altro i tecnici addetti ai registratori di cassa delle varie marche commerciali: osservatori speciali i controllori dell'Agenzia Entrate.

Dal 1° gennaio sarà vigente l'obbligo di collegare il pos al Registratore di cassa telematico.
Sin qui, nulla di assurdo.
L'assurdo sta nella disciplina del comportamento dell'esercente nell'obbligo di cosa e come fare per integrare il riepilogo giornaliero dell'incasso da trasmettere - sempre con modalità telematiche - nel periodo che va dal 1° gennaio, fino all'avvenuto adeguamento della connessione del pos al Registratore di cassa.
È proprio questo il periodo difficile per gli esercenti!

Dall'1/1/2026 è obbligatorio:
• memorizzare puntualmente i dati dei pagamenti elettronici tramite registratore telematico;
• indicare nel documento commerciale:
- mezzo di pagamento utilizzato (POS – carta – altro)
- relativo importo
- trasmettere giornalmente in forma aggregata tali dati insieme ai corrispettivi.

Quindi, anche senza collegamento, il sistema deve iniziare a registrare e inviare i dati degli incassi elettronici.

Regime sanzionatorio!!!

• € 100 per ciascuna omissione o trasmissione errata (entro massimo € 1.000 per periodo),
• si applica anche alla mancata o errata trasmissione dei dati sui pagamenti elettronici.

I rischi operativi sono sicuramente molto rilevanti, atteso che sarà difficile non commettere errori, spesso incolpevoli, quanto involontari, e senza alcun illecito/frode - ma lo stesso sanzionati - nel fare l'integrazione prevista e, da tutto ciò, si deduce, ancora una volta, la malcelata volontà di produrre extragettito a suon di vessazioni:
extragettito benvenuto!

Grazie, "Fisco amico" un c***o!

01/11/2025

- "Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due".. disse il grande Eduardo.
.. ed è, purtroppo, cosa vera, dato che gli imbecilli sono sempre in continuo aumento ...

Fra poco saremo chiamati a rinnovare le compagini che guideranno gli Ordini Territoriali dei Commercialisti e, conseguentemente, si rinnoveranno, come sempre, le dispute per "catturare" l'elettorato, che, a livello di schermaglie, ovviamente, sono già cominciate da qualche tempo, per inasprirsi, anche con toni esacerbati, man mano che si avvicina l'Election Day.
Il motivo scatenante per il quale nasce la tenzone è sempre lo stesso e mai dichiarato: potere.

Contare, mettersi in mostra, disporre, dire avendo un peso, insomma, poter compiacersi nel proferire "Io sono ..." e incutere rispetto in chi ascolta:
c o m a n d a r e.

Questo è il vero cancro !

Molti aspirano a ricoprire la carica più rappresentativa per "diritto di nascita", altri per "diritto di forza", mai, neppure uno, per diritto di ideali, magari "figlio di nessuno", che non guasta, chè spesso sono proprio questi i potenziali innovatori con idee leali.

Però, gli imbecilli sono tanti e, sempre, si comportano da imbecilli!..Salvo, poi, lamentarsi della scelta fatta nell'urna elettorale ... sempre così!

- 'O figl 'e nisciun - è proprio quello da votare, per lealtà, valori e meriti, non altri.

Gli esami non finiscono mai.

È cosa buona & giusta🤷‍♂️
26/10/2025

È cosa buona & giusta
🤷‍♂️

23/10/2025

- Elbano: "Corsia privilegiata"

Per i commercialisti nelle sedi locali dell’Agenzia delle Entrate, al fine di riattivare un canale che permetta ai professionisti che coltivano, sul territorio, "una più che giustificata insoddisfazione" per il rapporto non sempre agevole con l’Amministrazione Finanziaria di stabilire, potendo disporre di sportelli dedicati, un efficace confronto tecnico preventivo che garantisca l’equità del sistema tributario.

Il Presidente Elbano De Nuccio, al congresso di Genova, annuncia una corsia privilegiata in arrivo per l’accesso dei Dottori Commercialisti presso le sedi locali dell’Agenzia delle Entrate.

Ma questo "Elbano", ci è o ci fa?
.. si vanterebbe di un "riconoscimento" che ai Commercialisti è "dovuto" ...
Piuttosto, spieghi dove stava quando la nostra categoria lamentava (e lamenta), "a più non posso" , i soprusi perpetrati dagli Uffici locali dell'Agenzia Entrate, quando hanno iniziato a non permettere appuntamenti ai commercialisti, quando hanno cominciato, complice la pandemia, a "lavorare da casa", quando hanno cominciato a trattare la nostra categoria come un "fastidio", ... quando, ... quando, ... quando ..., cantava un vecchio, caro, motivo musicale.

