04/05/2015
EURO O EUROPA?
Per definizione l’Unione Economica e Monetaria (UEM), avviata con il Trattato di Maastricht nel 1992, è quel processo di integrazione tra Stati europei che ha portato alla adozione dell’euro (moneta ad oggi in uso in diciannove Stati membri costituenti l’Eurozona). Affinché l’espressione “Unione Economica e Monetaria”, sancita espressamente nel Trattato sull’Unione Europea e di cui si sente costantemente parlare, non rimanga lettera morta, è opportuno innanzitutto chiarire gli obiettivi che si prefigge di raggiungere.
I principali obiettivi delle istituzioni dell’Unione economica e monetaria, stando anche a fonti ufficiali del Parlamento europeo (www.europarl.europa.eu), consistono: nel perfezionare la realizzazione del mercato interno eliminando le variazioni dei tassi di cambio e i costi inerenti alle operazioni di cambio; nell’assicurare la comparabilità dei costi e dei prezzi all’interno dell’Unione europea; nel porre fine a qualsiasi tipo di speculazione tra le monete dell’UE; nel rafforzare la stabilità monetaria e la potenza finanziaria dell’Europa.
Considerata però la crisi economica che tuttora incombe sull’Unione Europea, può dirsi che gli obiettivi prefissati dall’Unione Economica e Monetaria siano stati raggiunti? Strumenti come il Quantitative Easing (la BCE acquista titoli di Stato per immettere liquidità nel sistema) di fatto portano benessere nei mercati a breve termine e danno respiro alle economie più deboli, ma, analizzando le cronache di ogni giorno, può dirsi effettivamente attuata la politica economica e monetaria dell’Unione Europea? E tutto questo va considerato anche alla luce della situazione in Grecia e degli altri paesi dell’Eurozona economicamente più fragili. Sebbene lo stesso presidente della Commissione Europea Juncker abbia escluso l’uscita della Grecia dall’euro (la c.d. “Grexit”), ci si rende subito conto che l’Unione europea è tutto fuorché un unione monetaria solida.
In realtà ci si dovrebbe rendere conto che per dare vita ad un Unione monetaria vera e propria, per dare vita ad una Europa migliore per le future generazioni e competitiva sul piano internazionale, bisogna puntare sull’Unione Politica. E’ necessario che tutti i 28 stati membri dell’Unione europea cooperino tra di loro per dare vita alle riforme strutturali che sono necessarie per stare al passo con i tempi e soprattutto con le esigenze dei cittadini. E’ errato infatti considerare l’Unione Europea un sinonimo di Euro: l’Europa è qualcosa di più grande e bello; è uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia comune; è anche opportunità di lavoro. Forse questi aspetti possono sembrare marginali se rapportati all’attuazione della politica monetaria, ma se il sogno è creare, come era nell’auspicio dei padri dell’Unione Europa, “gli Stati Uniti d’Europa” non si può e non si deve prescindere da questi aspetti. Infatti solo attraverso una Unione Europea che guardi innanzitutto ai cittadini e alle riforme strutturali e non solo alle banche, che si interessi del benessere dei suoi popoli, solo gettando solide basi politiche e culturali che si potrà raggiungere in modo proficuo una Unione monetaria matura ed efficiente.