Pretendiamo un giusto rispetto - dovuto - non altro, ... e questo "Elbano", probabilmente, non sa cosa sia!
.. o, forse, si trova in "tutt'altre faccende affaccendato".

19/10/2025

- Riflessione sullo stato attuale della Giustizia Tributaria.

Negli ultimi tempi ho avvertito forte il bisogno di condurre un'indagine conoscitiva personale sulla Giustizia Tributaria e ne ho ricavato una netta senzazione di sgomento per quanto ho avuto modo di approfondire, leggendo, qua e là, sentenze - quantomeno - discutibili.
Quanto appreso, in piena coscienza, mi porta a pensare che i problemi segnalati con insistenza dagli addetti ai lavori (sopratutto dai commercialisti e dagli avvocati che operano nel settore tributario), anziché marciare verso una quache accettabile soluzione, vanno decisamente nel segno opposto rispetto alle giuste richieste.
Si è auspicato, da qualche decennio, anche con insistenza, un cambio della dipendenza dei Giudici Tributari, per preservarne la terzietà, vale a dire porli come appartenenza al Ministero di Grazia e Giustizia, come tutti gli altri giudici di ramo diverso (civile, penale, amministrativo, etc.), corregendo, finalmente, l'inidonea appartenenza al Ministero delle Finanze (parte in causa ...), ma la richiesta, benché logica e motivata, oltre che incontestabile sotto il profilo giuridico, non solo viene continuamente aggirata, ma, negli ultimi anni, secondo me, viene spudoratamente ignorata per fini di ultra-gettito degli Uffici delle Entrate, che, approfittando ignobilmente dell'equivoco giuridico, esercitano un certo potere di controllo sulle Corti di Giustizia Tributaria, spingendole a non accogliere (o a farlo di rado) i ricorsi dei contribuenti, anche quando fossero legittimi e ben motivati.
Ciò accadeva anche prima della pandemia, in certa misura, ma, dopo questa calamità sociale che ha sconvolto l'ordine delle cose, il problema si è notevolmente acuito, arrivando anche a rigettare molte controversie con l'uso sconsiderato, quanto perfido e mistificato, di dichiarazioni di inammissibilità di ogni genere ...
Il mio pensiero, in scienza e coscienza, mi porta a presumere che ciò accade per ... "ordini superiori".

A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina ...

Poi, per giunta, i nostri vertici ordinistici hanno le menti rivolte altrove ...
(... e non vorrei arrivare a pensare alla riscossione di contropartite pattuite o sottese, con il non velato riferimento alle lotte intestine di predominio, che sembrerebbero assorbire totalmente i loro non dichiarati interessi).

28/05/2025

- Ordini professionali che mal tutelano i loro iscritti - ODCEC -.

Purtroppo, nonostante i tanti campanelli di allarme che si susseguono, ci duole dover annotare, ancora ed ancora, che i nostri vertici istituzionali non intervengono per i troppi disservizi SOGEI o, quando lo fanno, a noi iscritti pare che le giuste lagnanze avvengano in un clima troppo (ma troppo!) di "vulemose bene".
Non dico che bisogna necessariamente litigare con il Ministero o con l'Agenzia Entrate, ma, sicuramente, vanno messi, e con assoluta fermezza, dei saldi paletti e non bisogna accettare quello che, ogni volta, "cala dall'alto", se non si ritiene giusto ed adeguato.
Perciò, onore e merito all'ANC che, tempestivamente, non perde occasione per fare le giuste rimostranze, ma ciò non basta: bisogna pretendere e ricevere rispetto!
Questo non deve essere negoziabile, mai.

17/04/2025

- Proroga alla norma stracciabollo, scadenza posticipata al 30 giugno.

Posticipato il termine ultimo per poter accedere ai benefici fiscali.
È stata approvata all’Ars la norma che posticipa il termine ultimo per poter accedere ai benefici fiscali del cosiddetto stracciabollo: dal 30 aprile al 30 giugno prossimo.
I siciliani potranno così sanare la tassa automobilistica regionale - scaduta tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2023 - senza interessi e sanzioni, versandola entro il 30 giugno di quest’anno.

27/02/2025

- Ravvedimento operoso, art. 13 del D.lgs. 18 /12/97, n. 472, abusato per ottenere un illegittimo arricchimento?

Torno sull'argomento, perché sono, ormai, 27 anni che è stato introdotto, nel nostro impianto Tributario, l'istituto del "Ravvedimento operoso".
Norma che consente di regolarizzare, con sanzioni moderate e modulate, versamenti per tributi dovuti, ma non eseguiti per tempo, o perché impossibilitati da momentanea mancanza di liquidità, o per errori commessi nei calcoli, i quali, poi, siano stati corretti.
Fin qui, tutto bene e pacifico.
Purtroppo, però, l'Amministrazione Finanziaria, non si è mai (volutamente?) adeguatamente attrezzata, con software idonei a riconoscere l'applicazione speciale.
Per cui, capita (troppo, ma troppo, spesso!) ai contribuenti che fanno legittimamente ricorso all'istituto, di vedersi notificare illegittimamente le sanzioni intere e gli interessi dei versamenti tardivi, benché ravveduti correttamente, versando, contestualmente al tributo tardivo, sanzioni ridotte ed interessi, come disciplinato dalla norma.

Avevo scritto, nel mio post precedente sullo stesso tema, ...

Delle due, una.
O l'Amministrazione si avvale di tecnici programmatori informatici non all'altezza del compito (che a me sembra, per il caso trattato, non assolutamente difficoltoso ...), oppure la disfunzione è cosa voluta ...

Oggi, invece, scrivo e dico convintamente:

la disfunsione è certamente cosa voluta, essa genera un extra-gettito vigliaccamente sottratto, quindi RUBATO, dalle tasche dei contribuenti onesti, i quali, in un primo tempo, riconoscendo la tardività del versamento, sanano spontaneamente l'intempestività, ricorrendo all'istituto apposito del Ravvedimento operoso, ma dopo, in un secondo momento, ricevendo l'addebito truffaldino con Comunicazione ufficiale dell'Ade, versano (e non dovrebbero farlo), anche fidandosi, quanto loro viene richiesto ILLEGITTIMAMENTE, a volte, anche, per non essere costretti a perdere tempo (e soldi) a richiedere il giusto annullamento, datosi che la regolarizzazione era già avvenuta contestualmente al versamento tardivo del tributo.

Una domanda sorge spontanea:
quanto incassa - furbescamente - l'Erario da questo (in)volontario errore?
Questi avvisi hanno cura di portare la data effettiva del versamento tardivo, quindi, va da sé, che questa venga correttamente individuata dal sistema informatico in uso dell'Ade, ma, lo stesso, inspiegabilmente, non individua, di contro, i contestuali codici tributo, sia per sanzioni, che per interessi da Ravvedimento, presenti nella stessa delega di pagamento ... 🤔
(e qui stendo un velo pietoso, ... e, SCHIFANDOMI nel profondo, non intendo dilungarmi a parlare dell"art 2041 c.c. sull'indebito/illegittimo arricchimento ...)

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA !!

30/10/2024

- Se l'Agenzia Entrate non ha alcun rispetto per i commercialisti, occorre necessariamente rispondere con forza per le rime!

Lo dico con assoluto rispetto dei ruoli e delle esigenze di tutte le parti, ma il rispetto deve essere reciproco, altrimenti ... guerra aperta!
"U rispettu è misuratu, cu lu porta, l'havi purtatu", così recita un vecchio e saggio detto popolare.
È di questi giorni l'ennesima vertenza della nostra categoria, che lamenta le improvvide scadenze fiscali, notevolmente appesantite dal Concordato Preventivo Biennale - CPB -.
Già dall'apparizione dell'Istituto straordinario, accorpato nei moduli dichiarativi, la nostra categoria ha manifestato le molte perplessità, ma l'Amministrazione Finanziaria è rimasta sorda a ogni nostra richiesta ben motivata, emanando, inoltre, chiarimenti essenziali fino ad ieri - antivigilia della scadenza fissata - (chissà se ne arriveranno ancora altri ...).
A questo quadro assurdo, se non grottesco, si assommano disservizi su invii telematici che vengono scartati con motivazioni fuori da ogni logica, costringendo ad ulteriore perdita di tempo gli increduli e perplessi professionisti, nonché alle numerose difficoltà di collegamento, laddove il sistema non riconosce financo le credenziali !
Basta! Adesso avete rotto tutto ciò che si poteva rompere!
Se deve essere guerra, guerra sia, anche fuori dagli schemi previsti.

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